News: Web marketing

  • Marketing e Web marketing di Obama

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 14 Agosto 2008
    Archiviato in Marketing non convenzionale, Web marketing

    Qualche tempo fa uno studio della BBC aveva rilevato come l’abile utilizzo del Web sia stato uno degli elementi fondamentali del successo di Barack Obama alle primarie democratiche degli Stati Uniti.
    Come?
    Innanzitutto il sito Internet di Obama funzionava alla perfezione ed era già ricco di contenuti nel momento della sua candidatura.
    Soprattutto erano pronti i numerosi strumenti che consentivano ai visitatori di effettuare donazioni con grande facilità, fondamentali se pensiamo alla dispendiosa campagna elettorale messa in atto.
    Attraverso Internet sono state mobilitate centinaia di persone, reclutati migliaia di volontari in tutti gli Stati americani.
    Non basta: Obama, a differenza dei suoi rivali, ha incoraggiato l’interazione attraverso social network come MySpace e Facebook, guadagnando la simpatia della popolazione più giovane.

    Sebbene Internet sia da alcuni anni un elemento importante nella comunicazione politica americana, l’utilizzo che ne ha fatto Obama è andato oltre, creando una vera e propria operazione di marketing virale.

    Dopo aver rivoluzionato molte strategie elettorali attraverso un massiccio utilizzo della Rete, lo staff di Obama ha infatti pensato di continuare sulla via dell’innovazione, inviando una email a tutti i sostenitori con scritto: «Barack sta scegliendo il suo numero due e vuole che tu sia il primo a saperlo. Ci hai aiutato a costruire questo movimento dal basso e Barack vuole che tu prenda parte a questo importante momento».
    Cosa significa?
    Che mentre sui giornali statunitensi non si fa che parlare di chi sarà il numero due di Obama, l’annuncio non avverrà tramite una conferenza stampa come tutti si aspettano, ma in anteprima attraverso una mail o un sms a chi compila il modulo online.
    In questo modo vengono tagliati fuori i grandi network e aperto un canale di comunicazione diretto e immediato con le nuove generazioni, quelle che vivono di Web e SMS, oltre alla possibilità di entrare in contatto con nuovi sostenitori.
    Bella mossa.

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  • Si guadagna a fare il Consulente Internet? Esperto SEO chiude.

    Oggi mi è arrivato un Comunicato Stampa (che vi riporto quì sotto) di un collega esperto Internet in Web Marketing che ha deciso di chiudere baracca e burattini.
    Pubblicato il 10/07/2008 | da Emanuele Tolomei
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    Esperto Seo Chiude
    Sono anni che lavoro almeno 15-16 ore al giorno senza ottenere risultati decisivi, sicuramente non sono per niente un bravo imprenditore. Ciao a tutti

    Nonostante mi sia affermato in campo nazionale nel mio lavoro, continuo ad avere difficoltà nel percepire guadagni adeguati al valore che porto alle aziende.
    Ma la verità è che oggi mi hanno comunicato quanto dovrei pagare di tasse per quello che sto facendo, e è meglio che sorvoliamo.
    La cifra equivale più o meno a quanto ho fatturato in tutto l’anno fino ad oggi. Perchè continuare…
    A questo punto ho deciso di chiudere tutto, tanto non potranno togliermi altro che una vecchia Golf con impianto a metano pagata con tanti sacrifici, e un basso elettrico warwick che ho faticato tanto ad avere perchè è un modello di cui ne hanno realizzati 150 in serie limitata
    Bene il debito verso lo stato rimarrà, ma non ho intenzione di continuare a regalare soldi a questa gente
    Il fatto di avere 33 anni mi limita in tutto e per tutto visto che finora nessuno mi ha mai proposto un’assunzione, e non so se troverò qualcuno che mi assumerà.
    Sono al punto che non riesco a dare un senso a tutti gli sforzi che faccio, e non ce la faccio più, sia emotivamente che fisicamente.
    Mi dispiace di avervi tediato con questo sfogo, ma ne avevo bisogno.. del resto con il lavoro che faccio non mi restano che i miei contatti come amici, sono ormai fuori dal mondo.
    Grazie a tutti e un abbraccio da Emanuele Tolomei

