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  • Web 2.0: un pericolo per la Privacy?

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 17 Luglio 2008
    Archiviato in News, Web 2.0

    Un emendamento alla Manovra del governo ha appena sancito che dal 2010 tutti noi avremo le impronte digitali sulla carta di identità.
    Il Grande Fratello di Orwell è sempre più attuale e la sua smania di controllo viene soddisfatta ogni giorno dalle sempre nuove tecnologie elettronico-informatiche che mettono a dura prova la privacy della nostra vita quotidiana: satelliti spia, software anti-privacy, intercettazioni telefoniche e così via, in un crescendo di effetti speciali e indiscrezione.
    Ma che fosse tutta colpa del Web 2.0 non ci avevamo ancora pensato.

    La Relazione annuale al Parlamento fatta ieri del Garante della Privacy ci mette in guardia:  “Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, come Myspace e Facebook, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla Rete”.

    Di sicuro sulla Rete stanno circolando a gran velocità queste dichiarazioni del Garante, che ha annoverato tra le insidie più temibili il diffondersi della cosiddetta “pubblicità comportamentale”, che analizza il modo in cui ci muoviamo in Internet per inviarci pubblicità mirata sulla base dei nostri gusti e interessi; o il geomarketing che, sfruttando il controllo satellitare, è in grado di seguire i nostri spostamenti e di offrirci in ogni località i prodotti e i servizi che preferiamo, il tutto mentre “permane una diffusa indifferenza per la protezione dei dati in settori delicatissimi quali credito, sanità, amministrazione finanziaria, strutture di servizio”.

    Il Garante conclude dicendo che i giovani fruiscono Internet in modo troppo disinvolto e inconsapevole e questo comportamento rende necessario fornire al più presto indicazioni chiare che consentano un utilizzo più attento e informato del Web 2.0.

    Tralasciando che i giovani cresciuti a pane e Internet non sono certo così sprovveduti, attendiamo con interesse le proposte del Garante per aumentare la consapevolezza dei navigatori.

    Commenti: 5 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

COMMENTI

  1. Il giorno 17 Luglio 2008 alle ore 21:35
    Giò ha scritto:

    Hahahah mi viene in mente quando è stato tirato fuori il pericolo privacy legato al kit nike + iPod, quello che permette di visualizzare e memorizzare i dati relativi al proprio allenamento (km percorsi, calorie bruciate, tempo impegato ecc.).
    I dati, trasferiti in wireless al sensore collegato all’iPod, possono poi essere scricati sul computer.
    Il problema è che basta un ricevitore Nike + iPod collegato a un qualsiasi laptop o computer per intercettare il segnale proveniente da un qualsiasi sensore alloggiato in una qualsiasi scarpa e chiunque può vedere i nostri dati di allenamento. Sono terrorizzato!

  2. Il giorno 18 Luglio 2008 alle ore 22:50
    Leo ha scritto:

    Tanto ormai sappiamo tutto di tutti. Dichiarazioni dei redditi comprese. Siamo una grande famiglia di internauti :-D

  3. Il giorno 19 Luglio 2008 alle ore 13:40
    Federico ha scritto:

    Ecco. Questa è stata una vera violazione della privacy, la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi. Ma ci pensate a quale fonte di informazione possono costituire per i criminali? In parlamento farebbero meglio ad occuparsi di cose di questo genere che dei cookie dei nostri pc.

  4. Il giorno 19 Luglio 2008 alle ore 15:14
    davide ha scritto:

    dici che i criminali hanno bisogno di sapere chi ha i soldi? o a chi andare per svaligiare casa?

    strano però … io dico che molti piangono miseria e poi guarda guarda che manco dichiarano tutto il pòpò di soldi che prendono.. e io pagggoooo!! :)

  5. Il giorno 20 Luglio 2008 alle ore 20:25
    Alex ha scritto:

    Altroché intercettazioni telefoniche di Berlusconi :-)

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