News: Motori di ricerca e Search Marketing

  • Primi su Google senza trucchi

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 09 Giugno 2009
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, Placement
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    Come far breccia in poco tempo nel cuore dei motori di ricerca senza investire un capitale. E senza barare.

    Continua la pubblicazione delle MiniGuideWeb di Boraso.com, freschissimi shot di cultura minima del web per le PMI italiane da trangugiare durante la pausa pranzo. “Primi su Google senza trucchi” (SCARICA DA QUI) è una MiniGuidaWeb per chi voglia far crescere il proprio sito e vederlo salire nelle pagine di ricerca di Google senza spendere un patrimonio e senza ricorrere a trucchetti ormai inefficaci e controproducenti.

    Non basta un sito perfetto per scalare il web e le pagine dei motori di ricerca. Non basta ma è indispensabile, ovviamente, perché senza un’ottima piattaforma, perfettamente ottimizzata e indicizzata, non si va lontano. Avere l’aiuto di un esperto SEO è indispensabile per emergere, ma occorre mettere in preventivo la necessità di fare di più. Insieme a lui ed in prima persona.

    Occorre lavorare quotidianamente, aggiornare il sito e comunicare argomenti e competenze nuove. Occorre crescere e non fermarsi mai, nella vita, nel lavoro e nel web. Crescere senza trucchi, ovviamente, perché il web di oggi i trucchi non li tollera e anzi li punisce.

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  • Web e Aziende 2.0 un binomio in evoluzione

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 18 Maggio 2009
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, Web 2.0
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    Esserci non basta, occorre essere parte attiva.

    SCARICA IL DOCUMENTO COMPLETO - Lo abbiamo scritto in molti post e non perdiamo occasione di ribadirlo: il web è cambiato e occorre comprendere le nuove dinamiche e “adeguarsi” alla svelta, per non perdere un treno importante ed uscire dalla crisi che sembra non voler finire. Eppure la fine del tunnel non è lontana (molto meno di 2.0 km…) e sforzandosi un po’ la si vede chiaramente, appena dietro la curva che ci ostiniamo a non voler percorrere, chissà perché. Forse soltanto perché non sappiamo che là dietro ci attendono la luce e l’aria fresca.

    Il web è cambiato perché è cambiato il mondo, la gente, i gusti e le necessità, le aspettative, le “regole d’ingaggio”. La scelta non è più tra “esserci o non esserci”, perché il web ti tira dentro da solo, che tu lo voglia o no. Sul web ci sei già e la differenza è semmai tra comunicare ed essere parte attiva o subire la comunicazione fatta da altri, buona o cattiva che sia. E dal momento che si è sul web non si può rinunciare ad esserci bene, a sfruttarne le potenzialità e a ridurre al minimo i rischi, accettando la sfida e mettendosi al centro.

    La sfida che Studio Boraso.com sta portando avanti assieme ai suoi clienti, studiando l’oggi e progettando il futuro, si chiama Web Marketing ed è un decathlon che si disputa su campi diversi e con differenti strumenti. Una “competizione” che richiede competenza, dinamicità, elasticità e costante applicazione, ma che si può (e si deve) vincere, giorno dopo giorno. In questo documento ancora una volta spieghiamo come, invitando le aziende a confrontarsi con noi e a richiederci consulenza e a confrontarsi con noi.

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  • Google in down. Il motore si ammutolisce e il panico serpeggia

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 03 Febbraio 2009
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, Web 2.0, internet
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    Chi ha usato Google nella giornata di sabato 31 gennaio, facendo una ricerca di qualunque tipo, è probabilmente incorso in questo messaggio: “Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer”.
    A seguito del rilascio di una patch di aggiornamento della lista di indirizzi web noti per essere portatori di software malevolo, è stato erroneamente incluso anche l’indirizzo “/”, che ha così di fatto incluso qualunque cosa fosse stata scritta dopo, comprendendo quindi tutti i siti del mondo ed identificabili come potenzialmente pericolosi. hardwaregadget.blogosfere.it

