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  • E-commerce: la parola d’ordine è crederci.

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 07 Agosto 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Alcuni dati recentemente presentati a Milano fanno ben sperare in tema di e-commerce. L’osservatorio NETCOMM (consorzio commercio elettronico School of Management politecnico di Milano) prevede per il 2007 un giro d’affari complessivo di 5 miliardi di euro con un interessante +30% rispetto al 2006, dato in controtendenza rispetto a quello USA che ha recentemente destato preoccupazioni visto il paventato calo di un settore che in passato è cresciuto molto ma che da sempre è circondato da un alone di sospetti.

    Di certo il gap tecnologico e soprattutto la scarsa confidenza con i sistemi di pagamento come le carte di credito fa si che l’Italia sia oggi nella situazione in cui si trovavano USA e GB circa 3-5 anni fa. Di seguito alcune evidenze:

    - calano le frodi che scendono dallo 0.5% allo 0.2% del fatturato totale.

    - aumenta lo scontrino medio, dato che fa comprendere come chi acquista sia soddisfatto ed aumenti le proprie spese sul web.

    - rimane un considerevole numero di italiani che non ha ancora provato il commercio elettronico.

    - il 17% del valore complessivo è rappresentato da vendite su mercati esteri, procedura complessa ma molto redditizia per chi intende proporre il made in Italy come chiave di lettura del proprio progetto di e-commerce. Le criticità in questo caso sono la predisposizione strutturale e la logistica.

    - Le modalità di pagamento: 70% carta di credito, 10% paypal, 7% bonifico, 7% contrassegno. E’ evidente l’intenzione di chi vende di promuovere l’utilizzo delle carte di credito, sono molti però i consumatori che preferirebbero modalità “sicure” come il contrassegno in un gioco di forze che deve necessariamente trovare un punto d’incontro.

    - le vendite vedono in testa il turismo con il 49% del mercato, seguite da informatica (19%), assicurazioni (10%) e abbigliamento (3%).

    - Come detto, rispetto agli altri paesi, l’Italia cresce più velocemente ma la penetrazione è molto bassa, dato che indica notevoli margini di miglioramento e fotografa una situazione in via di miglioramento ma ancora piuttosto impallata.

    La situazione si presenta quindi complessa e articolata, ma tutto sommato positiva. La crescita a due cifre del commercio elettronico è un dato interessante ma la bassa percentuale di acquirenti on line rispetto al numero dei navigatori induce alcune considerazioni. E’ necessario migliorare vari aspetti per offrire la possibilità di sviluppare il commercio elettronico, dalla banda larga alla logistica, dai sistemi di pagamento all’offerta di prodotto. Tutto questo sarà possibile se avverrà contestualmente anche un cambiamento in termini di filosofia, bisogna “credere” all’e-commerce e favorirlo, e devono farlo tanto le aziende quanto i soggetti istituzionali.

    Fonte: abstract della ricerca NETCOMM su mercatoglobale.com

    Commenti: 19 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

COMMENTI

  1. Il giorno 23 Agosto 2007 alle ore 10:44
    Jared ha scritto:

    Ma quale Bill Gates Italiano !!!!
    Ragazzi, questo signore ci sta prendendo per i fondelli a tutti!!
    1) I colossi del Mobile banneranno i sui server nel giro di qualche giorno!
    2) Le connessioni gprs/umts/wap etc etc costato care! E addirittura alcune hanno costi di inizio sessione fissi (vedi Vodafone a 29 cents!)
    3) Ci ha letteralmente preso per i fondelli con la storia che il suo sito è out per le troppe visite, ha solamente tolto la home page!!! E fino alle 11 di questa mattina bastava digitare per esempio http://www.skebby.it/costi.php e constatare che la home è l’unica pagina che era stata sostituita!! Questo signore pensa che siamo tutti stupidi? mah!
    4) Provate a visitare la pagina dei costi dei suoi pacchetti sms e noterete che per qualsiasi dei pacchetti che decidiate di acquistare c’e’ un costo di attivazione iniziale di 5 Euro!!!! Ma scherzi vero! Ci siamo appena liberati del costo di ricarica!! Ma per favore!!

