News: Archivo » Giugno 2008

  • Google ci rende stupidi?

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 30 Giugno 2008
    Archiviato in Futuro, Internet e altri media

    Recentemente, sul sito di “La Repubblica“, è uscito un interessante quanto controverso studio svolto in Inghilterra, sugli effetti che Google ed internet tutto, hanno (avrebbero) sulla mente umana.

    Eccone un “montato”: “Di durata quinquennale e condotta sugli utenti online della British Library e quelli di un consorzio di istituzioni educative inglesi, la ricerca Britannica denota che gli user non leggono i materiali in una maniera tradizionale. Che una nuova forma di lettura sta emergendo e che è fatta dal veloce scorrimento orizzontale degli articoli alla ricerca di parole chiave. “Pare quasi che vadano in linea per evitare di leggere”, concludono i ricercatori inglesi. Un’altra fu condotta un paio di anni fa dal mensile scientifico Discover e stabilì che le e-mail riescono ad anestetizzare il cervello in maniera più profonda di quella della marijuana. (…)
    Secondo la Wolf, Internet pone l’efficienza e l’immediatezza al di sopra di qualsiasi altra cosa, indebolendo di conseguenza la nostra capacità di leggere profondamente, come facevamo invece quando la carta stampata aveva fatto delle opere letterarie prodotti di largo consumo tra i lettori di tutti gli strati sociali. “Siamo diventati meri decodificatori di informazioni”. (…) (Continua a leggere… )

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  • Il VoIP raggiunge il 17% del traffico telefonico nelle aziende italiane

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 26 Giugno 2008
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    Sempre più aziende italiane fanno uso del VoIP (Voice over Internet Protocol), la tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un’altra rete con protocollo Ip, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale.
    Lo rileva una ricerca condotta dall’Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia, tramite un’indagine che ha coinvolto un campione di 6.600 utenti in quattro grandi aziende italiane che hanno adottato sistemi VoIP.
    Secondo le stime, il traffico VoIP ammonta a circa il 17,5 per cento del totale del traffico del segmento business e il personale delle aziende ne fa un uso frequente nell’arco della giornata lavorativa, utilizzando però un set limitato di funzionalità, riconducibili agli usi tradizionali di un sistema di comunicazione.
    Il VoIP, adottato dalle aziende principalmente con lo scopo di contenere i costi, ha subito incontrato il favore degli utilizzatori che hanno preso rapidamente dimestichezza con questo nuovo strumento.
    Anche Giorgio Bertolina, amministratore delegato Italtel, è convinto delle potenzialità del VoIP come opportunità per ridurre i costi delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, come dichiara a Panorama.it: «E’ stato ed è motore per l’innovazione, non tanto in termini tecnologici ma come traino per un nuovo modello di business, in quanto, partito come un modalità alternativa per fare chiamate vocali, è oggi la tecnologia di base per la realizzazione dei nuovi servizi e applicazioni della Unified Communication, capace di integrare telefono, video-teleconferenza e office collaboration. La Unified Communication è un’opportunità di efficienza e risparmio per le imprese, grandi o piccole, e la pubblica amministrazione ed è in grado di migliorare la qualità della vita dei consumatori. Saranno infatti le applicazioni ‘communication-centric’, già oggi richieste dagli utenti, a sostenere la crescita del mercato nei prossimi anni. Non solo per il segmento business, ma anche per quello residenziale».

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  • Il mouse è morto

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 23 Giugno 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

    Pensando alle grandi rivoluzioni che hanno contraddistinto gli ultimi vent’ anni, spesso si tende a sottovalutare o non menzionare il mouse (http://it.wikipedia.org/wiki/Mouse); è piccolo, poco costoso, di uso quotidiano e comunissimo, e quindi sfugge all’attenzione.
    Il suddetto gingillo è stato il vero motore della rivoluzione digitale: ha permesso a chiunque di interfacciarsi con le macchine, senza l’uso innaturale di comandi e stringhe di codice lanciare attraverso una tastiera.
    Il mouse ha dato la vita alle interfacce grafiche: cartelle e icone, intuitive e semplici da usare, esistono perché c’è quel piccolo oggetto di plastica che permette di farne uso.

    Ma secondo me, il mouse come molte altre geniali invenzioni, è destinato a sparire, e anche relativamente presto.
    Il motivo è presto detto: è un’interfaccia verso un’interfaccia, e quindi è un passaggio in più tra noi e la macchina. La semplificazione dei comandi e l’aumento delle funzionalità dei sistemi, porta il mouse ad essere una reliquia.

    Ma come gestire un computer senza “il topo”?
    Immaginate per un attimo una scrivania, con un monitor da venti pollici incassato circa dove oggi avete la tastiera: figuratevi il monitor inclinato di 45 gradi rispetto il piano del tavolo. Per completare il quadro mentale, pensate a questo venti pollici come un touch screen.
    Lo spaccato di futuro è completo ed è efficace.

