News: internet

  • Blogolandia, diventa Sindaco virtuale della tua città

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 12 Novembre 2008
    Archiviato in Web 2.0, internet
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    Oltre 180 blog a copertura di altrettanti Comuni, più di 380 redattori sparsi in tutta Italia e liberi di raccontare la propria città e quasi un milione di pagine viste al mese, fanno di Blogolandia il più grande network di “urban blog” del Paese.

    Diventa Sindaco Virtuale della tua città!
    Non è una frase ad effetto ma una proposta seria: Blogolandia offre l’opportunità a tutti di diventare Sindaco virtuale della propria Città o del proprio piccolo comune, per raccontare quello che altrimenti non potrebbe essere raccontato.
    Se per caso la tua città è già presente nel network non ti preoccupare, puoi diventare Assessore virtuale e scrivere ugualmente quello che ritieni più opportuno.
    Libera la tua voglia di raccontare il tuo territorio, la tua città ed i problemi ad essa legata: prenditi la soddisfazione di scrivere quello che i media classici come i giornali locali, non possono o non vogliono scrivere.
    Blogolandia è l’informazione dal basso, è la possibilità di raccontare tutto, ma proprio tutto sulla propria territorialità.
    Vieni su Blogolandia.it e diventa Sindaco virtuale!

    Per informazioni su Blogolandia: Rudy Bandiera info[at]blogolandia.it

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  • Google VS Microsoft: scontro sull’ Open-ID

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 03 Novembre 2008
    Archiviato in Futuro, internet
    Tags: , ,

    Provate per un attimo a pensare a quanti servizi online avete accesso tramite degli account e una password: posta elettronica, servizi 2.0 (Faceboock, mySpace, Flickr ecc) home banking, chat, forum, blog e via dicendo. Ovunque si possa eseguire una operazione dettata dal libero arbitrio, in Rete si usa un account, un alter ego virtuale che ci sostituisce all’interno del metaverso.
    Il sistema OpenID servirebbe a semplificare drasticamente l’accesso a tutti i servizi Internet che ci interessano, senza più bisogno di ricordarsi e di digitare user e password: “OpenID è un meccanismo di identificazione. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la propria identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti il protocollo proprietario.”
    Wikipedia.org

    Leggendo queste poche righe va da se che la gestione del sistema è straordinariamente importante per quello che riguarda privacy e sicurezza, a la creazione di uno standard per l’OpenID fa gola a molti, tanto che Microsoft e Google sono in guerra aperta su questo argomento: “Un salto di qualità pressoché alle porte e che fa gola a molti. Su internet siamo tutti cittadini del web, chiunque può farsi una login e password per le migliaia di servizi esistenti senza distinzione di provenienza, religione o genere. Un bacino d’utenza sconfinato dunque, sul quale si giocano gli equilibri di domani. (…) Una nuova guerra tra Microsoft e Google, perché gli utenti registrati sull’uno non potranno usare il proprio ID per accedere ai servizi dell’altro. Si parla già di stagnazione. Dall’altro ci sono tutte le problematiche legate ad una tecnologia nuova: difficoltà d’uso, pericoli di sicurezza, stabilità. In aggiunta poi, molti utenti si chiedono se valga la pena dare ancora la propria fiducia a due colossi che negli ultimi anni hanno saputo mostrare il loro lato più oscuro: censura, controllo, monopolio.” Corriere.it

    Grazie all’immenso potere derivato dal “possedere” tutti i dati personali e sensibili di milioni di persone, la gestione di un protocollo standardizzato non deve essere lasciato in mano ad aziende private.
    Non ha senso sentir parlare di guerra tra Google e Microsoft in un campo com l’OpenID che ingloba la sicurezza dei dati della popolazione di un intero pianeta.
    La gestione di tali sistemi non può e non deve essere in mano ai privati, per non rischiare che le grandi lobby, i grandi gruppi finanziari, si prendano una fetta ulteriore di potere e credibilità a dispetto di tutto il resto.

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  • Contrastare la crisi attraverso il Web Marketing

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 24 Ottobre 2008
    Archiviato in Web marketing, internet

    Non si può certo negare che l’economia internazionale stia attraversando un periodo particolarmente difficile e che ognuno di noi si ritrovi a fare i conti con l’incertezza e la preoccupazione.
    Il continuo rimbalzare da un mass media all’altro della parola “recessione” non ci aiuta certo a dormire sonni tranquilli e chi, come me, si occupa di marketing, si è ormai reso conto che tutti i mezzi di comunicazione sono stati colpiti dal fenomeno regressivo e che il processo di riduzione degli investimenti è inesorabile.
    Ma valutare attentamente la debolezza attuale dei mercati e agire con prudenza non dovrebbe significare necessariamente ridurre le politiche di comunicazione a puro istinto di conservazione: al contrario proprio una strategia di marketing vincente è in grado di contrastare gli effetti negativi di questa difficile fase economica.

