News: Archivo » Aprile 2008

  • Basta internet?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Aprile 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia
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    I pareri delle persone posate sono sempre ben accetti, ed è interessante discuterne. Il bravo Enrico Ruggeri si schiera contro internet. Non è il primo (Elton John ha proposto di chiudere la rete per 5 anni) e non sarà l’ultimo, di certo internet modifica le strutture sociali e creative ma siamo scettici di fronte alla “grande accusa” che da quando c’è il web non si gioca più a pallone con gli amici (il senso è quello..). In un contesto cosi complesso appaiono molto più demoniache le console di gioco (play station e co) o quelle portatili (psp) che negano ai bambini la possibilità  di attaccare il naso al vetro durante le lunghe trasferte o di sbucciarsi le ginocchia su un campo improvvisato in strada.

    Internet è più un mezzo che un fine, aiuta a lavorare, aiuta a giocare, aiuta a sognare e aiuta a risparmiare, a volte provoca danni ma è un canale, ne più ne meno. Probabilmente fa paura per le eccessive possibilità che garantisce, forse è vero che è dispersivo a causa delle troppe informazioni che contiene ma a nostro avviso può anche essere terribilmente bello e soprattutto democratico, voi che ne dite?

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  • Come salvare la musica? Prendete esempio dagli U2!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 28 Aprile 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia
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    Siamo sempre piuttosto scettici di fronte alle lamentele di chi nel tempo si è arrichito ai danni del consumatore ed oggi che il giocattolo è rotto si dispera. La musica non è più una killer app per fare soldi, cosi come non lo sono i film, le persone hanno deciso democraticamente che non intendono pagare 20 euro per 17 canzoni e forse (ma forse) accettano di pagare la metà o di comporre la propria compilation su itunes. Le famose major hanno dichiarato guerra in tutti i modi possibili a emule, kazaa etc.. in poche parole al peer to peer e allo scambio illegale di file musicali. Un pò come il doping che è più avanti dell’antidoping la forma a stella delle reti p2p non permette ai controllori di avere risultati interessanti nel perseguire chi non gioca secondo le regole. Tecnicamente emule non ha un proprietario, non ha una sede, non esiste. Come perseguirlo?

    Mentre molti si arrovellano con queste problematiche gli U2, nota band musicale, decidono di far su le maniche e lavorare. Questi fantastici musicisti guidati da Bono già nel 1988 testavano l’allora rivoluzionario dolby surround e dal 2005 hanno deciso di lavorare sul cinema 3D. E’ in uscita in questi giorni il film U2 3D che rivoluziona il concetto di fruizione grazie alla possibilità di vedere il concerto della band da angolazioni totalmente nuove con una immersione incredibile. Basato su un tour del 2005 il film sta avendo un successo incredibile ma solo 11 sale in Italia sono attrezzate per la proiezione, servono infatti speciali tecnologie e speciali occhiali (80 dollari il paio) che riescono a mostrare ad ogni occhio la sua immagine, un pò come i filtri rossi e blu di un tempo solo che oggi questi occhiali chiudono e aprono oltre 100 volte al secondo rivoluzionando la visione.

    Noi crediamo che questo modello sia interessante e sostenibile, offre infatti al pubblico il vecchio sapore del cinema (e della musica), quello di recarsi in un luogo di fruizione ove pagare denaro per avere un servizio migliore rispetto a quello di casa (consumer). Oggi uno scermo lcd da 40 pollici e un impianto dolby sono nostri con 2.000 euro e il cinema arriva a casa, di certo non ha senso recarsi al cinema, soprattutto se il film arriva da emule. Quello che però diventa interessante è la possibilità di avere un’esperienza tutta nuova che a casa non è possibile riporodurre, i fan degli u2 per una cosa del genere potrebbero tranquillamente pagare anche 20 euro a testa. La lezione che si può evincere è la seguente: se la musica e il cinema riescono a guadagnare di nuovo quel vantaggio competitivo oggi perso di certo il giocattolo tornerà a funzionare, che ne dite?