    Con questo non mi rimane che consigliare a questo signore di finire di prendere la Laurea e di trovarsi un lavoro!

    PS: La verità è che siamo di fronte all´ennesimo “Furbetto del quartiere” !! e per giunta anche presuntuoso con risor$e e ufficio stampa al seguito!

    Saluti a tutti

  2. Il giorno 23 Agosto 2007 alle ore 20:21
    sognatore ha scritto:

    credo proprio che i blog “invidiosi” abbiano semplicemente smontato punto a punto la disinformazione del corriere e degli altri media, senza dare addosso a skebby, ma solo facendo notare che altri mille programmi prima di lui fanno lo stessl.
    Aggiungerei tra le varie possibilità sul perchè ha fatto tanto rumore:
    - qualcuno gli ha dato una bella spintarella

  3. Il giorno 24 Agosto 2007 alle ore 14:44
    devid ha scritto:

    io credo che il successo sia della notizia più che del fatto in se (come dice sognatore, non ha inventato nulla), infatti non a caso c’è una differenza di giudizio tra giornali e il web.

    Oggi skype ha consolidato il suo successo, sarei curioso di vedere questo skebby tra un anno….

  4. Il giorno 28 Agosto 2007 alle ore 21:09
    Roberto ha scritto:

    Confesso che ero rimasto perplesso alla lettura dei media sul tema: allora ho deciso di documentarmi e di capire di cosa si trattasse. Bene: si tratta di un programma in Java che nessuno prima ha sviluppato (e che ci svincola dal computer), di un sistema per inviare gratis (via cellulare, e non via PC) gli SMS che i vari provider mettono a disposizione dei propri clienti e di un servizio che vende pacchetti SMS a prezzi competitivi. Ho una flat UMTS (per cui sono sempre collegato ad internet e non mi preoccupo dei costi di collegamento): poiche’ invio molti sms, ho comprato da Skebby un pacchetto, e facendo due calcoli ho capito che mi consente di risparmiare circa il 50% rispetto a prima. Questo significa, in un anno, circa 350 Euro in meno. Scusatemi, ma, per me, sono parecchi soldi - pari a una volta e mezzo alla mia attuale flat…Personalmente trovo la cosa utile e intelligente! Roberto

  5. Il giorno 28 Agosto 2007 alle ore 21:24
    Roberto ha scritto:

    Interessante, non ne ero al corrente. Quando ero ragazzo avevo imparato l’esperanto (che considero ancora la migliore soluzione del problema linguistico internazionale, forse proprio perche’ nel frattempo sono diventato un linguista e un poliglotta), ma non sapevo che la spinta creativa in ambito linguistico avesse raggiunto un tale livello sul WEB…Ma e’ qualcosa di molto umano: il grande linguista Bausani riteneva che, se anche ci fosse stato un solo uomo sulla terra, questi avrebbe inventato una nuova lingua…chissa’, magari solo per diletto!

  6. Il giorno 28 Agosto 2007 alle ore 23:57
    giorgio ha scritto:

    Io credo che l’uomo abbia bisogno di comunicare e che per questo la lingua sia importantissima, pur non essendo l’unico modo per intendersi. Si sente l’esigenza di una lingua universale che unisca i popoli, ora che ad esempio volare a londra costa 10 euro e le distanze non sono più un vero problema. L’inglese è stato eletto a furor di popolo come soluzione del problema, è più semplice adeguarsi all’inglese o votarsi ad un nuovo idioma artificiale? Forse la soluzione sta nel mezzo, proprio in quei codici ad-hoc per determinate funzioni, dalla chat fino ai messaggini sms uniti ad una lingua più strutturata come quella di Sua Maestà

  7. Il giorno 28 Agosto 2007 alle ore 23:59
    giorgio ha scritto:

    Grazie per il tuo contributo Roberto, hai qualche info in più sul fatto che nessuno prima ha sviluppato tecnologie simili? A leggere i siti sembra che ci fossero già decine di applicazioni simili..

