Segnalo un’interessante intervista apparsa oggi su marketingarena: Thomas Barazza descrive l’iniziativa multimediale Caccia al Ruyi, un esempio di integrazione on line off line al servizio dell’arte e della cultura.
News: Integrazione on-line off-line
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Caccia al ruyi
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Gpay, un altro caso skebby?
La notizia è di quelle che fanno fremere i geek: se le voci su un poco verosimile (per ora) google phone si rincorrono, ben più concrete sono le news in merito ad un sistema di pagamento via sms brevettato da google. Non è una novità assoluta, visto che paypal ha proposto un servizio simile, senza successo. Potremmo essere di fronte ad un altro caso skebby proprio per questo motivo: la tecnologia e il servizio esistono già ma solo un mix di momento storico, comunicazione e fortuna portano al successo un prodotto piuttosto che un altro (pre-esistente).
Quando si analizza il caso google è sempre necessario guardare con lungimiranza dove l’azienda “vuole andare a parare”: sicuramente i servizi per cellulari sono una delle applicazioni che in futuro faranno la differenza, va detto che pur utilizzando terminali molto complessi è opinione comune che un buon vecchio nokia 6630/6680/6060 con l’applicazione gmail installata è ancora oggi uno dei metodi migliori per leggere la posta in mobilità . Se oltre a questo sistema sarà integrato anche il pagamento via sms il terminale sarà solo un mezzo e non un fine della questione. Lo è stato per l’ipod (mezzo per vendere musica) e lo sarà per il gphone, ma quale modello di business? Concordiamo con la tesi di punto informatico che vede la pubblicità come fonte di guadagno per google. Siamo stati tra i primi siti in Italia a parlare di proximity e bluetooth marketing e proprio questo modello potrebbe essere la chiave del successo che, come si sa, in google dipende dal modello “offri servizi all’utente e fai pagare le aziende”.
Staremo a vedere, interessante valutare come google pratichi in questo modo un altro screzio a ebay (che controlla paypal) dando vita a quella che sembra ormai una guerra fredda, ma qui più che nelle antipatie si scivola a nostro avviso nei megatrend: le aziende allargano sempre più i propri business ed è normale che esistano delle sovrapposizioni competitive tra chi 10 minuti prima lavorava in partnership, è necessario abituarsi al modello co-opetition.
Credo che il tema della funzione dei terminali sia tutto da sviluppare, ma sarà a breve importante comprendere anche la struttura della diffusione dell’innovazione, sembra che innovare non basti più per arrivare al successo..
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Pillole di giardinaggio tecnologico
Nella foto non vedete una pianta, bensì un sistema di casse acustiche per la diffusione del suono in prati e giardini. E’ solo una delle simpatiche ed utili (utili?) diavolerie da giardino scovate nel numero di settembre del mensile Jack. Sul sito Dmail è possibile trovare un pluviometro (sensore con vaschetta che misura la pioggia caduta ed aiuta a regolare l’irrigazione del prato), ma anche uno scacciazanzare solare (10 ore di autonomia).
Un “must” tutto americano è il superscreen, schermo gigante gonfiabile grande da 3 a 7 metri, disponibile a partire dalla modica cifra di 2.200 euro garantisce una figurona con gli amici! (www.superscreenusa.com).
Per chi ha il pollice verde ma vuole un aiuto “robotico” basta chiedere: da claber arriva Aquadue, un piccolo computer che gestisce l’erogazione dell’acqua al giardino anche in assenza del padrone di casa. Per l’erba il non plus ultra è Oscar, il robot da giardino da 1.970 euro che con un’autonomia di 3 ore falcia il prato evitando ostacoli e pericoli (www.oscarobot.it); per le siepi meglio affidarsi a bosch isio (www.bosch.it), lo sfoltirami leggerissimo (600 grammi). Per chiudere la tecnologia applicata alla sicurezza, Solarcam è una telecamera che trasmette via radio al ricevitore e si carica col sole, non necessita quindi di alcun cavo (www.nicoshop.it). Facendo un pò di conti, con una cifra tra i 5.000 e i 10.000 euro è possibile far diventare il proprio giardino una “gadget farm” e, forse, risparmiare anche un pò di fatica!Una citazione particolare merita, in termini di marketing, il sito http://www.outdoorspeakerdepot.com/ (che offre tra l’altro il subwoofer da esterno a forma di tronco) da cui è tratta l’immagine “di copertina”: si tratta di un vero e proprio centro di e-commerce per le transazioni di nicchia legate al mercato delle casse da esterno. La lezione in questo caso è legata alle infinite possibilità che la creatività e il web offrono per mercati di nicchia, a quando un corrispondente italiano? E soprattutto a quando un sistema di micro mercati fiorenti come quello ad esempio, anche in Italia?
