News: News

  • “Itanglese”: aumenta del 773% l’uso di parole inglesi nella lingua italiana

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 29 Maggio 2009
    Archiviato in News
    Tags:

    Un’indagine condotta da Agostini Associati, società italiana attiva nel settore della traduzione, su campione di 58 milioni di parole prodotte da aziende italiane dimostra come sia sempre più diffuso il fenomeno del “Itanglese”.

    Dal 2000 ad oggi, l’uso di termini inglesi nella lingua italiana scritta è aumentato del 773% in base ad una rilevazione condotta su un campione di 58 milioni di parole prodotte da aziende italiane. L’indagine è stata condotta da AgostiniAssociati.it, società italiana attiva nel settore della traduzione scritta che traduce dall’italiano in varie lingue oltre 90 milioni di parole all’anno. Nella classifica delle parole inglesi trapiantate nell’uso comune, i primi 3 posti per frequenza sono occupati dai termini “look”, “business” e “fashion”. Se potesse parlare, cosa ne penserebbe Dante Alighieri?

    Se anche voi ritenete che forse è arrivato il momento di riprenderci la nostra romantica lingua (che tutti all’estero ci invidiano), allora partecipate al mini-sondaggio “Itanglese”: leggete i commenti e lasciateci i vostri che, se desiderate, pubblicheremo in forma anonima.

    Per maggiori informazioni sulla ricerca e sulla nascita del ” Itanglese” visitate il sito www.agostiniassociati.it/itanglese.php

    Commenti: 1 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Smau Business Brescia: Boraso.com ci sarà!

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 21 Marzo 2009
    Archiviato in News

    Il 25 e 26 marzo Smau Business approda a Brixia Expo (padiglione 2), seconda tappa del circuito 2009 di eventi dedicati all’incontro tra i principali fornitori di soluzioni ICT nazionali e locali, gli imprenditori delle piccole e medie imprese e gli operatori del canale locali. Ovviamente Boraso.com non potrà mancare!
    L’appuntamento di Bari ha registrato 4.000 iscritti al sito www.smau.it e oltre 2.100 partecipanti all’evento, di cui il 60% imprenditori di piccole e medie imprese e il 40% professionisti e rivenditori ICT. (Continua a leggere… )

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Cos’è il “phishing” e come difendersi

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 01 Ottobre 2008
    Archiviato in Internet e altri media, News

    Più o meno tutti noi sappiamo cosa sia il “Phishing” ma forse non tutti ne conosciamo in profondità i meccanismi e le minacce intrinseche.

    La suddetta bruttura non è molto conosciuta tra la gente: non se ne ha il terrore come dei virus informatici o cose simili, ma vi assicuro che è molto subdola e pericolosa.

    “Il “Phishing” è un tipo di frode che si attua tramite posta elettronica allo scopo di rubare dei codici personali, solitamente i codici di accesso al conto corrente online.
    Quindi, se non avete accesso on-line al vostro conto corrente state tranquilli, non potrete essere truffati con il phishing.
    Come funziona un attacco di phishing?
    Supponiamo di avere un conto alla “Banca X” sul quale è attivo il servizio di consultazione on-line.
    1) il Phisher (colui che vorrebbe rubarvi i dati/soldi) prepara una pagina web uguale identica alla pagina di accesso al conto della Banca.
    2) Il Phisher invia una mail a molte persone, simulando di essere la “Banca X” e indicando una pagina (logicamente la finta pagina della banca) dove inserire i vostri dati di accesso, tirando fuori le scuse più strane.
    3) l’utente seguendo la procedura indicata nella mail non farà altro che fornire i dati di accesso al phisher, che potrà poi utilizzare il conto corrente per acquisti on-line e quant’altro.

    Logicamente tutte le banche stanno cercando di porre un rimedio, ma come potete capire dalla procedura adottata dal Phisher, la banca non può nulla se l’utente di sua iniziativa segue le indicazioni della mail.
    Quindi, come proteggersi?

    A- Nessuna banca chiederà mai i vostri dati di accesso per e-mail (questo è uno dei rimedi pensati dalle banche)

    B- dato “A”, non è consigliabile seguire i consigli inviati dal Phisher per email

    C- prima di compilare i campi del nome utente e password nella pagina di accesso alla banca, assicuratevi che nell’indirizzo della pagina che state consultando sia ben specificato il nome della banca e che il protocollo sia “HTTPS” (un sistema di comunicazione on-line protetto), ad esempio: la “Banca X” avrà un sito web con indirizzo “https://hb.banca-X.org/accessobanca.php”; difficilmente la pagina di accesso avrà indirizzo “http://www.entrainbanca.com/accedi.php”.

    D- nella barra inferiore delle pagine protette e’ sempre presente l’icona di un lucchetto chiuso;

    E- Generalmente queste e-mail non sono personalizzate, contengono un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi non ben specificati, usano toni “intimidatori” e non riportano una data di scadenza per l’invio di informazioni.

    Un nuovo metodo per rubare dei soldi all’ignaro utente è quello di inviare sms o mms suggerendo di telefonare ad un numero 89-9123456789 per i più disparati motivi.
    Guardandoci bene il numero appartiene alla numerazione 899, cioè un numero a pagamento con tariffe che arrivano anche a 1,80 euro al minuto.
    Anche qui, l’unico consiglio valido è quello più semplice: diffidate degli sconosciuti.

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Anche il papà di Google cede alla blog-tentazione

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 20 Settembre 2008
    Archiviato in News, Web 2.0

    Sergey Michailovic Brin , cofondatore del più grande e potente Motore di Ricerca su Internet insieme a Larry Page, ha lanciato il suo blog personale all’indirizzo http://too.blogspot.com/.

