• Google VS Microsoft: scontro sull’ Open-ID

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 03 Novembre 2008
    Archiviato in Futuro, internet

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    Provate per un attimo a pensare a quanti servizi online avete accesso tramite degli account e una password: posta elettronica, servizi 2.0 (Faceboock, mySpace, Flickr ecc) home banking, chat, forum, blog e via dicendo. Ovunque si possa eseguire una operazione dettata dal libero arbitrio, in Rete si usa un account, un alter ego virtuale che ci sostituisce all’interno del metaverso.
    Il sistema OpenID servirebbe a semplificare drasticamente l’accesso a tutti i servizi Internet che ci interessano, senza più bisogno di ricordarsi e di digitare user e password: “OpenID è un meccanismo di identificazione. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la propria identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti il protocollo proprietario.”
    Wikipedia.org

    Leggendo queste poche righe va da se che la gestione del sistema è straordinariamente importante per quello che riguarda privacy e sicurezza, a la creazione di uno standard per l’OpenID fa gola a molti, tanto che Microsoft e Google sono in guerra aperta su questo argomento: “Un salto di qualità pressoché alle porte e che fa gola a molti. Su internet siamo tutti cittadini del web, chiunque può farsi una login e password per le migliaia di servizi esistenti senza distinzione di provenienza, religione o genere. Un bacino d’utenza sconfinato dunque, sul quale si giocano gli equilibri di domani. (…) Una nuova guerra tra Microsoft e Google, perché gli utenti registrati sull’uno non potranno usare il proprio ID per accedere ai servizi dell’altro. Si parla già di stagnazione. Dall’altro ci sono tutte le problematiche legate ad una tecnologia nuova: difficoltà d’uso, pericoli di sicurezza, stabilità. In aggiunta poi, molti utenti si chiedono se valga la pena dare ancora la propria fiducia a due colossi che negli ultimi anni hanno saputo mostrare il loro lato più oscuro: censura, controllo, monopolio.” Corriere.it

    Grazie all’immenso potere derivato dal “possedere” tutti i dati personali e sensibili di milioni di persone, la gestione di un protocollo standardizzato non deve essere lasciato in mano ad aziende private.
    Non ha senso sentir parlare di guerra tra Google e Microsoft in un campo com l’OpenID che ingloba la sicurezza dei dati della popolazione di un intero pianeta.
    La gestione di tali sistemi non può e non deve essere in mano ai privati, per non rischiare che le grandi lobby, i grandi gruppi finanziari, si prendano una fetta ulteriore di potere e credibilità a dispetto di tutto il resto.

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  • L’uomo del futuro sarà analogico o digitale?

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 29 Ottobre 2008
    Archiviato in Futuro

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    Come saremo tra 100 anni? (ammesso che ci saremo ancora).
    E’ una domanda che tutti, da sempre, ci siamo posti. Come saremo domani? Come saranno gli uomini del futuro? Come saranno le persone che sono sopravvissute alle violenze procurate al nostro pianeta?
    Uno studio condotto dal Dott. Gary Small, neuroscienziato della Ucla in California, ci dice che il cervello delle persone sta cambiando e sta cambiando in meglio:
    “La ricerca su internet e i messaggi di testo hanno reso il cervello più capace di filtrare informazioni e più veloce nel prendere decisioni. La tecnologia può accelerare l’apprendimento e migliorare la creatività, ma può anche creare nelle persone una dipendenza o generare casi di perdita del contatto con la realtà.

    Ma la cosa interessante non è questa a mio parere: ormai siamo abituati a sentir dire tutto ed il contrario di tutto su Internet e sul nostro cervello.
    La cosa interessante è l’analisi che il dottore fa sull’uomo vincente di domani: “Small sostiene che le persone più importanti della prossima generazione saranno quelle con un misto di capacità tecnologiche e sociali.
    “Stiamo assistendo a un cambiamento evolutivo. I migliori della prossima generazione saranno quelli con capacità tecnologiche ma anche in grado di interagire faccia a faccia”, ha spiegato in un’intervista. “Sapranno quando la miglior risposta a una email o a Instant Message è parlarsi invece che stare seduti e continuare a mandare posta elettronica”.”

    Trovo che sia una analisi realistica: se un individuo riesce a equilibrare avanzate tecnologia con una buona azione sociale, non c’è nulla che tenga.
    Non è un caso che nel mondo hacker, tecnologicamente super sofisticato, non si possa fare a meno della social engineering o ingegneria sociale, che è la cosa più distante dal mondo dall’informatica e dai bit.

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  • Contrastare la crisi attraverso il Web Marketing

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 24 Ottobre 2008
    Archiviato in Web marketing, internet

    Non si può certo negare che l’economia internazionale stia attraversando un periodo particolarmente difficile e che ognuno di noi si ritrovi a fare i conti con l’incertezza e la preoccupazione.
    Il continuo rimbalzare da un mass media all’altro della parola “recessione” non ci aiuta certo a dormire sonni tranquilli e chi, come me, si occupa di marketing, si è ormai reso conto che tutti i mezzi di comunicazione sono stati colpiti dal fenomeno regressivo e che il processo di riduzione degli investimenti è inesorabile.
    Ma valutare attentamente la debolezza attuale dei mercati e agire con prudenza non dovrebbe significare necessariamente ridurre le politiche di comunicazione a puro istinto di conservazione: al contrario proprio una strategia di marketing vincente è in grado di contrastare gli effetti negativi di questa difficile fase economica.

