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  • Porno 2.0: l’ennesima botta alle major

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 22 Ottobre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Se ne parla il corriere, possiamo farlo anche noi. La realtà è che il porno è un mercato che, soprattutto in rete, attira moltissimi visitatori e costituisce un business molto importante. E il web 2.0?

    Un lungimirante sconosciuto ha creato un clone di youtube chiamato youporn, 15 milioni di visitatori in un mese e un boom di “audience” assolutamente inatteso. Al successone corrisponde un danno all’industria “1.0″ del porno assolutamente rilevante. Film e giornali invenduti e mercato in crisi: è tutto in rete, gratis!
    Non si tratta solo di copyright visto che molti video sono “autoprodotti” o caricati come trailer di film hard dagli stessi produttori.

    La novità vera sta nella piattaforma, ed i concorrenti non mancano (youporn ad esempio, creato proprio da una major del porno). In Italia il sito è al 23? posto tra i più cliccati e il fenomeno non accenna a diminuire in termini di portata.
    C’è una lezione? Forse due: in questo caso la chiave sta più nel tema che nel web 2.0, il porno (come la politica) è uno dei temi che fanno rumore, tanto sul web quanto in tv, e la cosa ha decisamente favorito la diffusione del sito. Un secondo dato è legato invece alla dimensione di “pulizia” del sito, il cui modello di business è costituito da banner ed adwords e non si respira l’aria di dialer o rischiosi warm.

    La domanda ora è una sola, quale sarà il prossimo baluardo 1.0 a cadere?

    Commenti: 2 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

COMMENTI

  1. Il giorno 22 Ottobre 2007 alle ore 8:24
    thomas ha scritto:

    la prossima frontiera a cadere, ed è già in caduta, è quello della stampa del classified e dei classified a pagamento nel mercato immobiliare e nel mercato automotive… le riviste muoiono o moriranno rapidamente (basta guardare i fatturati delle riviste del gruppo schiebsted o similari..) e altrettanto faranno (sic) i siti di classified a pagamento…

  2. Il giorno 22 Ottobre 2007 alle ore 8:30
    giorgio ha scritto:

    Ciao Thomas, grazie per il commento. Io credo che prima di “cadere” tutte queste iniziative dovranno passare al varco del ricambio generazionale: se 10 o 20 milioni di italiani non usano internet (conosco anche 18enni che ad oggi dichiarano di non usare il computer) serviranno sempre dei punti di riferimento cartacei, anche se concordo che si aggregheranno in pochi poli di riferimento che riusciranno a sostenere i costi. In ogni caso il web è inarrestabile per cui sostanzialmente concordo, c’è da capire se siamo e saremo di fronte a fenomeni prorompenti o piccole scosse di assestamento

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