    Le cartelle le potrete toccare con le dita
    , ci potrete fare doppio click sfiorandole due volte, le potrete trascinare, cancellare, riprodurre e modificare con solo l’uso delle dita. Il vero “digitale”.
    Due dita tasto destro, un dito tasto sinistro: il gioco è fatto e la nuova rivoluzione delle interfacce tattile è pronta.
    La straordinaria sensazione di naturalità di un simile sistema, è la sua arma vincente: chiunque può toccare una cosa per spostarla, mentre arrivare a capire di doverla toccare attraverso un aggeggio sulla scrivania che a sua volta muove una freccetta, è decisamente meno intuitivo.

    Una volta implementato questo sistema su tutte le macchine in circolazione, i software si adatteranno trovando applicazioni e metodologie di gestione dei programmi del tutto nuove. Effetti trascinamento e “rotolamento” del monitor saranno all’ordine del giorno.
    Il “modello “Minority Report” è vincente anche senza l’uso di guanti per la realtà virtuale: le interfacce tattili sono il futuro verso il quale le aziende si stanno muovendo. Apple iPod Touch e Microsoft Surface docet.

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  • Pubblicità: il Web supera la radio

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 19 Giugno 2008
    Archiviato in Internet e altri media

    Alla fine del 2008 la pubblicità sul Web avrà un posto di riguardo nell’economia complessiva del mercato degli investimenti pubblicitari; lo rileva l’Upa, Associazione che raccoglie le aziende che utilizzano la pubblicità come forma di comunicazione.
    Il Web assorbirà infatti quest’anno 675 milioni di euro (con una crescita del 29,8%) rispetto ai 623 milioni che gli inserzionisti italiani spenderanno per comprare spazi sulla radio (la cui crescita è stimata intorno al 4%).
    Internet supererà quindi la radio, attestandosi come media maturo che a fine 2008 arriverà ad occupare il 6,3% dell’investimento pubblicitario complessivo.
    La televisione, pur rimanendo il media con gli investimenti maggiori (poco meno della metà dell’investimento complessivo, pari al 48,5%), crescerà nel 2008 solo dell’1,6% mentre la carta stampata salirà dell’1,5% a circa 3,3 miliardi di euro coprendo oltre il 30% degli investimenti complessivi.

    Si tratta di dati positivi che testimoniano che nonostante il rallentamento dell’economia, le aziende scommettono sul futuro e considerano la pubblicità un investimento per la crescita del mercato.
    Dati ancora più positivi, poi, se pensiamo all’ascesa del Web a scapito dei media tradizionali, indice che le aziende si sono finalmente rese conto della necessità di innovare non solo i prodotti ma anche i mezzi e gli strumenti di comunicazione.

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  • Le aziende top in innovazione

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 17 Giugno 2008
    Archiviato in Casi di eccellenza, Innovazioni e tecnologia

    BusinessWeek ha stilato una classifica con le 50 aziende più innovative del mondo per il 2008,
    dalle grandi imprese tecnologiche alle giovani realtà imprenditoriali ancora poco conosciute, suddivise in 3 aree geografiche: Europa, Asia e Nord America.

    Quando si parla di aziende innovative, Apple non può che essere al primo posto, in tutte e tre le aree geografiche, seguita da Google: «Le aziende più forti, durante i periodi di recessione, investono», dice Eric Schmidt, Ceo di Google. Gli investimenti possono essere di vario genere e natura: come General Electric che investe nei mercati emergenti distribuendo l’elettrocardiogramma portatile in India.

    In classifica anche Nokia, Sony, Microsoft, mentre si posiziona al venticinquesimo posto Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg che ormai rientra a pieno titolo tra i “grandi”.

    Queste le prime dieci posizioni:

    1. Apple
    2. Google
    3. Toyota
    4. General Electric
    5. Microsoft
    6. Tata
    7. Nintendo
    8. Procter & Gamble
    9. Sony
    10. Nokia

    Segue un’analisi delle giovani leve in ambito imprenditoriale, che si concentrano nel settore tecnologico e hanno meno di 30 anni, come Rob Kalin, creatore di Etsy, portale di design che consente a chiunque di mettere in vendita creazioni personali e opere fai-da-te o Bret Taylor e Jim Norris, creatori del servizio di microblogging FriendFeed.
    Interessante notare che tutti operano in start-up web, settore che ha ancora molto da offrire, come testimoniano le grandi imprese che acquisiscono piccole realtà: è il caso di StumbleUpOn, fondata dal ventinovenne Garrett Camp e rilevata da eBay lo scorso anno.

