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Quando il marketing è un "tam tam"

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“The Pirate Bay”, la baia dei pirati del Torrent, raggiunge cifre astronomiche e mira ad entrare a far parte del guinness dei primati: “Solo pochi giorni fa i peer connessi in contemporanea sui tracker del portale svedese erano 22 milioni, ora sono arrivati a quota 25 milioni e continuano ad aumentare.
Tanto che Brokep & compagnia accarezzano l’idea di veder stampato il nome “TPB” nel Guinness dei Record.
In dodici mesi i peer (numero che può essere brutalmente interpretato come gli indirizzi IP attivamente coinvolti nella condivisione dei contenuti) sono triplicati, così come è aumentato a dismisura il numero di file scambiati ora a quota 1,8 milioni, arrotondando per difetto.” punto-informatico.it

Una struttura semplice e minimale, un motore di ricerca efficiente e milioni di file (o meglio di “link” agli stessi) condivisi tra una miriade di persone.
Una ricetta semplicissima ma straordinariamente efficace. Nessuna pubblicità, nessun adesivo e nessuno spot ma solo un portale estremamente performante sul quale gli utenti da ogni punto del pianeta possono trovare quello a cui sono interessati senza spostarsi dalla propria poltrona.

Le mayor, le grandi lobby della musica e del cinema holliwoodiano, senza entrare nel merito etico della faccenda, iniziano a prendere molto sul serio il fenomeno Pirate Bay ed è la dimostrazione che un servizio spaventosamente efficace non ha bisogno di nessun tipo di marketing, perchè lo stesso viene autoalimentato dagli utenti attraverso il passaparola.

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