Archives for Aprile 2009

Internet Marketing 2.0 per le PMI: il caso Rigoni di Asiago

Workshop formativo gratuito per conoscere da vicino Studio boraso.com e Rigoni di Asiago

Internet Marketing 2.0, consigli pratici per le PMI: il caso Rigoni di Asiago

Giovedì 7 Maggio ore 15 a Smau Business Padova presso PadovaFiere
C’è qualcuno nella tua Azienda che non lavora, si annoia e costa… è il Sito Web! Non licenziarlo, in questo workshop gratuito saranno forniti consigli pratici e indicazioni per aiutarlo a ripartire portandoti enormi vantaggi.
Racconterà la propria esperienza diretta l’Imprenditore Andrea Rigoni, Presidente della Rigoni di Asiago S.p.A. azienda leader nei prodotti biologici.
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Internet e la rivoluzione: siamo pronti?

Partiamo da un presupposto, da un assunto che non può essere messo in discussione: il mondo sta cambiando e lo sta facendo ad una velocità straordinaria.
Se quello che si nota intorno a noi è un cambiamento costante e fluido, quello che si percepisce meno è la velocità di questo cambiamento, anche se la velocità è la vera rivoluzione alla quale siamo di fronte, molto di più del cambiamento stesso.
I mutamenti, si sa, ci sono sempre stati: siamo passati dalla pietra, al ferro fino ai metalli, alle armi atomiche ed ai microchip. Oggi è l’era dei cellulari e di Internet, ma se dall’età della pietra ai chip sono passati migliaia di anni, dal Web cosiddetto 1.0 al Web 2.0 ne sono passati solo alcuni, durante i quali la rivoluzione c’è stata e c’è stata eccome.
Ecco allora il perché della difficoltà di adeguamento: l’uomo è un animale lento nei cambiamenti, abitudinario e poco flessibile, e la piega presa dal mondo è decisamente troppo veloce rispetto a quello che può essere tollerato dall’animale uomo.
Se è vero che il cambiamento è sempre esistito ed è sempre stato in atto, è anche vero che oggi avviene ad una velocità direttamente proporzionale alla quantità di novità che nascono. Ad ogni nuova tecnologia ne corrispondono altre diversificate e che si ramificano a loro volta.
A questo punto ci troviamo di fronte a situazioni diametralmente opposte, che rispecchiano esattamente quello che può essere fatto grazie alle nuove tecnologie e quello che dovrebbe essere fatto, ma che non lo è solo per questioni di burocrazia o “pigrizia mentale”.
“Le università come le conosciamo oggi stanno per sparire, abbattute dalla tecnologia. La previsione non viene da qualche collettivo studentesco in polemica con i baronati, ma proprio da un professore, che vede allargarsi crepe sempre più evidenti nella struttura dell’università tradizionale.
Secondo David Wiley, docente di Tecnologie dell’Istruzione all Brigham Young University, nello Utah, gli studenti sono sempre più lontani dall’attuale modello educativo, che prevede di partecipare alle lezioni recandosi fisicamente in aula a un orario stabilito rimanendo seduti per un’ora ad ascoltare il professore”.
repubblica.it

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I Pirati arriveranno in parlamento?

Non si è ancora spenta l’eco della maxi multa impartita a “The Pirate Bay” che la vicenda prende fuoco nuovamente.
Si perché forse non tutti sanno che in Svezia, terra emancipata e madre della “Baia dei Pirati”, esiste un partito, nato in origine come partito antagonista e provocatorio, che si chiama “Partito dei Pirati”: cinque ore dopo l’annuncio della sentenza, il Piratpartiet (“Partito Pirata”), nato nel 2006 a sostegno del sito, ha registrato 1800 nuove iscrizioni, raggiungendo quota 16.500.
Guidato da Christian Engström, 49 anni, il partito ha ormai superato per numero di iscritti i verdi e la sinistra, mentre un sondaggio gli assegnava a dicembre il 21% dei consensi.
Secondo alcuni osservatori alle prossime elezioni europee a causa -grazie- della sentenza “simbolo” contro Pirate Bay, si potrebbe avere una clamorosa vittoria del Partito Pirata, creando così una situazione quanto meno paradossale: il governo, la forma di autorità più alta in assoluto che generalmente verte alla protezione degli interessi delle mayor, si troverebbe formato da persone che promuovono come fine ultimo la riproduzione e la divulgazione di qualunque forma artistica basata sull’ingegno umano.
Si passerebbe ad avere chi oggi è considerato il “ladro”, al timone della società in maniera legale e democratica, con i cambiamenti profondi e strutturali che una cosa simile porta con se.
Tutto questo deve fare molto riflettere: se da un lato esiste la volontà e la necessità di difendere il lavoro intellettuale degli artisti e di chiunque produca “idee” dall’altra parte esiste una modifica, una rivoluzione in atto che viene direttamente dalla gente che percepisce la disparità sociale tra un VIP che si lamenta del furto delle proprie opere ma si sposta con un aereo privato.
Sul sito di Peter Sunde, uno dei fondatori della Baia, si legge: “Come in ogni buon film, gli eroi perdono all’inzio, ma solo per ottenere una vittoria ancora più epica alla fine”.
Forse è il caso di ripensare a molte cose, prima tra tutte la formulazione del copyright.

