News: Archivo » Febbraio 2008

  • Il marketing virale è morto?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 29 Febbraio 2008
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    TecnoDuo è un bel blog di marketing e comunicazione, è interessante l’approfondimento critico proposto sul tema del marketing virale. L’articolo, che vi consiglio, propone due passaggi interessanti, il primo

    I meccanismi virali possono nascere come comunicazioni uno a uno che devono evolvere necessariamente in un uno a molti se vogliono fregiarsi del titolo di virale.
    Quelli - i virali - che raggiungono questo secondo stadio hanno una sola cosa che li accomuna: l´eterogeneità del target a cui si rivolgono (amici, parenti, colleghi, ex fidanzate, 50enni, 30enni, 20enni ecc.). Il tema veicolato per forza dovrà essere più vasto e banale possibile. Nessuno ha mai ricevuto una mail virale che parli della poetica del Pascoli o di correnti architettoniche neo avanguardiste francesi (se non come escamotage per fare una battutaccia).

    Non mi trova d’accordo, si può fare marketing virale anche su nicchie e target molto particolari, lo dimostra la diffusione di tale tecnica nell’on-line gaming che ha in sè tutte le chiavi della propagazione (facilità di propagare un messaggio, possibilità di includere strumenti di incentivo alla viralità nell’oggetto es. - segnala a un amico - e oggetto in sè spesso oggetto di passaparola). Io credo che la chiave non sia la banalità ma il fatto che il prodotto contenga qualcosa di straordinario (come ci dice Seth Godin nel suo “propagare l’ideavirus”). Sono invece più d’accordo sulle conclusioni dell’articolo:

    - Il tema creativo/comunicazionale di ogni operazione che vuole essere virale non deve mettere barriere di comprensione neanche al più basico degli utenti
    - Brand sconosciuti non possono sperare di godere di viralità se non hanno qualche cosa di clamoroso nella loro offerta o nella loro comunicazione
    - Gli utenti non devono essere presi in giro
    - Quello che è virale non è commerciale, quello che è commerciabile non sarà virale
    - La viralità non può essere pianificata, metti a disposizione strumenti virali (da l´invia a un amico a operazioni member get member) e poi incrocia le dita

    L’unico appunto lo faccio sui brand sconosciuti. Spesso un’azienda nuova e innovativa (caso scuola a-style) approccia con politiche di guerrilla marketing e viral marketing il mercato, ecco quindi stickers, ambush etc.. se la tecnica di comunicazione (stickering creativo) vede l’azienda come first mover nel campo, ci possono essere dei buoni risultati, indipendentemente dalla notorietà di base del brand, spesso però l’equivoco sta nell’oggetto della propagazione virale, si parla della comunicazione (un bell’adesivo) e non del brand che sta dietro che gode quindi di un ritorno riflesso e di una sorta di esternalità ..

    Il marketing virale dunque, è morto? No, è meno efficace di quanto i modaioli del marketing fanno credere sia ma più strutturato di quanto i disfattisti credono (non è il caso in oggetto, ovviamente)

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  • Fare i soldi con i blog…ger!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 24 Febbraio 2008
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    Se il CRM (customer relationship management) vi sembra cosa obsoleta..forse avete ragione. Il brm (blogger reccomendation management) è l’ultima frontiera in termini di acronimi e modelli. In realtà dietro questo nuovo concetto sta una piattaforma che funge da ponte tra i blogger influenti ed i brand. Non è l’unica, anche buzzparadise offre un servizio simile. Il modello è molto semplice: prendi 10-50-100 blogger, fai con loro rete e offriti come intermediario per procacciare pubblicità da inserire all’interno del blog anche con sistemi innovativi come pay per post o try per post (invio prodotti in cambio di una citazione).

    Se l’idea è di certo simpatica e interessante, i costi vicini a quelli di una campagna pubblicitaria old style frenano gli entusiasmi, il management del buzz non ci convince del tutto: si può veicolare professionalmente il passaparola? E’ lecito? I blogger, figura pura ed intonsa, possono gettarsi a piè pari nel business rischiando di intorbidire il proprio angolo di onestà ? Sicuramente c’è modo e modo ed un post a settimana sponsorizzato (con in evidenza il fatto che è sponsorizzato) non crea disagi..dovranno pur mangiare questi blogger.. a nostro avviso però è meglio puntare su modelli diversi, magari più vicini al self marketing. Dare 100 euro ad un blogger per poi guadagnarne 10.000 sulla massa critica non è del tutto convincente, nel tempo però la gestione della rete potrebbe anche funzionare, voi che ne dite?

