Rockonomics è il bel blog di Francesco Cancellato, questo post serve a segnalarlo ma anche a parlare di un gradito ritorno: quello del vinile. Nel post Spin the black circle Francesco descrive la malattia del cd e la perfetta salute del vinile, idealmente presente al funerale del successore, autodistruttosi al grido di “digitale!”
Archives for 2007
Generazione touch
In un’economia dai mercati saturi e dal marketing sempre meno fantasioso, spesso emergono dei fenomeni interessanti che vale la pena di sottolineare. Non è una novità , nemmeno per questo blog, il successo di nintendo e della sua nuova linea di console fisse e portatili.
La guerra dei commenti
Leggo in un bell’articolo del bravo Mattia Soragni alcune riflessioni sui commenti nei blog, diciamo la nostra! Mattia sostiene che autorevolezza degli autori e numero dei commenti siano due delle principali criticità che fanno di un blog un successo, siamo sostanzialmente d’accordo, pur sottolinenado che l’autorevolezza va costruita e spesso è più l’autorevolezza del blog a contare rispetto a quella degli autori, altrimenti casca l’asino del web 2.0, condivisione.. partecipazione.. dico questo pensando al successo di marketingarena (che gestisco), blog in cui l’autore è sacrificato ed è il meccanismo a più voci a risultare vincente.
Al via la serie e il concorso “Profondo Blu”
Nat Geo Adventure (canale 404 di Sky), a partire dall´8 novembre, ospita il ciclo di documentari Profondo Blu.
Per quattro giovedì, alle 21.00, potremo immergerci nel racconto della vita di grandi campioni di apnea: Loac Le Ferme, Gianluca Genoni, Pipin Ferraras, Umberto Pellizzari, alla scoperta delle bellezze più profonde dei mari e delle emozioni di ogni loro salto nel buio.
Finalmente on-line Blogolandia: il primo urban blog network italiano
Se negli Stati Uniti il concetto di blog metropolitano non è nuovo, in Italia i blog impazzano, ma in pochi hanno pensato di lavorare ad un progetto di blog cittadini, una nicchia stranamente inesplorata vista la voglia di urlare le proprie ragioni che gli italiani e i blogger, guidati da Beppe Grillo, hanno in questo periodo.
Odio 2.0
Web 2.0, condivisione, partecipazione.. in una parola facebook.. il sito in cui tutti condividono tutto e si consocono creando nuovi rapporti mediati dalla rete. Il rovescio della medaglia si chiama hatebook.com, il portale della rabbia. L’idea è quella di sfogare, in pieno stile community, la propra rabbia verso il prossimo, “perchè in gruppo si odia meglio” (repubblica.it)
Il denaro immateriale
Abbiamo già parlato del www day tenutosi ad Occhiobello il mese scorso. Mi ha colpito, tra le presentazioni, quella di Massimo Bustreo (docente IULM) a proposito di second life e della lezione di sociologia del denaro che i linden dollars generano. Il denaro virtuale è un bel problema, nel senso che presto oltre ai dubbi in merito a fisco e tassazione (i linden dollars sono tassati dal governo USA e hanno un cambio con il dollaro) ci sarà da chiedersi come gestire le moltitudini di monete immateriali esistenti.
Il territorio e la start-up
Il tema delle nuove imprese è sempre scottante, soprattutto per chi l’univeristà la ricorda ancora nitidamente ed ha fatto una tesi sui motori di ricerca, quindi su google, invidiando non poco Larry e Sergej (Page e Brin, fondatori di google) divenuti oramai amici dopo 8 mesi di studio delle loro abitudini e vocazioni, per comprendere cosa e come ha portato alla nascita di un business cosi florido.
Il mio miglior post di sempre in termini di rumore generato è di certo “google poteva nascere in Italia?”, pubblicato su marketingarena nel lontano febbraio.. ora il bravo Antonio Volpon mi fa pensare, con un ottimo post su fucinaweb, al ruolo delle start-up ed in particolare al concetto di humus territoriale.
