Cosa significa fare business in stile 2.0?
Quali sono i mezzi, a volte sconosciuti ma di una potenza devastante, che il Web di oggi e di domani ci mettono a disposizione?
A cosa serve la condivisione delle informazioni, la trasparenza e un approccio “social” in un’azienda proiettata nel futuro?
A queste e altre domande potrete trovare risposta in questo breve ma molto interessante saggio di Daniele Bogiatto.
Un modo di vedere il business di domani che forse fino ad oggi non è ancora stato realmente preso in considerazione.
News: Archivo » 2008
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Business 2.0, di Daniele Bogiatto
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Il rapporto Technorati e la rivoluzione dei blog
Periodo di riflessione, di studi e articoli sul mondo dei blog, soprattutto grazie al rapporto annuale sullo stato della blogosfera pubblicato da Technorati, sito leader del settore che dal 2002 si occupa di censire i milioni di pagine appartenenti ai blog di tutto il mondo.Nel rapporto si parla di 133 milioni di blog, di cui oltre 7 milioni aperti negli ultimi 4 mesi e addirittura un milione e mezzo inaugurati nell’ultima settimana.
Sono scritti in 81 lingue diverse, provenienti da 66 nazioni e 6 continenti, Antartide compresa.Con questo rapporto del 2008, però, Technorati non si occupa più unicamente dell’aspetto “quantitativo” della blogosfera, di registrare i dati e i visitatori: si occupa anche di analizzare il come e il perché di questo fenomeno.
Emerge così che aprire un blog non è un’azione come un’altra nella vita di una persona, ma l’inizio di un’esperienza che potrebbe addirittura portare a cambiare professione, casa, moglie e amante.
Gli uomini scrivono più delle donne, i trentenni più degli adolescenti, i laureati più dei diplomati, i lavoratori dipendenti più di quelli autonomi e almeno la metà dei bloggers ha uno stipendio medio-alto.Ci sono blog su ogni argomento, tutti noi possiamo parlare e commentare in modo diverso, originale, tanto da dar vita a una forma di comunicazione e diffusione dell’informazione assolutamente innovativa e costituita da tante voci diverse.
Siamo di fronte a una vera rivoluzione.
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Titor: uomo del futuro o marketing perfetto?
Viaggiare nel tempo. Poter vedere se stessi da bambini, sapere, con cognizione di causa, come si evolveranno gli eventi e capire, toccando con mano, il perché dei fatti storici.
Ammettiamo che questo sia accaduto… o che accadrà: ammettiamo che tra uno, cinque, dieci anni, qualcuno inventi una macchina del tempo, e spari un “emissario del futuro” al nostro tempo, con scopi e direttive precise.
Conoscendo quest’uomo, e facendoci raccontare da lui il futuro vissuto in prima persona, non potremmo dimostrare ne la veridicità ne la falsità delle sue affermazioni, che sono per loro stessa natura inafferrabili in quanto non residenti nel nostro tempo: saremmo una sorta di agnostici temporali.
Beh, quest’uomo esiste, si chiama John Titor, è venuto dal futuro con un compito preciso ed alla fine del suo viaggio se n’è tornato a casa scomparendo nello stesso nulla dal quale era venuto: “John Titor è un sedicente crononauta che si è fatto conoscere pubblicamente attraverso alcuni forum di Internet ad accesso libero.” http://it.wikipedia.org/wiki/John_TitorOra, nessuno di noi può affermare con ASSOLUTA CERTEZZA se tutto questo sia vero oppure no, se Titor abbia viaggiato nel tempo oppure no e se la sua macchina sia esistita veramente oppure no.
Quello che si può affermare con certezza è molto più pragmatico: Titor è esistito veramente, se non come viaggiatore nel tempo, come impostore e grande esperto scientifico. Le sue fonti infatti non dovevano essere comuni e non dovevano viaggiare su canali standard.
Se abbia o meno viaggiato nel tempo, fino a quando non inventeremo la macchina del tempo nel presente, non lo si può sapere con certezza, ma quello che è certo è che quest’uomo ha montato una storia affascinante, con una struttura scientifica molto solida e con grande dovizia di particolari.
Trattasi di bufala o di perfetto esempio di marketing virale? -
Cos’è il “phishing” e come difendersi
Più o meno tutti noi sappiamo cosa sia il “Phishing” ma forse non tutti ne conosciamo in profondità i meccanismi e le minacce intrinseche.La suddetta bruttura non è molto conosciuta tra la gente: non se ne ha il terrore come dei virus informatici o cose simili, ma vi assicuro che è molto subdola e pericolosa.
“Il “Phishing” è un tipo di frode che si attua tramite posta elettronica allo scopo di rubare dei codici personali, solitamente i codici di accesso al conto corrente online.
Quindi, se non avete accesso on-line al vostro conto corrente state tranquilli, non potrete essere truffati con il phishing.
Come funziona un attacco di phishing?
Supponiamo di avere un conto alla “Banca X” sul quale è attivo il servizio di consultazione on-line.
1) il Phisher (colui che vorrebbe rubarvi i dati/soldi) prepara una pagina web uguale identica alla pagina di accesso al conto della Banca.
2) Il Phisher invia una mail a molte persone, simulando di essere la “Banca X” e indicando una pagina (logicamente la finta pagina della banca) dove inserire i vostri dati di accesso, tirando fuori le scuse più strane.
3) l’utente seguendo la procedura indicata nella mail non farà altro che fornire i dati di accesso al phisher, che potrà poi utilizzare il conto corrente per acquisti on-line e quant’altro.Logicamente tutte le banche stanno cercando di porre un rimedio, ma come potete capire dalla procedura adottata dal Phisher, la banca non può nulla se l’utente di sua iniziativa segue le indicazioni della mail.
