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  • Nuova 500, il sogno condiviso che unisce i media

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 04 Luglio 2007
    Archiviato in Integrazione on-line off-line

    Non è possibile non parlarne. Sono le 23.37 e lo show per il lancio della nuova 500 è in pieno svolgimento. Le cose da notare per chi guarda le televisione e segue internet allo stesso tempo sono moltissime: fiat ha sconvolto le regole, ha trainato un evento per 500 giorni utilizzando l’unico media accessibile per un progetto di questo tipo: internet. L’evento “pesante” si è poi spostato sul più classico dei media: la televisione. I fedeli di internet non sono insoddisfatti, anzi. Alcuni hanno avuto la possibilità di prenotare in anteprima una versione speciale per la rete, e si è addirittura arrivati al commercio di tali privilegi su ebay.

    Un evento crossmediale che sconvolge il marketing: molti parlano di implementazione di politiche di marketing virale, di web 2.0 etc.. ci accorgiamo che il marketing virale è questo, “l’auto dalla gente per la gente”, ma fiat ha abilmente lavorato su questo concetto comunicando la partecipazione e non solo favorendola, ma i blog, alle 23.48 con la 500 sul palco, come reagiscono?

    one web 2.0 la definisce l’auto 2.0, nel frattempo mix on the web regala un bel panorama fotografico della piazza.

    La diretta è al gran finale e in chiave di marketing colpisce il fatto che il lancio fatto di web, pr e integrazione di new and old media, ciò che ci chiediamo è ora: cosa può consentire la riuscita di un evento di questo tipo? Sarebbe stato replicabile, ad esempio, per la smart?

    Le risposte a nostro avviso non possono non considerare:

    - l’eredità del vecchio modello

    - l’innovazione in comunicazione

    - i 500 giorni di costruzione di un mito, un nuovo mito.

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COMMENTI

  1. Il giorno 02 Agosto 2007 alle ore 15:10
    Andrea ha scritto:

    La nuova 500 della Fiat, prodotta a Tychi in Polonia, sarà un flop, forse il più grande flop della storia del settore automobilistico. E sarà ancora più triste per una città , Torino, che continua a subire una politica industriale ottocentesca che vede il mondo in funzione di un serbatoio di benzina, che fa sgommare le Ferrari durante l’inaugurazione dei giochi invernali, che riempie di auto galleggianti un moribondo e attonito fiume Po.
    La nuova 500 è stata pensata per sfruttare il fascino che nell’immaginario collettivo ha ancora la vecchia 500. Ma tra quell’auto e questa non c’è nulla in comune, purtroppo. Perché la vecchia 500 era un’auto piccola, leggera, economica. La nuova 500 non è altro che un’auto come tante ma arrivata in ritardo: rotondeggiante come altre (come la Ford Ka, ad esempio, costruita nello stesso stabilimento polacco che produce la nuova 500), troppo grande e pesante per poter veramente ricordare, magari solo alla lontana, la vecchia 500, e costosa, molto costosa. Perché la gente dovrebbe spendere 21 milioni delle vecchie lire (10mila e 500 euro) o addirittura 40 milioni (una versione accessoriata può costare anche 19mila euro) quando oggi il mercato dell’usato offre moderne auto perfettamente funzionanti a 2 o 3 mila euro? E poi, se proprio vogliamo andare sul nuovo, conviene aspettare: sul mercato europeo sono in arrivo auto low cost di ottima qualità a qualche migliaio di euro.
    Ma questo è il meno. Il difetto più grande della nuova 500 è che va a petrolio. Già , perché il petrolio si sta esaurendo e costerà sempre di più. Ha senso presentare una stufa come l’auto del futuro? In Italia e in Europa gli automobilisti fuggono dalla benzina, sempre di più acquistano auto con impianti a metano, a gpl (che nonostante sia un derivato del petrolio ha un prezzo nettamente inferiore della benzina), mentre i veri pionieri del settore, come Tesla Car (in joint venture con Google), investono nell’elettrico.
    E quindi siamo alle solite. Tra tante TAV, Mose, rigassificatori, inceneritori, centrali nucleari, ci mancava solo la cerimonia da milioni di euro per il lancio mondiale di una stufa a petrolio. Peccato per la Fiat, che ha perso l’ennesima occasione per inforcare un bel paio d’occhiali e guardare al futuro. Per vedere che magari la nuova 500 esisteva già da qualche mese, per opera di un gruppo di normali cittadini italiani, Ugo Bardi, Pietro Cambi, Massimo de Carlo, Corrado Petri, che hanno montato un motore elettrico su una vecchia 500 e sono riusciti a farsela omologare. Risultato? Velocità massima di 90 km/h (ideale sia per la città sia per salvare migliaia di vite umane), ripresa eccezionale superiore alle auto a benzina, si ricarica a casa nella presa elettrica, e con 1 euro fa 100 km.