Dal future of web apps di Londra Antonio porta a casa gli appunti di una disputa tra Paul Graham e Ryan Carson, figure vicine al mondo del venture capitalism, i quali dibattono sulla necessità o meno di un territorio ricettivo per dare vita ad una start-up di successo. Graham sostiente che la Silicon Valley è il posto giusto, e fa la differenza, in termini di indotto, competenze, esternalità , accesso ai contatti ed al capitale, in una parola humus. Carson dice che la differenza la fanno invece le idee, non i territori.
Antonio la pensa cosi:
Chi ha ragione? Probabilmente, come sempre, tutti e nessuno. Ritengo che far crescere una startup in Silicon Valley porti con sè qualche vantaggio se l´idea è buona, ma soprattutto innovativa. E sono convinto che lavorare in quel contesto permetta di chiarire le proprie idee e di confrontarsi su temi altrimenti solo ipotizzabili. Ma non è detto che una startup debba per forza essere venduta dopo sei mesi a Google, esiste forse qualche possibilità per realizzare idee in altri contesti (cioè luoghi), soprattutto se queste riguardano aspetti più legati all´intrattenimento e alla cultura, piuttosto che l´informatica ´spicciola´, come oggi succede per molte startup.
Io credo che il concetto da richiamare sia quello dei distretti (la S.Valley è un distretto) e che solo un visionario possa sostenere che la Silicon Valley è un luogo come un altro. Detto questo è anche giusto togliere il paraocchi, se Google e Yahoo sono nate in quella zona è anche grazie al fervore di un periodo che non è più, i libri di “storia della silicon valley” (che dura da 15-30 anni) parlano anche di clamorosi fallimenti. Le start up di altro tipo, culturali, manifatturiere, di servizi, turistiche, enogastronomiche, ma anche informatiche possono di certo nascere e prosperare anche altrove, la realtà è però che i grandi boom sono spesso americani.. i boom globali almeno. In questo caso però è forse una dimensione nazionale più che territoriale ad importare. Personalmente credo che l’idea possa fare la differenza, ma la nuova domanda è la seguente: se un’azienda come
[Read more…]
On line i primi materiali del www day: i blog
[slideshare id=146235&doc=blog-www-day-2-1193385410533719-3&w=425]
Il petrolio a 100$ favorirà le nuove tecnologie?
Lo sostiene il popolare wired, i 100$ richiesti per un barile di petrolio sono una vera e propria manna dal cielo per lo sviluppo di nuove tecnologie basate sulle energie alternative, in particolare biofuel e idrogeno ma anche i combustibili fossili come il metano, considerati un tempo troppo costosi da estrarre e reperire, oggi invece divenuti competitivi sui mercati alla luce dell’ascesa dell’oro nero (e pensare che una volta era la liquirizia..)
Il telefonino entra in casa, now!
Telecom trema. Il telefonino sta per entrare in casa, e ce lo porterà Vodafone, principalmente. Con telecom al 77% del mercato delle telecomunicazioni non si può di certo parlare di liberalizzazione totale, c’è ancora molto da fare. La compagnia “di Totti e Gattuso” ha messo sul piatto 500 milioni di euro per l’acquisto di tele2 ed altrettanti per investire sull’infrastruttura di rete. Ma cosa c’è in ballo?
www day: quando le aziende rispondono
Ho avuto oggi l’onore di partecipare come relatore all’evento www day organizzato dall’agenzia boraso.com che, non è mistero, patrocina anche questo blog.
L’evento è stato ben descritto dal prof. Marco Bettiol, docente di marketing presso l’università di Padova e ricercatore presso la Venice Internationa University: una provocazione. organizzare un evento alle 14.30 del pomeriggio ad Occhiobello è una palese sfida al mercato e agli attori che lo compongono. Proprio quegli attori, gli imprenditori piccoli e medi che pullulano il nostro territorio, hanno risposto presente e si sono presentati in numero superiore a 100 per portare la propria esperienza o ascoltare i successi altrui.