Facebook e Twitter sono amorali

twitterSono svariate le occasioni in cui la morale e l’etica si scontrano con l’evoluzione tecnologica dell’uomo, ne sono un esempio eccezionale i mutamenti di quella che una volta era semplicemente etica e che oggi ha una branca, impensabile qualche decina di anni fa, che si chiama bio-etica, e cioè la morale abbinata alla biologia (aborto, genetica, mutazioni ecc.).
Se il discorso vale per la biologia e per le scienze definibili “classiche” lo si deve addirittura amplificare applicandolo all’informatica, ad Internet e a tutto quello che riguarda le nuove tecnologie.
Si perché se la medicina ad esempio, si muove, cambia ed evolve ad una certa velocità, mettendo a dura prova quello che sono le nostre abitudini e le nostre credenze, l’informatica fa -molto sottilmente- di “peggio”, visto che la velocità di cambiamento è esponenzialmente maggiore e visto che le ricadute, le implicazioni sulle persone e sul mondo in cui viviamo, sono pressoché immediate.
Per stare sul pratico e per rendere l’idea, secondo uno studio recente del quale possiamo trovare ampio spazio a questo indirizzo si parla di etica in pericolo a causa dell’immoralità intrinseca nei sistemi di comunicazione moderna come Twitter e Facebook.
Lo studio si è posto una domanda: quanto impiega il cervello umano per formulare una risposta di fronte a una storia che suscita apprezzamento o partecipazione dolorosa?
In media, monitorando i volontari, i neuroscienziati hanno riscontrato un tempo di reazione del cervello umano che vai dai sei agli otto secondi prima di elaborare una risposta completa a emozioni profonde di ammirazione o di sofferenza. Ma alla lentezza si accompagna anche una solidità e una longevità della risposta.
Secondo gli scienziati del Brain and Creativity Institute della University of Southern California guidati da Antonio Damasco quindi, una decisione necessita di un tempo minimo di “maturazione/decantazione” entro il quale si riesce a dare un indice morale al fatto che ci è stato messo davanti: per decidere cosa provare abbiamo un tempo tecnico di poco meno di dieci secondi insomma.
Questa conclusione è quella che porta gli studiosi a sostenere che sistemi i di microblogging alla Twitter compromettano la nostra capacità di discernimento nei confronti degli eventi proprio perché non danno il tempo di ragionare, pensare, prendere le dovute distanze e valutare con oggettività.
Di fatto, secondo gli scienziati: “Il costo emotivo della tempesta di informazioni che subiamo, specie in un cervello ancora in formazione, è troppo alto nell’era dei social network.”.
Personalmente penso che non sia esattamente così: se da un lato esiste la possibilità che la nuova comunicazione ed i nuovi media portino al cambiamento della moralità, questo non significa che la moralità stessa venga a mancare a causa del microblogging.
La perdita di morale oggettiva dei nostri tempi ha delle motivazioni scatenanti e non sono certamente da attribuire -o almeno non solo- alla comunicazione via Web, e gli studi come questo usano le parole Twitter, Facebook e social network semplicemente come cassa di risonanza per avere visibilità.
Come spesso accade non dipende dal sistema, dal mezzo o dal veicolo il pericolo intrinseco di un evento, ma dipende dall’evento stesso. Internet non distrugge la moralità più di quanto non la distrugga guardare il TG delle venti.