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Nuova 500, il sogno condiviso che unisce i media
Non è possibile non parlarne. Sono le 23.37 e lo show per il lancio della nuova 500 è in pieno svolgimento. Le cose da notare per chi guarda le televisione e segue internet allo stesso tempo sono moltissime: fiat ha sconvolto le regole, ha trainato un evento per 500 giorni utilizzando l’unico media accessibile per un progetto di questo tipo: internet. L’evento “pesante” si è poi spostato sul più classico dei media: la televisione. I fedeli di internet non sono insoddisfatti, anzi. Alcuni hanno avuto la possibilità di prenotare in anteprima una versione speciale per la rete, e si è addirittura arrivati al commercio di tali privilegi su ebay. Un evento crossmediale che sconvolge il marketing: molti parlano di implementazione di politiche di marketing virale, di web 2.0 etc.. ci accorgiamo che il marketing virale è questo, “l’auto dalla gente per la gente”, ma fiat ha abilmente lavorato su questo concetto comunicando la partecipazione e non solo favorendola, ma i blog, alle 23.48 con la 500 sul palco, come reagiscono?
one web 2.0 la definisce l’auto 2.0, nel frattempo mix on the web regala un bel panorama fotografico della piazza.
La diretta è al gran finale e in chiave di marketing colpisce il fatto che il lancio fatto di web, pr e integrazione di new and old media, ciò che ci chiediamo è ora: cosa può consentire la riuscita di un evento di questo tipo? Sarebbe stato replicabile, ad esempio, per la smart?
Le risposte a nostro avviso non possono non considerare:
- l’eredità del vecchio modello
- l’innovazione in comunicazione
- i 500 giorni di costruzione di un mito, un nuovo mito.
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Perchè internet non li manderà a casa
Sono i markettari vecchio stampo, quelli del ROI a tutti i costi e del cost killing in nome del ROI, quelli che usano la carta e la penna, professano manuali per ogni occasione e non comprendono, anzi snobbano, le nuove tecnologie. Non li manderà in pensione nessuno, nemmeno internet. Si tratta solitamente di 50 o 6oenni potenti, arrivati, pronti a delegare ed umiliare, con budget irrisori, chi dall´IT e dal marketing prova timidamente a proporre un sito più dinamico, un blog, una campagna di web advertising.Non andranno in pensione perchè spesso il largo consumo si regge su altre dinamiche, per cui internet è un buon aiuto ma non un indispensabile compagno. Bilanciano il 4% perso a causa dello shopping on line con un taglio di personale, di costo, o di quantità di merce nella confezione, per loro e i loro obiettivi semestrali non è un problema. Sono fortunatamente pochi i markettari chiusi e ottusi che non le amano, anzi le odiano, queste nuove tecnologie.
Quello che figura come un attacco è in realtà un elogio della lentezza, mascherato però nel rammarico di chi comprende che qualcuno tira indietro, e spesso purtroppo questo qualcuno controlla il denaro, quello vero, quello che potrebbe cambiare le cose. E´ interessante notare come le piccole o medie imprese si dimostrino spesso più flessibili delle multinazionali che, in accezione fordista, non praticano internet come credo positivo, piuttosto lo accettano adottando soluzioni base al limite del ´ siamo solo dove non si può non esserci ma non una parola di più´Le cose però, stanno cambiando, abbiamo parlato in passato di un secondo divide culturale che vede l´internet marketing andare verso il 3.0 ed integrarsi nelle realtà delle aziende più dinamiche tanto da non poter essere più limitato ad internet ma tale da divenire marketing digitale. C´è però un marketing tradizionale che non ha fatto il salto di qualità verso la fase 2, ma continua a reggere alla grande. Saranno solo le svolte generazionali a colmare questo gap. Noi siamo ben felici di tenerci le nostre aziende innovative cercando di capire come andrà a finire, la parte divertente del marketing però, secondo noi, sta nella scoperta, nell´integrazione di questa disciplina con arte, cultura e tecnologia, il ROI verrà , perchè non può non venire, ma è il bello di partire da un altro punto di vista per raggiungere lo stesso risultato che fa di internet un media diverso, il media più invitante, stimolante e innovativo che esiste.
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Sito web: per chi?

