Archives for 2007

Openmoko: e il cellulare diventa open source

Openmoko è un prodotto quasi filosofico, si tratta infatti di uno standard, un progetto ad oggi inserito anche in un vero terminale. Il primo smartphone a supportare openmoko è neo 1973 e la grande particolarità del prodotto sta propri nel tipo di software: open source. Openmoko è un progetto per la creazione di una piattaforma aperta per smartphone utilizzando software linux (ed in particolare il kernel). Ad oggi è disponibile solo per sviluppatori al costo di 300$ ma da ottobre 2007 dovrebbe essere rilasciata una versione aperta all’acquisto al costo di 450$.

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L’università prepara i talenti che le aziende richiedono?

Il dibattito è serrato, soprattutto in questi ultimi tempi, anche se la tematica è da sempre molto calda:
l’università e le aziende si parlano? Stando alle reciproche dichiarazioni sembra proprio di no.

Uno dei problemi principali degli atenei italiani è la forte settorialità : in un contesto competitivo dinamico in cui un responsabile di prodotto deve saper parlare con il marketing, e viceversa, i nostri atenei sfornano professionalità molto elevate ma fortemente specializzate e spesso mancanti di un lessico basilare per inserirsi senza dolori e lunghi (e costosi) periodi di formazione in azienda. Dalla parte del neolaureato e neoassunto sembra giustificata e inevitabile una trafila che comprende stage, tirocinio e apprendistati vari, tutte procedure che andrebbero assorbite dal già lungo percorso scolastico. Non è possibile laurearsi a 23/24 anni (contro i 21/22 degli americani) e dover poi mettere in preventivo 3 anni di ulteriore formazione prima di arrivare “a regime”. E si parla di laureati specialistici con professionalità elevate, quindi di figure per cui esiste una domanda da parte delle aziende, non di quei lavoratori che sono costretti a sopportare un precariato estremo (forse dovuto al fatto che le aziende devono sopportare un precariato fiscale da parte del governo, ma questo è tema che non ci interessa).

Il punto, oltre ai ritardi nella formazione, è legato però anche alla tipologia di formazione ad oggi proposta dagli atenei italiani: sostanzialmente lo studio dell’economia industriale e del management delle grandi aziende prepara ad un lavoro che può avere sede solo a Milano vista la struttura industriale del nostro paese, con il risultato che le pmi mancano di professionalità perchè non possono permettersele e non risultano attrattive e che le grandi multinazionali si giocano i laureati italiani. Esistono molti studenti che lavorerebbero volentieri senza spostarsi dalla propria residenza e che di certo potrebbero fornire sul territorio competenza e qualità , ciò che manca è una preparazione ad hoc ed un dialogo tra università e impresa in cui le pmi spieghino “ciò di cui necessitano” e le università rispondano con corsi specifici dedicati.

Chi ci rimette non è tanto il singolo, quanto la collettività e la struttura del nostro paese: le piccole e medie imprese continuano in questo modo ad impiegare personale non professionalizzato o peggio a formare continuamente all’interno figure ibride con costi elevatissimi. Molte piccole aziende non possono permettersi un responsabile marketing, un contabile e un responsabile di prodotto, e l’università non fornisce un percorso professionale che garantisca basi di tutte queste competenze, come fare?

Social networking in azienda: si può?

Secondo la fantastica
wikipedia i social network sono:

Una rete sociale (spesso si usa il termine inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia e in antropologia.

On line, tra moda e rivoluzione, i social network più famosi sono Second Life, MySpace, Facebook e… molti altri! Il successo del social networking è basato su analogie (o pesanti differenze) di profili e processi di matching che ci fanno incontrare o non incontrare persone, conoscere mondi, scoprire talenti.

Il social network a livello aziendale è molto interessante, le prime piattaforme nate in questo senso sono quelle legate alla profilazione con scopo di connessione tra manager o comunque mobilità e ricerca di personale (penso a linkedin e neurona). All’interno delle aziende il social networking può essere utilizzato come piattaforma di condivisione, si di idee ed esperienze ma anche di potenziali notizie ed operatività legate al lavoro. Sull’inserto odierno di repubblica “affari e finanza” è riportato il caso di Stm, azienda milanese tra le prime ad utilizzare in social networking che ha addirittura spostato alcuni dipendenti dall’Italia all’USA a seguito della nascita di gruppi di lavoro interni e autonomi “mediati” dalle reti sociali. Per scoprire “peso ed importanza” dei vari protagonisti della comunità è in funzione un sistema di mappe che fa comprendere intuitivamente il ruolo e la funzione di ognuno (magari rappresentato tanto più grande quanto maggiori sono i link in entrata al suo profilo).

