Si sta facendo un discreto chiasso in rete in questi giorni: lo show della neutralità sta per avere inizio. L’idea sembra interessante, diamo voce:
Archives for 2008
La guerra degli account
Capita sempre più spesso di registrarsi a siti e servizi che richiedono dati personali, di recente approcciavo il simpatico servizio mybloglog e..sorpresa! E’ necessario un account yahoo! La cosa mi ha stupito e mi ha fatto riflettere ma non mi ha convinto ha scrivere un post.. l’ha fatto invece google analytics, volevo infatti rendere disdponibili le statistiche del sito ad alcuni collaboratori quando ho scoperto che gli utenti devono possedere un account google per poter essere parte della festa delle statistiche.. Se da un lato si va verso l’identità federata, dall’altro mi sembra si perda il cardine del successo di alcuni dei grandi player del web: google ha fatto pensare perchè il suo successo era “spedire l’utente via dal sito nel minor tempo possibile”, oggi però leggere gmail, scrivere su blogger o analizzare le stats del proprio sito richiede un utenza google, il che significa che google ci segue eccome.. Vorrei spezzare una lancia in favore del motore, non credo sia tempo di preoccupanti per quanto affascinanti dark side ma mi fa pensare questa necessità di account comuni per accedere a diversi servizi. Il fatto che l’utente sia legato a 3 grandi monopolisti di servizi (Microsoft, yahoo!, google) in situazione co-opetitiva è positivo? La parte poco “simpatica” sta nell’economia da supermercato che si sta sviluppando: appena un progetto interessante emerge uno dei 3 squali se lo mangia, 100 milioni di dollari all’inventore che se ne va alle bahamas e pance ingrossate per big G big M o big Y, che fare per preservare la democrazia della rete?
Mobile web: è tempo di cambiare marcia
Il mobile web italiano forse dovrà aspettare ma la sensazione è che le cose si stiano muovendo.. A lanciare la discussione sono le parole di Eric Schmidt che definisce il mobile “the next big thing”. L’approfondimento di qualità pubblicato sul blog tsw ci dice che alle parole seguono i fatti, google ha pronti premi per 10 milioni di dollari per lo sviluppo di una piattaforma mobile. Un dominio dedicato .mobi è pronto e già sono on line alcuni siti interessanti, via wikipedia.com segnaliamo
Seo Friday
Segnaliamo l’interessante momento SEOgastronomico Chi Seo Friday, il search engine veneto ci sarà tutto e noi non potremo mancare.. queste iniziative tengono alta l’attenzione sul SEO ma soprattutto servono a confrontarsi sulle tematiche del web marketing per il 2008, questione di assoluto interesse, tutti invitati!
Il brand sotto chiave
Ci è capitato di recente di assistere ad una discussione tra un responsabile marketing aziendale e un responsabile del web marketing. L’oggetto del contendere? Il nome di dominio da assegnare ad un minisito. Il brand aziendale richiama un termine poco conosciuto e difficile da pronunciare, si parla di un a pmi per cui eventuali ricadute non sarebbero cosi devastanti visto che l’azienda è comunque presente con un proprio sito-madre ben posizionato. Il direttore marketing proponeva ugualmente l’utilizzo del brand, il responsabile del web marketing aveva invece individuato un’ottima parola chiave libera come nome di dominio (per intederci simile a www.abitidacerimonia.it) e su questa decisione c’è stata una interessante discussione che non può non coinvolgere chi si occupa di marketing, secondo voi è meglio sacrificare il brand cedendo ad internet (ed in particolare a google) o è giusto scontare qualche problema di usabilità non utilizzando il nome di dominio come leva di search engine marketing?
Impegni e promesse per un 2008 di ricerca
Dopo 27.400 visite nel 2007 (da febbraio) e un bel successo in termini di apprezzamento sul web (un pò di autoreferenzialità ci vuole..) per sitiwebmarketing è tempo di novità , per un 2008 di successo.. e di ricerca. Come ben sapete la gestione di sitiwebmarketing è affidata a me, che di lavoro faccio il ricercatore universitario, dallo studio boraso.com e con il cambio di marcia della nostra proprietà , cambieremo anche noi, in meglio si spera. Cosa succederà ?
