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  • Saremo tutti di noi - ovvero un secondo cultural divide pervade il web 2.0

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 27 Marzo 2007
    Archiviato in Internet e altri media, News

    Una bella canzone di Eros Ramazzotti parlava a blog spenti di ´ autoreferenzialtà ´, un concetto tale da scomodare l´accademia della crusca che qui lo definisce con la solita arguta puntualità . Per chi i link non li clicca mai per pigrizia, come me, riporto un estratto, sperando che non se la prendano:

    autoreferenziale
    Il termine ´autoreferenziale´ è adoperato soprattutto in logica e serve a indicare un enunciato che, in qualche modo, si riferisce già a sè stesso (si pensi, ad esempio, al paradosso di Epimenide, cretese, il quale dice: ´tutti i cretesi sono bugiardi´ - la dimensione “autoreferenziale” permette di individuare il paradosso, secondo il quale lo stesso enunciato ´tutti i cretesi sono bugiardi´ andrebbe considerato a sua volta come una bugia etc. Ma si pensi anche alla dimostrazione di Godel, il quale, senza la dimensione “autoreferenziale”, forse non avrebbe potuto afferrare il proprio assunto…). È stato impiegato poi in linguistica per individuare un aspetto importante del linguaggio, in particolar modo da Jakobson in poi…

    (..) lo adopererebbero anche a tavola, magari in una cena di “lavoro”, in compagnia di altri linguisti e logici, per suscitare una gradevole ilarità tra i commensali; o ancora, uno scrittore, magari un Gadda, direbbe “autoreferenziale” per indicare un aspetto banale della quotidianità , per ammiccare a questo o a quel lettore colto, infine per dare espressione a uno stile già definito “espressionistico”

    La domanda ora è la seguente: siamo tutti di noi? Siamo 500, 1000, 2000 e ci leggiamo tra noi oppure il mondo, la fuori sa che esistiamo?
    Mi sembra che questa cultura economico-tecnica-geek sia molto apprezzata e condivisa, ma riusciamo a farlo capire? Di certo gli opinion leaders eletti per acclamazione sul web hanno una grande influenza ma sembra che solo in alcuni casi si riesca a trasmettere all´esterno quanto vogliamo comunicare.

    Luca De Biase ne parla in questo post ciò che io invece vorrei capire, e ringrazio il team di firstdraft per la discussione avuta in merito ad un recente pranzo, è se va delineandosi una sorta di secondo digital divide tra i blogger/utenti del web/navigatori avanzati e gli altri. Ciò che si prospetta è un secondo divide di tipo culturale, leggiamo le news su oknotizie, cerchiamo le strade su google maps e abbiamo abbandonato l´sms per affidarci all´instant messagging, tanto non riusciamo a stare senza web, abbiamo tutti un nokia perchè la gmail si legge meglio. La mia domanda è dunque legata all´esistenza o meno di un secondo gradino, un web 2.0 però culturale, che coinvolge le persone e soprattutto quanti di noi ne fanno parte e come relazionarsi con chi il computer non l´ha mai acceso, sembrano marziani ma potrebbero essere ancora più di noi.. che ne pensate?

    Commenti: 6 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

COMMENTI

  1. Il giorno 27 Marzo 2007 alle ore 17:16
    giancarlo ha scritto:

    ciao giorgio..devo dire che questo articolo fa pensare..e in effetti è cosi..siamo tutti ormai dipendenti dal web..tutto è nel web…o quasi..
    credo che come tutte le cose se ne faccia un uso spasmodico..esagerato..perchè racchiude vari media al suo interno, o meglio è il pc a racchiuderli..quindi siamo almeno14h su 24 collegati, presenti o meno, al pc e quando non possiamo troviamo metodi alternativi..
    pensiamo a chi è malato di chat..che si crea una personalità totalmente diversa dalla propria..
    pensiamo a chi organizza la sua vita sul pc..
    beh il discorso sarebbe molto lungo e forse non ne caverei un ragno dal buco..
    vi lascio con la certezza che il divario tra utenti web e contadini del burkinafaso è enorme..sebbene noi possiamo sapere tutto di loro..ma loro non sanno niente di noi.