Il vero dramma in questo caso è per gli uffici IT: soprattutto nelle pmi questi addetti erano abituati a gestire un sito, un gestionale e un crm. Oggi al sito è affiancato un blog, i cui contenuti vanno diffusi negli aggregatori, le piattaforme di condivisione vanno aggiornate e il nuovo crm open source configurato.. siamo di fronte a grandi vantaggi in termini economici ma di certo il tempo da investire non è poco.. ci sembra però che il gioco valga la candela in questa nuova rivoluzione del web

30 milioni di dollari per andare sulla luna: paga google

Da news.com arriva la notizia che google ha deciso di lanciare il Google Lunar X Prize, una corsa robotica alla luna con 30 milioni di dollari in palio. Ecco in breve la mission (dal sito)

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Spesa a casa? Ci prova Amazon

Quello della spesa fatta on line e consegnata a domicilio è sempre stato un settore complicato.. In passato in Italia ci hanno provato “Pam a casa”, “spesa a casa” e altri con più o meno successo.. all’estero il leader assoluto è Tesco che ha installato un sistema molto interessante che prevede l’acquisto on line ed il picking (ritiro) della spesa già confezionata al negozio sotto casa. Ora via Web 2.0 Cafè scopriamo che anche Amazon entra nel mercato con il servizio amazon fresh che promette consegne di alimentari a casa o in un punto di ritiro.

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Perchè fare pubblicità ?

A cosa serve la pubblicità ? L’articolo odierno viene dalle richieste di un nostro lettore che ci chiede proprio che senso ha comunicare.

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Un ecosistema di strumenti per un buon marketing on line

Sono in molti a pensare che il marketing on line corrisponda al sito web dell´azienda. Questo è vero solo in parte: l´oggetto merceologico, la comunicazione off line e il contesto competitivo sono variabili da non sottovalutare nella definizione degli strumenti da utilizzare per una presenza web di successo.

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Hp Blackbird – la lamborghini dei PC

Chi ha giocato con un pc almeno una volta nella vita non può non conoscere Vodoo. L’azienda canadese leader nei prodotti altissimo di gamma per il gaming è stata di recente acquisita da HP e prepara, dopo aver ampliato la propria struttura e lo staff, un prodotto che punta a rivoluzionare il mondo del gioco su pc: il blackbird 002.

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Ipod touch: l’ibrido definitivo

Steve Jobs non sbaglia un colpo. Non ha deluso la sua presentazione a San Francisco dei nuovi ipod. Oltre ai restyling in metallo delle versioni classiche, a catalizzare l’attenzione è stato il nuovo gioiellino di casa apple: l’ipod touch. Funzionalità ipod e stile iphone ma soprattutto.. wi-fi ed internet! Insomma.. non telefona ma per il resto non manca nulla! Browser safari integrato, ovviamente musica, e possibilità di riprodurre video fanno dell’ipod touch un prodotto decisamente interessante.

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Un abbonamento mensile per salvare la musica

Con questa copertina l’edizione domenicale del New York Times Magazine si chiede se “tal dei tali” potrà salvare il business della musica. Il tal dei tali in questione è Rick Rubin, fondatore dell’etichetta discografica Def Jam, oggi ai piani alti della Columbia Records e pronto a rivoluzionare il mercato con una struttura innovativa, che comprende anche un “ufficio passaparola” in azienda.

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Gpay, un altro caso skebby?

La notizia è di quelle che fanno fremere i geek: se le voci su un poco verosimile (per ora) google phone si rincorrono, ben più concrete sono le news in merito ad un sistema di pagamento via sms brevettato da google. Non è una novità assoluta, visto che paypal ha proposto un servizio simile, senza successo. Potremmo essere di fronte ad un altro caso skebby proprio per questo motivo: la tecnologia e il servizio esistono già ma solo un mix di momento storico, comunicazione e fortuna portano al successo un prodotto piuttosto che un altro (pre-esistente).

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Web doping

Il titolo provocatorio nasconde una preoccupazione più che seria: dove sta andando internet? In molti casi sembra di trovarsi di fronte ad una deriva tecnologica più che ad un contenitore centrato sulla conoscenza e sulla condivisione delle informazioni.

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