L’infrastruttura di rete, il web 2.0, le pmi
C’è una componente critica della rete di cui spesso nessuno parla: l’infrastruttura. In più occasioni abbiamo accennato all’idea ma l’ennesima conferma arriva dal convegno cisco sul web 2.0, prima o poi si rischia di doverlo affrontare. Come si può verificare in qualsiasi mediaworld o trony delle nostra città il costo di cavi, memorie e “pezzi” infrastrutturali è costantemente in discesa, ieri alla mediaworld di padova un buon hard disk da 750 GB (!) era quotato 149 euro, praticamente quanto ho pagato io per 160 GB sei mesi fa. Abbiamo due tendenze divergenti: il grande aumento della domanda di memoria, banda e infrastruttura e il grande calo del costo per byte o bit trasferito. Il rischio è che si arrivi a saturazione della capacità o che i costi per le operazioni più virtuose di database marketing (sembrano essere le query il responsabile principale) salgano in maniera esponenziale. Spesso, si è visto nei motori di ricerca ma anche nell’installazione dell’adsl, alcuni algoritmi di compressione vengono in soccorso e salvano per uno o due anni la situazione.. il problema ci sarà solo quando la lepre supererà la tartaruga..
Blue Ray o HD DVD? A decidere potrebbe essere un cliente inatteso..
“deciderà il porno”. E’ questo il titolo provocatorio (o no?) dell’articolo pubblicato su tecnocino.it a proposito della battaglia tra Blue Ray e HD DVD: chi vincerà ? L’ago della bilancia sembra pendere sempre più a favore del blue ray, soprattutto dopo che a modificare la propria scelta è stato un cliente…particolare.. l’industria del porno! Sembra infatti che questo sia un business da svariati miliardi di dollari (60 per la precisione) e che questa decisione sia stata accolta con gioia dai sostenitori del blue ray! Tecnocino ci ricorda che anche nella battaglia degli standard tra il vhs (poi trionfante) e il più performante betamax questa industria fu una delle chiavi del successo.
Riceviamo&Pubblichiamo: Al via la rivoluzione della finanza personale.Con Zopa.it prestiti direttamente tra le persone, senza intermediari.
Annunciata oggi l´apertura pubblica della comunità di Zopa.it. Nei due mesi della fase ad invito: 8.000 iscritti e offerto più di 1 milione di euro. Il pioniere è uomo, tra i 25 e 44 anni, del Centro Nord.
Web marketing: una partita a carte..scoperte!
Sarà che il web marketing operativo si impara sui forum.. sarà che le sensazioni attorno a questo mondo sono comuni (è difficile far capire alle persone e alle aziende quanto conta il web), sarà che gli attori sono tutto sommato (quasi) sempre quelli che si muovono da un’azienda all’altra.. sarà che gli incontri periodici non mancano per cui il livello di aggiornamento è paritario..fatto sta che se quella del web marketing non è una loggia poco ci manca.. ci piacerebbe chiamarla lobby ma qual’è il potere contrattuale di chi deve far capire davvero che il proprio lavoro non è intangibilità e fumo ma produce valore? Sarà tutto questo, ma guardando ai vari siti e blog di settore si ha una sensazione molto strana, difficilmente presente in altri mercati: la partita del web marketing si gioca a carte scoperte. Sono molti i blog ed i siti di agenzie di comunicazione on line o search marketing che non dicono semplicemente “noi sappiamo fare questo” ma senza timori di svelare un segreto scendono nei particolari operativi raccontando anche “come si fa”. Questo è molto bello, da al mercato un’aria da co-opetition in cui tutti si dicono tutto ma comunque si giocano gli stessi clienti, perchè succede questo? Secondo noi i motivi sono diversi, il più interessante è però il fatto che oggi non è più il saper fare che conta ma il far sapere, tanto al cliente quanto al pubblico e alla clientela del committente. Per intenderci nel seo (ad esempio) non è difficile vendere la punto, è più difficile dire a chi fa la punto (dove per punto intendiamo un sito web) come deve essere costruita, nella realizzazione di un sito il difficile non sta nel farlo bello e posizionarlo nei motori di ricerca (se sei un professionista lo sai fare), sta piuttosto nel convincere il cliente che il sito non deve lampeggiare, che i contenuti sono più importanti delle immagini e che chi naviga cerca informazioni e non prodotti (inizialmente). E’ questa fase consulenziale, e forse la qualità della consulenza fornita, a fare la differenza, è per questo che il web marketing ha bisogno di persone intelligenti e di sviluppatori preparati (le due figure possono coincidere) ma anche di markettari attenti che sappiano comunicare un mestiere e dipingere benefici quando ancora la tela deve essere montata, condividete?
Wikia Search: la risposta a Google Knol?
Quando Google ha lanciato “Knol” in molti hanno parlato del nuovo competitor di Wikipedia, di certo la mole di progetti che “Big G” lancia (e non lancia) ha creato meno stupore rispetto all’apparente contromossa del fondatore di Wikipedia: la creazione di wikia search. Si tratta sostanzialmente di un motore di ricerca il cui grande apporto di novità rispetto alla mole di search engine esistenti (non siamo certi che ne servisse un altro) è l’approccio collaborativo ed il concetto di risultati di ricerca parzialmente user generated.