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  • Blogolandia.it ´ Al via la campagna elettorale

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 20 Febbraio 2008
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    Dopo la crescita al ritmo di 10 nuovi blog aperti ogni mese Blogolandia esce dalla fase Beta ed entra nel turbine 2.0 con una nuova piattaforma. Aperte le candidature a sindaco e grandi novità all´orizzonte per il più grande network di blog urbani del Paese.

    Forse non tutti sanno che nella primavera italiana le elezioni non saranno solo quelle che eleggeranno il nuovo governo Italiano, le città hanno bisogno di sindaci..virtuali. Blogolandia.it è il maggior network di urban blog italiano, sono già 30 i comuni che vantano un blog dedicato ed un sindaco, dalle grandi città (Palermo, Roma, Milano) ai paesi (Adria, Bagheria), i coraggiosi sindaci che hanno aderito per primi al progetto Blogolandia sono oggi parte di un successo da migliaia di visitatori giornalieri.

    Il network Blogolandia nasce nell´estate 2007 dall´incontro dell´abilità di un programmatore wordpress con la competenza di un giornalista e la fantasia di un ricercatore universitario esperto di marketing, a coordinare il team un consulente di comunicazione di successo. In 4 mesi Blogolandia raggiunge risultati di eccellenza ed ha l´onore di essere presentata al convegno GT di Firenze e citata da esponenti di primo piano della rete come Pandemia.info e da giornali nazionali (´Affari e Finanza´ di Repubblica). L´onda del successo richiede a Blogolandia una seconda fase, il tutto nei tempi di internet. Arrivano quindi un responsabile delle relazioni con la community ed in contemporanea il progetto esce dalla versione beta con un pacchetto di innovazioni in pieno stile 2.0:
    - supporto flickr
    - gestione tag e eventi
    - mangia e bevi locale
    - etc..

    Anche per i sindaci la strumentazione di gestione è avanzata: wiki e forum di supporto aiutano ad apprendere le regole base dell´urban blogging, una scienza tutta da scrivere, un customer care a disposizione 24h su 24 completa la struttura di supporto allo sviluppo.

    Blogolandia si avvia oggi ad una nuova fase della propria breve ma affascinante esistenza, gli obiettivi sono ambiziosi ed è dai blogger attuali e dai lettori fedeli che partiranno alcune iniziative di propagazione virale atte a diffondere la conoscenza del network e a trovare nuovi sindaci per le zone ancora non raccontate dalla gente per la gente. Proprio per questo motivo vengono incoraggiate le candidature a sindaco per partecipare attivamente alla crescita di un network di sicuro successo visto il carattere innovativo, sociale e partecipativo che l´idea incarna. Sono proprio la novità e la partecipazione a guidare la crescita del network, un progetto unico in un ambito totalmente inesplorato in Italia che ha nella collaborazione volontaria il proprio motore.

    Dicono di noi

    ´Chi ha un blog sa che una buona visibilità è una moneta a volte più preziosa dell’euro, per le relazioni personali che sviluppa e le opportunità che genera´ (Luca Conti)

    ´..L’iniziativa, interessante e originale, pur non essendo remunerata offre comunque la possibilità alle persone più meritevoli e talentuose di ottenere una buona visibilità sul web.´ (Caronteweb)
    ´Quante volte ti sei lamentato di qualcosa che non va nella tua città o del fatto che non fosse abbastanza conosciuta nelle caratteristiche più interessanti? Perchè allora non farne il Sindaco, almeno virtualmente?
    ´ (Intermediando)

    Diventa sindaco!

