News: Motori di ricerca e Search Marketing

  • Sitelink di Google: nuova frontiera per il marketing online

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 18 Agosto 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Vi sarà capitato, cercando un sito su Google, di trovare un risultato come quello che vedete nell’immagine, cioè un link principale sotto il quale sono presenti diversi altri link che portano alle pagine interne del sito.
    Si tratta dei Sitelink.

    I Sitelink hanno lo scopo di aiutare gli utenti nella navigazione, individuando un percorso più rapido che consente di risparmiare tempo e ti trovare velocemente le informazioni cercate.

    Come si ottengono i Sitelink?
    Attraverso alcune caratteristiche del sito, come un dominio popolare, molti link in entrata da siti di qualità, una struttura di navigazione semplice e immediata, un numero rilevante di ricerche, pagine interne popolari e visitate alle quali far corrispondere i Sitelink.

    Il processo di assegnazione dei Sitelink è molto lento perchè Google ha bisogno di raccogliere molti dati sul sito in oggetto.
    Nessuna scorciatoia?
    Non è detto.
    Google stesso dichiara che attualmente i Sitelink sono automatizzati e che sta lavorando per migliorarne gli algoritmi ma che, in futuro, potrebbe prendere in considerazione le richieste dei Webmaster.
    Può essere quindi che in futuro verrà data ai Webmaster la possibilità di segnalare i Sitelink del proprio sito.

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  • Si guadagna a fare il Consulente Internet? Esperto SEO chiude.

    Oggi mi è arrivato un Comunicato Stampa (che vi riporto quì sotto) di un collega esperto Internet in Web Marketing che ha deciso di chiudere baracca e burattini.
    Pubblicato il 10/07/2008 | da Emanuele Tolomei
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    Esperto Seo Chiude
    Sono anni che lavoro almeno 15-16 ore al giorno senza ottenere risultati decisivi, sicuramente non sono per niente un bravo imprenditore. Ciao a tutti

    Nonostante mi sia affermato in campo nazionale nel mio lavoro, continuo ad avere difficoltà nel percepire guadagni adeguati al valore che porto alle aziende.
    Ma la verità è che oggi mi hanno comunicato quanto dovrei pagare di tasse per quello che sto facendo, e è meglio che sorvoliamo.
    La cifra equivale più o meno a quanto ho fatturato in tutto l’anno fino ad oggi. Perchè continuare…
    A questo punto ho deciso di chiudere tutto, tanto non potranno togliermi altro che una vecchia Golf con impianto a metano pagata con tanti sacrifici, e un basso elettrico warwick che ho faticato tanto ad avere perchè è un modello di cui ne hanno realizzati 150 in serie limitata
    Bene il debito verso lo stato rimarrà, ma non ho intenzione di continuare a regalare soldi a questa gente
    Il fatto di avere 33 anni mi limita in tutto e per tutto visto che finora nessuno mi ha mai proposto un’assunzione, e non so se troverò qualcuno che mi assumerà.
    Sono al punto che non riesco a dare un senso a tutti gli sforzi che faccio, e non ce la faccio più, sia emotivamente che fisicamente.
    Mi dispiace di avervi tediato con questo sfogo, ma ne avevo bisogno.. del resto con il lavoro che faccio non mi restano che i miei contatti come amici, sono ormai fuori dal mondo.
    Grazie a tutti e un abbraccio da Emanuele Tolomei

    Autore della pubblicazione:
    Emanuele Tolomei
    Esperto Seo
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    Al di là del discorso tasse che condivido pienamente, sono troppe, esagerate e ammazza-imprese credo che il collega Emanuele abbia toccato un tasto molto delicato, ovvero la sopravvivenza dei tantissimi giovani consulenti in web marketing o delle tantissimi microimprese formate da 2-3-4 ragazzi appassionati di computer che si mettono a fare siti web e internet marketing per aziende e aziendine.
    Ci guadagnano? Si sostengono negli anni?
    La risposta è NO, sono pochissimi quelli che ce la fanno e che guadagnano dignitosamente, tutti gli altri si indebitano, vivono alla giornata, chiudono baracca dopo qualche anno o se va bene riescono a tirarsi fuori 1500 euro di stipendio al mese lavorando 20 ore al giorno per poi ritrovarsi 10.000 euro di tasse da pagare.
    Le cause di tutto ciò sono tante, le principali:
    - Mancanza di cultura d’impresa e immaturità di mercato e imprenditoriale
    - Incapacità commerciale
    - Troppi costi di gestione aziendale
    - Cultura Italiana in Internet ancora bassa, quindi pochi investimenti da parte delle aziende
    - ecc….