  2. Il giorno 27 Marzo 2007 alle ore 22:32
    Massimo Boraso ha scritto:

    Il rischio di creare questo “divario culturale” tra chi usa il Web e chi no, effettivamente c’è ma se amiamo veramente Internet, dobbiamo fare di tutto per cercare di parlare un linguaggio semplice alla portata di tutti (e non in tecnichese….) e cercare di coinvolgere il più possibile le altre persone, facendogli vedere i vantaggi di questo strumento e non allontanando le persone dal Web. Se riusciamo in questo, il Web avrà successo quanto prima, diversamente se ci chiudiamo in questa Comunità di appassionati ed esperti del Web lasciando fuori chi è alle prime armi con Internet, non abbiamo capito nulla e il Web ne pagherà le conseguenze.

    Un’ultima cosa: Se si è voluto creare questo Blog SWM, è proprio per aprire questa Comunità al mondo esterno, parlare con le Imprese, con chi capisce poco di Internet, coinvolgere tutti. Questo non vuole essere l’ennisimo Blog di “fanatici” del Web, almeno ci proviamo! .. e anzi invito i “fanatici del Web” a essere “APERTI a tutti”, almeno in questo spazio! ;-)
    ciao

  3. Il giorno 28 Marzo 2007 alle ore 20:35
    Enrico Gennari ha scritto:

    Siamo consumatori che si parlano, si confrontano, si scambiano opinioni, esperienze, informazioni e creano gruppi di aggregazione spontanea intorno ad un interesse o una professione, oppure a un marchio ma il bello è che cresciamo esponenzialmente.
    Per le aziende il web 2.0 è una seconda occasione per essere nel posto giusto al momento giusto.

  4. Il giorno 29 Marzo 2007 alle ore 18:42
    cristiano ha scritto:

    Io non sono affatto un fanatico di internet e nemmeno adoro giocare con internet.
    Ho la semplice consapevolezza che sia e che sarà sempre più “IL” non “UN” mezzo di comunicazione universale.
    L’unico mezzo di comunicazione che può assemblare comunità , popoli,paesi,culture e religioni.
    Si è vero sa molto di retorica, ma purtroppo è la realtà .
    E’ vero che viviamo in un paese dove nemmeno il 10% è capace di comunicare ad iniziare dal mondo politico che tutto muove e dico tutto credetemi.Quindi se tutti parlano e nessuno ascolta come pretendete che capiscano cosa davvero può offrire internet.
    Quindi questa spaccatura esiste ed esiste per svariati motivi.
    Esiste perchè l’italiano medio è culturalmente pigro, è terrorizzato dall’apprendere, esiste perchè è un popolo con un età media di 55 anni(il web è nato 10 anni fa)ed esiste anche …sapete perchè??
    Per il semplice motivo che si continua a trattare internet come uno strumento ludico un giochino, i video divertenti (anzi i video pazzeschi come li chiama reporter diffuso)le donnine discinte, le tette di questa ,le suonerie ecc… ecc..
    Iniziamo a parlare di internet come mezzo di comunicazione, come velocità , come business, come opportunità ,e le grandi major del web dovrebbero fare in modo(se glielo consentono) di sfruttare la televisione per diffondere la cultura e non utilizzare sempre e comunque i propri canali.
    Andiamo a parlarne al telegiornale, a domenica in, su rai uno su canale 5, a matrix a porta a porta.
    Fateci caso che certe trasmissioni (es le iene) iniziano a spingerlo il web.Per fare cultura è necessario praticare i mezzi di comunicazione che arrivano nelle case di tutti, allora si che evitiamo la autoreferenzialità .
    Grazie a tutti e…… evviva il web l’attuale frontiera della comunicazione:

  5. Il giorno 30 Marzo 2007 alle ore 22:28
    Massimo Boraso ha scritto:

    Cristiano…. se Domenica In o Matrix, o il telegiornale mi chiamano a parlare di Internet…. non ti preoccupare…..faccio la nuova Maratona di Telethon 24 ore su 24 no stop!… però questa volta… sul WEB!!!!!
    ;-) :)

  6. Il giorno 03 Aprile 2007 alle ore 16:12
    Enrico Gennari ha scritto:

    DI CHE MARCA E’ IL TUO SITO?
    Vi siete mai sentiti rivolgere una domanda del genere?

    Ho fatto una piccola riflessione a riguardo sul mio blog..

    http://enricogennari.blogspot.com

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