News: Archivo » Ottobre 2007

  • Il telefonino entra in casa, now!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Ottobre 2007
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    Telecom trema. Il telefonino sta per entrare in casa, e ce lo porterà Vodafone, principalmente. Con telecom al 77% del mercato delle telecomunicazioni non si può di certo parlare di liberalizzazione totale, c’è ancora molto da fare. La compagnia “di Totti e Gattuso” ha messo sul piatto 500 milioni di euro per l’acquisto di tele2 ed altrettanti per investire sull’infrastruttura di rete. Ma cosa c’è in ballo?

    Probabilmente la via che tutti cercano di imboccare in questo momento è quella dell’operatore unico, rispondere alle esigenze di comunicazione dell’utenza a casa, in ufficio ed in mobilità con un pacchetto di servizi che ne accolga le richieste. Il servizio vodafone casa permette di adottare anche per il telefonino il numero di casa svincolandosi da telecom, ma vodafone pensa anche ad altro, ad internet soprattutto: “se Tele2 si è affermata come rivenditrice low cost i traffico ex Telecom, il suo futuro sarà tutt’altra cosa” (Economy n?44 - 31 ottobre 2007)

    Una Vodafone a tutto tondo insomma, ma anche e soprattutto un mercato delle telecomunicazioni in fermento, fattore sempre positivo per il consumatore finale. In un primo potenziale marasma di offerte il problema sarà orientarsi e capire chi meglio soddisfa le nostre esigenze, tutti pronti per il numero unico?

    Per l’immagine: blogo.it

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  • www day: quando le aziende rispondono

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Ottobre 2007
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    Ho avuto oggi l’onore di partecipare come relatore all’evento www day organizzato dall’agenzia boraso.com che, non è mistero, patrocina anche questo blog.
    L’evento è stato ben descritto dal prof. Marco Bettiol, docente di marketing presso l’università di Padova e ricercatore presso la Venice Internationa University: una provocazione. organizzare un evento alle 14.30 del pomeriggio ad Occhiobello è una palese sfida al mercato e agli attori che lo compongono. Proprio quegli attori, gli imprenditori piccoli e medi che pullulano il nostro territorio, hanno risposto presente e si sono presentati in numero superiore a 100 per portare la propria esperienza o ascoltare i successi altrui.

    L’evento è andato molto bene, nella prima parte oltre al mio intervento sui blog, hanno parlato Massimo Bustreo dell’università IULM di Feltre (un interessantissima presentazione su second life e relative opportunità di business), il già citato Marco Bettiol (dati osservatorio tedis sull’importanza del web nel territorio) ed il CEO di inside b2b Luca Targa che ha parlato di innovazione in comunicazione.

    Spazio poi agli imprenditori, una interessante panoramica ha visto alternarsi i casi Sposissimi, SAF Italy, Immobilmente, Prontocapelli e Top Fun produzione giostre.

    Il bilancio finale dell’evento è di certo positivo, un interessante dibattito ha preso vita su alcuni dei temi più “scottanti” come i blog aziendali e la qualifica necessaria per la costruzione e gestione del sito web (uomo di marketing o informatico?). La cosa più bella è stata di certo la dimensione di piccola imprenditorialità che ha affollato l’evento e la proposta, da parte dei relatori, di soluzioni operative per le pmi. Grazie a tutti quindi, e appuntamento al prossimo www day!

    Presto on line i materiali dell’evento e le slide presentate dai relatori.

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  • Porno 2.0: l’ennesima botta alle major

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 22 Ottobre 2007
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    Se ne parla il corriere, possiamo farlo anche noi. La realtà è che il porno è un mercato che, soprattutto in rete, attira moltissimi visitatori e costituisce un business molto importante. E il web 2.0?

    Un lungimirante sconosciuto ha creato un clone di youtube chiamato youporn, 15 milioni di visitatori in un mese e un boom di “audience” assolutamente inatteso. Al successone corrisponde un danno all’industria “1.0″ del porno assolutamente rilevante. Film e giornali invenduti e mercato in crisi: è tutto in rete, gratis!
    Non si tratta solo di copyright visto che molti video sono “autoprodotti” o caricati come trailer di film hard dagli stessi produttori.

