• L’invasione delle Toolbar

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Maggio 2007
    Archiviato in Web marketing

    Uno dei fenomeni di marketing che recentemente interessano il panorama del web è quello delle toolbar.

    Si tratta di una componente addizionale, tecnicamente widget, che si inserisce nel browser di navigazione internet (come internet explorer o firefox) e conduce a funzioni e servizi specifici erogati dall’emittente, ad esempio:

    google toolbar: contiene servizi specifici come la ricerca con google o la possibilità di avere suggerimenti, inserire segnalibri o eseguire traduzioni. E’ inoltre possibile personalizzare la toolbar e bloccare i pop-up oltre che attivare la correzione automatica della posta elettronica inviata via web.

    Yahoo! toolbar: offre la possibilità di bloccare gli spyware grazie al sistema antispy. E’ inoltre possibile utilizzare le schede per navigare meglio tra le pagine web aperte, migliora le ricerche nel web ed integra yahoo mail e il noto yahoo messenger

    Windows live Toolbar: è possibile cercare da ogni pagina web, offre protezione da phishing e virus e pulsanti personalizzati. Offre anche la ricerca sul proprio desktop con windows desktop search.

    In termini di marketing le toolbar sono un importante strumento di fidelizzazione ed è per questo che i vari fornitori di servizi spingono molto sull’inserimento di tali barre nei browser, ad esempio è possibile scaricare firefox con la toolbar di google già integrata. Recentemente ho installato yahoo messenger ed ho trovato nel mio browser la toolbar installata, non amando particolarmente tali widget ho dovuto disinstallare e reinstallare il tutto eliminando una piccola spunta per riuscire ad avere il messenger senza la barra. Questa preoccupante ingerenza e pervasività dei servizi fa capire come ogni brand (google, yahoo, microsoft) sia alla ricerca di un “mondo tutto suo” in cui trattenere ed accompagnare il navigatore: dalle chat alle mail, dalle barre alle traduzioni. I servizi sono tutti piuttosto simili, antispam, mail, miglioramento della navigazione.

    In passato si parlava di un più pesante utilizzo dei cookie con le toolbar o comunque di una privacy minacciata, le politiche attuali sembrano tutelare la privacy ma viene da chiedersi allora, perchè una tale spinta nell’utilizzo di tali strumenti da parte di Googl&co?

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  • Internet? Una rivoluzione culturale

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Aprile 2007
    Archiviato in E-business, E-commerce, Web marketing

    Ho avuto di recente la fortuna di sfruttare una pausa di tre giorni per vedere posti nuovi in Italia, in particolare nella zona ligure e toscana. L’iter per la prenotazione degli alberghi è passato da google, venere, booking, tutti operatori che dieci anni fa erano ben poco conosciuti. Pianificando l’itinerario ho fatto uso (quasi abusando) di google maps non prima di aver chiesto a mio padre di modificare, via internet, la targa dell’auto che avrebbe utilizzato il telepass e dopo aver garantito con la mia postepay gli alberghi per il pagamento.

    Tutto questo mi ha fatto pensare molto, quando mia madre mi ha regalato una mappa cartacea della liguria l’ho messa sotto il sedile “nel caso in cui il tom tom si fosse scaricato” (ed è stata molto utile, in effetti); ho pensato molto anche alle commissioni (irrisorie) che qualcuno avrà pagato a venere che, a differenza di un’agenzia viaggi, si accontenta di guadagnare poco da molti clienti piuttosto che molto da pochi. Mi chiedo quindi, per i produttori di mappe, piuttosto che per le agenzie viaggi, internet è stato un motivo di perdita di occasioni di business?

    Un pò come per l’euro e gli uffici di cambio, questi fenomeni hanno creato sicuramente dei momenti di instabilità e la differenza tra chi ha retto bene l’impatto e chi ha avuto dei problemi sta sicuramente nell’abilità a ripensare la propria attività , insomma nel trasformarsi in virtù del cambiamento. Per restare in tema, in molti hanno problemi o diffidenze verso le carte di credito, anche prepagate, per questo le agenzie possono offrire il servizio di prenotazione, cosi come i produttori di mappe potrebbero digitalizzare la propria esperienza e, magari servendosi di un terminale comune, offrire mappe dettagliate e di qualità su supporti nuovi anzichè ostinarsi a produrrre versioni cartacee che di certo andranno scomparendo.

    Di certo non è facile gestire il cambiamento, anche perchè spesso questi fenomeni sono molto rapidi, tutte le aziende dovrebbero però essere pronte a tali eventi e soprattutto guardarsi le spalle prima che qualcosa succeda, cercando di capire chi è il “potenziale nemico” e adeguando le proprie conoscenze e competenze al nuovo.

