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  • Pubblicità: il Web supera la radio

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 19 Giugno 2008
    Archiviato in Internet e altri media

    Alla fine del 2008 la pubblicità sul Web avrà un posto di riguardo nell’economia complessiva del mercato degli investimenti pubblicitari; lo rileva l’Upa, Associazione che raccoglie le aziende che utilizzano la pubblicità come forma di comunicazione.
    Il Web assorbirà infatti quest’anno 675 milioni di euro (con una crescita del 29,8%) rispetto ai 623 milioni che gli inserzionisti italiani spenderanno per comprare spazi sulla radio (la cui crescita è stimata intorno al 4%).
    Internet supererà quindi la radio, attestandosi come media maturo che a fine 2008 arriverà ad occupare il 6,3% dell’investimento pubblicitario complessivo.
    La televisione, pur rimanendo il media con gli investimenti maggiori (poco meno della metà dell’investimento complessivo, pari al 48,5%), crescerà nel 2008 solo dell’1,6% mentre la carta stampata salirà dell’1,5% a circa 3,3 miliardi di euro coprendo oltre il 30% degli investimenti complessivi.

    Si tratta di dati positivi che testimoniano che nonostante il rallentamento dell’economia, le aziende scommettono sul futuro e considerano la pubblicità un investimento per la crescita del mercato.
    Dati ancora più positivi, poi, se pensiamo all’ascesa del Web a scapito dei media tradizionali, indice che le aziende si sono finalmente rese conto della necessità di innovare non solo i prodotti ma anche i mezzi e gli strumenti di comunicazione.

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COMMENTI

  1. Il giorno 19 Giugno 2008 alle ore 15:36
    Daniele ha scritto:

    Queste sono cose che fanno riflettere…io sono nel “mondo del web” da un anno circa e mi sento di sottolineare alcuni dei passaggi come:

    “nonostante il rallentamento dell’economia, le aziende scommettono sul futuro e considerano la pubblicità un investimento per la crescita del mercato”

    Se c’è un settore dove si continua a spingere e a investire è proprio sul web e la grande massa di gente che questo va a raggiungere.
    Ormai per esempio è veramente raro vedere un “buona” azienda che non ha il proprio sito web pubblicitario.

  2. Il giorno 19 Giugno 2008 alle ore 17:12
    Daniele ha scritto:

    tanto per farci una idea sul giro della pubblicità del web…

    WASHINGTON (Reuters) - Google e Yahoo dovranno affrontano un severo scrutinio da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sul loro nuovo accordo, che prevede la spartizione tra le due compagnie di una parte dei ricavi dalla pubblicità online. Lo dicono esperti dell’antitrust.

    Google, che detiene oltre il 60% del mercato della ricerca sul web, e Yahoo, che ne possiede il 16,6%, hanno annunciato la scorsa settimana di aver stretto un accordo secondo cui Yahoo metterà a disposizione di Google alcuni spazi pubblicitari del suo sito web, in cambio di una parte dei ricavi di tali inserzioni.

    Secondo le due compagnie, grazie a questo accordo gli introiti di Yahoo saliranno da 250 a 450 milioni di dollari nel primo anno, un’alternativa all’offerta da 47,5 miliardi di dollari proposta da Microisoft per una fusione, rifiutata da Yahoo.

    Ma l’affare Google-Yahoo - che le due compagnie dicono “limitato” perché non influirà sulla loro indipendenza - fa storcere il naso ai giuristi dell’antitrust.

    Bruce McDonald, procuratore antitrust al Jones Day, ha sottolineato che l’accordo potrebbe disincentivare la competizione di Yahoo contro Google, perché la compagnia guadagnerebbe anche dalla pubblicità del suo rivale.

  3. Il giorno 04 Luglio 2008 alle ore 16:30
    cristian ha scritto:

    Peccato che nel web l’80% dell’investimento lo facciano 10 aziende. Così facendo il business vero on line, lo muovono 3 web agency in Italia.
    E gli altri operatori di cosa vivono????
    Non mi risulta che questo fenomeno rispecchi anche i media tradizionali….
    Lei che ne dice Pamela??
    Poi lasciamo perdere le percentuali di crescita che fanno ridere…
    Ovvio che 1 su 2 è il 100%….
    Grazie dell’ospitalità

  4. Il giorno 07 Luglio 2008 alle ore 10:45
    Pamela Ferrara ha scritto:

    @cristian
    La pubblicità, come l’informazione, sono sempre a rischio di monopolio. Succede alle forme industriali come, purtroppo, a quelle culturali: la televisione, l’editoria, il cinema.
    Il business della pubblicità su Internet è mosso da poche Web agency allo stesso modo in cui la distribuzione cinematografica è in mano a poche grandi case di successo.
    DoubleClick gestisce circa il 60% del mercato mondiale del “display ad” (fonte: The Washington Times). Su praticamente tutti i portali, siti, blog italiani (e non solo) gira Google AdSense e non esistono programmi pubblicitari ugualmente redditizi.

    La crescita della pubblicità sul Web rimane comunque un dato complessivamente positivo, soprattutto perché indica che le aziende hanno capito che l’investimento pubblicitario va “spalmato” sui diversi media, e non concentrato sulla solita televisione. Al di là di come, e da chi, questo investimento viene gestito, è indice che ci stiamo svegliando.

  5. Il giorno 07 Luglio 2008 alle ore 10:57
    cristian ha scritto:

    Gentilissima Pamela, io ritengo,che la vera crescita di un media venga spinta dalle pmi non tanto dalle grosse major che avendo miliardi di euro da investire, è chiaro che qualche briciola la possono anche dedicare alla sperimentazione dei new media.
    Mia cara, la verità è che al momento il web non può geolocalizzare l’informazione.
    Non esistono portali, prodotti editoriali regionali o addirittura provinciali (nel web) che siano in grado di dare grossi ritorni in termine di redemption.
    Sono moltissime le piccole e medie imprese che hanno la necessità di comunicare in territori limitati, di conseguenza di concentrare il loro obiettivo di comunicazione.L’unica loro chance è ancora il quotidiano o la televisione locale. Starete pensando… si potrebbe fare una campagna di seo con delle keywords mirate….
    Ah certo è un’idea….ma se la piccola impresa volesse dei risultati nel breve termine???
    Un saluto a tutti.
    Ciao Pamela… la palla è tua ora…

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