    Autore della pubblicazione:
    Emanuele Tolomei
    Esperto Seo
    —————————-

    Al di là del discorso tasse che condivido pienamente, sono troppe, esagerate e ammazza-imprese credo che il collega Emanuele abbia toccato un tasto molto delicato, ovvero la sopravvivenza dei tantissimi giovani consulenti in web marketing o delle tantissimi microimprese formate da 2-3-4 ragazzi appassionati di computer che si mettono a fare siti web e internet marketing per aziende e aziendine.
    Ci guadagnano? Si sostengono negli anni?
    La risposta è NO, sono pochissimi quelli che ce la fanno e che guadagnano dignitosamente, tutti gli altri si indebitano, vivono alla giornata, chiudono baracca dopo qualche anno o se va bene riescono a tirarsi fuori 1500 euro di stipendio al mese lavorando 20 ore al giorno per poi ritrovarsi 10.000 euro di tasse da pagare.
    Le cause di tutto ciò sono tante, le principali:
    - Mancanza di cultura d’impresa e immaturità di mercato e imprenditoriale
    - Incapacità commerciale
    - Troppi costi di gestione aziendale
    - Cultura Italiana in Internet ancora bassa, quindi pochi investimenti da parte delle aziende
    - ecc….

    Purtroppo questo è un settore che non avendo costose barriere di ingresso (basta un pc e un telefono), porta in inganno molti giovani appassionati di Internet (quasi tutti….) facendogli credere che basta poco per diventare ricchi e lavorando a casa davanti al computer. Niente di più sbagliato.
    Per stare sul mercato anche in questo settore del Web bisogna fare IMPRESA e per farla, in Italia è un’IMPRESA! Occorre mentalità giusta, conoscenze, saper vendere, soldi, capacità di sopportare stress e lavorare tanto ecc… ecc… ecc…
    Nei miei 13 anni di lavoro in questo settore ne ho viste di tutti i colori….. ma Consulenti Internet o esperti in Web Marketing che abbiamo fatto veramente soldi credo di ricordarmene proprio pochi…..
    Mi piacerebbe essere smentito da qualcuno però….  ;-)

    Massimo Boraso
    www.boraso.com

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  • E mail marketing: come evitare il cestino?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 10 Agosto 2007
    Archiviato in Web marketing

    L’e-mail marketing è uno degli strumenti di web marketing più conosciuti, utilizzati e redditizi. Flagellato dal fenomeno dello spam, che mina anche le comunicazioni commerciali serie, può e deve essere ottimizzato per ottenere i ritorni desiderati ed emergere nella confusione degli invii “sparati a caso”. Ma come approcciare la redazione di una mail commerciale?

    Analizzeremo in altre sedi la generazione dell’idea (cosa comunicare) e la costruzione del database, qui interessa la redazione materiale del testo. Una volta passato il filtro antispam di ogni buon sistema di mail (che esclude automaticamente le mail con oggetto gratis, promozione etc..), il primo ostacolo è la decisione da parte di chi riceve di aprire o meno la mail: mittente (solitamente “nome società “) e oggetto risultano in questo caso decisivi. E’ buona norma inserire nell’oggetto il nome della società seguito da altro testo cercando di essere al tempo stesso accattivanti e informativi.
    Per quanto riguarda il destinatario, sarebbe ideale inserire il nominativo nel campo “A:”, tale procedura risulta però complessa e onerosa, si creano solitamente delle liste il cui obiettivo minimo deve essere la non visibilità dei nominativi (e indirizzi) degli altri destinatari per ovvie questioni di privacy, oltre che di gusto.

