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  • La rete si rinnova. Intervista a Massimo Boraso

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 11 Ottobre 2007
    Archiviato in Internet e altri media

    Il sito internet per un´azienda che vuole affermarsi sul mercato non può più essere considerato una vetrina virtuale, ma diventa uno strumento di comunicazione e di interattività con l´utilizzatore finale. Sia che si tratti di beni strumentali, sia che si offrano servizi e consulenze

    Sono a colloquio con Massimo Boraso, presidente dello Studio Boraso.com, per farmi svelare qualcuno dei tanti segreti di internet, la rete nella cui conoscenza egli eccelle.

    L´occasione ce la offre l´ormai prossimo www.Day organizzato dal mio interlocutore presso il Centro Congressi Unaway di Occhiobello il 25 ottobre 2007.

    L´evento gode del patrocinio di Università e di enti di ricerca, ed è sponsorizzato a vario titolo da importanti istituti di credito, enti istituzionali, società private e associazioni d´imprese.

    Argomento dell´incontro è il web 2.0 spiegato ai profani e ai neofiti, fra i quali io stesso mi colloco.

    Io sono un giornalista, mi chiamo Peppino Zappulla, e dirigo il giornale online Quotidianocasa.it

    Ed ecco la prima domanda, tanto per cominciare a chiarire i termini: Cos´è il web 2.0?

    ´E´ la nuova evoluzione di internet. Fino a qualche anno fa si parlava di web 1.0, e nel caso delle aziende ciò significava disporre di un ´ sito vetrina´, in altri termini mettersi in mostra: un vecchio modo di fare comunicazione, com´è per esempio ancora oggi in TV, in cui il messaggio va a senso unico verso l´utente finale. In questo contesto il web 2.0 introduce una sorta di rivoluzione: è il consumatore a essere tirato in ballo direttamente, fino a diventare parte attiva nel cerchio della comunicazione. I siti internet diventano interattivi: il consumatore può dare consigli, criticare l´azienda. Come? Attraverso l´attivazione di una serie di nuovi strumenti, come il blog, per esempio, in cui il cliente è al centro dell´attenzione.»

    In cosa si differenzia il web 2.0 dal b2b (business to business) di cui pure si diceva tutto il bene possibile fino a ieri, soprattutto con riferimento alle imprese che si ripromettevano di concludere affari grazie a internet?

    ´Il web 2.0 ha dato vita ai dei total network, cioè dei contenitori che creano comunità di utenti e ne permettono l´interazione. Attraverso il suo blog, tanto per fare un esempio, Beppe Grillo è riuscito a creare una comunità di persone interessate ad argomenti specifici, da condividere attraverso i commenti postati sul blog. Si rende così attiva la partecipazione degli utenti. Un aspetto che per le aziende costituisce una grande opportunità , dato che il gradimento del potenziale cliente o dell´utilizzatore finale di prodotti o servizi è oggi universalmente ritenuto di fondamentale importanza.»

    All´incontro del 25 ottobre chi prenderà la parola? Cattedratici e pensatori, oppure operatori dei vari settori commerciali in grado di raccontare la propria esperienza con internet?

    ´L´obiettivo del www.day è di diffondere anche nel nostro territorio fra le piccole e medie imprese la cultura di internet. Saranno soprattutto presentati dagli stessi imprenditori i loro successi con internet, ottenuti grazie all´utilizzo di particolari strumenti e ´ trucchi del mestiere´.»

    Quali sono i settori in cui il web 2.0 promette le migliori performance? Produzione di beni materiali, servizi, comunicazione? Quali aziende vi possono concorrere e trarne profitto?

    ´Non esiste un settore specifico. È cambiato il modo di fare comunicazione, questo è il punto. E non c´è settore che possa ignorare questa circostanza, che come ho già detto vede coinvolti direttamente il cliente. Vorrei sottolineare a questo proposito che lo scambio di opinioni all´interno di una determinata community è di grande importanza per la visibilità e l´efficacia dei siti internet, che si trasformano da semplice vetrina a promotori di interattività . Non hanno più senso i depliant virtuali, cioè il sito pensato e costruito come un biglietto da visita per dire chi siamo e cosa facciamo; magari per scoprire poi che il sito non lo visitava mai nessuno, un vero e proprio flop sotto ogni punto di vista. Il contrario esatto di ciò che serve per comunicare!»

