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  • Sicurezza in Rete: bilancio annuale e nuovi pericoli

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 22 Dicembre 2008
    Archiviato in internet
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    A fine anno è tempo di bilanci per tutto quello che è stato e per poter così fare una proiezione su quello che sarà.
    Importanti aziende come Cisco o Trend Micro in questi mesi stilano un rapporto sul grado di sicurezza della nostra amata Rete e quello che emerge quest’anno non è certo confortante.
    Ci sono dei punti fermi, delle entità malevole come lo spam che sono praticamente nate insieme ad Internet e che probabilmente con Internet moriranno: Cisco infatti sostiene che circa 200 miliardi di mail al giorno, un totale del 90% di tutte quelle che si muovono in un giorno, sono di spam.
    Un dato per nulla confortante ma forse il meno pericoloso ed aggressivo: se la posta indesiderata è certamente un invasivo problema, questo non vuol dire che sia particolarmente pericolosa come invece lo potrebbero essere virus e worm mandati via mail, fenomeno questo diventato meno frequente nel 2008.
    Gli utenti infatti, più protetti da software di ogni tipo e maggiormente smaliziati, ci pensano su prima di aprire un file di dubbia provenienza.

    Di contro sono aumentati i furti di identità, che sono una vera e propria piaga di difficile individuazione: l’aumentare dell’uso di Social Network quali Facebook o MySpace e l’uso intensivo di portali per l’eCommerce come eBay, fanno dell’identità personale una cosa esclusiva e decisamente molto ambita.
    Come per tutte le merci che sono ritenute tali esiste un “listino” una sorta di menù con i vari prezzi sulle identità che si possono recuperare:
    “Tra gli oggetti più richiesti, pacchetti di programmi pericolosi (malware) avanzati, valutati oltre 1.500 euro, così come avere 10.000 personal computer infettati con software capace di spiare gli utenti (780 euro) e «pacchetti base del malware», una sorta di cassetta degli attrezzi per sottrarre informazioni (780 euro). Si scambiano anche programmi pericolosi (cavalli di Troia) per controllare computer a distanza (68 euro), dati di conti correnti bancari (39 euro) e carte di credito (28 euro). E a 1,10 euro si scambiano i dati di login per un account MySpace o Skype, mentre vale un euro il profilo Facebook” iltempo.ilsole24ore.com

    Fate quindi attenzione quando parlate con qualcuno su un social network o quando comprate su eBay: non potete mai essere certi del fatto che parliate davvero con chi credete di farlo.

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  • Facebook versus blog. Il futuro della comunicazione

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 22 Ottobre 2008
    Archiviato in Social Network
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    Ormai quello che si dice in giro è quasi univoco: i social network uccideranno i blog.

    Ma perché questa idea serpeggia per la Rete?

    Fino a non troppo tempo fa, i blog erano visti come la punta di diamante, la parte più avanzata dell’Internet collaborativo, partecipato e “dal basso”. Il punto più estremo dell’ormai noto Web 2.0.

    Poi si è iniziato a sentir parlare di social network, di questi siti che offrono servizi di aggregazione rivoluzionari, che danno la possibilità di essere in contatto, in tempo reale, con una intera comunity.

    Ecco che il mondo cambia e si ribalta di nuovo.

    I blog vengono visti come il vecchio, il passato stagnante della comunicazione verbale e stantia, per altro quasi a senso unico. La gente inizia a dire: “perchè devo commentare un post quando posso partecipare ad una comunity paritaria in cui tutti siamo uguali ed abbiamo lo stesso potere divulgativo?”.

    E Facebook, il social più di moda del momento cresce a dismisura: la gente non parla d’altro che di Facebook.

    Si scambiano informazioni veloci, flessibili e se vogliamo dozzinali: decine di applicazioni rendono la piattaforma completa e potente, consentendo a tutti di sapere tutto di tutti gli altri… in tempo reale.

    Ma proprio nella modalità di informazione risiede il punto forte ma allo stesso tempo debole dei social.

    Se un blog permette di articolare concetti complessi all’interno di un contenitore semplice, i social veicolano concetti estremamente semplici in un contenitore relativamente complesso.

    I network sociali non uccideranno i blog più di quanto i blog abbiano ucciso le testate giornalistiche.

    Il futuro dell’informazione sta nell’integrazione e nel pluralismo della stessa. L’integrazione delle modalità informative sarà il futuro del Web ma niente, almeno per ora, è destinato a morire, ma solo ad evolversi.

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