    Le nostre aziende hanno un grande vantaggio, l’esperienza. Aprire un punto vendita off line per un’entità nata sul web è molto più difficile che trasferire on line un’azienda esistente fisicamente, ecco perchè molti hanno a portata di mano opportunità che non comprendono mentre, paradossalmente, sono i business più complessi e innovativi che emergono e le nostre pmi tradizionali se ne stanno a guardare

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  • Phishing: per saperne di più

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Aprile 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Una delle truffe informatiche più fastidiose e comuni negli ultimi tempi è il phishing. Si tratta di un insieme di tecniche di frode che si esplicitano tramite l´invio di e-mail contraffatte che hanno l´obiettivo di farsi consegnare dall´utente dati riservati e password di accesso a servizi legati, soprattutto, al mondo della finanza.

    Una delle tecniche più efficaci tra quelle utilizzate dagli hackers è il social engineering, letteralmente ingegneria sociale. Nella sua accezione più ´romantica´ questa tecnica prevedeva contatti con segretarie sbadate fingendosi tecnici di linea, soprattutto nelle grandi corporation, e cercando di estorcere password alle ignare vittime. Hacker leggendari, come Kevin Mitnick, non disdegnavano però anche il banale rovistare nella spazzatura, fonte inesauribile di dati (un buon hacker può trarre informazioni importanti anche dallo scontrino del bancomat). Il phishing è un´applicazione rudimentale di queste tecniche e ´spara nel mucchio´ con una serie di mail che riportano logo e layout degli istituti bancari o postali e ´in nome di un aggiornamento tecnico´ richiedono ogni tipo di accesso possibile. Si arriva anche a riprodurre fedelmente i siti delle aziende, maschere di accesso comprese, con l´unica differenza che il link ´clicca qui´ anzichè portare, ad esempio, a www.poste.it porta a siti stranieri che cercano di truffarci risultando esteticamente uguali alle proprie ´fonti di ispirazione´.

    Da www.notrace.it dell´amico Nazzareno Schettino 4 consigli interessanti per difendersi:

    1) Non rispondere mai alle mail
    2) Visitare i siti digitando l´url nella barra degli indirizzi
    3) Verificare la sicurezza e l´utilizzo di crittografia nel sito web
    4) Osservare periodicamente lo stato dei propri conti e carte di credito

    Occhi aperti dunque, non facciamoci fregare!

    Per l´immagine: http://tecfa.unige.ch/tecfa/teaching/LME/images/phishing-sml.jpg

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  • Phishing: per saperne di più

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 25 Aprile 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia, Internet e altri media

    Una delle truffe informatiche più fastidiose e comuni negli ultimi tempi è il phishing. Si tratta di un insieme di tecniche di frode che si esplicitano tramite l´invio di e-mail contraffatte che hanno l´obiettivo di farsi consegnare dall´utente dati riservati e password di accesso a servizi legati, soprattutto, al mondo della finanza.

    Una delle tecniche più efficaci tra quelle utilizzate dagli hackers è il social engineering, letteralmente ingegneria sociale. Nella sua accezione più ´ romantica´questa tecnica prevedeva contatti con segretarie sbadate fingendosi tecnici di linea, soprattutto nelle grandi corporation, e cercando di estorcere password alle ignare vittime. Hacker leggendari, come Kevin Mitnick, non disdegnavano però anche il banale rovistare nella spazzatura, fonte inesauribile di dati (un buon hacker può trarre informazioni importanti anche dallo scontrino del bancomat). Il phishing è un´applicazione rudimentale di queste tecniche e ´ spara nel mucchio´con una serie di mail che riportano logo e layout degli istituti bancari o postali e ´ in nome di un aggiornamento tecnico´richiedono ogni tipo di accesso possibile. Si arriva anche a riprodurre fedelmente i siti delle aziende, maschere di accesso comprese, con l´unica differenza che il link ´ clicca qui´anzichè portare, ad esempio, a www.poste.it porta a siti stranieri che cercano di truffarci risultando esteticamente uguali alle proprie ´ fonti di ispirazione´.

    Da www.notrace.it dell´amico Nazzareno Schettino 4 consigli interessanti per difendersi:

    1) Non rispondere mai alle mail
    2) Visitare i siti digitando l´url nella barra degli indirizzi
    3) Verificare la sicurezza e l´utilizzo di crittografia nel sito web
    4) Osservare periodicamente lo stato dei propri conti e carte di credito

    Occhi aperti dunque, non facciamoci fregare!