    E come si fa ad acquisire visibilità in internet? Non è una battaglia persa in partenza, dato il mare di notizie e pubblicità che contraddistinguono lo strumento?

    ´Da questo punto di vista è fondamentale il ruolo dei motori di ricerca. Se produco orologi devo fare in modo che chi cerca la parola chiave ´ orologi´su Google, trovi il sito della mia azienda fra i risultati delle prime due pagine. Ma perchè ciò si verifichi occorre mettere in atto determinati accorgimenti che sono alla portata di tutti, purchè li si conosca. Per questo oggi è primario che il sito aziendale abbia la massima visibilità sui motori di ricerca.»

    Quali realistiche previsioni si possono fare? Voglio dire: individuato il settore di propria pertinenza che si vuole sviluppare tramite internet, quali investimenti occorre mettere in campo, quali sono i tempi di un eventuale ritorno? E sotto quale forma poi? D´immagine, oppure in termini squisitamente economici?

    ´Realizzare un portale o un sito internet è un´operazione che va studiata attentamente. Avviare un progetto vincente su internet è molto complesso. Occorrono investimenti anche notevoli. Ma il primo quesito da porsi è: cosa vuole comunicare effettivamente l´azienda? ed eventualmente come? Il mercato infatti finora ha confuso internet con i computer e l´informatica. Non è raro che si affidi la realizzazione del sito al tecnico che ha provveduto a installare l´ADSL in azienda, per fare un cattivo esempio. Internet, al contrario, fa parte del contesto della comunicazione; ne consegue che il sito va pianificato così come si fa con tutti gli altri strumenti di comunicazione aziendale. A detta di molti esperti internet si sta affermando, fra i media a disposizione, come uno dei più efficaci e alla portata delle imprese, anche quelle di media o piccola dimensione. Purchè venga utilizzato in maniera corretta, appropriata e soprattutto mirata. Con in più la certezza dei risultati, perchè siamo in grado di monitorare il ritorno dell´investimento in tempo reale.»

    Ultima domanda: a suo giudizio quali sono le aspettative degli imprenditori che parteciperanno al www.Day?

    ´Una maggiore conoscenza dello strumento internet, assieme alle opportunità che si prospettano per le imprese. A giudicare dalle numerose richieste di iscrizione e partecipazione mi sento di dire che gli imprenditori abbiano recepito il concetto di un incontro all´insegna della praticità . Abbiamo infatti pensato a questo evento come a una vetrina di casi di successo, mettendo da parte per una volta la teoria e mostrando dal vivo cosa si può creare grazie allo strumento internet. Sono banditi i paroloni e i termini incomprensibili, perchè l´unico obiettivo che vogliamo raggiungere è che gli imprenditori si rendano conto di quale nuovo strumento si arricchisce la comunicazione aziendale. Noi punteremo unicamente a far vedere concretamente a cosa serve internet, e com´è possibile accrescere le opportunità di successo nel proprio lavoro.»

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  • Dove si impara il marketing? Al barcamp!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 09 Ottobre 2007
    Archiviato in Eventi e fiere

    Il marketing è una scienza tanto inesatta quanto complicata, e l´università ha il suo bel da fare per modellizzarne le leggi. Imparare il marketing può essere molto interessante, ma è quasi utopico chiedere a chi ce lo insegna in 30, 60 o 90 ore una panoramica globale sul tema: la conoscenza in termini di marketing appresa all´università è tanto importante quanto quella personalmente sviluppata e ricercata nei modi più svariati. In questo senso la rete viene i aiuto con iniziative molto speciali, vogliamo approfondirne una: il barcamp. In particolare quello tenutosi al centro ´ La Ghirada´vicino a Treviso il 22 e il 23 settembre.

    Da un recente articolo di www.marketingarena.it:

    Andiamo con ordine, chiariamo che cos´è un Barcamp: un barcamp è un vero e proprio convegno open-source, senza inviti nè gerarchie, dove il pubblico è parte attiva dell’evento e i contenuti non sono presentati da un ristretto gruppo di relatori, ma preparati in maniera partecipativa, grazie al formato wiki. Obiettivo: condividere e imparare in un ambiente aperto e libero.

    Il tema del Barcamp Ghirada era la rete e i suoi utilizzi e sviluppi: i temi proposti erano essenzialmente il web 2.0, lo user generated content e lo user generated advertising, secondo life e così via..Noi di MA non potevamo mancare.

