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  • Il denaro immateriale

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Abbiamo già parlato del www day tenutosi ad Occhiobello il mese scorso. Mi ha colpito, tra le presentazioni, quella di Massimo Bustreo (docente IULM) a proposito di second life e della lezione di sociologia del denaro che i linden dollars generano. Il denaro virtuale è un bel problema, nel senso che presto oltre ai dubbi in merito a fisco e tassazione (i linden dollars sono tassati dal governo USA e hanno un cambio con il dollaro) ci sarà da chiedersi come gestire le moltitudini di monete immateriali esistenti.

    Se un tempo la creazione di sistemi artificiali era complessa e limitata ad idiomi (esperanto) e credi religiosi, oggi gli universi sintetici sono realtà e chiamano alla riflessione. Non credo che i mondi virtuali come second life siano il nuovo internet, troppo lenti, complessi e irreali per essere già nel futuro.. sono però segnali chiari, la rete si organizza e il denaro è un segno dell’evoluzione di un sistema sociale vissuto dagli avatar e mediato dai cavi di rete. Non siamo abituati al denaro immateriale, personalmente in posta preferisco i buoni cartacei a quelli dematerializzati, perchè il denaro è denaro solo se lo senti in mano, un pò come quei vecchi proprietari terrieri che vanno ad acquistare l’auto in contanti.. ecco perchè non capiamo il denaro immateriale, soprattutto noi italiani che usiamo le carte di credito meno degli altri e da sempre ci portiamo appresso questa ammirazione per la moneta sonante.

    I denari immateriali pervadono la rete, in proposito ecco un bel post di Mauro Lupi, e pongono nuove questioni, principalmente due:
    - internet sta cambiando ed eveolve verso un sistema sociale completo?
    - come sarà il denaro del futuro?

    A voi..

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COMMENTI

  1. Il giorno 12 Novembre 2007 alle ore 10:42
    Poianone ha scritto:

    Mah, che dire… Io mi aspetto veramente che le valute virtuali diventino un vero e proprio standard. Trovo infatti che uno dei vantaggi dei mondi virtuali sia che permettano di implementare in maniera naturale un vero e proprio sistema di micropagamenti, che oltretutto consente di frazionare e scomporre i “beni digitali” a seconda dei gusti e delle esigenze dell’utente. Non a caso, uno dei motivi che hanno spinto Microsoft, Nintendo e Sony a creare dei portali online per le loro consoles di nuova generazione sta proprio nella possibilità di implementare sistemi di microtransazioni, dove è possibile assegnare un valore monetario ad ogni singola porzione di bit. D’altra parte, questo sistema è retto da una piattaforma proprietaria, quindi controllata in sostanza dal produttore di console; questo ad esempio è stato aspramente criticato dai terzi produttori di software, che sono costretti a pagare delle royalties ai Big Three per rendere disponibili i contenuti aggiuntivi. In un mondo alla Second Life, Kaneva o Entropia Universe, dove la moneta ha un valore intrinseco ed obbedisce più a delle regole di mercato che ad una regolamentazione interna, questi prolemi sfumano. Quanto invece al fatto che i mondi virtuali siano ancora lenti, complessi e quant’altro è vero, indubbiamente; ciononostante, i mondi virtuali futuri potranno senz’altro colmare le lacune lasciate aperte dal software attuale. Insomma, la strada è stata tracciata, l’evoluzione farà il resto!

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