    E’ certamente incontestabile che la recessione economica in atto conduca alla necessità di ricollocare le risorse in maniera più strategica, ma il marketing diventa proprio il settore sul quale puntare per riproporsi, per perseguire quel cambiamento necessario alla sopravvivenza che parte proprio da un nuovo modo di comunicare.

    Come?
    Facendo “rumore”, insistendo con la pubblicità tradizionale e non, ma soprattutto “non”.
    Internet è sicuramente l’ambito più interessante per avviare una vera politica di trasformazione della comunicazione d’impresa.
    E’ necessario sviluppare una forte presenza online: la visibilità è fondamentale in un momento in cui gli utenti utilizzano sempre di più il Web per trovare le aziende, e la visibilità online è più economica di qualunque altra forma pubblicitaria.
    E’ il momento di puntare sulle campagne Web a basso costo e sugli strumenti 2.0, dal blog al social networking.
    Ed è in particolar modo il momento di puntare sul passaparola, ad oggi lo strumento più efficace per promuovere prodotti e servizi, che trova nel Web 2.0 terreno particolarmente fertile.

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  • Facebook versus blog. Il futuro della comunicazione

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 22 Ottobre 2008
    Archiviato in Social Network

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    Ormai quello che si dice in giro è quasi univoco: i social network uccideranno i blog.

    Ma perché questa idea serpeggia per la Rete?

    Fino a non troppo tempo fa, i blog erano visti come la punta di diamante, la parte più avanzata dell’Internet collaborativo, partecipato e “dal basso”. Il punto più estremo dell’ormai noto Web 2.0.

    Poi si è iniziato a sentir parlare di social network, di questi siti che offrono servizi di aggregazione rivoluzionari, che danno la possibilità di essere in contatto, in tempo reale, con una intera comunity.

    Ecco che il mondo cambia e si ribalta di nuovo.

    I blog vengono visti come il vecchio, il passato stagnante della comunicazione verbale e stantia, per altro quasi a senso unico. La gente inizia a dire: “perchè devo commentare un post quando posso partecipare ad una comunity paritaria in cui tutti siamo uguali ed abbiamo lo stesso potere divulgativo?”.

    E Facebook, il social più di moda del momento cresce a dismisura: la gente non parla d’altro che di Facebook.

    Si scambiano informazioni veloci, flessibili e se vogliamo dozzinali: decine di applicazioni rendono la piattaforma completa e potente, consentendo a tutti di sapere tutto di tutti gli altri… in tempo reale.

    Ma proprio nella modalità di informazione risiede il punto forte ma allo stesso tempo debole dei social.

    Se un blog permette di articolare concetti complessi all’interno di un contenitore semplice, i social veicolano concetti estremamente semplici in un contenitore relativamente complesso.

    I network sociali non uccideranno i blog più di quanto i blog abbiano ucciso le testate giornalistiche.

    Il futuro dell’informazione sta nell’integrazione e nel pluralismo della stessa. L’integrazione delle modalità informative sarà il futuro del Web ma niente, almeno per ora, è destinato a morire, ma solo ad evolversi.

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  • Verso il Web 3.0

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 16 Ottobre 2008
    Archiviato in Futuro, internet

    Si fa un gran parlare ultimamente di Web 3.0, da quando Viviane Reding, commissario Ue ai Media, ha annunciato che in Europa è tutto pronto per accogliere questa rivoluzione.

    Se il Web 2.0 ci ha fatto scoprire l’interazione, la condivisione, la collaborazione… gli studiosi affermano che il Web 3.0 ci offrirà una nuova esperienza: quella della personalizzazione.

    Ma come sarà questo Web del futuro?
    Le ipotesi attualmente più attendibili parlano di Web semantico, di Intelligenza artificiale e di Web geospaziale.

    La prima e anche più accreditata ipotesi è rappresentata dal Web semantico, un network che permetterebbe ad ogni genere di dati di potersi collegare tra loro. Significa che non ci troveremo più di fronte a una raccolta di pagine separate che vengono raggiunte attraverso i Motori di Ricerca, ma a collegamenti diretti tra le varie informazioni in grado di generare ogni tipo di servizio: ad esempio un indirizzo stradale inserito in una pagina Web si collegherà direttamente ad una mappa capace di mostrare la sua posizione, evitando di effettuare una ricerca su un sito come Google Maps, la quale sarà a sua volta collegata alla descrizione del percorso o ai mezzi pubblici che consentono di raggiungere la via d’interesse o alla possibilità di impostare il percorso direttamente sul navigatore. In pratica il Web semantico riuscirà a unificare tutte le informazioni in modo che si possa essere sempre collegati ad altre informazioni rilevanti e pertinenti.