    Purtroppo questo è un settore che non avendo costose barriere di ingresso (basta un pc e un telefono), porta in inganno molti giovani appassionati di Internet (quasi tutti….) facendogli credere che basta poco per diventare ricchi e lavorando a casa davanti al computer. Niente di più sbagliato.
    Per stare sul mercato anche in questo settore del Web bisogna fare IMPRESA e per farla, in Italia è un’IMPRESA! Occorre mentalità giusta, conoscenze, saper vendere, soldi, capacità di sopportare stress e lavorare tanto ecc… ecc… ecc…
    Nei miei 13 anni di lavoro in questo settore ne ho viste di tutti i colori….. ma Consulenti Internet o esperti in Web Marketing che abbiamo fatto veramente soldi credo di ricordarmene proprio pochi…..
    Mi piacerebbe essere smentito da qualcuno però….  ;-)

    Massimo Boraso
    www.boraso.com

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  • Quali scenari per il search advertising?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Giugno 2008
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Partiamo da un recente articolo de IlSole24Ore per alcune considerazioni sul mercato del search advertising alla luce dei recenti eventi, in particolare del rifiuto di Yahoo all’offerta di acquisto da 45 miliardi di dollari da parte di Microsoft. Se inizialmente lo scenario poteva sembrare “tripartito” con Google, Yahoo e Microsoft (probabilmente in ordine di importanza) ad operare nel mercato search advertising la realtà ci dice cose diverse, Yahoo “strizza l’occhio” a Google con un accordo per utilizzare strumenti pubblicitari del più grande dei motori sui siti Yahoo USA e Canada.

    (Continua a leggere… )

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  • Mobile social network: google acquisisce zingku

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 30 Settembre 2007
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Non è un mistero l’interesse di google per il mercato mobile, se serviva l’ennesima conferma arriva dall’acquisizione di zingku: un servizio di mobile social networking. Il servizio permette di condividere con altri utenti dati, messaggi ed immagini e sembra che google sia interessatissimo alla cosa.

    Tanto interesse per il mobile è in realtà presto spiegato: se hwupgrade.it offre una motivazione demografica (più persone accedono al telefono rispetto a quelle che accedono al computer), va detto che una ulteriore motivazione sta nella bramosia di mobilità che ad oggi la gente manifesta. La tanto professata convergenza dei device in un unico terminale mobile al momento latita ma è sempre più viva la necessità di servizi avanzati anche in mobilità , questo spinge molti operatori a cercare assiduamente il presidio del settore.

    Esiste una duplice lettura per tale novità :

    - google intende rafforzarsi nel mercato mobile per presidiare i più importanti “hub” di contenuto al fine di inserire le proprie adv mobile in punti strategici

    - una più suggestiva idea è quella che vede google impegnato in queste acquisizioni con scopi più materiali: sarebbero infatti tutte mosse preliminari, preparativi per l’uscita del famoso e misterioso terminale di comunicazione by google gphone (mobile blog azzarda una foto)

    Quale preferite?

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  • Adsense for mobile: e google sbarca sui cellulari

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 20 Settembre 2007
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    google adsense for mobile Ci siamo davvero: google ha lanciato in molti paesi nel mondo la nuova tecnologia di pubblicità per i telefonini: adsense for mobile. La meccanica è la stessa: chi ha un sito web visibile via mobile potrà guadagnare come sempre inserendo adsense in appositi spazi. E sembra che anche per adwords, dopo una fase di testing, sia giunto il momento di passare ai terminali mobili.

    L’innovazione del mobile advertising o mobile search engine marketing era in realtà attesa e le previsioni sono rosee. Tutti concordano nel dire che il terminale del futuro sarà uno strumento che integra la connettività del cellulare e le funzioni del computer, alcuni modelli sono già molto vicini a questo ibrido. Alcune criticità però non mancano, come sottolineato sul blog degli analisti di jupiter research:

    - il contesto di fruizione va necessariamente riconsiderato: se cerco dal computer “dentifricio” probabilmente voglio informazioni sul prodotto, ma se eseguo la stessa ricerca dal mio cellulare potrei in realtà voler sapere dove si trova il negozio più vicino.

    - permane un problema di fruizione legato all’esigenza di creare delle landing page.

    - non è ancora presente in tutte le località la targettizzazione geografica, vero punto di forza di google “classico”.

    - in termini di pricing, costa di più o di meno la comunicazione mobile o quella su computer?

    - se il futuro della ricerca su mobile è roseo, al momento molti non sono pronti.

    - cliccando sull’adsense “pizzeria” è possibile telefonare?