    Link:http://www.youtube.com/watch?v=p1W757i_cD4

    Con l’avveniristica auto sabauda, con 1,3 euro compri un litro di benzina e fai 20 chilometri. Questa sarebbe la “nuova 500″?
    Possiamo consolarci sapendo che al Salone di Tokyo, in ottobre, debutterà la versione Abarth da 135 Cv? Possiamo solo chiederci: quanti genitori piangeranno i loro figli? Un’ultima osservazione, quella sulla equidistanza. La politica dovrebbe tenersi equidistante da tutti gli operatori economici, imprenditori, industriali. I politici facciano i politici, gli industriali gli industriali. E’ per questo che la presenza del mondo politico alla festa aziendale sul Po (Prodi, Rutelli e Chiamparino solo per fare qualche nome) suona totalmente scandalosa, perfino illegale. Il fatto è che non si è ancora determinato se si tratti di favoreggiamento o di circonvenzione d’incapace.

    Dopo tutto quello che la Fiat ha preso e preteso in Italia (con servilismi vari in telegiornali, giornali radio e quotidiani, che esaltano quotidianamente le virtù della nuova 500), dopo aver voluto piegare il Paese alle proprie mire espansionistiche piuttosto che fornirgli automobili di qualità , la 500 la produrranno operai polacchi? Gli stessi che stanno minacciando uno sciopero, per chiedere un aumento di stipendio? Proprio quelli.

    link: http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=businessNews&storyID=2007-07-06T142624Z_01_L06910408_RTRIDST_0_OITBS-FIAT-OPERAI-SCIOPERO.XML

    Insomma, poveri noi. Mentre la casa automobilistica indiana Tata sta per varare motori ad aria compressa,A-R-I-A C-O-M-P-R-E-S-S-A!!!i giapponesi stanno studiando batterie “biologiche” per sostituire quelle “chimiche”, la Honda e la BMW stanno sperimentando celle a idrogeno e tutto il mondo guarda speranzoso a nuove tecnologie meno inquinanti, l´azienda di cui noi italiani dovremmo andare fieri produrrà una macchina dai profili vecchi, amarcord degli anni Cinquanta, inquinante non meno delle precedenti, e per giunta in Polonia.

    Tutto ciò fa piangere.

  2. Il giorno 03 Agosto 2007 alle ore 10:19
    giorgio ha scritto:

    Ciao Andrea e grazie per il tuo commento. Io credo che la cosa vada distinta su due piani:

    - mediatico: il successo è indubbio. Credo che canale 5 abbia fatto uno scambio interessante garantendo la diretta e prendendosi abbondanti minuti di spot superpagati. Sono stati in pochi a parlare subito di flop ma se lo è è un flop di prodotto, non mediatico. Dal punto di vista marketing è stato fatto tutto bene, innovazione incrementale (non radicale come giustamente dici), ottimo packaging ed eccellente lancio. Per intenderci la nuova smart è polverizzata e le vendite danno ragione a 500 (ho letto di sfuggita ieri sulla gazzetta ma al momento non ho numeri comunque gli ordini sono positivi)

    - di prodotto: qui sono d’accordo con te. All’innovazione di marketing non si accompagna una novità di prodotto e tutta la rivoluzione ecologica possibile non viene implementata. Colpa delle lobby? Solo una nota: l’accusa è però da rivolgere a tutto il settore automobilistico, non solo a 500 non credi? Quanto alle forme a mio avviso, ma è un parere personale, l’auto è bella. Concordo sul fatto che non si è rischiato molto ma ti assicuro che la leggerezza della 500 del ‘60 corrisponde ad una scomodità e gestione degli spazi che ad oggi sono sostituite da una vettura comoda e ampia, e non molto più grande. Sono un tale nostalgico della vecchia che ho acquistato quella di mia nonna e mi sono presentato al lancio proprio con quella.. a mio avviso però in termini di mass marketing non si poteva far meglio. Resta, come tu dici, il grossissimo problema legato al prodotto, ma in questo caso l’accusa va generalizzata. (anche se è vero che 500 avrebbe potuto dare una bella spinta)

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