    Il disservizio è da imputarsi ad un errore umano ed anche se l’origine della lista degli indirizzi non è ben chiara c’è spazio per una riflessione su questa vicenda.
    Tutta la Rete, tutti gli angoli di Internet, hanno parlato di questa cosa: nemmeno dell’elezione di Obama si è parlato tanto.
    Ora, se è vero come è vero che Google da dei servizi straordinari, ha semplificato il modo di vivere Internet, identifica in pieno il Web 2.0 e si pone come azienda leader e da imitare a livello planetario, è anche vero che ormai è un quasi assoluto monopolista e la cosa rischia di avere delle curiose ripercussioni.
    Ricordo che quando iniziai ad usare Internet le possibilità di ricerca erano molteplici: da Yahoo! a Lycos, da Altavista fino all’italianissimo Arianna vi erano molte possibilità per “surfare” in Rete: se si doveva fare una ricerca la si poteva fare su un sacco di motori diversi.
    Oggi questi motori esistono ancora ma sono virtualmente, almeno come motori, estinti e questo è dovuto alla genialità degli informatici di Mountain View che sono riusciti a creare un algoritmo ricerca efficace, ma così efficace da spazzare via la concorrenza.

    Oggi bastano 50 minuti di Google in down per mandare a catafascio le search di mezzo mondo e con loro il business allegato: se si cerca e non si trova l’inserzionista non ha visite e non guadagna, ergo una reazione a catena che porta verso una spirale di panico.
    Ora, se Microsoft è sempre stata cosiderata il “male oscuro” perchè unica monopolista si sistemi operativi del pianeta, Google, evitando i passi falsi fatti dalla casa di Readmond, sta scansando ormai da anni questo appellativo.
    Allo stesso modo è bene prendere coscienza di un fatto, che per sua natura non è congetturale e quindi incontrovertibile: Google è un monopolista assoluto e non ha, ad oggi, rivali in grado si scalfirne la supremazia.
    Da questo possono partire dibattiti di ogni tipo, ideologie complottiste, spy story e via dicendo, ma l’importante è che i dibattiti partano da un dato di fatto del quale è giusto avere coscienza.

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  • Google: Internet a due velocità distinte?

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 15 Dicembre 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, internet
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    Sul blog di Repubblica sta girando in queste ore la notizia secondo la quale Google stia contrattando con le compagnie telefoniche americane per avere una “corsia preferenziale” nella velocità delle connessioni:
    Google sta trattando con le compagnie di telecomunicazione americane per ottenere che il suo traffico sia considerato “prioritario” sulla rete. Quindi addio Neutralità della rete? La notizia non è confermata ma è praticamente certa. Per certi versi sarebbe meglio che non lo fosse: se non altro perché Google ha sempre combattuto contro ogni forma di corsia preferenziale.” repubblica.it

    La notizia a quanto si legge non è ancora confermata ma visto che a renderla nota è stato il Wall Street Journal c’è da aspettarsi che almeno un fondo di verità ci possa essere.
    Se la faccenda fosse confermata saremmo davanti ad un paradosso informativo di tutto rispetto: Google, motore stesso dell’informatizzazione e della rivoluzione digitale, nonché baluardo della Rete democratica, si pone con forza in una situazione di abuso di posizione dominante, che porterebbe di fatto tutte le altre aziende dispensatrici di servizi online ad essere in secondo piano fin dalla loro nascita.
    In pratica l’unico baluardo che Internet continua a mantenere, e cioè la democrazia intrinseca della velocità delle informazioni, verrebbe meno e la “legge del più forte” sarebbe la nuova forma di business da seguire.

    Nei fatti non importerebbe più la qualità di un prodotto, la struttura di un sito o le ricerche SEO: tutto questo sarebbe annichilito di fronte alla non raggiungibilità di un dato servizio per via della poca quantità di banda.
    Di cuore, speriamo che questa informazione venga smentita e ci auguriamo che Internet continui ad essere un posto nel quale tutti, almeno all’inizio della propria attività online, siano uguali.

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  • Nuove frontiere per il Search Marketing: si cerca per brand

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 23 Settembre 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Sono sempre meno gli internauti che immettono nei Motori di Ricerca termini generici, come ”last minute” o “fotocamere”, e crescono sempre più quelli che effettuano le ricerche per nome o per brand.
    Lo afferma Hitwise (società del gruppo Experian specializzata nel monitoraggio della comunicazione su Internet), che ha rilevato come tra i 2000 termini ricercati su Internet l’88% abbia riguardato brand o nomi (di società o prodotti), contro il 65% rilevato nel 2005.