    La novità vera sta nella piattaforma, ed i concorrenti non mancano (youporn ad esempio, creato proprio da una major del porno). In Italia il sito è al 23? posto tra i più cliccati e il fenomeno non accenna a diminuire in termini di portata.
    C’è una lezione? Forse due: in questo caso la chiave sta più nel tema che nel web 2.0, il porno (come la politica) è uno dei temi che fanno rumore, tanto sul web quanto in tv, e la cosa ha decisamente favorito la diffusione del sito. Un secondo dato è legato invece alla dimensione di “pulizia” del sito, il cui modello di business è costituito da banner ed adwords e non si respira l’aria di dialer o rischiosi warm.

    La domanda ora è una sola, quale sarà il prossimo baluardo 1.0 a cadere?

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  • Il web: innovazione e adattamento

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 19 Ottobre 2007
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    web.jpg

    Una delle riflessioni che più spesso si sentono nelle riunioni di chi si occupa di web ed innovazione è ´cosa viene dopo?´, sintesi di dubbi del tipo ´quale sarà la prossima killer app dopo i blog?´, ´il voip funzionerà ?´ etc..

    Personalmente credo che ora tocchi all´adattamento. Come da rudimentale ma spero efficace grafico in testa a questo articolo, io credo che dopo ogni innovazione radicale nel web, come ad esempio il passaggio reale più che concettuale al web 2.0, segua un periodo di importante adattamento che coinvolge i nuovi strumenti a disposizione. Le grandi moltitudini di utilizzatori iniziano a prendere confidenza con le nuove tecnologie o applicazioni a disposizione rendendo massiva l´innovazione.

    E gli anticipatori? I nerd? Loro stanno già lavorando a nuove piattaforme, sperimentando nuove idee o creando standard, esiste però un periodo di ´vuoto´ in cui la passata innovazioni si banalizza e non ne vengono introdotte di nuove. Probabilmente ciò è dovuto alla buona funzionalità di alcuni standard che faticano ad essere abbandonati (quando la mamma del nerd inizia a bloggare probabilmente il nerd non ha ancora finito ed esiste un periodo di utilizzo congiunto dello stesso standard) ma anche alla poca stabilità delle nuove applicazioni, siamo davvero di fronte ad un web ciclico?

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  • Skype: un business labile

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 18 Ottobre 2007
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    Problemi per il VOIP, in particolare per skype. Il tutto ha avuto inizio con il black out di due giorni di agosto, che ha portato in breve tempo alla sostituzione dell’amministatore delegato Niklas Zennstrom e alla pesante svalutazione da parte di ebay che ne ha quasi dimezzato il valore (ed il conseguente premio agli azionisti). Se gli analisti dichiarano che questa è solo la dimostrazione che ebay ha pagato troppo caro skype, altri vedono ragioni strutturali nella faccenda: ebay ha troppa fretta di guadagnare ed il modello di business per il voip non regge.

    Proprio il modello di business di skype è sotto accusa: il credito in uscita che skype vende non rende abbastanza ed anche i tentativi di cross selling di cuffie e telefoni non sembrano andare a gonfie vele. L’altra via, quella dei servizi alle imprese, è pesantemente minata dall’affidabilità che non garantisce il 100% visto anche il black out citato.

    Tempi duri quindi, e le altre aziende non sembra cavarsela molto meglio. La realtà è probabilmente che i business del voip, ed in generale i business che comprendono servizi premium legati a progetti gratuiti, sono complessi e molto difficilmente rendono nel breve termine. La tecnologia e la finanza viaggiano su lunghezze d’onda totalmente diverse, progetti che possono esplodere solo nel medio termine vengono “forzati” dagli analisti che chiedono rendite immediate, proprio skype ha una storia complicata, legata soprattutto alla disponibilità delle persone ad adattarsi al nuovo standard, il voip esiste da ben più tempo rispetto alla sua esplosione. Modelli complessi dunque, l’unico operatore davvero a proprio agio nel settore sembra essere google, la chiave per il business non è solo una killer app tecnologica, è anche un buon modello che generi profitti senza essere invasivo in termini di servizio, un pò come adwords.