Una delle situazioni di maggiore scontro tra chi realizza siti web e chi li commissiona si registra spesso nell´output grafico del sito. Il web design e l´apparenza all´occhio del cliente della home page sono molto importanti ma anche, spesso, difficili da far coesistere nell´accezione gradita al cliente e nell´idea di chi realizza effettivamente il sito.
La domanda è semplice: il cliente ha sempre ragione oppure le regole del web vanno ´ imposte´vista la complessità e la non immediatezza degli effetti delle nostre operazioni?
Mi riferisco in particolare ai famosi siti lampeggianti e brillanti tanto cari ai nostri imprenditori che amano ´ specchiarsi´nei propri domini aziendali, spesso vere e proprie condanne a morte ad opera del giudice google e fonte di disperazione per chi questi lavori li realizza, ben conscio di produrre un sito ´ invisibile´.Oggi flash ed altri espedienti aiutano a far coesistere posizionamento nei motori e animazioni web ma alcune ragioni delle agenzie, come il content management, sono spesso mal digerite dagli imprenditori che vorrebbero un sito metà album fotografico e metà catalogo per rappresentare la propria azienda.
La domanda è quindi la seguente: come far coesistere le esigenze di imprenditori e web designer realizzando un output che piaccia ai motori e ai clienti e nel contempo al committente?
per l’immagine: lavoriincorso.info
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5 motivi non banali per investire in internet nel 2007

Tutti parlano di rivoluzione web, il 2.0, il social bookmarking, la sales forces automation e il community management ma, concretamente, perchè investire su internet? Molte risposte si trovano su molti siti, noi vorremmo provare a dare 5 motivazioni un pò meno banali del solito (oppure dire le solite cose diversamente..) guardando avanti piuttosto che indietro.
1) avete mai detto a qualcuno “Milano Rimini Autostrada” per chiedergli “sai dirmi la strada per andare a Rimini da Milano via autostrada?”
Probabilmente no. Se volete chiederlo ad un motore di ricerca però questo è il linguaggio cui dovete adeguarvi. Da questo si evince che di lavoro da fare ce n’è parecchio e che internet non è una bufala perchè se oggi che ci capisce cosi cosi è indispensabile, immaginate quando saremo davvero in sintoni! Quindi esserci oggi vorrà dire esserci anche quando le cose andranno meglio, ed aver preso un bel pò di vantaggio..
2) Buttate i soldi dalla finestra?
Mi auguro di no. Ma è quello che molti fanno investendo in giornali, tv, etc.. Il problema è che nessuno sa bene a chi vende, e anche chi lo sa non sa come rivolgersi al proprio target. Su internet, ed in particolare nei motori di ricerca, i target sono ben definiti ed è molto più semplice (se ben coadiuvati) risparmiare tempo e denaro ottimizzando le risorse.
3) Avete mai visto un negozio senza porte?
E’ quello che accade a molti dei siti internet italiani. E’ vero che quasi tutti hanno un sito ma molti sono i cosidetti “siti vetrina” in cui si dice “io vendo mele” ma non si da la possibilità di acquistarle.. Ci capita spesso di cercare di convincere (anche senza riuscirci) gli imprenditori della nostra zona sul fatto che un sito fatto male è un sito inesistente.. ma ci sembra sempre di essere il brutto anatroccolo..
4) Vostro figlio guarda ancora la TV?
Se la risposta è no, perchè si rimbecillisce (secondo voi, magari impara) davanti a videogiochi e internet, sappiate che i giovani hanno cambiato mezzo, e non di locomozione. Oggi internet è una seconda casa per loro e se volete parlare ai giovani, questo è il mezzo da scegliere.
5) Vi piacciono i semafori rossi?
Crediamo di no, oggi la pubblicità è interruzione e la gente è molto meno disposta di un tempo a farsi interrompere. Quando cambierete il vostro registratore troverete un tasto nel nuovo telecomando del dvr, il tasto “skip”. Questo simpatico bottone permette di “saltare” la pubblicità durante la visione dei programmi registrati rendendo inutili i 50.000 euro a spot che avete faticosamente speso. Internet è divertimento e creatività , anche in ragione del fatto che costi inferiori permettono di osare di più e qualche volta di sbagliare senza dover piangere per giorni, ecco perchè le aziende si ritrovano partner dei consumatori e gli offrono vero valore.
In conclusione con questo nostro spot a internet vogliamo dire che vale davvero la pena di farci un giro, ogni giorno viviamo un ambiente dinamico, complesso, che offre però moltissime opportunità che non si possono non cogliere..
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