Negli ultimi anni, anni di crisi e di travaglio cultural-finanziario, una sola cosa è riuscita ad avere successo a prescindere dalla congiuntura: i videogame.
Il mondo videoludico infatti è stato capace di rinnovarsi continuamente partendo da semplicissimi giochi, quasi sempre di tipo sportivo, fino ad arrivare a giochi con una grafica ed una fisica praticamente reali.
L’ultimo passo evolutivo nell’ambito del gioco da salotto sono state le console che hanno cambiato il modo di percepire il gioco rendendolo “cosa di tutti” e non più di nicchia come invece furono i primi game per computer indirizzati ad un pubblico giovane.
Quella che fino ad oggi è stata considerata l’evoluzione finale delle console è certamente la Nintendo Wii, la prima macchina ad avere superato il limite fisico imposto da un controller, per rendere il corpo, in carne, ossa e movimenti, il vero protagonista delle partite.
Il giocatore impugna il controller, lo muove e l’avatar, l’alterego digitale nel televisore, segue i movimenti del giocatore stesso: semplice e preciso. Una rivoluzione.
Ma, lasciandoci andare ad uno sforzo di fantasia, pensiamo di non dover impugnare niente, pensiamo che sia la macchina ad interpretare i movimenti che stiamo facendo e pensiamo che la console estrapoli le nostre movenze e li digitalizzi sulla nostra TV.
In questo modo potremmo muoverci liberamente nello spazio, e tutto quello che è movimento reale diverrebbe movimento virtuale: di fatto, i controller saremmo noi.
Fantascienza?
No, a quanto dice Microsoft, che pare aver capito che il mondo dei Sistemi Operativi non è più il futuro quanto invece il mondo ludico dei videogame, ed ecco nascere il “Project Natal”.
Per Project Natal si intende qualcosa di estremamente rivoluzionario nel concetto del gaming. La Xbox 360, infatti, potrebbe dotarsi di una sorta di webcam in grado di rilevare i movimenti del giocatore e, grazie a questi, avviare una interazione diretta con il personaggio.
L’avatar potrà relazionarsi con il giocatore o impersonare il giocatore stesso, rendendo comunque il gioco similare all’esperienza Wii, ma senza alcun controller in mano: è tutto messo a punto dalla videocamera posizionata frontalmente al giocatore.
Se il giocatore calcia l’avatar calcia, se il giocatore salta l’avatar salta: la materia ed il movimento influenzano il digitale come non era mai successo prima, facendo diventare le persone una fusione con la macchina.
E, per finire, non omettiamo le implicazioni che una cosa simile potrebbe avere in campi come la medicina o, perché no, il telelavoro.
Guardate il video e rimanetene allibiti


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