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  • Intervista a minimarketing.it

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 15 Ottobre 2007
    Archiviato in Interviste e opinioni

    Sitiwebmarketing intervista Gianluca Diegoli, in rete per tutti www.minimarketing.it

    Chi è Gianluca Diegoli? Scrive un po’ per scherzo, un po’ per passione, un po’ per non fare sport.
    Adora studiare le frattaglie del marketing.
    Non sopporta i personaggi che che “intorbidiscono l’acqua per farla sembrare profonda”.
    E’ marketing e product manager da circa 10 anni.
    Ha una certa esperienza nei servizi (e preferisce la carta, all’aria, per asciugarsi le mani)
    E’ uscito con la laurea in tasca dalla Bocconi, ma non può rivelare il passaggio segreto.
    Usa e abusa di internet dal 1995, ma ammira quelli che la odiano.
    Detesta l’uso di parole come execution e commitment. E anche deliverare e fasarsi.
    Ama lo spam, legge sempre i pieghevoli dei supermercati, sperpera le autorizzazioni al trattamento dei dati personali, adora testare il supporto clienti.
    Partecipa ai colloqui di selezione per curiosare indisturbato nelle aziende, e per poi farne report sul blog. Se volete assumerlo (CV), può essere utile sapere che è un ‘considerate leader’ .

    Il bello di www.minimarketing.it è l´operatività schietta e la limpida osservazione del marketing moderno, commentata con ironia in ogni sua declinazione. E´ un po´ quello che noi di sitiwebmarketing vorremmo imparare a fare per quanto riguarda il web, con l´ambizione di offrire ad imprenditori e manager consigli e strumenti ´ buoni per ogni stagione´e soprattutto applicabili anche a chi non solo non può permettersi un marketing manager in azienda, ma ha anche il figlio che fa le buste paga.. ed è al timone di un´azienda ugualmente florida, e giustamente se ne vanta.

    1) Ciao Gianluca, ci parli un po´ di te o di minimarketing? O di te&minimarketing..

    Io e minimarketing… non siamo la stessa persona. Cioè, lui, minimarketing, è la parte che pensa senza porsi limiti di fattibilità od opportunità , osa, prova, discute, trova parallelismi o metafore che ti vengono in mente solo quando non sei ‘chiuso´ sul tuo lavoro quotidiano.
    Anche se ormai siamo gemelli siamesi, e lui è in effetti più conosciuto di me.
    Quando ho iniziato a tenere il blog, non avevo una chiara strategia nè un obiettivo, ma solo passione e voglia di scoprire. Il blog serviva per me, più che per gli altri. E´ così anche ora. Mi serve per ´ costringermi´â€“ ma in realtà è un piacere, ovviamente - alla autoformazione continua, a mantenere viva la curiosità , a scoprire nuove persone, nuovi trend e nuove idee in rete. Se questo però ha contribuito anche a diffondere a sua volta conoscenza e interesse per le forme nuove di marketing, ne sono più che contento.
    A volte parlo con blogger che tengono un blog (professionale) in segreto, in quanto, mi dicono, ´ sai nelle PMI potrebbero licenziarmi per questo, non lo considerano lavorare´. Beh, io dico che se tu hai un blog e l´altro no, io assumo te, perchè la formazione te la fai da solo e in modo proattivo e non passivo, e questo è un risparmio e un vantaggio incalcolabile per la mia azienda. Poi con il blog comunque promuoverai indirettamente la mia azienda. E´ un concetto che può apparire coraggioso, ma di cui sono fermamente convinto.

    2) Cos´è il marketing oggi? Quanto conta la rete per vendere?

    Cosa sia il marketing oggi è una domanda da un milione di euro. Credo sia più facile dire cosa non sia. Il marketing non è più il trucco, la chirurgia estetica che ripara tutto, perchè il trucco viene scoperto molto prima di una volta. Il marketing è essere ´ tutt´orecchi´e l´umiltà di parlare e ascoltare i propri interlocutori/clienti sin dalle fasi di design del prodotto, essere vincenti attraverso la trasparenza: il marketing che funziona diventa sempre più comunicazione e interazione.
    La rete per vendere? Non funziona, se l´obiettivo unico che abbiamo in mente è quello e soltanto quello. La rete per definizione è solo comunicazione bidirezionale. Si può solo essere acquistati, nel senso che le vecchie tattiche del venditore offline non si applicano per nulla: forse si applicano di più le tattiche del venditore da mercato ambulante, in cui relazione umana disinteressata, fiducia reciproca e passaparola si fondono in un concetto ‘primario´ di mercato che bisogna riscoprire.
    Pensiamo anche ai motori di ricerca: il 90% degli acquisti inizia con una ricerca online o nelle community sociali (blog, forum, ecc.) di cui ci fidiamo, non con la pubblicità che facciamo finta di ascoltare. Questa è una rottura totale con il passato.