    Se state pensando a qualche anticipazione sulla politica di Google siete fuori strada: quello di Brin è un blog personale, dedicato alla sua vita extralavorativa: non per niente l’ha chiamato “too”, una sorta di seconda versione di se stesso.

    Naturalmente per il suo blog ha scelto la piattaforma di Google, “Blogger”, e l’ha realizzato con una semplicità estrema: impaginazione asciutta, niente grafica, sfondo nero e testo azzurro.

    Dopo anni di gloria, successo e denaro, Brin di cose da raccontare ne avrebbe davvero tante, dalla sua laurea a pieni voti in Matematica e Scienze informatiche presso il College Park dell’Università del Maryland all’amicizia col socio e amico Larry Page all’Università di Stanford, dove nel 1998 venne fondato Google, ad oggi la più grande realtà in espansione sul Web, che ha fatto decollare il suo patrimonio personale fino a  15,9 miliardi di dollari.

    E invece il suo post d’esordio è stato quantomeno inusuale: una riflessione sulla sua possibile predisposizione al morbo di Parkinson, nata dopo aver effettuato un test genetico attraverso il quale ha scoperto una modificazione del gene lrrk2 che potrebbe, in futuro, fargli sviluppare la malattia.

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • L’Unità racconta Blogolandia

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 17 Settembre 2008
    Archiviato in News, Web 2.0

    “Se non sei Marco Travaglio, Peter Gomez o Beppe Grillo e non vieni premiato per il tuo blog al Blogfest ma non vuoi nemmeno essere rappresentato in Rete da Travaglio, Gomez o Grillo puoi farti un blog da te per parlare dei guai che ti circondano, provare a pubblicizzare gli eventi che ti interessano. Questa «necessità» di informazione dal «basso» che invade la Rete è figlia del Web 2.0, cioè dell’idea di una rete collaborativa in cui ognuno dice la sua per dar vita ad un progetto, in questo caso il progetto è l’informazione condivisa.

    Ed è l’idea che sta alla base di Blogolandia, la Rete di blog d’informazione su base comunale nata da un  progetto di quattro specialisti del web. Massimo Boraso, Giorgio Soffiato, Rudy Bandiera e Berardo Matè i quali - dato il successo mondiale dell’informazione in Internet vista dai «comuni mortali» - hanno messo su una piattaforma, un network, insomma, sotto cui riunire un’Italia virtuale con licenza “creative commons” cioè con diffusione libera di contenuti.”

    Leggi il resto dell’articolo di Alessia Grossi a questo indirizzo: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79052

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • L’unità parla di Blogolandia

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 17 Settembre 2008
    Archiviato in Boraso Press, News, Web 2.0

    “Se non sei Marco Travaglio, Peter Gomez o Beppe Grillo e non vieni premiato per il tuo blog al Blogfest ma non vuoi nemmeno essere rappresentato in Rete da Travaglio, Gomez o Grillo puoi farti un blog da te per parlare dei guai che ti circondano, provare a pubblicizzare gli eventi che ti interessano. Questa «necessità» di informazione dal «basso» che invade la Rete è figlia del Web 2.0, cioè dell’idea di una rete collaborativa in cui ognuno dice la sua per dar vita ad un progetto, in questo caso il progetto è l’informazione condivisa.

    Ed è l’idea che sta alla base di Blogolandia, la Rete di blog d’informazione su base comunale nata da un  progetto di quattro specialisti del web. Massimo Boraso, Giorgio Soffiato, Rudy Bandiera e Berardo Matè i quali - dato il successo mondiale dell’informazione in Internet vista dai «comuni mortali» - hanno messo su una piattaforma, un network, insomma, sotto cui riunire un’Italia virtuale con licenza “creative commons” cioè con diffusione libera di contenuti.”

    Leggi il resto dell’articolo di Alessia Grossi a questo indirizzo: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79052

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • 10 anni di Google, re dell’Internet marketing

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 07 Settembre 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, News

    Oggi Google festeggia il suo decimo compleanno.
    Quando il 7 settembre 1998 Larry Page e Sergey Brin, studenti di informatica all’Università di Stanford, decisero di fondare la loro società, non avevano altro che 4 computers, un garage e un investitore che credette in loro e li finanziò con 100.000 dollari.

    Dieci anni dopo Google è diventato un gigante che controlla circa il 40% della pubblicità online mondiale e il 70% della ricerca. E’ uno dei marchi più conosciuti al mondo, ha un giro d’affari annuale di 17 miliardi di dollari, utili pari a 5 miliardi di dollari e un ritmo di crescita del 35%.
    Nel mondo conta circa 19.000 dipendenti a tempo pieno e la capitalizzazione di mercato è pari a 150 miliardi di dollari.
    Non è tutto: essere il motore di ricerca leader gli ha consentito di raccogliere circa 48 miliardi di dollari in annunci pubblicitari online dal 2001.
    I suoi creatori, Page e Brin, a 35 anni valgono circa 19 miliardi di dollari ciascuno, ma hanno ambizioni ancora più grandi.

    Negli ultimi mesi hanno lanciato la loro suite di programmi per aziende, in dichiarata competizione con Microsoft Office, ed è di questa settimana la presentazione del suo primo browser per la navigazione in Internet, sviluppato per contrastare il più utilizzato Internet Explorer.

    L’importanza (ma qualcuno comincia già a parlare di strapotere) di Google è stata ulteriormente messa in luce nella prima parte di quest’anno dal tentativo di Microsoft, poi fallito, di acquistare Yahoo! e ritagliarsi uno spazio nel campo della pubblicità online.

    Dunque Google farà concorrenza a Microsoft o Microsoft farà concorrenza a Google?
    Lo vedremo.
    Nel frattempo Google ha 10 candeline da spegnere.

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi