Recenti ricerche USA su Facebook, concordano nel rilevare un notevole innalzamento dell’età media degli utenti Facebook. Negli ultimi tre anni, infatti, la percentuale di adulti presenti nel social network ha raggiunto il 35% (nel 2005 si attestava all’8%), secondo i dati raccolti nel 2008 dal “Pew Internet & American Life Project’s“. A fronte di questo cambiamento, rileva oggi uno studio di iStrategyLabs, molti teenager se ne vanno, com’è in fondo fisiologico che sia (dove ci sono i genitori i figli non “giocano” mai volentieri), benché decisamente poco in linea con le nuove tendenze e modalità aggregative del web 2.0. Nel 2009 la percentuale degli over 55 è aumentata del 513%, a fronte di un calo del 20% di studenti delle superiori ed universitari.
Archives for 2009
Si cambia “musica”: il futuro passa dal social web
Oltre a diversi casi di successo, il web presenta oggi molti embrioni di future rivoluzioni, alcune delle quali già in atto, ma osteggiate e rallentate da un mercato che non sa o non vuole evolversi. O che lo farà quando sarà opportuno o inevitabile. Quello della musica, ad esempio, è un mercato in profonda recessione, memore di recenti e clamorosi successi (gli anni ’90 del boom dei CD), ma oggi in crisi. Al tempo di YouTube, di Facebook e di Twitter la musica non si compra più prevalentemente su supporto fisico, ma si ascolta, si scarica, si scambia o si acquista online, con un giro d’affari che c’è ma che non può essere paragonato a quello dei tempi d’oro.
Schrödinger, una mucca di successo in stile 2.0 su Facebook
Non facciamo che parlarne, del web 2.0 e delle opportunità offerte dai social media, e sempre più spesso, per fortuna, ci imbattiamo in ottimi esempi di un uso convinto e strategico da parte delle aziende. Purtroppo in Italia siamo ancora all’ABC di queste nuove tendenze, ma casi come quello di Sironi Editore e della “Mucca di Schrödinger” fanno davvero sperare un un futuro molto social per la promozione delle imprese.
Gdgt, il primo social network sui gadget tecnologici
Siamo in un mondo si sa, in cui i gadget hanno perso la loro semplicità d’uso e la loro immediatezza per lasciare il posto alla completezza dei servizi a prezzo di una sempre inferiore semplicità d’uso.
Se una volta per gadget si intendeva un oggetto semplice, di poco costo ed immediato nell’uso, oggi-specie in senso tecnologico- si parla di gadget come oggetti sempre più complessi, tecnologicamente avanzati e, dato non trascurabile, alla moda.
I cellulari, i palmari, gli smart phone, i netbook vengono definiti gadget tecnologici e sono un mercato in continua presumibilmente crescita.
Chi di noi non ha mai incontrato problemi nelle configurazioni e nella gestione di un cellulare, o nella impostazione di un telefonino come modem o nel creare una connessione tra due di questi gadget?
E’ in vendita Quotidianocasa.it il giornale online di informazione e riferimento sul mondo della casa, immobiliare e risparmio energetico
Quotidianocasa.it è in vendita. Aperto nel 2005 è diventato via via uno dei principali siti di riferimento nell’informazione online sul mondo della casa (progettazione, costruzione, acquisto, arredamento ecc..) con un occhio di riguardo al settore del risparmio energetico, energie rinnovabili, fotovoltaico ecc..
Un esercito di “Super Mamme” a caccia di affari sul web
Una recente ricerca di Nielsen Online, che analizza il rapporto tra le mamme e il consumo di internet, rivela dati molto interessanti sul consumo web di una particolare categoria: quella delle cosiddette “super-mamme”: si tratta di donne in età compresa tra i 25 e i 54 anni, con almeno un figlio, che utilizzano la rete. Se negli USA esse rappresentano il 19% della popolazione attiva online, in Italia le mamme internaute si difendono bene: nel mese di maggio 2009 hanno raggiunto quota 2 milioni, l’11% dei popolazione internet e il 24% di tutte le donne online.
Web perché, Web per chi?
Continua la pubblicazione quindicinale delle MiniGuideWeb di Boraso.com, freschissimi shot di cultura minima del web per le PMI italiane da trangugiare durante la pausa pranzo. “Web perché, Web per chi?” è una MiniGuidaWeb per chi si domanda ancora a cosa serva il web e se esso sia lo strumento giusto per la propria realtà aziendale (e non solo). È davvero così indispensabile essere presenti sul web? A cosa serve esserci per una piccola ditta a carattere familiare?
Social media e Aziende, casi di successo: Dell e Twitter.
Continuiamo a dirlo ai nostri clienti e a “predicarlo” in occasione di workshop e convegni: i social media ed il social network offrono grandi opportunità alle aziende, basta solo imparare ad usare i nuovi strumenti a disposizione e comunicare nel modo giusto. Dell, colosso americano dell’informatica per ufficio e casa, è tra le aziende che l’hanno capito e che oggi stanno raccogliendo risultati incoraggianti.
Tutto il mondo passa attraverso i social media, è questa la vera pandemia
Il virus è oramai ovunque diffuso su tutta la terra. La settimana scorsa qualcuno malignava che la rivolta in Iran fosse stata in qualche modo “agevolata” o gonfiata dai social media per aumentare la propria popolarità e diffusione nel mondo, piuttosto che per aiutare gli iraniani. Poi sono arrivati i temi di maturità su Twitter e Facebook ed oggi questi strumenti -ed il web in generale- si sono trovati intasati da milioni di messaggi per la morte di Michael Jackson. Non c’è dietrologia che tenga! Davvero la “statusphera” è diventata il modo di comunicare più utilizzato in ogni contesto e in tutto il mondo.
Il cambiamento passa per Twitter
Origliare, guardare dal buco della serratura di centinaia di porte diverse, ascoltare i sussurri, i cinguettii di decine di persone che di fatto non si conoscono.
Questo è Twitter per molte persone, un servizio di microblogging terribilmente limitato, che permette di scambiarsi brevissime informazioni (140 caratteri al massimo), che riduce la comunicazione allo stato embrionale e che non fa altro che trasmettere un “cinguettio” che diventa un brusio, un rumore di fondo comunicativo tra le persone.
Ma allora perché se ne parla tanto? Dove sta la rivoluzione in un social network che permette di inserire di fatto solo testo e che non consente la generazione di messaggi -ergo ragionamenti- complessi?
Forse, come dice il Corriere della Sera: “quando il jet della US Air ammara sul fiume Hudson o quando c’è il terremoto a Los Angeles, la notizia arriva coi messaggi di Twitter molto prima che sugli schermi della CNN o sui terminali dell’Associated Press: un cambiamento che costringe i giornalisti a dotarsi di una nuova «cassetta degli attrezzi » per affrontare rivoluzioni tecnologiche che stanno cambiando il modo di fare informazione. Poi arriva la rivolta in Iran e scopri che, con i corrispondenti stranieri messi alla porta dal regime degli ayatollah, Twitter diventa l’unico vero canale di informazione su quello che sta accadendo nel Paese: migliaia di ragazzi armati di cellulare che trasmettono brevi messaggi e immagini della sommossa e della repressione.”
L’importanza del dominio nel Web marketing
Ho letto Re-Brand di Mirko Nesurini, un’analisi davvero avvincente sui cosiddetti “sleeping brand”, su come risvegliarli e su come valutare se sia meglio puntare al loro risveglio o alla creazione di un brand ex novo.