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  • Biocarburanti

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 16 Maggio 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

    grano1024.jpgLeggo spesso articoli sull’ambiente; i biocombustibili sono spesso indicati come combustibili ecologici che dovrebbero limitare l’effetto serra e ridurre la CO2 in atmosfera.
    Mi piacerebbe davvero molto se fosse davvero così.
    In realtà la loro combustione genera CO2 proprio come l’uso dei combustibili fossili e contribuisce a riscaldare il pianeta.
    Il vantaggio è che vengono prodotti dalle coltivazioni, quindi è un energia rinnovabile che alla lunga potrebbe liberarci dalla attuale dipendenza dal petrolio. Basta e avanza come motivazione per investirci in studio e ricerca ma non ci salveranno di sicuro dall’effetto serra.

    Poi la FAO denuncia il fatto che queste coltivazioni tolgono spazio alle altre destinate a sfamare i poveri.
    Un pieno medio di etanolo ad esempio equivale a circa 230Kg di mais consumato per produrlo.
    Sarà maggiore la fame di energia dei paesi industrializzati o quella di cibo dei paesi destinati a produrre i biocombustibili?
    Io vedo i biocombustibili come un passo verso un mondo più indipendente dal petrolio ma non certo un mondo meno inquinato.

    Michele Ferrara

    Commenti: 2 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

COMMENTI

  1. Il giorno 09 Giugno 2008 alle ore 11:13
    Leonardo ha scritto:

    Concordo con Michele ma aggiungerei tre osservazioni:
    1. l’utilizzo dei biocombustibili non contribuisce all’effetto serra poichè il rilascio di biossido di carbonio durante la combustione viene controbilanciato dall’assorbimento della stessa da parte delle nuove coltivazioni in fase di crescita
    2. i vegetali da cui ricavare biocarburanti devono essere trattati con consumo di energia per cui il rendimento migliore si ricava con processi produttivi ottimizzati ancora in fase di studio
    3. l’utilizzo di coltivazioni adatte all’uso alimentare su terreni produttivi è dannoso per i motivi che Michele ha ricordato ma ci sono vegetali non pregiati che crescono in terreni poveri e poco irrigati (ad esempio il sorgo), in questo caso verrebbero utilizzati terreni attualmente non destinati all’agricoltura.

  2. Il giorno 10 Giugno 2008 alle ore 16:45
    cicciobagigia ha scritto:

    Aggiungerei che ci sono biocombustibili di diverso tipo. Il futuro è nei biocombustibili di terza generazione, ricavati da scarti di lavorazione di aziende agricole. Per ricavare risorse utili da scarti.

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