    La Ghirada è stato un luogo ideale dove tenerlo, sia dal punto di vista estetico che pratico. Il convegno era organizzato in 4 sale dove ognuno poteva esporre il proprio argomento quindi ho dovuto sacrificare qualche intervento non avendo ancora il dono dell´ubiquità .

    Il bello del barcamp e dei vari barcamp spontaneamente organizzati in giro per l´italia sta nella qualità degli interventi, solitamente molto ´ di frontiera´che permettono di cogliere le tendenze dell´economia dell´innovazione in tutte le sue forme. Nel recente barcamp ha colpito il caso di zooppa.com, azienda ubicata in un rustico di Roncade (presso H-farm) che sta reinventando la pubblicità sul web con un´età media di 29 anni ed un fatturato di quasi 10 milioni di euro.

    Concludendo, noi pensiamo che le due forme di apprendimento ´ universitario´e ´ personale´non configgano o si escludano a vicenda, anzi si completino. All´università il compito di fornire un vocabolario di marketing ed una lente di ingrandimento per comprendere con mente critica le dinamiche della vita reale, alle esperienze personali invece la ricerca di un marketing dinamico e applicato tutto da analizzare grazie agli strumenti citati poco fa.
    Ciò che serve per un professionista del marketing è quindi un buon mix di formazione, curiosità e conoscenza del tema, la parte di aggiornamento può oggi essere svolta con interessanti forme di apprendimento condiviso che sfociano in veri e propri corsi di formazione ´ many-to-many´assolutamente open source.

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  • Cosa chiedere al web 3.0?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Ottobre 2007
    Archiviato in Internet e altri media

    Non si può non riconoscere all’avvento del web 2.0 una grande spinta evolutiva, soprattutto in termini di partecipazione e condivisione. E’ però altrettanto onesto riflettere sul fattore moda che il termine ha innescato: oggi tutti chiedono siti 2.0 e parlano di wikieconomie e blog aziendali..

    Se sul 2.0 gli argini sono ormai rotti e le cautele sprecate (è troppo tardi) è forse lecito chiedersi cosa attendersi dall’avvento del web 3.0 che, inevitabilmente, prima o poi arriverà (o ci sarà imposto). Proviamo a capovolgere le cose chiedendo qualcosa al web 3.0, ma cosa? Al tempo della discussione sulla struttura delle reti (il creatore di internet ha detto testualmente che la rete che lui ha progettato non è fatta per vedere la televisione e che auspica un allacciamento del web ai cavi dati sottomarini, 100 volte più veloci), cosa manca al web per divenire davvero un supporto globale?

    - una struttura democratica e partecipativa anche in termini di accessibilità : Esiste ancora un’ampia fetta di popolazione che non è in grado di accedere ad internet, le barriere sono a livello di persone (anziani e bambini che per motivi diversi non possono fruire della rete) e di luoghi (a noi sembra che il wi-max ritardi un pò troppo.. lobby?)

    - la possibilità di concludere agilmente transazioni: Il cruccio del pagamento on line è una difficoltà che difficilmente sarà totalmente eliminabile. Una dimensione fiduciaria (rischio i miei soldi) ed una pratica (come sapere se quel vestito mi andrà bene) pongono barriere difficilmente superabili nel breve termine.

    - la perfetta integrazione con strutture off line: pensiamo in particolare alle aziende, il sito internet è spesso ancora una vetrina, o quando le cose vanno bene è una digitalizzazione del catalogo o poco più. Solo ora si cominciano a vedere audaci tentativi di animazione del sito ed alimentazione di un vero servizio (es. live chat con operatore, sul sito della dell funziona molto bene, testata). Ma perchè non posso ancora prenotare un tavolo in pizzeria via internet?

    - la mobilità totale: chi vi scrive è connesso da un centro medico in attesa di una risonanza, con un abbonamento flat via cellulare. Non è detto però quanto complicato sia informarsi sulle tariffe e successivamente configurare la connessione.. o almeno lo è abbastanza perchè mia nonna non sia in grado di farlo.

    sono queste a nostro avviso le condizioni “sine qua non” per un sensato passo avanti del web, che giustificano quindi il parlare di web 3.0, quali sono le vostre? Per dirla con poche parole: quando mia nonna potrà utilizzare agevolmente il web, forse potremmo parlare di 3.0

    Se ne parlerà anche al www day, non mancate!

