Archives for Aprile 2008

Basta internet?

I pareri delle persone posate sono sempre ben accetti, ed è interessante discuterne. Il bravo Enrico Ruggeri si schiera contro internet. Non è il primo (Elton John ha proposto di chiudere la rete per 5 anni) e non sarà l’ultimo, di certo internet modifica le strutture sociali e creative ma siamo scettici di fronte alla “grande accusa” che da quando c’è il web non si gioca più a pallone con gli amici (il senso è quello..). In un contesto cosi complesso appaiono molto più demoniache le console di gioco (play station e co) o quelle portatili (psp) che negano ai bambini la possibilità  di attaccare il naso al vetro durante le lunghe trasferte o di sbucciarsi le ginocchia su un campo improvvisato in strada.

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Come salvare la musica? Prendete esempio dagli U2!

Siamo sempre piuttosto scettici di fronte alle lamentele di chi nel tempo si è arrichito ai danni del consumatore ed oggi che il giocattolo è rotto si dispera. La musica non è più una killer app per fare soldi, cosi come non lo sono i film, le persone hanno deciso democraticamente che non intendono pagare 20 euro per 17 canzoni e forse (ma forse) accettano di pagare la metà o di comporre la propria compilation su itunes. Le famose major hanno dichiarato guerra in tutti i modi possibili a emule, kazaa etc.. in poche parole al peer to peer e allo scambio illegale di file musicali. Un pò come il doping che è più avanti dell’antidoping la forma a stella delle reti p2p non permette ai controllori di avere risultati interessanti nel perseguire chi non gioca secondo le regole. Tecnicamente emule non ha un proprietario, non ha una sede, non esiste. Come perseguirlo?

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Dove ti trovo il professionista? Su linkedin!

Anche se in Italia non sono diffusi come all’estero di certo i cacciatori di teste sono figue molto importanti nel mondo del lavoro e del placement, interessanti le ultime tendenze riportare sul Corriere on line

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Web Asini

Leggiamo, purtroppo senza stupore, che solo il 32% degli italiani usa internet regolarmente. Il problema non è nuovo ma è di certo serio, internet infatti si muove alla velocità della luce e molti non riescono a star dietro alle innovazioni, altri però ben si destreggiano tra feed rss e piattaforme ning creando un divario digitale complesso di seconda generazione che di certo porterà non pochi squilibri nel futuro. Dico questo perchè è palese che le aziende si avvicinano ad internet con interesse ma se il 60% degli italiani non sa commentare su un blog difficilmente le aziende avranno interesse ad aprirne uno..

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Come faccio i soldi con i siti di social network

“Non credo che abbiamo ancora l’idea vincente per fare pubblicità e “monetizzare” i siti di social networking; una parte del lavoro che stiamo facendo in questo settore non ha dato i frutti che speravamo”
Parla così Sergey Brin co-fondatore di Google, di un problema molto presente nell’internet di oggi.
Ovvero, detto in parole povere: Ma come cavolo faccio i soldi con i Siti web di social network o le idee del Web 2.0 ?
Vi assicuro che questa domanda nell’ambiente Internet ultimamente si sente molto….. ma le risposte sono pochissime… e quasi sempre bizzarre.
Ci sono dati reali, il problema c’è eccome. MySpace è il sito tra i piu visti al mondo eppure fa pochi profitti, e comincia a non essere più un affare per Murdoch…
e cosi idem per moltissimi altri Siti Web…
I visitatori dei Siti di social network sono risultati essere poco attratti dalla pubblicità e banner, SOLO 4 persone su 10.000 che vedono le inserzioni su questi Siti come MySpace poi le cliccano! pensate voi…..
I banner quindi non funzionano! E allora?? come facciamo a raccogliere soldi per pagare i tanti costi che stanno dietro a questi siti? BELLA DOMANDA!
E non ditemi che se avete intenzione di aprire un nuovo progetto Web farete i soldi con gli Adsense di Google!!!
Con quei pochi spiccioli vi pagherete l’hosting…. forse….e il resto??
Vendete i banner alle Aziende? Ci avete mai provato?? ..probabilmente no…. perchè altrimenti avreste capito che almeno in Italia, vendere Banner alle Piccole Medie Imprese è una Mission Impossible (quasi…), e le grandi aziende… hanno canali “particolari” e difficili….
Quindi che fare?
Io penso anzitutto che la pubblicità su Internet debba velocemente reinventarsi, non funziona piu il solito Banner tabellare…. specialmente nel Web 2.0… e con Google Adsense ci guadagna solo Google…
IL PROBLEMA VERO E’ REINVENTARE IL MODO DI RACCOGLIERE SOLDI DA UN SITO WEB, come avviene per i giornali con la pubblicità.
Forse traslare il modello pubblicitario della carta stampata sul Web non funziona…. e i risultati si vedono….
Gli stessi fondatori di Google (che sono forse gli unici che GUADAGNANO VERAMENTE con Internet…) sono alla ricerca di un nuovo modo di fare pubblicità e far rendere i siti Web.

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L’internet degli oggetti ci cambierà la vita?

Nelle parole di Vinton Cerf su “Le Monde” ci sono molti concetti interessanti per chi di lavoro è alla ricerca di un sistema nelle innovazioni che in maniera puntiforme pervadono le nostre giornate, e soprattutto il web. Il web 2.0, le nuove economie, flickr, youtube, google, cosa c’è dietro? Di certo c’è un’economia delle connessioni senza pari che ci porta a pensare al web come rete e non come internet. E’ infatti il web 3.0, o internet degli oggetti, il candidato ideale per fare la parte del leone nel prossimo futuro. Quello che Cerf teorizza è tecnicamente possibile grazie al RFID, una sorta di etichetta intelligente che permette agli oggetti di parlare tra loro ed avere memoria. John Battelle nel suo libro “The search” descrive una scena ipotetica ma non troppo in cui una persona si reca al supermercato e con il suo telefono “Punta” una bottiglia di vino, immeditamente google gli suggerisce la stessa bottiglia ad un prezzo inferiore del 20% a due isolati da li.. potenza dell’evoluzione del codice a bare e della connettività totale, molti però vedono questo nuovo tipo di rete molto lontano e pensano che sia più l’accezione collaborativa del web 2.0 a rappresentare la vera killer app.. tra due anni di cosa parleremo?

Emule e gli altri: finiti i tempi duri?

Sembra proprio di si, almeno a livello “pesante”. Lo scambio di file in rete non può infatti causare la chiusura dell’accesso a internet. Il parlamento europeo sbugiarda cosi le major dichiarando sproporzionato un provvedimento come quello di chiudere l’accesso a internet a chi condivide e scambia file on line. Anche se il parlamento europeo non ha potere vincolante in questo senso, è di certo interessante il fatto che si parli di libertà civili e diritti umani quando si affronta l’argomento p2p. Scongiurato almeno in parte l’effetto crociata promosso da Francia e Gran Bretagna. La Francia, che sarà presto presidente di turno dell’unione europea, potrebbe premere per l’applicazione del proprio regolamento (chi viene “beccato” per la terza volta a scaricare materiale dal web è interdetto dalla rete) che a noi di collaboriamo sembra decisamente pesante.. voi che ne dite? Sicuramente il parlamento europeo ha fatto capire che non esiste proporzionalità tra il fatto e la decisione di contrasto, vedremo se i poteri forti capiranno…

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