    Una seconda prospettiva possibile riguarda la diffusione dell’intelligenza artificiale, cioè la capacità del computer di svolgere ragionamenti caratteristici dell’uomo.
    Un Web capace di interagire in modo quasi umano è piuttosto improbabile, tuttavia esistono tecnologie, come quelle implementate da IBM e Google, che consentono di “prevedere i comportamenti umani” attraverso sofisticati sitemi di data mining in grado di estrarre dati significativi da una miriade di informazioni irrilevanti: ne è un esempio WebFountain che ha consentito di determinare in anticipo i brani musicali più venduti analizzando le tendenze sui social network utilizzati dagli studenti dei college.
    Lo studio delle informazioni che riguardano l’interesse espresso durante la navigazione da parte di un software evoluto sarebbe l’introduzione alla possibilità di trasferire al computer bisogni, gusti e comportamenti.

    La terza prospettiva, infine, riguarda il Web geospaziale (o Web 3D), cioè la trasformazione del Web in una serie di spazi 3D condivisi: si tratta di un sistema di esplorazione geografica delle informazioni, una sorta di mix tra Google Earth, Google Map e Virtual Earth attraverso il quale poter visualizzare ogni angolo del nostro pianeta attraverso mappe dettagliate che possono essere ruotate, inclinate o ingrandite senza soluzione di continuità.

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  • Blogolandia allo SMAU

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 14 Ottobre 2008
    Archiviato in Eventi e fiere

    Blogolandia, il più grande network di urban blog italiano, nato nel gennaio del 2008 e che ad oggi conta oltre 170 blog e più di 320 “editori”, si presenta al pubblico delle grandi occasioni allo SMAU di Milano.
    Nell’ area A14 - Applicazioni Web B2C - alle 16.30 di sabato 18 ottobre Massimo Boraso e Giorgio Soffiato, i fondatori di Blogolandia, introdurranno il progetto e spiegheranno come nasce un’idea 2.0 e come si può sviluppare business nel mercato di domani grazie ad intenet.
    A seguire, il responsabile del progetto Rudy Bandiera, spiegherà quali sono le forze che muovono Blogolandia e ne esporrà la struttura tecnica.

    Per partecipare al meeting Blogolandia sono aperte le iscrizioni a questo indirizzo http://www.smau.it/event

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  • Google Chrome, davvero il miglior browser

    Daniele Bellintani

    di Daniele Bellintani · pubblicato il 13 Ottobre 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

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    A più o meno un mese dal lancio di Chrome, nuovo browser di Google, la domanda che ci si pone è: quale è il miglior browser in termini di prestazioni?
    Per capire come stanno le cose, sono stati fatti numerosi test, per valutare se l’annuncio degli sviluppatori di Chrome di un browser leggero in grado di far risparmiare risorse al sistema con il suo approccio innovativo, fosse veritiero.
    Con l’annuncio a sorpresa di Chrome, (disponibile già da martedì 2 settembre), Google è entrata ufficialmente nella dura competizione tra i browser, che vede già da qualche mese il nuovo Firefox 3 guadagnare stima e quote nei confronti di Microsoft Internet Explorer, tuttora utilizzato dal 75% degli utenti sfruttando il fatto di essere all’interno del sistema operativo Windows.
    Ma Google andrà probabilmente più in là, e Chrome potrebbe diventare una porta aperta in tutti i sistemi operativi Microsoft per un’invasione di nuove applicazioni basate sul Web.
    Alla conferenza di lancio del browser di Big G sono stati mostrati vari test di prestazioni per dimostrare che Chrome era più veloce rispetto a Internet Explorer 7 di circa tre volte per quanto riguarda la visualizzazione di pagine web, mentre arrivava a una velocità addirittura ottanta volte maggiore nel caso di esecuzioni di applicazioni web realizzate in JavaScript.
    Ma si trattava di demo ad effetto create ad arte per la presentazione, o davvero Google Chrome è così veloce? Ed è anche più veloce di FireFox 3.0 o della versione beta del nuovo Internet Explorer 8?
    Quello che risulta da internet e da vari test fatti da numerosi enti di rilievo è che effettivamente Chrome batte in velocità tutta la concorrenza, spesso in modo schiacciante, sopratutto per la gestione dei JavaScript. Naturalmente presenta ancora numerosi bug, come ad esempio la mancata perfetta compatibilità con Gmail, cosa al quanto bizzarra dato che il browser è di Google come il servizio di posta.

    Altra stranezza: leggendo i termini del servizio fornito, balza agli occhi il diritto che Google si riserva di «installare automaticamente aggiornamenti di correzione o potenziamento del browser come bug fix, funzioni avanzate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove» senza alcun controllo da parte dell’utente.
    Comunque nonostante tutto, Chrome ha i numeri giusti per ritagliarsi la sua fetta di utenti nella competizione tra browser, e in maniera ancora più forte, quando sarà lanciata la versione ufficiale.

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