News: Innovazioni e tecnologia

  • Internet sulle automobili dal 2009

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 28 Luglio 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

    Le case automobilistiche stanno facendo a gara per la messa a punto di tecnologie che permettano di portare il Web dentro gli abitacoli delle automobili.

    Già alla fine dell’anno gli americani della Chrysler dovrebbero essere in grado di vendere automobili con Web incorporato e Bmw dovrebbe raggiungere lo stesso obiettivo nel 2010.

    Il sistema Internet sul quale punta la Chrysler è stato elaborato da Autonet Mobile sulla base della tecnologia senza fili wifi, utilizzando per le connessioni la rete cellulare ad alta velocità.

    Naturalmente per motivi di sicurezza e affinché il conducente non si distragga e non corra il rischio di provocare incidenti, la navigazione online dall’automobile sarà riservata esclusivamente ai passeggeri che, durante i viaggi, potranno giocare con i videogiochi online, guardare un film, scaricare musica, scrivere e-mail… fare insomma tutto ciò che si può fare da qualunque computer connesso con la Rete.

    La presenza di Internet in automobile dovrebbe infine consentire anche il controllo della stessa a distanza, per accertarne le condizioni ed eventualmente anche per chiudere portiere e luci… ideale per chi non è mai sicuro di aver chiuso la macchina e gli viene il dubbio solo quando è già arrivato a casa.

    Commenti: 2 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Iphone: mostro o gioiello?

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 15 Luglio 2008
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    In questo periodo non ci si può esimere dal parlare dell’ iPhone, l’ultimo nato di casa Apple che e già divenuto uno status symbol.
    Come ogni oggetto di moda è soggetto a violentissime critiche quanto ad adulazioni squisite: la cosa curiosa è che queste due cose sembrano spesso dipendere più da ciò che l’oggetto riesce a trasmettere, più che dall’oggettività di una analisi dello stesso.
    Molta, moltissima gente, odia o ama un manufatto quando lo stesso è di moda, a prescindere da tutto: ci sono quelli che accusano il “melafonino” di essere solamente uno status e di non valere affatto i soldi che costa. Si sente dire che il fatto che sia di moda è “il male” e che la gente, pur non arrivando alla fine del mese, non può fare a meno di averlo.
    Beh diciamo le cose come stanno: l’iPhone è molto di moda… e allora?
    Il fatto che sia bello, funzionalissimo, ricolmo di tecnologie all’avanguardia e decisamente rivoluzionario non conta? E’ condannabile solo per “la colpa” di essere alla moda e all’ultimo grido?
    Io credo di no e penso che, quando si parla di un oggetto, bisogna cercare di mantenersi più distaccati, lasciando alle cose le proprietà e i difetti che le contraddistinguono.
    Il fatto che una persona non si possa permettere un Porche Cayenne non vuol dire che la reputi una brutta macchina, ne inutile ne tanto meno superflua.
    Ma con gli oggetti tecnologici è diverso: la tecnologia fa paura. Viene spesso interpretata come una magia, una pratica oscura, come qualcosa che non si riesce a capire o che risulta ostica e lontana.
    Allora, per pigrizia intellettuale, non si tenta di capire ma ci si allontana e si fa del sarcasmo, con un atteggiamento di distacco borioso che riempie il nostro ego, sostituendo la frustrazione di non sapere di cosa si sta parlando.
    Ecco che allora ci si tuffa nel turbine del “non serve a niente” e “la gente lo compra solo perché di moda”. Così facendo ci si sente/reputa superiori alla massa, a quel popolino che fa la coda per accaparrarsi un sofisticato ma inutile oggetto.
    Si può discutere sul fatto che le persone vengano colte da isteria e che Apple cavalchi questa onda di pubblicità gratuita, si può anche affermare che l’oggetto in questione è venduto sovrapprezzo in Italia, ma non si può odiare e denigrare il manufatto in sé.
    E’ difficile percepire che un oggetto è straordinario quando non se ne capiscono le caratteristiche, ma è uno sforzo mentale che bisogna iniziare a fare: oggi l’iPhone è il dispositivo più avanzato che uno possa tenere nella propria mano. Che piaccia o no.
    Di contro, a tutti quelli che lo amano in maniera incondizionata ricordo una cosa: è un cellulare. Fa un sacco di cose ma è e rimane un cellulare che costa come una rata del mutuo della vostra casa.

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Recupero energetico: il futuro parte da qua

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 14 Luglio 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

    Viviamo su un pianeta violentato del quale noi stessi, rappresentiamo probabilmente un cancro, una malattia che sta portando il nostro globo alla distruzione e la nostra razza all’estinzione.
    E questo perché? Per l’energia.
    Energia è diventata la parola sulla quale si fonda il pianeta Terra. Le economie, la politica e tutto quello che riguarda il sistema uomo, si basa ormai sulla produzione dell’energia: estrarre più petrolio, implementare l’efficienza del nucleare, imporre il solare e potenziare l’eolico sono le uniche cose che sappiamo/vogliamo fare per poter procrastinare il nostro modus vivendi.