    Altre info: http://www.mymovies.it/cinemanews/2008/3052/

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  • Dove ti trovo il professionista? Su linkedin!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Aprile 2008
    Archiviato in Futuro, Placement, Web 2.0
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    Anche se in Italia non sono diffusi come all’estero di certo i cacciatori di teste sono figue molto importanti nel mondo del lavoro e del placement, interessanti le ultime tendenze riportare sul Corriere on line

    (Continua a leggere… )

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  • Web Asini

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 21 Aprile 2008
    Archiviato in Internet e altri media
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    Leggiamo, purtroppo senza stupore, che solo il 32% degli italiani usa internet regolarmente. Il problema non è nuovo ma è di certo serio, internet infatti si muove alla velocità della luce e molti non riescono a star dietro alle innovazioni, altri però ben si destreggiano tra feed rss e piattaforme ning creando un divario digitale complesso di seconda generazione che di certo porterà non pochi squilibri nel futuro. Dico questo perchè è palese che le aziende si avvicinano ad internet con interesse ma se il 60% degli italiani non sa commentare su un blog difficilmente le aziende avranno interesse ad aprirne uno..

    Volendo lavorare però di cervello possiamo senza difficoltà ritrovare la speranza se notiamo due dati: primo, la banda larga in Italia non è cosa scontata; secondo, non siamo tutti 40enni. L’Italia è un paese vecchio ed è palese che le  persone più anziane non abbiano familiarità col mezzo, è invece interessante la penetrazione tra i giovani che si assesta su livelli europei. Questo significa che le aziende che si rivolgono ai giovani possono tranquillamente creare un blog o un ning mentre chi deve parlare ai 70enni purtroppo non potrà fare a meno della costosa tv, ancora per un pò.. se il trend è questo esistono comunque casi di nonni virtuosi tutti da scoprire.. che dite?

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  • Come faccio i soldi con i siti di social network

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 18 Aprile 2008
    Archiviato in Social Network, Web 2.0
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    “Non credo che abbiamo ancora l’idea vincente per fare pubblicità e “monetizzare” i siti di social networking; una parte del lavoro che stiamo facendo in questo settore non ha dato i frutti che speravamo”
    Parla così Sergey Brin co-fondatore di Google, di un problema molto presente nell’internet di oggi.
    Ovvero, detto in parole povere: Ma come cavolo faccio i soldi con i Siti web di social network o le idee del Web 2.0 ?
    Vi assicuro che questa domanda nell’ambiente Internet ultimamente si sente molto….. ma le risposte sono pochissime… e quasi sempre bizzarre.
    Ci sono dati reali, il problema c’è eccome. MySpace è il sito tra i piu visti al mondo eppure fa pochi profitti, e comincia a non essere più un affare per Murdoch…
    e cosi idem per moltissimi altri Siti Web…
    I visitatori dei Siti di social network sono risultati essere poco attratti dalla pubblicità e banner, SOLO 4 persone su 10.000 che vedono le inserzioni su questi Siti come MySpace poi le cliccano! pensate voi…..
    I banner quindi non funzionano! E allora?? come facciamo a raccogliere soldi per pagare i tanti costi che stanno dietro a questi siti? BELLA DOMANDA!
    E non ditemi che se avete intenzione di aprire un nuovo progetto Web farete i soldi con gli Adsense di Google!!!
    Con quei pochi spiccioli vi pagherete l’hosting…. forse….e il resto??
    Vendete i banner alle Aziende? Ci avete mai provato?? ..probabilmente no…. perchè altrimenti avreste capito che almeno in Italia, vendere Banner alle Piccole Medie Imprese è una Mission Impossible (quasi…), e le grandi aziende… hanno canali “particolari” e difficili….
    Quindi che fare?
    Io penso anzitutto che la pubblicità su Internet debba velocemente reinventarsi, non funziona piu il solito Banner tabellare…. specialmente nel Web 2.0… e con Google Adsense ci guadagna solo Google…
    IL PROBLEMA VERO E’ REINVENTARE IL MODO DI RACCOGLIERE SOLDI DA UN SITO WEB, come avviene per i giornali con la pubblicità.
    Forse traslare il modello pubblicitario della carta stampata sul Web non funziona…. e i risultati si vedono….
    Gli stessi fondatori di Google (che sono forse gli unici che GUADAGNANO VERAMENTE con Internet…) sono alla ricerca di un nuovo modo di fare pubblicità e far rendere i siti Web.