    In termini operativi la lettera deve essere leggera (molti utilizzano ancora connessioni 56K o similari) ed è bene utilizzare font di testo comuni. In termini di codice la mail può essere impostata come HTML o ASCII:

    ASCII:
    (+) non veicola virus, è leggero, ideale per comunicazioni semplici.
    (-) nero su sfondo bianco, limita la creatività

    HTML:
    (+) simile a pagina web, colori, favorisce creatività .
    (-) pesante

    Non esiste la scelta perfetta, di certo il target aiuterà nella decisione ed entrambe le soluzioni potranno essere considerade adatte, alternartivamente, ad un caso o ad un altro.
    L’e mail marketing è utilizzato per sondaggi, offerte commerciali, presentazioni e le aziende più evolute si servono di software ad-hoc per gestirlo, i punti di forza sono di certo la possibilità di personalizzazione e misurazione dei risultati (geo based e time based).
    Un proverbio dice che “chi più spende meno spende”, mai come nel caso dell’e mail marketing tale adagio è azzeccato: problemi di privacy, spam e redemption fanno di questo strumento un complicato concentrato di tecnologia e web marketing, attenzione quindi alle offerte speciali e ai pacchetti di invii, un professionista serio in questi casi può fare la differenza.

    Fonte: shinynews.it

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  • Perchè internet non li manderà a casa

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 12 Maggio 2007
    Archiviato in Integrazione on-line off-line, Web marketing

    Sono i markettari vecchio stampo, quelli del ROI a tutti i costi e del cost killing in nome del ROI, quelli che usano la carta e la penna, professano manuali per ogni occasione e non comprendono, anzi snobbano, le nuove tecnologie. Non li manderà in pensione nessuno, nemmeno internet. Si tratta solitamente di 50 o 6oenni potenti, arrivati, pronti a delegare ed umiliare, con budget irrisori, chi dall´IT e dal marketing prova timidamente a proporre un sito più dinamico, un blog, una campagna di web advertising.

    Non andranno in pensione perchè spesso il largo consumo si regge su altre dinamiche, per cui internet è un buon aiuto ma non un indispensabile compagno. Bilanciano il 4% perso a causa dello shopping on line con un taglio di personale, di costo, o di quantità di merce nella confezione, per loro e i loro obiettivi semestrali non è un problema. Sono fortunatamente pochi i markettari chiusi e ottusi che non le amano, anzi le odiano, queste nuove tecnologie.
    Quello che figura come un attacco è in realtà un elogio della lentezza, mascherato però nel rammarico di chi comprende che qualcuno tira indietro, e spesso purtroppo questo qualcuno controlla il denaro, quello vero, quello che potrebbe cambiare le cose. E´ interessante notare come le piccole o medie imprese si dimostrino spesso più flessibili delle multinazionali che, in accezione fordista, non praticano internet come credo positivo, piuttosto lo accettano adottando soluzioni base al limite del ´ siamo solo dove non si può non esserci ma non una parola di più´

    Le cose però, stanno cambiando, abbiamo parlato in passato di un secondo divide culturale che vede l´internet marketing andare verso il 3.0 ed integrarsi nelle realtà delle aziende più dinamiche tanto da non poter essere più limitato ad internet ma tale da divenire marketing digitale. C´è però un marketing tradizionale che non ha fatto il salto di qualità verso la fase 2, ma continua a reggere alla grande. Saranno solo le svolte generazionali a colmare questo gap. Noi siamo ben felici di tenerci le nostre aziende innovative cercando di capire come andrà a finire, la parte divertente del marketing però, secondo noi, sta nella scoperta, nell´integrazione di questa disciplina con arte, cultura e tecnologia, il ROI verrà , perchè non può non venire, ma è il bello di partire da un altro punto di vista per raggiungere lo stesso risultato che fa di internet un media diverso, il media più invitante, stimolante e innovativo che esiste.

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  • L’invasione delle Toolbar

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Maggio 2007
    Archiviato in Web marketing

    Uno dei fenomeni di marketing che recentemente interessano il panorama del web è quello delle toolbar.