  8. Il giorno 29 Agosto 2007 alle ore 13:34
    Roberto ha scritto:

    Ciao Giorgio, dopo una prima ricerca ho trovato parecchi software per inviare SMS a basso costo (anche gratuiti), che funzionano molto bene, ma da PC: inoltre alcuni richiedono di avere un account con uno dei tanti provider di telefonia (ma per questo anche Skebby, se si vogliono inviare gli SMS gratuiti messi a disposizione dai singoli operatori). A quanto ne so e’ il primo programma Java di questo tipo che funzioni su cellulari; ho esperienza soprattutto dei Symbian, e qui funziona alla grande: e’ semplice e user friendly e su alcuni il programmino interagisce con l’agenda del cellulare (e’ il caso del Nokia E61), consentendo di inviare SMS direttamente all’agenda del telefono. Comunque la ricerca continua, e se trovo altre info le comunichero’ volentieri.

  9. Il giorno 31 Agosto 2007 alle ore 12:54
    Giorgio Soffiato ha scritto:

    Ciao Roberto, spero tu abbia ancora occasione di passare di qui, dopo qualche giorno di approfondimenti ho trovato una “marcia indietro” dell’autore dell’articolo, la puoi leggere qui: http://vitadigitale.corriere.it/2007/08/sms_skebby_e_gli_altri.html

    Che ne pensi? Sto scrivendo un secondo articolo sul tema, te lo segnalerò presto

  10. Il giorno 03 Settembre 2007 alle ore 9:11
    filippo ha scritto:

    Credo che l’esempio del Social Networking sia l’emblema della situazione che si sta prefigurando: si sa che quando ci sono le regole ci sono anche le infrazioni…ma qui, nel web, si vedono poche regole e a volte molta anarchia. questa forse è una delle cause della scarsa fiducia del “mondo offline” nel “mondo online”. Mi chiedo, alla luce dei recenti sviluppi (il caso Zooppa e le Yahoo answers su tutti), se alla lunga non serva una buona dose di regole, perchè come sempre c’è sempre qualcuno pronto ad approfittarsene…

  11. Il giorno 05 Settembre 2007 alle ore 22:07
    Kerouac3001 ha scritto:

    Molto interessante. Sicuramente sarà per qualche tempo il futuro, ma non sarà il futuro. Cioè: secondo me è un’ottima trovata, ma durerà poco.

    Penso che ci sarà un boom iniziale scatenato dal passaparola, dalla novità , dalla moda e dal pensare che alla fine “costa poco la legalità “.

    Ma nel giro di qualche mese gli utenti torneranno all’illegalità , perchè meno costosa e soprattutto perchè illegale (un fascino senza tempo, certamente accentuato dall’immaterialità del bene rubato).

    Infatti trovo splendido questo concetto:

    “le major devono trovare un nuovo modello di business che tenga in considerazione l´immaterialità del bene che propongono. Non è irrilevante il fatto che moltissime persone scaricano musica senza ritenere tale pratica sbagliata o illegale.”

    Penso che la proposta di cui hai parlato sia un passo in avanti, ma dubito che sia la reale soluzione al problema della pirateria. Anche perchè non credo che ci sia una soluzione.

    Forse quando non riesci a vendere qualcosa, perchè continuano a rubarlo non devi trovare un modo per renderlo meno costoso, e non devi nemmeno trovare un modo per proteggerlo meglio. Forse devi semplicemente renderdi conto che è un bene che non venderà mai quanto ti aspetti.

    Mi attirerò l’odio di molti, ma io alzerei i prezzi dei cd originali alle stelle e allo stesso tempo renderei la musica gratuita. Alla fine chi compra oggi comperà domani. Dubito che ci sia qualcuno che compri un album perchè è illegale scaricarlo.

