Archives for Febbraio 2008

Il marketing virale è morto?

TecnoDuo è un bel blog di marketing e comunicazione, è interessante l’approfondimento critico proposto sul tema del marketing virale. L’articolo, che vi consiglio, propone due passaggi interessanti, il primo

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Fare i soldi con i blog…ger!

Se il CRM (customer relationship management) vi sembra cosa obsoleta..forse avete ragione. Il brm (blogger reccomendation management) è l’ultima frontiera in termini di acronimi e modelli. In realtà dietro questo nuovo concetto sta una piattaforma che funge da ponte tra i blogger influenti ed i brand. Non è l’unica, anche buzzparadise offre un servizio simile. Il modello è molto semplice: prendi 10-50-100 blogger, fai con loro rete e offriti come intermediario per procacciare pubblicità da inserire all’interno del blog anche con sistemi innovativi come pay per post o try per post (invio prodotti in cambio di una citazione).

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Blogolandia.it ´ Al via la campagna elettorale

Dopo la crescita al ritmo di 10 nuovi blog aperti ogni mese Blogolandia esce dalla fase Beta ed entra nel turbine 2.0 con una nuova piattaforma. Aperte le candidature a sindaco e grandi novità all´orizzonte per il più grande network di blog urbani del Paese.

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Communication Day 2008: grandi nomi a Ferrara

5? edizione – convegno

Communication Day

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Neutrality show

Si sta facendo un discreto chiasso in rete in questi giorni: lo show della neutralità sta per avere inizio. L’idea sembra interessante, diamo voce:

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La guerra degli account

Capita sempre più spesso di registrarsi a siti e servizi che richiedono dati personali, di recente approcciavo il simpatico servizio mybloglog e..sorpresa! E’ necessario un account yahoo! La cosa mi ha stupito e mi ha fatto riflettere ma non mi ha convinto ha scrivere un post.. l’ha fatto invece google analytics, volevo infatti rendere disdponibili le statistiche del sito ad alcuni collaboratori quando ho scoperto che gli utenti devono possedere un account google per poter essere parte della festa delle statistiche.. Se da un lato si va verso l’identità federata, dall’altro mi sembra si perda il cardine del successo di alcuni dei grandi player del web: google ha fatto pensare perchè il suo successo era “spedire l’utente via dal sito nel minor tempo possibile”, oggi però leggere gmail, scrivere su blogger o analizzare le stats del proprio sito richiede un utenza google, il che significa che google ci segue eccome.. Vorrei spezzare una lancia in favore del motore, non credo sia tempo di preoccupanti per quanto affascinanti dark side ma mi fa pensare questa necessità di account comuni per accedere a diversi servizi. Il fatto che l’utente sia legato a 3 grandi monopolisti di servizi (Microsoft, yahoo!, google) in situazione co-opetitiva è positivo? La parte poco “simpatica” sta nell’economia da supermercato che si sta sviluppando: appena un progetto interessante emerge uno dei 3 squali se lo mangia, 100 milioni di dollari all’inventore che se ne va alle bahamas e pance ingrossate per big G big M o big Y, che fare per preservare la democrazia della rete?

Mobile web: è tempo di cambiare marcia

Il mobile web italiano forse dovrà aspettare ma la sensazione è che le cose si stiano muovendo.. A lanciare la discussione sono le parole di Eric Schmidt che definisce il mobile “the next big thing”. L’approfondimento di qualità pubblicato sul blog tsw ci dice che alle parole seguono i fatti, google ha pronti premi per 10 milioni di dollari per lo sviluppo di una piattaforma mobile. Un dominio dedicato .mobi è pronto e già sono on line alcuni siti interessanti, via wikipedia.com segnaliamo

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Seo Friday

Segnaliamo l’interessante momento SEOgastronomico Chi Seo Friday, il search engine veneto ci sarà tutto e noi non potremo mancare.. queste iniziative tengono alta l’attenzione sul SEO ma soprattutto servono a confrontarsi sulle tematiche del web marketing per il 2008, questione di assoluto interesse, tutti invitati!

Il brand sotto chiave

Ci è capitato di recente di assistere ad una discussione tra un responsabile marketing aziendale e un responsabile del web marketing. L’oggetto del contendere? Il nome di dominio da assegnare ad un minisito. Il brand aziendale richiama un termine poco conosciuto e difficile da pronunciare, si parla di un a pmi per cui eventuali ricadute non sarebbero cosi devastanti visto che l’azienda è comunque presente con un proprio sito-madre ben posizionato. Il direttore marketing proponeva ugualmente l’utilizzo del brand, il responsabile del web marketing aveva invece individuato un’ottima parola chiave libera come nome di dominio (per intederci simile a www.abitidacerimonia.it) e su questa decisione c’è stata una interessante discussione che non può non coinvolgere chi si occupa di marketing, secondo voi è meglio sacrificare il brand cedendo ad internet (ed in particolare a google) o è giusto scontare qualche problema di usabilità non utilizzando il nome di dominio come leva di search engine marketing?

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