    3) Il nostro è un pubblico di piccole e medie imprese che spesso faticano a permettersi un responsabile strategico, un brand manager e una divisione pr, in questo senso qual è la chiave per fare un buon marketing low budget?

    Prima di tutto, bisogna definire quanto sia il low budget: spesso vedo aziende che organizzano convention costosissime o hanno sedi curatissime, ma con siti online che sarebbe meglio togliere di mezzo subito, piuttosto il nulla! Diamo al web – che è parte ormai irrinunciabile della vita delle persone - quanto era dato ad altri canali 10 anni fa, quanto spendevate per tutte quelle costose brochure patinate, non di meno. Stabilito quanto debba essere il ‘low budget´ minimo, direi di iniziare a ‘intrufolarsi´ nella rete, partecipare a forum, blog, commentare le notizie, leggere molto, facendosi magari all´inizio guidare da qualcuno che non vi vende il suo tempo per fare le cose ma per farvi capire e affiancarvi, farvi diventare rapidamente ´ adulti´nel mondo della rete.
    E tenere in mente che in rete, tutto ciò che regali – in senso lato - alla conoscenza del tuo mercato, fatto di persone in rete, ti verrà ridato indietro con gli interessi. Se vai in rete con l´istinto del predatore, ne uscirai senz´altro male. E se non ci credi fino in fondo, aspetta.
    In fondo la rete è low budget, ma necessità di molto tempo e di dedizione.

    4) Cosa vedi nel futuro dei blog? Un grande successo o l´esplosione di una bolla? I corporate blog sono la naturale conseguenza dei blog di oggi o seguiranno una dinamica diversa?

    I blog sono stati la prima pietruzza del grande ritorno di massa al web fatto dalle persone anzichè dalle aziende o dai giornali: ma comporta che molte persone debbano per forza scrivere per partecipare, il che non può essere vero per tutti. Per questo nuove forme di partecipazione stanno rubando spazio ai blog – reti sociali come Facebook o MySpace, Podcast, microblogging sociale come Twitter, e poi ci sono gli evergreen: community, forum, ecc.
    Sui corporate blog il mio giudizio è sospeso: quando l´azienda, perchè è monopersonale o quasi, o perchè esiste un personaggio ´ carismatico´e bravo a comunicare e ascoltare la blogosfera, è in grado di generare un blog sì aziendale, ma che abbia un po´ di ´ sangue vero nelle vene´allora i risultati sono ottimi. In fondo ‘solo le persone possono bloggare, non le aziende´. Quando per corporate blog si intende l´area news appena rivisitata e con un tono informale, beh, non mi sembra questa gran rivoluzione. Forse è meglio iniziare altrove il percorso verso la rete.

    5) Hai recentemente organizzato con grande successo i playoff dei blog di marketing emergenti, il fatto di premiare come fonti autorevoli blog spesso non strutturati (in cui manca un navigato manager o un docente) crea imbarazzi o ci dice che oggi la divulgazione in termini di marketing è cosa per molti?

    Ehi, le buone idee non hanno bisogno di docenti! Tra l´altro, docenti illuminati hanno iniziato a usare il blog per condividere il pensiero e la conoscenza. In ogni caso c´è molta più ´ società aperta´nel circolo ´ virtuale´dei blog di marketing di quanta ce ne sia mai stata nel mondo accademico. Perfino nella prima fase di internet, i luoghi di discussione erano limitati e un po´ ´ costretti´: mailing list, qualche newsgroup, alcuni giornali online dove scrivevano sempre i soliti. Se hai buone idee e conoscenza, ora puoi emergere. Questa è la lezione. I Marketing Playoff erano un gioco, poco serio in apparenza, ma ha contribuito a far conoscere molti blog che parlano eccellentemente di marketing, e discutono tra di loro aumentando il livello della discussione di marketing in Italia. Non mi sembra poco. Anche se quei blog, prima o poi, sarebbero stati notati lo stesso!