    Si tratta di una componente addizionale, tecnicamente widget, che si inserisce nel browser di navigazione internet (come internet explorer o firefox) e conduce a funzioni e servizi specifici erogati dall’emittente, ad esempio:

    google toolbar: contiene servizi specifici come la ricerca con google o la possibilità di avere suggerimenti, inserire segnalibri o eseguire traduzioni. E’ inoltre possibile personalizzare la toolbar e bloccare i pop-up oltre che attivare la correzione automatica della posta elettronica inviata via web.

    Yahoo! toolbar: offre la possibilità di bloccare gli spyware grazie al sistema antispy. E’ inoltre possibile utilizzare le schede per navigare meglio tra le pagine web aperte, migliora le ricerche nel web ed integra yahoo mail e il noto yahoo messenger

    Windows live Toolbar: è possibile cercare da ogni pagina web, offre protezione da phishing e virus e pulsanti personalizzati. Offre anche la ricerca sul proprio desktop con windows desktop search.

    In termini di marketing le toolbar sono un importante strumento di fidelizzazione ed è per questo che i vari fornitori di servizi spingono molto sull’inserimento di tali barre nei browser, ad esempio è possibile scaricare firefox con la toolbar di google già integrata. Recentemente ho installato yahoo messenger ed ho trovato nel mio browser la toolbar installata, non amando particolarmente tali widget ho dovuto disinstallare e reinstallare il tutto eliminando una piccola spunta per riuscire ad avere il messenger senza la barra. Questa preoccupante ingerenza e pervasività dei servizi fa capire come ogni brand (google, yahoo, microsoft) sia alla ricerca di un “mondo tutto suo” in cui trattenere ed accompagnare il navigatore: dalle chat alle mail, dalle barre alle traduzioni. I servizi sono tutti piuttosto simili, antispam, mail, miglioramento della navigazione.

    In passato si parlava di un più pesante utilizzo dei cookie con le toolbar o comunque di una privacy minacciata, le politiche attuali sembrano tutelare la privacy ma viene da chiedersi allora, perchè una tale spinta nell’utilizzo di tali strumenti da parte di Googl&co?

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  • Internet? Una rivoluzione culturale

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Aprile 2007
    Archiviato in E-business, E-commerce, Web marketing

    Ho avuto di recente la fortuna di sfruttare una pausa di tre giorni per vedere posti nuovi in Italia, in particolare nella zona ligure e toscana. L’iter per la prenotazione degli alberghi è passato da google, venere, booking, tutti operatori che dieci anni fa erano ben poco conosciuti. Pianificando l’itinerario ho fatto uso (quasi abusando) di google maps non prima di aver chiesto a mio padre di modificare, via internet, la targa dell’auto che avrebbe utilizzato il telepass e dopo aver garantito con la mia postepay gli alberghi per il pagamento.

    Tutto questo mi ha fatto pensare molto, quando mia madre mi ha regalato una mappa cartacea della liguria l’ho messa sotto il sedile “nel caso in cui il tom tom si fosse scaricato” (ed è stata molto utile, in effetti); ho pensato molto anche alle commissioni (irrisorie) che qualcuno avrà pagato a venere che, a differenza di un’agenzia viaggi, si accontenta di guadagnare poco da molti clienti piuttosto che molto da pochi. Mi chiedo quindi, per i produttori di mappe, piuttosto che per le agenzie viaggi, internet è stato un motivo di perdita di occasioni di business?

    Un pò come per l’euro e gli uffici di cambio, questi fenomeni hanno creato sicuramente dei momenti di instabilità e la differenza tra chi ha retto bene l’impatto e chi ha avuto dei problemi sta sicuramente nell’abilità a ripensare la propria attività , insomma nel trasformarsi in virtù del cambiamento. Per restare in tema, in molti hanno problemi o diffidenze verso le carte di credito, anche prepagate, per questo le agenzie possono offrire il servizio di prenotazione, cosi come i produttori di mappe potrebbero digitalizzare la propria esperienza e, magari servendosi di un terminale comune, offrire mappe dettagliate e di qualità su supporti nuovi anzichè ostinarsi a produrrre versioni cartacee che di certo andranno scomparendo.