    E’ certamente incontestabile che la recessione economica in atto conduca alla necessità di ricollocare le risorse in maniera più strategica, ma il marketing diventa proprio il settore sul quale puntare per riproporsi, per perseguire quel cambiamento necessario alla sopravvivenza che parte proprio da un nuovo modo di comunicare.

    Come?
    Facendo “rumore”, insistendo con la pubblicità tradizionale e non, ma soprattutto “non”.
    Internet è sicuramente l’ambito più interessante per avviare una vera politica di trasformazione della comunicazione d’impresa.
    E’ necessario sviluppare una forte presenza online: la visibilità è fondamentale in un momento in cui gli utenti utilizzano sempre di più il Web per trovare le aziende, e la visibilità online è più economica di qualunque altra forma pubblicitaria.
    E’ il momento di puntare sulle campagne Web a basso costo e sugli strumenti 2.0, dal blog al social networking.
    Ed è in particolar modo il momento di puntare sul passaparola, ad oggi lo strumento più efficace per promuovere prodotti e servizi, che trova nel Web 2.0 terreno particolarmente fertile.

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  • Verso il Web 3.0

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 16 Ottobre 2008
    Archiviato in Futuro, internet

    Si fa un gran parlare ultimamente di Web 3.0, da quando Viviane Reding, commissario Ue ai Media, ha annunciato che in Europa è tutto pronto per accogliere questa rivoluzione.

    Se il Web 2.0 ci ha fatto scoprire l’interazione, la condivisione, la collaborazione… gli studiosi affermano che il Web 3.0 ci offrirà una nuova esperienza: quella della personalizzazione.

    Ma come sarà questo Web del futuro?
    Le ipotesi attualmente più attendibili parlano di Web semantico, di Intelligenza artificiale e di Web geospaziale.

    La prima e anche più accreditata ipotesi è rappresentata dal Web semantico, un network che permetterebbe ad ogni genere di dati di potersi collegare tra loro. Significa che non ci troveremo più di fronte a una raccolta di pagine separate che vengono raggiunte attraverso i Motori di Ricerca, ma a collegamenti diretti tra le varie informazioni in grado di generare ogni tipo di servizio: ad esempio un indirizzo stradale inserito in una pagina Web si collegherà direttamente ad una mappa capace di mostrare la sua posizione, evitando di effettuare una ricerca su un sito come Google Maps, la quale sarà a sua volta collegata alla descrizione del percorso o ai mezzi pubblici che consentono di raggiungere la via d’interesse o alla possibilità di impostare il percorso direttamente sul navigatore. In pratica il Web semantico riuscirà a unificare tutte le informazioni in modo che si possa essere sempre collegati ad altre informazioni rilevanti e pertinenti.

    Una seconda prospettiva possibile riguarda la diffusione dell’intelligenza artificiale, cioè la capacità del computer di svolgere ragionamenti caratteristici dell’uomo.
    Un Web capace di interagire in modo quasi umano è piuttosto improbabile, tuttavia esistono tecnologie, come quelle implementate da IBM e Google, che consentono di “prevedere i comportamenti umani” attraverso sofisticati sitemi di data mining in grado di estrarre dati significativi da una miriade di informazioni irrilevanti: ne è un esempio WebFountain che ha consentito di determinare in anticipo i brani musicali più venduti analizzando le tendenze sui social network utilizzati dagli studenti dei college.
    Lo studio delle informazioni che riguardano l’interesse espresso durante la navigazione da parte di un software evoluto sarebbe l’introduzione alla possibilità di trasferire al computer bisogni, gusti e comportamenti.

    La terza prospettiva, infine, riguarda il Web geospaziale (o Web 3D), cioè la trasformazione del Web in una serie di spazi 3D condivisi: si tratta di un sistema di esplorazione geografica delle informazioni, una sorta di mix tra Google Earth, Google Map e Virtual Earth attraverso il quale poter visualizzare ogni angolo del nostro pianeta attraverso mappe dettagliate che possono essere ruotate, inclinate o ingrandite senza soluzione di continuità.

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