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  • Lo strano caso del professore pirata

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 06 Ottobre 2007
    Archiviato in Internet e altri media

    Pensavamo di raccontare una storia tra l’incredibile e il fiabesco, in realtà la cosa è molto vicina alla diplomazia internazionale. Il caso: Aleksandr Posonov, direttore di una scuola secondaria degli Urali, rischia 8 mila euro di Russia e una vacanza forzata di 5 anni in Siberia per aver installato (o fatto installare, o chiuso un occhio in merito all’installazione) alcune copie illegali di microsoft windows nei computer della scuola. Siamo nel febbraio 2007 ma sembra che la notizia abbia avuto più risalto tra i media tradizionali che nella blogosfera visto che non sono in moltissimi a parlarne.

    La notizia ha destato molto scalpore in Russia, tanto che addirittura l’ex presidente Gorbaciov ha preso carta e penna e scritto a Bill Gates, ecco alcune le sue parole:

    “L’insegnante ha dedicato la sua vita all’educazione dei bambini e guadagna uno stipendio basso, incomparabile con quelli dei dipendenti della tua compagnia. Potrebbe finire nella prigione di una colonia penale siberiana. E poi la sua responsabilità neppure è certa”

    Si legge su repubblica.it che anche il presidente Putin è intervenuto sulla questione, lasciando intendere di essere disposto a soprassedere. Se in un primo momento la risposta è stata categorica,

    “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe. Siamo sicuri che la magistratura russa prenderà la decisione giusta”

    Gorbaciov non si è arreso ed ha deciso di chiedere direttamente a Mr.Gates, e non al suo ufficio stampa, una speigazione. La Microsoft ha quindi deciso di dimostrarsi più indulgente ed ha deciso di non esercitare alcuna procedura civile contro il professore, giustificando il proprio comportamento come segue:

    “In generale, non crediamo che un caso di questo genere possa portare a una incriminazione di tipo penale, dato il numero minimo di computer interessati e considerando il fatto che i pc sono stati comprati a uso degli studenti”

    Pare quindi che il professore pirata si salverà , e forse per microsoft si avrà quel vantaggio in termini di immagine previsto da Gorbaciov nella sua prima lettera, fa di certo riflettere il fatto che un paesino degli Urali e il professore in questione possano, per 5 o 6 (o 20) computer fuori regola, scatenare una tale discussione. La flessibilità in microsoft non è mai stata proverbiale, in questi casi però qualcosa è necessariamente da ripensare…

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  • Marketing: il ruolo della fiducia

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 05 Ottobre 2007
    Archiviato in Marketing non convenzionale

    Il gioco di parole è voluto: fiducia nel marketing e marketing della fiducia, quali relazioni? La fiducia è una delle chiavi del successo, in particolare perchè driver di ben altre possibilità . Il marketing virale, che ultimamente va molto di moda, ha nelle proprie basi proprio la fiducia: se ho fiducia in un prodotto o servizio di certo passerò parola, fungendo da influenzatore, diversamente è difficile che io mi spenda per consigliare qualcosa di cui non ho assuluta certezza.

    Altro discorso per la fiducia nel marketing: perchè avere fiducia del marketing? Perchè serve? A chi serve? La risposta più sensata esula da teorie e paroloni, il marketing serve non tanto per gli strumenti che utilizza quanto per il percorso (soprattutto mentale) che impone. Fare marketing, ed in particolare lavorare con un marketing e una comunicazione d’avanguardia, implica una predisposizione all’innovazione e alla creazione di un’identità aziendale che di certo portano ad un cambiamento di marcia e di stato per l’impresa. Non ci interessa, a livello di fiducia, la vendita di un prodotto addizionale per dire che “il marketing è necessario”, cio che interessa è l’approccio di marketing e la filosofia cui in tal senso l’impresa può e vuole aderire.

    E sul web? Qui è la duplice accezione del termine ad interessare:

    - è necessario avere fiducia nel web perchè siamo di fronte al futuro, e non aggiungiamo altro. Qualcuno deve ancora rendersene conto? Purtroppo si

    - il ruolo della fiducia sul web è invece importante per dinamiche legate soprattutto al commercio elettronico che prevedono, di fronte all’assenza di tangibilità del prodotto, una forte dimensione fiduciaria per arrivare all’acquisto. Fiducia operativa è anche, ad esempio, la corrispondenza di una taglia di un abito al dichiarato.. sono queste le cose che interessano all’utente finale

    Fiducia quindi, nel marketing e nel web marketing, ma anche fiducia nell’azienda con la quale ci relazioniamo, sono queste le dimensioni da indagare e non dimenticare per un marketing di successo.