  12. Il giorno 06 Settembre 2007 alle ore 7:50
    giorgio ha scritto:

    Grazie per il tuo commento, concordo con te sul ritorno all’illegalità : se prima pagavo 50 e mi fanno pagare 20 magari ci penso su.. ma pagare 0 è sempre meglio. A meno che non si trovi un sistema di lock in come quello dei windows preinstallati nei pc: se un portale-aggregatore di questo tipo fosse preinstallato nei navigatori delle auto come nei pc o in molti lettori mp3 forse la diffusione e l’utilizzo sarebbero maggiori. Ricordo che una volta a lezione un docente “illuminato” mi disse che anche lui scarica musica ma che a 50 anni pagherebbe 20/30/40 cent per una canzone molto volentieri ma già l’euro di itunes è solo una diversa presentazione della stessa minestra..
    Io credo che il modello da analizzare sia quello “ti regalo la musica e ti vendo il concerto live e la maglietta”

  13. Il giorno 06 Settembre 2007 alle ore 20:24
    Poianone ha scritto:

    L’hanno scorso ho potuto parlare con l’ex sales manager di Ubisoft Italia, relativamente alla mia tesi di laurea. Quando gli ho chiesto “Quante risorse indirizza Ubisoft contro la pirateria?”, la risposta è sorprendentemente stata “Molto poche.”
    Ecco, secondo me le major musicali dovrebbero rendersi conto che, anzitutto, il fenomeno-pirateria NON è eliminabile: riducibile, si, eliminabile no! E’ un fenomeno quasi fisiologico, esattamente come lo è l’inflazione, per il semplice fatto che il costo di transazione, cioè la spesa sostenuta per piratatare/scaricare la musica è pari a zero (o quasi). Anche se la protezione fosse a livello hardware, verrebbe ben presto scavalcata, come è successo per tutte le console degli ultimi 20 anni. Forme come la sottoscrizione possono funzionare, ma pensare che UNA forma di distribuzione possa eliminare la cultura free, beh, mi sembra proprio un utopia! E vedrete quando l’industria cinematrografica subirà lo stesso processo, che razza di sconquassi nasceranno…

  14. Il giorno 03 Ottobre 2007 alle ore 7:33
    Fran ha scritto:

    Io sono innamorato del supporto vinilico, ma non disdegno il cd, quante cose si possono leggere dal booklet?
    Però concordo con Rick Rubin, un modello nuovo è possibile. Recentemente sul mio blog ho prospettato diversi scenari, facendo un parallelo con un settore v.m. 18 che qualche hanno fa dovette affrontare lo stesso difficile passaggio.

    Ciao ciao
    Fran

  15. Il giorno 11 Febbraio 2008 alle ore 18:59
    Gianluca ha scritto:

    Aggiungo che uno dei migliori modi di fare e-mail marketing e di evitare che le e-mail siano cestinate è farlo verso utenti gia interessati ai nostri prodotti. Sperimentato.

  16. Il giorno 11 Febbraio 2008 alle ore 19:00
    Web Marketing ha scritto:

    Correggo l’indirizzo web precedente

  17. Il giorno 12 Febbraio 2008 alle ore 8:31
    giorgio ha scritto:

    Ciao Gianluca, tu quindi dici che ad essere molto importante è la fase di profilazione?

  18. Il giorno 13 Febbraio 2008 alle ore 14:34
    Gianluca ha scritto:

    Ciao Giorgio,

    ho sperimentato sia campagne e-mail verso indirizzi presi da database con target mirato, che verso indirizzi raccolti attraverso il sito internet e profilati per interessi, ed i risultati sono maggiori nel secondo caso.

    A volte conviene investire un pò più sull’acquisizione di indirizzi attraverso il sito che acquistare database di utenti che non sappiamo se sono interessati.

    Per quanto riguarda il monitoraggio, di cui parli nel tua articolo, lo condivido pienamente, è una delle fasi più importanti soprattutto per la stesura di campagne e-mail successive.

    Tra l’altro la profilazione per interessi permette anche una certa personalizzazione che a priori può essere utile.

    Ciao
    Gianluca

  19. Il giorno 04 Marzo 2008 alle ore 20:01
    Web 2.0 Cafè ha scritto:

    Come sistema per pagamenti (e soprattutto micropagamenti) c’è molto interesse anche intorno all’idea di nuove carte di credito basate sul Rfid (http://www.rfiditalia.com/index.php?option=com_content&task=view&id=74&Itemid=68). Staremo a vedere

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