    Questi interessanti spunti ci dicono due cose:
    a) le prospettive sono buonissime
    b) c’è ancora molto da lavorare

    siete pronti ad ospitare google anche sul vostro telefonino?

    per l’immagine: techdigger.com

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  • Gpay, un altro caso skebby?

    La notizia è di quelle che fanno fremere i geek: se le voci su un poco verosimile (per ora) google phone si rincorrono, ben più concrete sono le news in merito ad un sistema di pagamento via sms brevettato da google. Non è una novità assoluta, visto che paypal ha proposto un servizio simile, senza successo. Potremmo essere di fronte ad un altro caso skebby proprio per questo motivo: la tecnologia e il servizio esistono già ma solo un mix di momento storico, comunicazione e fortuna portano al successo un prodotto piuttosto che un altro (pre-esistente).

    Quando si analizza il caso google è sempre necessario guardare con lungimiranza dove l’azienda “vuole andare a parare”: sicuramente i servizi per cellulari sono una delle applicazioni che in futuro faranno la differenza, va detto che pur utilizzando terminali molto complessi è opinione comune che un buon vecchio nokia 6630/6680/6060 con l’applicazione gmail installata è ancora oggi uno dei metodi migliori per leggere la posta in mobilità . Se oltre a questo sistema sarà integrato anche il pagamento via sms il terminale sarà solo un mezzo e non un fine della questione. Lo è stato per l’ipod (mezzo per vendere musica) e lo sarà per il gphone, ma quale modello di business? Concordiamo con la tesi di punto informatico che vede la pubblicità come fonte di guadagno per google. Siamo stati tra i primi siti in Italia a parlare di proximity e bluetooth marketing e proprio questo modello potrebbe essere la chiave del successo che, come si sa, in google dipende dal modello “offri servizi all’utente e fai pagare le aziende”.

    Staremo a vedere, interessante valutare come google pratichi in questo modo un altro screzio a ebay (che controlla paypal) dando vita a quella che sembra ormai una guerra fredda, ma qui più che nelle antipatie si scivola a nostro avviso nei megatrend: le aziende allargano sempre più i propri business ed è normale che esistano delle sovrapposizioni competitive tra chi 10 minuti prima lavorava in partnership, è necessario abituarsi al modello co-opetition.

    Credo che il tema della funzione dei terminali sia tutto da sviluppare, ma sarà a breve importante comprendere anche la struttura della diffusione dell’innovazione, sembra che innovare non basti più per arrivare al successo..

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  • Da Google la cronologia in Italiano

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 03 Agosto 2007
    Archiviato in Motori di ricerca e Search Marketing

    Continua la crescita dei serivizi personalizzati “by google”. Da oggi sarà infatti possibilie rintracciare i siti internet visitati semplicemente accedendo con un account google dalla sezione “login”. Come nei servizi di normale cronologia, è possibile eliminare o disabilitare la funzione per alcuni dei siti memorizzati. Quali particolarità ?

    1) la tecnologia di ricerca google: chi usa gmail sa bene quali siano i vantaggi della profondità della ricerca “powered by google”. Tralasciando ogni commento sulla privacy (ampiamente trattato qui ad esempio), è indubbio come la tecnlogia di google sia la migliore: restituisce ottimi risultati in brevissimo tempo, tanto sul web, quanto tra le proprie mail.

    2) “l’apprendimento” e la personalizzazione della ricerca: una particolarità interessante è legata alla personalizzazione della ricerca che google pratica “studiando” le singole cronologie. Qualche tempo fa, durante una chiaccherata con Stefano Hesse di Google nella stesura della mia tesi di laurea, ho scoperto che una delle novità nei piani del motore è proprio la fornitura di risultati “tailor made” a chi lo richiede (loggandosi): se un individuo ricerca spesso notizie legate al marketing, le future liste dei risultati saranno orientate in base alle preferenze espresse in uno “storico” di ricerche che il motore tiene in considerazione.

    Questo ennesimo strumento messo a disposizione da google si avvicina, per quanto possibile, al database delle intenzioni “predetto” da John Battelle nel suo “The Search“. Viene spontaneo un ragionamento sul “patto” che l’utente sceglie di stringere con google in cambio di un migliore servizio di ricerca. Solo il futuro ci dirà se i pericoli paventati (privacy, privacy, privacy) sono solo dei timori da leadership o se effettivamente, prima o poi, google uscirà allo scoperto con iniziative più “pressanti” meramente orientate al profitto. Personalmente ritengo che non ce sia bisogno..

    Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/CyberNews/?id=1.0.1167359465

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