Quotidianocasa.it è in vendita. Aperto nel 2005 è diventato via via uno dei principali siti di riferimento nell’informazione online sul mondo della casa (progettazione, costruzione, acquisto, arredamento ecc..) con un occhio di riguardo al settore del risparmio energetico, energie rinnovabili, fotovoltaico ecc..
E’ in vendita Quotidianocasa.it il giornale online di informazione e riferimento sul mondo della casa, immobiliare e risparmio energetico
Un esercito di “Super Mamme” a caccia di affari sul web
Una recente ricerca di Nielsen Online, che analizza il rapporto tra le mamme e il consumo di internet, rivela dati molto interessanti sul consumo web di una particolare categoria: quella delle cosiddette “super-mamme”: si tratta di donne in età compresa tra i 25 e i 54 anni, con almeno un figlio, che utilizzano la rete. Se negli USA esse rappresentano il 19% della popolazione attiva online, in Italia le mamme internaute si difendono bene: nel mese di maggio 2009 hanno raggiunto quota 2 milioni, l’11% dei popolazione internet e il 24% di tutte le donne online.
Web perché, Web per chi?
Continua la pubblicazione quindicinale delle MiniGuideWeb di Boraso.com, freschissimi shot di cultura minima del web per le PMI italiane da trangugiare durante la pausa pranzo. “Web perché, Web per chi?” è una MiniGuidaWeb per chi si domanda ancora a cosa serva il web e se esso sia lo strumento giusto per la propria realtà aziendale (e non solo). È davvero così indispensabile essere presenti sul web? A cosa serve esserci per una piccola ditta a carattere familiare?
Social media e Aziende, casi di successo: Dell e Twitter.
Continuiamo a dirlo ai nostri clienti e a “predicarlo” in occasione di workshop e convegni: i social media ed il social network offrono grandi opportunità alle aziende, basta solo imparare ad usare i nuovi strumenti a disposizione e comunicare nel modo giusto. Dell, colosso americano dell’informatica per ufficio e casa, è tra le aziende che l’hanno capito e che oggi stanno raccogliendo risultati incoraggianti.
Tutto il mondo passa attraverso i social media, è questa la vera pandemia
Il virus è oramai ovunque diffuso su tutta la terra. La settimana scorsa qualcuno malignava che la rivolta in Iran fosse stata in qualche modo “agevolata” o gonfiata dai social media per aumentare la propria popolarità e diffusione nel mondo, piuttosto che per aiutare gli iraniani. Poi sono arrivati i temi di maturità su Twitter e Facebook ed oggi questi strumenti -ed il web in generale- si sono trovati intasati da milioni di messaggi per la morte di Michael Jackson. Non c’è dietrologia che tenga! Davvero la “statusphera” è diventata il modo di comunicare più utilizzato in ogni contesto e in tutto il mondo.
Il cambiamento passa per Twitter
Origliare, guardare dal buco della serratura di centinaia di porte diverse, ascoltare i sussurri, i cinguettii di decine di persone che di fatto non si conoscono.
Questo è Twitter per molte persone, un servizio di microblogging terribilmente limitato, che permette di scambiarsi brevissime informazioni (140 caratteri al massimo), che riduce la comunicazione allo stato embrionale e che non fa altro che trasmettere un “cinguettio” che diventa un brusio, un rumore di fondo comunicativo tra le persone.
Ma allora perché se ne parla tanto? Dove sta la rivoluzione in un social network che permette di inserire di fatto solo testo e che non consente la generazione di messaggi -ergo ragionamenti- complessi?
Forse, come dice il Corriere della Sera: “quando il jet della US Air ammara sul fiume Hudson o quando c’è il terremoto a Los Angeles, la notizia arriva coi messaggi di Twitter molto prima che sugli schermi della CNN o sui terminali dell’Associated Press: un cambiamento che costringe i giornalisti a dotarsi di una nuova «cassetta degli attrezzi » per affrontare rivoluzioni tecnologiche che stanno cambiando il modo di fare informazione. Poi arriva la rivolta in Iran e scopri che, con i corrispondenti stranieri messi alla porta dal regime degli ayatollah, Twitter diventa l’unico vero canale di informazione su quello che sta accadendo nel Paese: migliaia di ragazzi armati di cellulare che trasmettono brevi messaggi e immagini della sommossa e della repressione.”
L’importanza del dominio nel Web marketing
Ho letto Re-Brand di Mirko Nesurini, un’analisi davvero avvincente sui cosiddetti “sleeping brand”, su come risvegliarli e su come valutare se sia meglio puntare al loro risveglio o alla creazione di un brand ex novo.
Web Marketing innovativo: gli esempi di Volkswagen e Jaguar
Il web sta diventando sempre più una piattaforma di eccellenza per il messaggio delle aziende e l’innovazione, oltre alla fiducia nel mezzo, sembra essere il parametro in grado di fare la differenza. Due esempi importanti ed attuali sono le campagne web di Volkswagen e Jaguar, due giganti dell’auto che, in modo diverso, dimostrano di credere convintamente nel web e nelle sue grandi opportunità.
Della campagna “Meet the Volkswagens” ho recentemente parlato in un post sul mio blog personale. Si tratta di applicazioni di “contextual advertising” su Facebook e su Twitter, in grado di “giocare” con l’utente a “scopri qual’è la tua Volkswagen ideale” e di restituirgli risultati personalizzati, pescando le risposte tra i dati del suo profilo. Un trend, quello del “context ad” che si sta diffondendo in modo virale e che vede nel social network un punto di riferimento ed un immenso giacimento di contatti e di dati da utilizzare. Dagli “adsense” di Google si passa dunque ad un’era nuova, quella dell’interazione diretta con l’utente e della sua partecipazione.
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Come chiedere a Facebook l’assegnazione del proprio nome o marchio
Nel corso del workshop tenuto lo scorso venerdì a SMAU Bologna dal nostro Massimo Boraso, parlando dell’importanza della presenza delle aziende sui social network, uno degli intervenuti ha posto un quesito su Facebook e sulla tutela della proprietà di nomi e marchi aziendali. Ecco una rapida risposta web, dopo quella fornita nel corso del dibattito; si può provare a richiedere il proprio username eventualmente già attribuito ad altri compilando questo form su Facebook, che comunque premette: “non possiamo garantire che concederemo questo nome utente sulla base della tua richiesta“.
Internet Marketing 2.0: SMAU Bologna 19 giugno
C’è qualcuno nella tua Azienda che non lavora, si annoia e costa… è il Sito Web!