    Per l´immagine: http://tecfa.unige.ch/tecfa/teaching/LME/images/phishing-sml.jpg

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  • Lancio di un nuovo prodotto - difficoltà e ruolo del web -

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Aprile 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Ne ha parlato Elmanco (cui vanno i credits per l’immagine), guru indiscusso del design trend blogging, e noi abbiamo deciso di indagare. Le Ocho Bags sono interessantissime borse ricomponibili create da Anna Vivenzio. In pieno stile SitiWebMarketing le abbiamo chiesto un’intervista ma questa volta non pubblicheremo il classico Botta&risposta, daremo invece spazio alla storia di una creativa che davvero dimostra di meritare successo, ecco la risposta che ci ha inviato:

    Gentile Giorgio,
    Innanzitutto grazie per l’interessamento nel mio progetto.
    Ti accenno in breve il mio percorso per arrivare fin qui!
    Sono una progettista di 28 anni, ho studiato disegno industriale a Genova ho vissuto per un po in Spagna e poi mi sono trasferita qui a Roma.
    Dopo aver lavorato alcuni anni per designer e architetti ero stanca di essere sottopagata e sfruttata e ho provato cosi’ all’inizio dell’autunno passato di lanciare un mio prodotto, (è un po l’obbiettivo di ogni creativo tra l’altro).
    E’ un passo difficile e coraggioso quello che sto affrontando fortunatamente un po con risparmi e con l’aiuto della famiglia ho iniziato a produrre i primi prototipi e da li ho iniziato.
    andare incontro all’autoproduzione comporta per i primi tempi solo uscite e minime entrate
    e soprattutto essendo io una creativa, mi trovo a dover affrontare il mondo delle stategie di vendita e marketing (che oggi sono piu importanti del prodotto stesso) con non pochi dubbi e perplessita’.
    Non si smette neanche un attimo di pensare ad un nuovo modello un buon banner publicitario ad un indirizzo blog dove pubblicizzare il prodotto. Ho iniziato a sponsorizzare le ocho tramite amici nelle fiere e negozi ma soprattutto costruendomi il sito internet
    ho potuto cosi’ farle visionare al largo pubblico, fondamentale è stata quest’ultima azione perche sono entrata in contatto con enti per la promozione di prodotti creativi e fashion di rilievo che mi hanno dato cosi visibilita’ soprattutto all’estero, C’è da dire infatti che ho potuto stingere buoni rapporti con clientela soprattutto estera. In questo momento sto preparando la piattaforma per l’acquisto delle ocho online.

    Arianna

    Io rilevo in questa testimonianza, che più autentica non si può, 3 criticità interessanti:

    - il mondo del marketing è complesso e fa discutere, anche eticamente, la verità che il marketing conta più del prodotto

    - il sito internet, piaccia o meno, rappresenta un interessante veicolo di lancio di un prodotto, soprattutto grazie alla possibilità , per un creativo, di esprimersi a basso costo e di propiziare il passaparola sperando di partire on-line per arrivare un giorno al proprio punto vendita

    - i giovani lamentano lo sfruttamento da parte delle aziende e reagiscono con sforzi immensi con iniziative proprie, le aziende non dovrebbero sfruttare meglio questi talenti?

    Voi che ne pensate?

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  • Lancio di un nuovo prodotto - difficoltà e ruolo del web -

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Aprile 2007
    Archiviato in Lancio siti web, Web marketing

    Ne ha parlato Elmanco (cui vanno i credits per l’immagine), guru indiscusso del design trend blogging, e noi abbiamo deciso di indagare. Le Ocho Bags sono interessantissime borse ricomponibili create da Anna Vivenzio. In pieno stile SitiWebMarketing le abbiamo chiesto un’intervista ma questa volta non pubblicheremo il classico Botta&risposta, daremo invece spazio alla storia di una creativa che davvero dimostra di meritare successo, ecco la risposta che ci ha inviato:

    Gentile Giorgio,
    Innanzitutto grazie per l’interessamento nel mio progetto.
    Ti accenno in breve il mio percorso per arrivare fin qui!
    Sono una progettista di 28 anni, ho studiato disegno industriale a Genova ho vissuto per un po in Spagna e poi mi sono trasferita qui a Roma.
    Dopo aver lavorato alcuni anni per designer e architetti ero stanca di essere sottopagata e sfruttata e ho provato cosi’ all’inizio dell’autunno passato di lanciare un mio prodotto, (è un po l’obbiettivo di ogni creativo tra l’altro).
    E’ un passo difficile e coraggioso quello che sto affrontando fortunatamente un po con risparmi e con l’aiuto della famiglia ho iniziato a produrre i primi prototipi e da li ho iniziato.
    andare incontro all’autoproduzione comporta per i primi tempi solo uscite e minime entrate
    e soprattutto essendo io una creativa, mi trovo a dover affrontare il mondo delle stategie di vendita e marketing (che oggi sono piu importanti del prodotto stesso) con non pochi dubbi e perplessita’.
    Non si smette neanche un attimo di pensare ad un nuovo modello un buon banner publicitario ad un indirizzo blog dove pubblicizzare il prodotto. Ho iniziato a sponsorizzare le ocho tramite amici nelle fiere e negozi ma soprattutto costruendomi il sito internet
    ho potuto cosi’ farle visionare al largo pubblico, fondamentale è stata quest’ultima azione perche sono entrata in contatto con enti per la promozione di prodotti creativi e fashion di rilievo che mi hanno dato cosi visibilita’ soprattutto all’estero, C’è da dire infatti che ho potuto stingere buoni rapporti con clientela soprattutto estera. In questo momento sto preparando la piattaforma per l’acquisto delle ocho online.

    Arianna

    Io rilevo in questa testimonianza, che più autentica non si può, 3 criticità interessanti:

    - il mondo del marketing è complesso e fa discutere, anche eticamente, la verità che il marketing conta più del prodotto

    - il sito internet, piaccia o meno, rappresenta un interessante veicolo di lancio di un prodotto, soprattutto grazie alla possibilità , per un creativo, di esprimersi a basso costo e di propiziare il passaparola sperando di partire on-line per arrivare un giorno al proprio punto vendita

    - i giovani lamentano lo sfruttamento da parte delle aziende e reagiscono con sforzi immensi con iniziative proprie, le aziende non dovrebbero sfruttare meglio questi talenti?

    Voi che ne pensate?

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  • Gestire la crisi: il caso dell’incendio De Longhi

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 20 Aprile 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Ne hanno parlato tutti i giornali: mercoledi alla De´ Longhi Treviso un incendio ha devastato la fabbrica, alle porte della città . Il danno è tecnicamente grave visto che è andato distrutto l´80% degli impianti, tra i quali quello delle macchine superautomatiche del caffè è completamente distrutto. A ciò si aggiunge l´allarme ambientale per la nube nerastra che ha coperto il cielo della città e che, provenendo dalla fusione di plastiche e carburanti aziendali, si supponeva contenesse diossina.

    Attivata l´unità di crisi. Tutto un formichiere: i pompieri spengono l´incendio, le assicurazioni stimano il danno, i media riprendono, gli addetti rilasciano interviste telegrafiche, i rilevatori controllano la presenza di sostanza tossiche, i politici pongono la questione in parlamento, la notizia fa il giro e le voci si moltiplicano.
    Ebbene, queste voci…E´ interessante osservare come la questione sia stata gestita da De´ Longhi dal punto di comunicazionale, e vedere se e come questo fatto abbia modificato la percezione del brand e dell´azienda.

    Innanzitutto la rassicurazione ambientale, ´non ci sono pericoli diossina´, a fronte di allarmismi del tipo ´non mangiate la frutta o le coltivazioni locali per almeno una settimana´ oppure ´controlli sulla contaminazione delle acque del Sile´. Poi la rassicurazione commerciale ´il magazzino e la funzione logistica non sono stati toccati e siamo in grado di onorare tutti i nostri ordini´. Poi la rassicurazione organizzativa ´da domani si riprendono le normali attività negli uffici non intaccati dall´incendio. Nel frattempo si sposterà la produzione a Mignagola, che tornerà a regime a fine maggio´. Infine descrizioni simpatiche come ´Bepi De´ Longhi ha visto la sua fabbrica bruciare nel giorno dell´assemblea degli azionisti proprio quando tutti gli indici segnavano una storia di successo: aveva gli occhi lucidi e così via.

    I giornali, tranne qualche esagerazione ambientale, non sembrano penalizzare l´azienda trevigiana, ma le chiacchere che ho sentito sono più pesanti. Prima fra tutte l´antipatia che si è provocata la De´ Longhi a seguito della decisione di delocalizzare in Cina lasciando a casa molti lavoratori. Per non parlare del panico per le polveri velenose. O della stranezza che non siano partiti gli allarmi.

    Di tutta questa vicenda resta a mio avviso comunque una buona gestione della crisis communication, della serie ´povera, che sfortuna!´ piuttosto di un ´ma non poteva stare più attenta?´
    Voi che ne pensate?

    PS: Perchè non fare un´azione di co-marketing con la Vigorsol e il simpatico scoiattolino spegni-incendio??

    Erica Pegoraro per sitiwebmarketing

    Il comunicato ufficiale dell’azienda: http://www.delonghi.it/menu.html

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