    6) Una curiosità : cosa pensi di google?

    Google ha combinato negli anni scorsi la nitro-glicerina, cioè un algoritmo di ricerca assolutamente migliore dei precedenti associato a un fantastico sistema pubblicitario contestuale all´oggetto e all´intenzione dell´utilizzatore – spesso una ricerca finalizzata a un acquisto. Le due cose rappresentano tuttora il grande vantaggio competitivo di Google, che ha potuto usarlo per franare a valanga – e per la verità con prodotti eccellenti – su tutto ciò che esiste, email, IM, pagamenti, blog, aggregatori, statistiche, pubblicità contestuale sui contenuti, applicativi Office-like, gestone feed, ecc.
    Credo che Google abbia due sfide davanti: la prima è trovare una nuova nitroglicerina applicata ai nascenti socialnetwork, la seconda è continuare ad apparire come non pericoloso per la privacy anche in presenza di una quota di mercato e di una pervasività delle proprie applicazioni che è è , se ci fermiamo a riflettere un attimo.

    Intervista finita. Che dire, un grazie a minimarketing che ha detto la sua, sono queste le vere testimonianze da non perdere!

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  • La rete si rinnova. Intervista a Massimo Boraso

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 11 Ottobre 2007
    Archiviato in Internet e altri media

    Il sito internet per un´azienda che vuole affermarsi sul mercato non può più essere considerato una vetrina virtuale, ma diventa uno strumento di comunicazione e di interattività con l´utilizzatore finale. Sia che si tratti di beni strumentali, sia che si offrano servizi e consulenze

    Sono a colloquio con Massimo Boraso, presidente dello Studio Boraso.com, per farmi svelare qualcuno dei tanti segreti di internet, la rete nella cui conoscenza egli eccelle.

    L´occasione ce la offre l´ormai prossimo www.Day organizzato dal mio interlocutore presso il Centro Congressi Unaway di Occhiobello il 25 ottobre 2007.

    L´evento gode del patrocinio di Università e di enti di ricerca, ed è sponsorizzato a vario titolo da importanti istituti di credito, enti istituzionali, società private e associazioni d´imprese.

    Argomento dell´incontro è il web 2.0 spiegato ai profani e ai neofiti, fra i quali io stesso mi colloco.

    Io sono un giornalista, mi chiamo Peppino Zappulla, e dirigo il giornale online Quotidianocasa.it

    Ed ecco la prima domanda, tanto per cominciare a chiarire i termini: Cos´è il web 2.0?

    ´E´ la nuova evoluzione di internet. Fino a qualche anno fa si parlava di web 1.0, e nel caso delle aziende ciò significava disporre di un ´ sito vetrina´, in altri termini mettersi in mostra: un vecchio modo di fare comunicazione, com´è per esempio ancora oggi in TV, in cui il messaggio va a senso unico verso l´utente finale. In questo contesto il web 2.0 introduce una sorta di rivoluzione: è il consumatore a essere tirato in ballo direttamente, fino a diventare parte attiva nel cerchio della comunicazione. I siti internet diventano interattivi: il consumatore può dare consigli, criticare l´azienda. Come? Attraverso l´attivazione di una serie di nuovi strumenti, come il blog, per esempio, in cui il cliente è al centro dell´attenzione.»

    In cosa si differenzia il web 2.0 dal b2b (business to business) di cui pure si diceva tutto il bene possibile fino a ieri, soprattutto con riferimento alle imprese che si ripromettevano di concludere affari grazie a internet?

    ´Il web 2.0 ha dato vita ai dei total network, cioè dei contenitori che creano comunità di utenti e ne permettono l´interazione. Attraverso il suo blog, tanto per fare un esempio, Beppe Grillo è riuscito a creare una comunità di persone interessate ad argomenti specifici, da condividere attraverso i commenti postati sul blog. Si rende così attiva la partecipazione degli utenti. Un aspetto che per le aziende costituisce una grande opportunità , dato che il gradimento del potenziale cliente o dell´utilizzatore finale di prodotti o servizi è oggi universalmente ritenuto di fondamentale importanza.»