    Credits per l’immagine: Mauro Biani - Sestaluna.com

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  • Nel Regno Unito il wi fi dappertutto: quando in Italia?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 04 Ottobre 2007
    Archiviato in Internet e altri media

    Era partito in sordina il progetto www.fon.com basato sull’idea “condividi il tuo wi-fi, e gli altri nel mondo condivideranno il loro wi-fi con te”. Fon è la più grande community wi-fi del mondo ed oggi arriva la notizia che nel Regno Unito FON diventa BT FON grazie ad un accordo davvero interessante con British Telecom.

    E’ il blog di fon a riportare l’interessante news: 3 milioni di utenti a banda larga BT (British Telecom) si uniranno ora alla community FON e condivideranno la propria connessione wi-fi. E’ proprio il blog a spiegare l’importanza della notizia:

    Il fatto che un leader del mercato come BT sostenga il rivoluzionario modello di FON volto a costruire una massiccia community WiFi costruita da e per le persone è un grande passo in avanti per l’industria della comunicazione.

    Ogni persona nel Regno Unito che decide di condividere una piccola parte della propria connessione a banda larga casalinga potrà utilizzare la connessione di ogni altro membro della Community. Tutti coloro che si uniranno alla Community potranno utilizzare gratis qualunque hotspot FON nel mondo e tutti i nuovi hotspot BT FON.

    La novità è concettuale e di business, viene infatti da chiedersi: cosa ci guadagna BT? Viene anche spontaneo riflettere sullo spostamento sempre più marcato della “lancetta del potere” nelle mani dei consumatori ed in particolare delle aggregazioni di consumatori e sul fatto che la tecnologia di comunicazione del futuro avrà come supporto quasi certamente la rete wi-fi, fattore dimostrato anche, per quanto possa contare, dal fatto che l’iphone di apple non è umts, perchè? Semplice, puntano tutto sul wi-fi

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  • Raccontare la rivoluzione: WWW day!!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Ottobre 2007
    Archiviato in E-business

    Il 25 ottobre Occhiobello, in provincia di Ferrara, sarà per un giorno la capitale italiana di internet ed in particolare del web marketing. L´azienda Boraso.com organizza infatti il WWW DAY, una grande giornata di lavori e discussioni dedicata ad internet e a tutti coloro che intendono scoprire la rivoluzione del web.

    Il programma è denso di appuntamenti, nello splendido scenario del centro congressi Savonarola si confronteranno personalità di spicco del mondo internet: imprenditori, docenti, consulenti e professionisti del web discuteranno il ruolo del web per il futuro del business portando a suffragio delle proprie tesi casi di studio e testimonianze dirette.

    Il tema principale della discussione sarà il web 2.0: un nuovo modo di pensare internet e soprattutto il rapporto tra internet e le persone. Di seguito il programma:

    TAVOLA ROTONDA

    14.15 Registrazione partecipanti

    14.30 Apertura lavori - Interventi

    Moderatore: Massimo Boraso, Presidente Studio Boraso.com, Consulente Internet

    Stefano Micelli, Docente di eBusiness Università Cà Foscari di Venezia

    Massimo Bustreo, Docente di Metodologia di ricerca psicosociale sul consumatore Università IULM di Feltre

    Giorgio Soffiato, ricercatore presso TEDIS Venice International University

    Luca Targa, CEO Inside btb, consulente di comunicazione d´impresa

    16.30 Casi di successo - Imprenditori parlano

    Sposissimi & Co. Abiti da Sposa

    SAF Italy, Produzione batterie

    Immobilmente.com, Portale Immobiliare

    Top Fun S.p.A. Produzione Giostre

    Hair Center – Prontocapelli.it

    17.00 Domande e Risposte

    17.30 Conclusione lavori e Aperitivo

    Il programma permette di cogliere il taglio assolutamente operativo che caratterizza l´evento. Ampio spazio è dato ai casi di successo che gli imprenditori che hanno innovato e riscosso successi con il web presenteranno. Ciò che caratterizza un progetto di comunicazione e marketing di successo sul web non è tanto il budget o il settore merceologico, quanto piuttosto la voglia di innovare.

    NON MANCARE AD UNA GRANDE GIORNATA DEDICATA AL FUTURO. LA PARTECIPAZIONE E´ GRATUITA
    ISCRIVITI SU http://www.boraso.com/wwwday/

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