    Anzichè inventarci continuamente Siti Web, Blog, Wiki molto spesso inutili e flop, sforziamoci di pensare ad un nuovo modello pubblicitario o a come far monetizzare questi siti Web, credo che la persona che inventerà questo sistema quanto prima e riuscirà a crearne un modello, SARA’ PROBABILMENTE IL NUOVO GOOGLE 2.0, o se preferite….. RICCO SFONDATO! ;-)

    Chi ha idee le proponga allora… :-)

    Massimo Boraso

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  • L’internet degli oggetti ci cambierà la vita?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 Aprile 2008
    Archiviato in Futuro, Web 2.0
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    Nelle parole di Vinton Cerf su “Le Monde” ci sono molti concetti interessanti per chi di lavoro è alla ricerca di un sistema nelle innovazioni che in maniera puntiforme pervadono le nostre giornate, e soprattutto il web. Il web 2.0, le nuove economie, flickr, youtube, google, cosa c’è dietro? Di certo c’è un’economia delle connessioni senza pari che ci porta a pensare al web come rete e non come internet. E’ infatti il web 3.0, o internet degli oggetti, il candidato ideale per fare la parte del leone nel prossimo futuro. Quello che Cerf teorizza è tecnicamente possibile grazie al RFID, una sorta di etichetta intelligente che permette agli oggetti di parlare tra loro ed avere memoria. John Battelle nel suo libro “The search” descrive una scena ipotetica ma non troppo in cui una persona si reca al supermercato e con il suo telefono “Punta” una bottiglia di vino, immeditamente google gli suggerisce la stessa bottiglia ad un prezzo inferiore del 20% a due isolati da li.. potenza dell’evoluzione del codice a bare e della connettività totale, molti però vedono questo nuovo tipo di rete molto lontano e pensano che sia più l’accezione collaborativa del web 2.0 a rappresentare la vera killer app.. tra due anni di cosa parleremo?

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  • Emule e gli altri: finiti i tempi duri?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 14 Aprile 2008
    Archiviato in Sharing
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    Sembra proprio di si, almeno a livello “pesante”. Lo scambio di file in rete non può infatti causare la chiusura dell’accesso a internet. Il parlamento europeo sbugiarda cosi le major dichiarando sproporzionato un provvedimento come quello di chiudere l’accesso a internet a chi condivide e scambia file on line. Anche se il parlamento europeo non ha potere vincolante in questo senso, è di certo interessante il fatto che si parli di libertà civili e diritti umani quando si affronta l’argomento p2p. Scongiurato almeno in parte l’effetto crociata promosso da Francia e Gran Bretagna. La Francia, che sarà presto presidente di turno dell’unione europea, potrebbe premere per l’applicazione del proprio regolamento (chi viene “beccato” per la terza volta a scaricare materiale dal web è interdetto dalla rete) che a noi di collaboriamo sembra decisamente pesante.. voi che ne dite? Sicuramente il parlamento europeo ha fatto capire che non esiste proporzionalità tra il fatto e la decisione di contrasto, vedremo se i poteri forti capiranno…

    Il problema del p2p è serio, di certo gli artisti vanno tutelati, c’è però la sensazione che molti altri operatori nel settore (le major) stiano cercando di difendere un patrimonio un tempo di certa appropriazione ma oggi molto meno sicuro..

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