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  • Quali scenari per il search advertising?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Giugno 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Partiamo da un recente articolo de IlSole24Ore per alcune considerazioni sul mercato del search advertising alla luce dei recenti eventi, in particolare del rifiuto di Yahoo all’offerta di acquisto da 45 miliardi di dollari da parte di Microsoft. Se inizialmente lo scenario poteva sembrare “tripartito” con Google, Yahoo e Microsoft (probabilmente in ordine di importanza) ad operare nel mercato search advertising la realtà ci dice cose diverse, Yahoo “strizza l’occhio” a Google con un accordo per utilizzare strumenti pubblicitari del più grande dei motori sui siti Yahoo USA e Canada.

    (Continua a leggere… )

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  • Internet: la forma del futuro

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 10 Giugno 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia, Internet e altri media, Web 2.0

    Nelle mie incaute e malsane digressioni mentali, mi trovo spesso a pensare alla Grande Rete, a quell’ Internet che sta rivoluzionando il modo di concepire il mondo e percepire gli altri.

    Nata come rete militare a sostegno delle comunicazioni in caso di guerra totale, sotto il nome di Arpanet, internet è oggi il vero motore dell’economia mondiale e della civiltà stessa.

    Oltre a tutti i fattori etico sociali che vengono presi in causa parlando della rete, per capirne la portata basta pensare ad una sola cosa: i paesi con un’alta alfebitizzazione informatica, sono i paesi più ricchi e più evoluti del pianeta e viceversa. Non è una banalità ma un fatto: più ci sono computer interconnessi tra loro e più si è economicamente (e quindi politicamente) potenti.

    La domanda che trovo interessante è questa: la rivoluzione di domani alberga in Internet o nella banda larga?

    Ora, la rete è certamente una invenzione straordinaria e di grande impatto “emotivo”, ma senza le grandi capacità messe a disposizione dalla tecnologia delle reti negli ultimi anni, sarebbe rimasta un’applicazione militare, di elite o quantomeno sterile a livello di beneficio per la società tutta.

    È chiaro che la banda larga non avrebbe motivo di esistere se non ci fosse una rete globale da supportare, ma la vera rivoluzione, che abbiamo già iniziato a vivere ed esploderà nei prossimi anni, sarà semplicemente la quantità di dati che ci potremo scambiare in un tempo relativamente breve.

    I servizi in rete sono un presente in espansione ed un futuro dinamico e certo, che rivoluzionerà di nuovo il mondo. In un futuro non troppo lontano, tutti i PC di questa terra, saranno interconnessi in maniera massiva e a loro volta saranno allacciati a potenti server che daranno agli utenti finali tutti i servizi possibili senza dover più installare o possedere nulla sul proprio computer.

    Non esisteranno più i back up, in quanto gli hard disk non risiederanno più sulle nostre macchine, ma su server remoti che gestiranno, al sicuro da danni fisici o black out, i dati per noi.

    I programmi stessi non dovranno più essere installati, visto che risiederanno sulla rete: già oggi Google fornisce dei servizi on line molto efficienti, che sostituiscono in maniera egregia buona parte della suite Office di Microsoft. Per editare un file con Word, non è necessario “possedere” Word sul proprio PC, ma basta uploddare il file in questione sui server di BigG e lavorare on line.

    Lo stesso discorso vale già oggi per la posta elettronica: perché devo scaricare sul mio PC centinaia di messaggi di posta con il rischio di perderli a causa di un crash o di non riuscire a recuperare la rubrica se si rompe l’hard disk? Ci sono servizi Web Mail che funzionano benissimo e permettono la gestione del proprio account e della propria rubrica senza paura di perdere un dato ed offrendo degli spazi virtualmente illimitati per i nostri messaggi.

    Anche i giochi non avranno più motivo di esistere sui nostri computer, ma saranno solo “raggiunti” dalle nostre macchine (che quindi avranno un harware molto più leggero e “specializzato”). Second Life ne è un esempio: il piccolo client che si scarica ed installa non è il gioco vero e proprio, perchè questo alberga sui server di Linden Lab, ma un ponte che ci permettere di raggiungere il nostro avatar e tutte i nostri profili salvati su dei PC che sono in California.

    Detto questo è bene pensare anche al lato negativo che comporta una massa tale di dati appoggiata su server che non risiedono fisicamente nelle nostre case: la privacy.

    Se non si interverrà con norme rigide e giuste, si rischia di andare incontro ad un mondo globalizzato si, ma anche dispersivo per quello che riguarda i nostri dati sensibili.

    Qualche anno fa, quando si cominciava ad aumentare l’ampiezza di banda anche per uso domestico, io mi chiedevo: “ma a chi potrà mai servire tutta questo passaggio di dati?”: oggi credo di aver capito la direzione che abbiamo preso.

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