    Di certo non è facile gestire il cambiamento, anche perchè spesso questi fenomeni sono molto rapidi, tutte le aziende dovrebbero però essere pronte a tali eventi e soprattutto guardarsi le spalle prima che qualcosa succeda, cercando di capire chi è il “potenziale nemico” e adeguando le proprie conoscenze e competenze al nuovo.

    Le nostre aziende hanno un grande vantaggio, l’esperienza. Aprire un punto vendita off line per un’entità nata sul web è molto più difficile che trasferire on line un’azienda esistente fisicamente, ecco perchè molti hanno a portata di mano opportunità che non comprendono mentre, paradossalmente, sono i business più complessi e innovativi che emergono e le nostre pmi tradizionali se ne stanno a guardare

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  • Lancio di un nuovo prodotto - difficoltà e ruolo del web -

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Aprile 2007
    Archiviato in Lancio siti web, Web marketing

    Ne ha parlato Elmanco (cui vanno i credits per l’immagine), guru indiscusso del design trend blogging, e noi abbiamo deciso di indagare. Le Ocho Bags sono interessantissime borse ricomponibili create da Anna Vivenzio. In pieno stile SitiWebMarketing le abbiamo chiesto un’intervista ma questa volta non pubblicheremo il classico Botta&risposta, daremo invece spazio alla storia di una creativa che davvero dimostra di meritare successo, ecco la risposta che ci ha inviato:

    Gentile Giorgio,
    Innanzitutto grazie per l’interessamento nel mio progetto.
    Ti accenno in breve il mio percorso per arrivare fin qui!
    Sono una progettista di 28 anni, ho studiato disegno industriale a Genova ho vissuto per un po in Spagna e poi mi sono trasferita qui a Roma.
    Dopo aver lavorato alcuni anni per designer e architetti ero stanca di essere sottopagata e sfruttata e ho provato cosi’ all’inizio dell’autunno passato di lanciare un mio prodotto, (è un po l’obbiettivo di ogni creativo tra l’altro).
    E’ un passo difficile e coraggioso quello che sto affrontando fortunatamente un po con risparmi e con l’aiuto della famiglia ho iniziato a produrre i primi prototipi e da li ho iniziato.
    andare incontro all’autoproduzione comporta per i primi tempi solo uscite e minime entrate
    e soprattutto essendo io una creativa, mi trovo a dover affrontare il mondo delle stategie di vendita e marketing (che oggi sono piu importanti del prodotto stesso) con non pochi dubbi e perplessita’.
    Non si smette neanche un attimo di pensare ad un nuovo modello un buon banner publicitario ad un indirizzo blog dove pubblicizzare il prodotto. Ho iniziato a sponsorizzare le ocho tramite amici nelle fiere e negozi ma soprattutto costruendomi il sito internet
    ho potuto cosi’ farle visionare al largo pubblico, fondamentale è stata quest’ultima azione perche sono entrata in contatto con enti per la promozione di prodotti creativi e fashion di rilievo che mi hanno dato cosi visibilita’ soprattutto all’estero, C’è da dire infatti che ho potuto stingere buoni rapporti con clientela soprattutto estera. In questo momento sto preparando la piattaforma per l’acquisto delle ocho online.

    Arianna

    Io rilevo in questa testimonianza, che più autentica non si può, 3 criticità interessanti:

    - il mondo del marketing è complesso e fa discutere, anche eticamente, la verità che il marketing conta più del prodotto

    - il sito internet, piaccia o meno, rappresenta un interessante veicolo di lancio di un prodotto, soprattutto grazie alla possibilità , per un creativo, di esprimersi a basso costo e di propiziare il passaparola sperando di partire on-line per arrivare un giorno al proprio punto vendita

    - i giovani lamentano lo sfruttamento da parte delle aziende e reagiscono con sforzi immensi con iniziative proprie, le aziende non dovrebbero sfruttare meglio questi talenti?

    Voi che ne pensate?

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