    Dallo studio si evince anche che la classifica dei nomi più ricercati è molto frammentata, con nessuno di essi che supera l’1,5% delle interrogazioni: il primo per percentuale di ricerche è Facebook (1,4%), che precede di poco i siti dei brand mondiali più noti e dei portali e-commerce come eBay.

    Il 91,3% dei navigatori spesso approda sul sito ufficiale del brand dopo avere visitato altri siti che i Motori di Ricerca presentano quando contengono riferimenti al nome cercato, e che in molti casi invogliano a visitare siti alternativi a quelli ufficiali.

    La propensione, oramai predominante, di effettuare ricerche per marchi o nomi di prodotti si scontra con il fatto che i Motori di Ricerca possono proiettare il navigatore su qualsiasi sito, compresi quelli critici o della concorrenza.
    Una nuova sfida per chi si occupa di Web Marketing.

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  • 10 anni di Google, re dell’Internet marketing

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 07 Settembre 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing, News

    Oggi Google festeggia il suo decimo compleanno.
    Quando il 7 settembre 1998 Larry Page e Sergey Brin, studenti di informatica all’Università di Stanford, decisero di fondare la loro società, non avevano altro che 4 computers, un garage e un investitore che credette in loro e li finanziò con 100.000 dollari.

    Dieci anni dopo Google è diventato un gigante che controlla circa il 40% della pubblicità online mondiale e il 70% della ricerca. E’ uno dei marchi più conosciuti al mondo, ha un giro d’affari annuale di 17 miliardi di dollari, utili pari a 5 miliardi di dollari e un ritmo di crescita del 35%.
    Nel mondo conta circa 19.000 dipendenti a tempo pieno e la capitalizzazione di mercato è pari a 150 miliardi di dollari.
    Non è tutto: essere il motore di ricerca leader gli ha consentito di raccogliere circa 48 miliardi di dollari in annunci pubblicitari online dal 2001.
    I suoi creatori, Page e Brin, a 35 anni valgono circa 19 miliardi di dollari ciascuno, ma hanno ambizioni ancora più grandi.

    Negli ultimi mesi hanno lanciato la loro suite di programmi per aziende, in dichiarata competizione con Microsoft Office, ed è di questa settimana la presentazione del suo primo browser per la navigazione in Internet, sviluppato per contrastare il più utilizzato Internet Explorer.

    L’importanza (ma qualcuno comincia già a parlare di strapotere) di Google è stata ulteriormente messa in luce nella prima parte di quest’anno dal tentativo di Microsoft, poi fallito, di acquistare Yahoo! e ritagliarsi uno spazio nel campo della pubblicità online.

    Dunque Google farà concorrenza a Microsoft o Microsoft farà concorrenza a Google?
    Lo vedremo.
    Nel frattempo Google ha 10 candeline da spegnere.

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  • Google pronto ad indicizzare contenuti in flash

    Daniele Bellintani

    di Daniele Bellintani · pubblicato il 27 Agosto 2008
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia, Motori di ricerca e Search Marketing

    Ottima notizia per tutti i webmaster che utilizzano flash.
    Google ha reso noto che sta lanciando un fondamentale cambiamento all’algoritmo di ricerca, integrandolo con la tecnologia “flash reader” messa a disposizione da Adobe, società che possiede il famoso applicativo software.
    Grazie a questa “partnership” tra Adobe e Google, il motore californiano sarà in grado di leggere il testo e seguire i link all’interno della trama in flash.

    I contenuti tagliati fuori dagli indici dei motori di ricerca a causa del flash “illeggibile” da parte dei robot di Mountain View, sono davvero molti.
    Questo è stato il maggior limite di Google e degli altri motori di ricerca, superato il quale il motto “only the sky will be the limit” sarà più vicino ad essere realtà, per questa azienda incredibile che ha rivoluzionato il web.

    Adobe fa sapere che la tecnologia che sarà supportata nell’algoritmo di Google sarà ceduta anche a Yahoo!. Saranno bravi in egual misura ad applicarla? Stiamo ad osservare.
    Comunque a breve vedremo i due leader del mercato indicizzare contenuti di ogni tipo. “No more limits” per questo web che diventa sempre più un oasi di libertà e di collegamento mondiale.

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