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  • Google: Internet a due velocità distinte?

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 15 Dicembre 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, internet
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    Sul blog di Repubblica sta girando in queste ore la notizia secondo la quale Google stia contrattando con le compagnie telefoniche americane per avere una “corsia preferenziale” nella velocità delle connessioni:
    Google sta trattando con le compagnie di telecomunicazione americane per ottenere che il suo traffico sia considerato “prioritario” sulla rete. Quindi addio Neutralità della rete? La notizia non è confermata ma è praticamente certa. Per certi versi sarebbe meglio che non lo fosse: se non altro perché Google ha sempre combattuto contro ogni forma di corsia preferenziale.” repubblica.it

    La notizia a quanto si legge non è ancora confermata ma visto che a renderla nota è stato il Wall Street Journal c’è da aspettarsi che almeno un fondo di verità ci possa essere.
    Se la faccenda fosse confermata saremmo davanti ad un paradosso informativo di tutto rispetto: Google, motore stesso dell’informatizzazione e della rivoluzione digitale, nonché baluardo della Rete democratica, si pone con forza in una situazione di abuso di posizione dominante, che porterebbe di fatto tutte le altre aziende dispensatrici di servizi online ad essere in secondo piano fin dalla loro nascita.
    In pratica l’unico baluardo che Internet continua a mantenere, e cioè la democrazia intrinseca della velocità delle informazioni, verrebbe meno e la “legge del più forte” sarebbe la nuova forma di business da seguire.

    Nei fatti non importerebbe più la qualità di un prodotto, la struttura di un sito o le ricerche SEO: tutto questo sarebbe annichilito di fronte alla non raggiungibilità di un dato servizio per via della poca quantità di banda.
    Di cuore, speriamo che questa informazione venga smentita e ci auguriamo che Internet continui ad essere un posto nel quale tutti, almeno all’inizio della propria attività online, siano uguali.

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  • Google VS Microsoft: scontro sull’ Open-ID

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 03 Novembre 2008
    Archiviato in Futuro, internet
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    Provate per un attimo a pensare a quanti servizi online avete accesso tramite degli account e una password: posta elettronica, servizi 2.0 (Faceboock, mySpace, Flickr ecc) home banking, chat, forum, blog e via dicendo. Ovunque si possa eseguire una operazione dettata dal libero arbitrio, in Rete si usa un account, un alter ego virtuale che ci sostituisce all’interno del metaverso.
    Il sistema OpenID servirebbe a semplificare drasticamente l’accesso a tutti i servizi Internet che ci interessano, senza più bisogno di ricordarsi e di digitare user e password: “OpenID è un meccanismo di identificazione. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la propria identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti il protocollo proprietario.”
    Wikipedia.org

    Leggendo queste poche righe va da se che la gestione del sistema è straordinariamente importante per quello che riguarda privacy e sicurezza, a la creazione di uno standard per l’OpenID fa gola a molti, tanto che Microsoft e Google sono in guerra aperta su questo argomento: “Un salto di qualità pressoché alle porte e che fa gola a molti. Su internet siamo tutti cittadini del web, chiunque può farsi una login e password per le migliaia di servizi esistenti senza distinzione di provenienza, religione o genere. Un bacino d’utenza sconfinato dunque, sul quale si giocano gli equilibri di domani. (…) Una nuova guerra tra Microsoft e Google, perché gli utenti registrati sull’uno non potranno usare il proprio ID per accedere ai servizi dell’altro. Si parla già di stagnazione. Dall’altro ci sono tutte le problematiche legate ad una tecnologia nuova: difficoltà d’uso, pericoli di sicurezza, stabilità. In aggiunta poi, molti utenti si chiedono se valga la pena dare ancora la propria fiducia a due colossi che negli ultimi anni hanno saputo mostrare il loro lato più oscuro: censura, controllo, monopolio.” Corriere.it

    Grazie all’immenso potere derivato dal “possedere” tutti i dati personali e sensibili di milioni di persone, la gestione di un protocollo standardizzato non deve essere lasciato in mano ad aziende private.
    Non ha senso sentir parlare di guerra tra Google e Microsoft in un campo com l’OpenID che ingloba la sicurezza dei dati della popolazione di un intero pianeta.
    La gestione di tali sistemi non può e non deve essere in mano ai privati, per non rischiare che le grandi lobby, i grandi gruppi finanziari, si prendano una fetta ulteriore di potere e credibilità a dispetto di tutto il resto.

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