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Skype: un business labile

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Problemi per il VOIP, in particolare per skype. Il tutto ha avuto inizio con il black out di due giorni di agosto, che ha portato in breve tempo alla sostituzione dell’amministatore delegato Niklas Zennstrom e alla pesante svalutazione da parte di ebay che ne ha quasi dimezzato il valore (ed il conseguente premio agli azionisti). Se gli analisti dichiarano che questa è solo la dimostrazione che ebay ha pagato troppo caro skype, altri vedono ragioni strutturali nella faccenda: ebay ha troppa fretta di guadagnare ed il modello di business per il voip non regge.

Proprio il modello di business di skype è sotto accusa: il credito in uscita che skype vende non rende abbastanza ed anche i tentativi di cross selling di cuffie e telefoni non sembrano andare a gonfie vele. L’altra via, quella dei servizi alle imprese, è pesantemente minata dall’affidabilità che non garantisce il 100% visto anche il black out citato.

Tempi duri quindi, e le altre aziende non sembra cavarsela molto meglio. La realtà è probabilmente che i business del voip, ed in generale i business che comprendono servizi premium legati a progetti gratuiti, sono complessi e molto difficilmente rendono nel breve termine. La tecnologia e la finanza viaggiano su lunghezze d’onda totalmente diverse, progetti che possono esplodere solo nel medio termine vengono “forzati” dagli analisti che chiedono rendite immediate, proprio skype ha una storia complicata, legata soprattutto alla disponibilità delle persone ad adattarsi al nuovo standard, il voip esiste da ben più tempo rispetto alla sua esplosione. Modelli complessi dunque, l’unico operatore davvero a proprio agio nel settore sembra essere google, la chiave per il business non è solo una killer app tecnologica, è anche un buon modello che generi profitti senza essere invasivo in termini di servizio, un pò come adwords.

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