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  • Communication Day 2008: grandi nomi a Ferrara

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 19 Febbraio 2008
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    5? edizione - convegno

    Communication Day

    Spazio alle idee: eccellere non basta quando si può essere unici

    La comunicazione oltre i sistemi convenzionali per contribuire al successo dell’Impresa.
    La comunicazione si apre a nuovi orizzonti, l’utente si appassiona, si innamora del marchio, non accetta di lasciarsi “accalappiare”, sceglie. Il nuovo business non può prescindere da una comunicazione creativa capace di stupire, attrarre, emozionare, catturare.

    ———————————————————————
    GIOVEDI 6 MARZO 2008
    Ore 14.30
    FERRARA
    Darsena City
    Via Darsena - Uci Cinemas

    Convegno Spazio alle idee:
    ECCELLERE NON BASTA QUANDO SI PUO’ ESSERE UNICI
    la comunicazione oltre i sistemi convenzionali per contribuire al successo dell’impresa.

    14.30

    - Registrazione partecipanti, SALA 1
    - Apertura dei lavori
    - Filippo Manuzzi Vice presidente Gruppo Giovani Imprenditori della Provincia di Ferrara

    - Interventi
    - Moderatore: Luca Targa TPP, CED Inside btb e consulente in comunicazione d’impresa
    - Daniele Maestrami Amministratore delegato AdmCom
    - Lorenzo Strona Presidente UniCom
    - Andrea Rigoni Amministratore Delegato Rigoni di Asiago
    - Spazio alle domande

    16.30 - Coffee-break
    - Massimo Boraso Presidente Studio Boraso.com
    - Lorenzo Marini Presidente e direttore creativo agenzia di pubblicità Lorenzo Marini & Associati
    - Enrico Finzi Presidente TP e Presidente Astra Ricerche

    18.00 - Spazio alle domande

    L’evento sarà seguito dalla proiezione degli spot vincitori al Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes, presso la Multisala UCI CINEMAS alle ore 21.00

    E’ questo il programma di eccellenza del Communication Day 2008, Sitiwebmarketing sarà blog ufficiale!! Non spendiamo troppe parole, chi mastica comunicazione sa che avere personaggi del calibro di Marini e Finzi in sala non è da tutti.. a buon intenditor..

    clic qui per le iscrizioni

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  • Neutrality show

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 19 Febbraio 2008
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    Si sta facendo un discreto chiasso in rete in questi giorni: lo show della neutralità sta per avere inizio. L’idea sembra interessante, diamo voce:

    E’ nato il Neutrality Show, il primo reality show della comunicazione. E, non ci crederete, ma è nato in Italia. Per ridere, giocare, e prenderci non troppo sul serio facendo cose serie (chè poi, alla fine, è così che si fa). Dal 26 al 28 febbraio, un gruppo di pubblicitari, tutti personaggi con ruoli diversi, sarà rinchiuso in una location misteriosa dalle 9 del mattino fino alle 23. Cosa faranno? Dovranno accontentare dei veri clienti, naturalmente. Con tanto di brief e di prove da superare.

    La loro sfida, come dal nome del reality, è essere “neutrali”. Come dovremmo essere tutti noi pubblicitari, oggi. Neutrali nell’approccio di comunicazione, cercando di superare i limiti delle discipline specialistiche.

    Ah, la sfida. Ecco. Che ne dite di farne parlare più del GF? Secondo me, sul web ci riusciamo. E non ci vuole poi tanto, su. Facciamo parlare di noi: qui (nel reality e nei blog) i contenuti ci sono.

    Per ora, queste sono le uniche notizie che ho sul reality. Ma vi aggiornerò perchè mi garba. Soprattutto per l’idea di neutralità , nei media, nelle discipline, nel pensiero e nel comportamento, che imho è rivoluzionaria e neppure lontana.