Solidarietà 2.0: Internet permette la coordinazione di milioni di persone

Il terremoto avvenuto in Abruzzo è stata una ecatombe di immani dimensioni ma ha avuto una caratteristica unica: è avvenuto sotto la presenza costante di Internet.
Non era mai successo -ed ovviamente si spera non succeda mai più- che un cataclisma fosse sotto la lente di Internet come questo terremoto abruzzese, che ha gettato luci ed ombre su una società sempre più informatizzata e mediatica che ormai genera notizie dal basso più che nel modo tradizionale.
Fondamentalmente sono due le cose emerse da questa tragedia: la prima è che i media tradizionali (dalla BBC, passando per la CNN e tutti i classici mezzi di comunicazione di massa più importanti del pianeta) si sono rivolti alla Rete per avere informazioni, e non il contrario.
La seconda, e forse ancor più importante cosa che è stata messa in luce in maniera chiara ed inequivocabile, è stato il grande potere dimostrato da Internet nel riuscire ad organizzare le persone in tempo reale.
Il Web si è messo in moto con straordinaria efficacia grazia soprattutto a Twitter, il sistema di microblogging sul quale gli utenti hanno segnalato il sisma in tempo reale, seguendone le evoluzioni in prima persona.
Prima che qualunque testata della Terra avesse anche solo subodorato il terremoto, la Rete era già in fermento e diffondeva notizie ed immagini “dal fronte”.
Appena spento l’eco di crolli si è messa in moto la macchina della solidarietà (o solidarietà 2.0 per stare in tema) grazie alla quale moltissimi blogger o semplici internauti hanno iniziato a fare la cosa più difficile ed importante in una situazione di crisi: aggregare ed organizzare le informazioni.
Decine di blog hanno pubblicato pagine pseudo statiche, (in primo piano per intenderci) nelle quali vengono riportati i numeri di telefono ed i conti correnti postali dove poter fare versamenti di aiuti, con informazioni testate in prima persona o provenienti dai siti della Croce Rossa Italiana o della protezione civile.
Sono state subito arginate forme meschine ed infami di sciacallaggio mediatico, riuscendo, grazie all’esperienza dei surfer, a capire quali fossero le operazioni lecite e legali e quali i siti che chiedono soldi solo per lucrare e non per aiutare.
Di fatto, la Rete si è autogestita nell’organizzazione della crisi, mettendo in piedi una ragnatela informativa sofisticata e potente che nessun organo centralizzato sarebbe stato in grado di mantenere in tale efficienza.
Grandi social network come Facebook hanno messo a disposizione pagine in cui raccogliere informazioni e vari siti sparsi in tutto il Bel Paese si sono improvvisati “punti di raccolta” sul territorio, e sono divenuti punti di riferimento per i cittadini delle zone limitrofe al disastro.
Insomma, Internet una volta per tutte, ci ha mostrato il suo lato migliore e più potente: quello che porta alla democrazia del futuro in cui saranno le persone stesse, decentralizzate e distribuite, ad essere -paradossalmente- il centro del mondo.

Aiuti in Abruzzo: ecco come fare

Blogolandia, da grande network urabano qual’è, mette a disposizione il suo spazio ed i suoi editori per aiutare le zone disastrate colpite dal sisma: a questo indirizzo troverete quanto segue.

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RigonidiAsiago.com: online la nuova piattaforma Web realizzata da Studio Boraso.com

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BlogBiologico.it: online la nuova piattaforma Web realizzata da Studio Boraso.com

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Internet batte i cellulari

La vita è fatta di priorità, questo è chiaro a tutti come è chiaro che mangiare e dormire siano priorità maggiori che non fare shopping o avere un bel taglio di capelli.
Ci sono priorità fisiche che sono innegabili ed identiche per tutti e ci sono cose che cambiano con il tempo e che diventano più o meno importanti in base al momento in cui si vive.
Tutti sappiamo di vivere nell’era dell’informazione e sappiamo anche che il cellulare è diventato oggi uno dei sistemi comunicativi più usati da parte di tutti noi: allo stesso modo sappiamo anche che non è sempre stato così e che ad un certo punto della nostra vita c’è stato un sorpasso da parte del telefonino nei confronti, ad esempio, del telefono fisso.

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Blogolandia raggiunge i 500 redattori

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