Quindi, come proteggersi?A- Nessuna banca chiederà mai i vostri dati di accesso per e-mail (questo è uno dei rimedi pensati dalle banche)
B- dato “A”, non è consigliabile seguire i consigli inviati dal Phisher per email
C- prima di compilare i campi del nome utente e password nella pagina di accesso alla banca, assicuratevi che nell’indirizzo della pagina che state consultando sia ben specificato il nome della banca e che il protocollo sia “HTTPS” (un sistema di comunicazione on-line protetto), ad esempio: la “Banca X” avrà un sito web con indirizzo “https://hb.banca-X.org/accessobanca.php”; difficilmente la pagina di accesso avrà indirizzo “http://www.entrainbanca.com/accedi.php”.
D- nella barra inferiore delle pagine protette e’ sempre presente l’icona di un lucchetto chiuso;
E- Generalmente queste e-mail non sono personalizzate, contengono un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi non ben specificati, usano toni “intimidatori” e non riportano una data di scadenza per l’invio di informazioni.
Un nuovo metodo per rubare dei soldi all’ignaro utente è quello di inviare sms o mms suggerendo di telefonare ad un numero 89-9123456789 per i più disparati motivi.
Guardandoci bene il numero appartiene alla numerazione 899, cioè un numero a pagamento con tariffe che arrivano anche a 1,80 euro al minuto.
Anche qui, l’unico consiglio valido è quello più semplice: diffidate degli sconosciuti. -
Saremo presenti a SMAU, il biglietto te lo regaliamo noi!
Dal 15 al 18 Ottobre 2008, il ns. Studio sarà presente con un proprio stand a SMAU presso Fieramilanocity, la più importante fiera nazionale dell’informatica e tecnologia.
Porteremo tutti i nostri progetti internet presso SMAU, all’interno di un Padiglione apposito chiamato “I percorsi dell’innovazione” - dall’Idea al business, l’area incubatrice di innovazione in cui SMAU coltiva le idee di oggi per farle diventare realtà vincenti per il business di domani e favorisce contatti di business e lo scambio di informazione e conoscenza fra nuove idee, finanziatori, aziende.
Se vuoi conoscere da vicino i nostri progetti incubati come: Blogolandia.it - Immobilmente.com - Blogy.it e tanti altri…. ti aspettiamo!
Presenteremo a SMAU in anteprima un nuovo progetto Internet che Studio Boraso.com lancerà nel 2009 a livello mondiale, ma per sapere di cosa si tratta l’unica cosa è venire presso il nostro stand a SMAU. :-)Per ricevere il biglietto di ingresso a SMAU GRATUITAMENTE, inviaci una mail di richiesta a info@boraso.com con i tuoi dati aziendali (rag sociale, indirizzo, tel, mail) e nominativo completo.
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Il più grande caso di marketing Web 2.0
Il lavoro svolto dal team di Fiat Automobiles, guidato da Luca De Meo, in occasione del lancio sul mercato della Fiat 500 è valso allo Chief Marketing Officer di Fiat Group e CEO uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito manageriale: quello di “Chief Marketing Officer of the Year” 2008.Giunto alla sua terza edizione, il “CMO of the Year” viene assegnato ogni anno da una delle società di consulenza nel settore del management globale più rinomate del pianeta, la Booz & Company.
A valere tanto è stato il lancio della Fiat 500 attraverso il ricorso a “strumenti di marketing innovativi e non convenzionali”, cioè a una campagna nuova nel suo genere che ha puntato sugli strumenti 2.0, sul marketing virale e sul coinvolgimento in prima persona del pubblico attraverso il sito Web “500 Wants You” .
Il sito, oltre a catalizzare l’attenzione del mercato, è riuscito ad ottenere informazioni utili nella progettazione del prodotto, mettendo a disposizione degli utenti gli strumenti per “creare” la Fiat 500 e riuscendo a raccogliere circa 1,5 milioni di allestimenti realizzati da possibili acquirenti.
Proprio analizzando gli allestimenti e le esperienze online degli utenti, si è riusciti a comprendere come, per esempio, i colori pastello inizialmente progettati per il lancio non fossero graditi, modificando di conseguenza la produzione.
Si è trattato del primo clamoroso caso di marketing 2.0 in Italia al quale, speriamo, ne seguiranno altri.
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Nuove frontiere per il Search Marketing: si cerca per brand
Sono sempre meno gli internauti che immettono nei Motori di Ricerca termini generici, come ”last minute” o “fotocamere”, e crescono sempre più quelli che effettuano le ricerche per nome o per brand.
Lo afferma Hitwise (società del gruppo Experian specializzata nel monitoraggio della comunicazione su Internet), che ha rilevato come tra i 2000 termini ricercati su Internet l’88% abbia riguardato brand o nomi (di società o prodotti), contro il 65% rilevato nel 2005.Dallo studio si evince anche che la classifica dei nomi più ricercati è molto frammentata, con nessuno di essi che supera l’1,5% delle interrogazioni: il primo per percentuale di ricerche è Facebook (1,4%), che precede di poco i siti dei brand mondiali più noti e dei portali e-commerce come eBay.
Il 91,3% dei navigatori spesso approda sul sito ufficiale del brand dopo avere visitato altri siti che i Motori di Ricerca presentano quando contengono riferimenti al nome cercato, e che in molti casi invogliano a visitare siti alternativi a quelli ufficiali.
La propensione, oramai predominante, di effettuare ricerche per marchi o nomi di prodotti si scontra con il fatto che i Motori di Ricerca possono proiettare il navigatore su qualsiasi sito, compresi quelli critici o della concorrenza.
Una nuova sfida per chi si occupa di Web Marketing.
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