    All´incontro del 25 ottobre chi prenderà la parola? Cattedratici e pensatori, oppure operatori dei vari settori commerciali in grado di raccontare la propria esperienza con internet?

    ´L´obiettivo del www.day è di diffondere anche nel nostro territorio fra le piccole e medie imprese la cultura di internet. Saranno soprattutto presentati dagli stessi imprenditori i loro successi con internet, ottenuti grazie all´utilizzo di particolari strumenti e ´ trucchi del mestiere´.»

    Quali sono i settori in cui il web 2.0 promette le migliori performance? Produzione di beni materiali, servizi, comunicazione? Quali aziende vi possono concorrere e trarne profitto?

    ´Non esiste un settore specifico. È cambiato il modo di fare comunicazione, questo è il punto. E non c´è settore che possa ignorare questa circostanza, che come ho già detto vede coinvolti direttamente il cliente. Vorrei sottolineare a questo proposito che lo scambio di opinioni all´interno di una determinata community è di grande importanza per la visibilità e l´efficacia dei siti internet, che si trasformano da semplice vetrina a promotori di interattività . Non hanno più senso i depliant virtuali, cioè il sito pensato e costruito come un biglietto da visita per dire chi siamo e cosa facciamo; magari per scoprire poi che il sito non lo visitava mai nessuno, un vero e proprio flop sotto ogni punto di vista. Il contrario esatto di ciò che serve per comunicare!»

    E come si fa ad acquisire visibilità in internet? Non è una battaglia persa in partenza, dato il mare di notizie e pubblicità che contraddistinguono lo strumento?

    ´Da questo punto di vista è fondamentale il ruolo dei motori di ricerca. Se produco orologi devo fare in modo che chi cerca la parola chiave ´ orologi´su Google, trovi il sito della mia azienda fra i risultati delle prime due pagine. Ma perchè ciò si verifichi occorre mettere in atto determinati accorgimenti che sono alla portata di tutti, purchè li si conosca. Per questo oggi è primario che il sito aziendale abbia la massima visibilità sui motori di ricerca.»

    Quali realistiche previsioni si possono fare? Voglio dire: individuato il settore di propria pertinenza che si vuole sviluppare tramite internet, quali investimenti occorre mettere in campo, quali sono i tempi di un eventuale ritorno? E sotto quale forma poi? D´immagine, oppure in termini squisitamente economici?

    ´Realizzare un portale o un sito internet è un´operazione che va studiata attentamente. Avviare un progetto vincente su internet è molto complesso. Occorrono investimenti anche notevoli. Ma il primo quesito da porsi è: cosa vuole comunicare effettivamente l´azienda? ed eventualmente come? Il mercato infatti finora ha confuso internet con i computer e l´informatica. Non è raro che si affidi la realizzazione del sito al tecnico che ha provveduto a installare l´ADSL in azienda, per fare un cattivo esempio. Internet, al contrario, fa parte del contesto della comunicazione; ne consegue che il sito va pianificato così come si fa con tutti gli altri strumenti di comunicazione aziendale. A detta di molti esperti internet si sta affermando, fra i media a disposizione, come uno dei più efficaci e alla portata delle imprese, anche quelle di media o piccola dimensione. Purchè venga utilizzato in maniera corretta, appropriata e soprattutto mirata. Con in più la certezza dei risultati, perchè siamo in grado di monitorare il ritorno dell´investimento in tempo reale.»

    Ultima domanda: a suo giudizio quali sono le aspettative degli imprenditori che parteciperanno al www.Day?

    ´Una maggiore conoscenza dello strumento internet, assieme alle opportunità che si prospettano per le imprese. A giudicare dalle numerose richieste di iscrizione e partecipazione mi sento di dire che gli imprenditori abbiano recepito il concetto di un incontro all´insegna della praticità . Abbiamo infatti pensato a questo evento come a una vetrina di casi di successo, mettendo da parte per una volta la teoria e mostrando dal vivo cosa si può creare grazie allo strumento internet. Sono banditi i paroloni e i termini incomprensibili, perchè l´unico obiettivo che vogliamo raggiungere è che gli imprenditori si rendano conto di quale nuovo strumento si arricchisce la comunicazione aziendale. Noi punteremo unicamente a far vedere concretamente a cosa serve internet, e com´è possibile accrescere le opportunità di successo nel proprio lavoro.»

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