    Prima di rimanere incollati al monitor per tre giorni, parlatene in giro. E:
    a) se lavorate nel settore, potete entrare nella Casa della Neutralità da protagonisti. Insomma potete candidarvi al primo reality show della comunicazione;
    b) se siete un’azienda, potete darci dentro inviando dei brief. Magari dei brief impossibili (ma sì tanto saranno così, come sempre), per mettere i candidati in difficoltà (e godere nel vedere l’account di turno entrare in crisi, hi hi ^_^)

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  • La guerra degli account

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 Febbraio 2008
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    account Capita sempre più spesso di registrarsi a siti e servizi che richiedono dati personali, di recente approcciavo il simpatico servizio mybloglog e..sorpresa! E’ necessario un account yahoo! La cosa mi ha stupito e mi ha fatto riflettere ma non mi ha convinto ha scrivere un post.. l’ha fatto invece google analytics, volevo infatti rendere disdponibili le statistiche del sito ad alcuni collaboratori quando ho scoperto che gli utenti devono possedere un account google per poter essere parte della festa delle statistiche.. Se da un lato si va verso l’identità federata, dall’altro mi sembra si perda il cardine del successo di alcuni dei grandi player del web: google ha fatto pensare perchè il suo successo era “spedire l’utente via dal sito nel minor tempo possibile”, oggi però leggere gmail, scrivere su blogger o analizzare le stats del proprio sito richiede un utenza google, il che significa che google ci segue eccome.. Vorrei spezzare una lancia in favore del motore, non credo sia tempo di preoccupanti per quanto affascinanti dark side ma mi fa pensare questa necessità di account comuni per accedere a diversi servizi. Il fatto che l’utente sia legato a 3 grandi monopolisti di servizi (Microsoft, yahoo!, google) in situazione co-opetitiva è positivo? La parte poco “simpatica” sta nell’economia da supermercato che si sta sviluppando: appena un progetto interessante emerge uno dei 3 squali se lo mangia, 100 milioni di dollari all’inventore che se ne va alle bahamas e pance ingrossate per big G big M o big Y, che fare per preservare la democrazia della rete?

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  • Mobile web: è tempo di cambiare marcia

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Febbraio 2008
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    Il mobile web italiano forse dovrà aspettare ma la sensazione è che le cose si stiano muovendo.. A lanciare la discussione sono le parole di Eric Schmidt che definisce il mobile “the next big thing”. L’approfondimento di qualità pubblicato sul blog tsw ci dice che alle parole seguono i fatti, google ha pronti premi per 10 milioni di dollari per lo sviluppo di una piattaforma mobile. Un dominio dedicato .mobi è pronto e già sono on line alcuni siti interessanti, via wikipedia.com segnaliamo

    TWC (meteo)

    Businessweek

    BMW.mobi

    Si notano lo sviluppo verticale e la sintesi delle informazioni, anche leggendo l’ottima descrizione di wikipedia ciò che emerge è che la posta in palio è alta e sono già pronti tools e siti dedicati ed mtld sembra essere oggi il sito di riferimento per saperne di più. Noi segnaliamo 3 punti di discussione

    situazione di partenza: in Italia (come noi solo il Giappone) il telefono cellulare è un must e chi viaggia in treno sa bene che non parliamo più solo di telefonare ed inviare sms.. sempre più spesso il telefonino è il punto di accesso al mondo esterno e sono in molti a leggere almeno la posta via cellulare. Il dominio .mobi in questo senso parte con il piede sbagliato visto che sono 9 i tocchi richiesti a tastiera telefonica per digitarlo contro i 6 dei domini .com ed i 3 di .wap. L’Italia si presenta come un mercato potenzialmente interessantissimo ma è necessario superare il problema numero 2..

    infrastruttura: le connessioni mobile sono ad oggi troppo complesse e costose per chi gestisce a pacchetto un buon quantitativo di dati, spendere dai 30 ai 60 euro al mese per una connessione semi-flat non è da tutti e l’imita l’utenza attuale a manager o nerd.. le vie per la connettività totale sono due: più hot spot oppure connessioni personali a basso costo.

    obiettivi e progettazione: il contesto di fruizione è decisivo, non si tratta di rendere i siti fruibili ma anche di capire che tipo di servizi sono necessari in mobilità , dal meteo alla ricerca di numeri utili, dalle pizzerie a… solo il futuro ci dirà se i grandi brand avranno la necessità di un .mobi (o semplicemente di uno spazio mobile) o se i terminali evolveranno verso soluzioni di prossimità ed il marketing risponderà con strategie diverse (passo davanti al mc donald’s e mi viene offerto uno sconto via bluetooth).

    Ciò che è certo è che il mobile è un tema forte.. ancora tutto da capire..

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