    Ma forse, quello che non abbiamo capito, è che la chiave di volta non sta nell’aumentare la produzione del succo/energia, ma risiede nel mantenerla, uniformarla e trasformarla. Per poi riutilizzarla.
    Se vogliamo dare una svolta al nostro modo di vivere e smettere di essere una malattia per il pianeta, dobbiamo prima di tutto cambiare modo di pensare ed evolverci ad un gradino superiore: dobbiamo abbandonare l’idea che il progresso sia l’aumento della produzione di qualcosa e incentivare il pensiero del recupero, del riciclo e della conservazione.

    Pensiamo ad esempio al calore prodotto dai motori a scoppio, che se imbrigliato e incanalato potrebbe essere utilizzato: il calore è una forma di energia.
    Pensiamo ai passi, ai semplici passi umani su un marciapiede: è una forma di energia virtualmente illimitata che si può sfruttare in maniera relativamente semplice visto che una persona che cammina provoca una vibrazione al suolo. Mille persone che camminano producono una ingente quantità di energia attraverso le vibrazioni prodotte.
    Riflettiamo su un ultimo punto: le automobili che sfrecciano sulle autostrade producono grandi movimenti di aria ai lati della carreggiata. Esistono  già congegni poco invasivi da piazzare ai bordi della strada per poter trasformare questa banale aria, in una fonte energetica. Piccole pale rotanti, in grande numero ai lati della strada, molto semplicemente.

    Ora, questi mezzi sono poca cosa, ma aggiunti al solare, all’eolico odierno, alla forza delle maree e delle onde, possono diventare una fonte enorme e inesauribile.
    Con questi sistemi sostenibili, ogni energia consumata ne libera altra che sublima, viene incanalata e riutilizzata,  senza sprechi e fino all’ultima goccia.
    Questo, aggiunto alla maggior efficienza che si può sviluppare in tutte le macchine del pianeta, porterebbe a una sorta di equilibrio grazie al quale la Terra forse, non sentirebbe più il nostro peso.

    Per sapere di più sulle nuove tecnologie energetiche: http://www.popsci.com/futurecity/home2.html

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • La rivoluzione dei domini liberi

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 05 Luglio 2008
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia, News

    L’ente che ha la responsabilità di assegnare gli indirizzi IP (ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha annunciato la liberalizzazione dei domini.

    Questo significa che presto gli indirizzi Internet potranno terminare con qualunque parola, e non saranno più legati ai paesi (.it, .fr, .uk, …) o al tipo di attività (.com) o all’ente promotore (.org).

    Si tratta di una vera e propria rivoluzione che trasformerà notevolmente il Web, in quanto ognuno di noi avrà la possibilità di scegliere tra un numero infinito di domini, che potranno corrispondere a nomi o a parole di fantasia.

    Da tempo Ebay chiedeva di poter registrare il proprio dominio ma a giovare della novità saranno anche comuni ed enti locali che potranno personalizzare il dominio dei siti istituzionali rendendoli molto più riconoscibili e facilmente reperibili in Rete.

    La libertà non sarà comunque illimitata: per poter creare dei nuovi domini saranno necessarie conoscenze tecniche e i costi saranno ingenti (fino a 10.000 dollari)

    Commenti: 3 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Il VoIP raggiunge il 17% del traffico telefonico nelle aziende italiane

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 26 Giugno 2008
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    Sempre più aziende italiane fanno uso del VoIP (Voice over Internet Protocol), la tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un’altra rete con protocollo Ip, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale.
    Lo rileva una ricerca condotta dall’Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia, tramite un’indagine che ha coinvolto un campione di 6.600 utenti in quattro grandi aziende italiane che hanno adottato sistemi VoIP.
    Secondo le stime, il traffico VoIP ammonta a circa il 17,5 per cento del totale del traffico del segmento business e il personale delle aziende ne fa un uso frequente nell’arco della giornata lavorativa, utilizzando però un set limitato di funzionalità, riconducibili agli usi tradizionali di un sistema di comunicazione.
    Il VoIP, adottato dalle aziende principalmente con lo scopo di contenere i costi, ha subito incontrato il favore degli utilizzatori che hanno preso rapidamente dimestichezza con questo nuovo strumento.
    Anche Giorgio Bertolina, amministratore delegato Italtel, è convinto delle potenzialità del VoIP come opportunità per ridurre i costi delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, come dichiara a Panorama.it: «E’ stato ed è motore per l’innovazione, non tanto in termini tecnologici ma come traino per un nuovo modello di business, in quanto, partito come un modalità alternativa per fare chiamate vocali, è oggi la tecnologia di base per la realizzazione dei nuovi servizi e applicazioni della Unified Communication, capace di integrare telefono, video-teleconferenza e office collaboration. La Unified Communication è un’opportunità di efficienza e risparmio per le imprese, grandi o piccole, e la pubblica amministrazione ed è in grado di migliorare la qualità della vita dei consumatori. Saranno infatti le applicazioni ‘communication-centric’, già oggi richieste dagli utenti, a sostenere la crescita del mercato nei prossimi anni. Non solo per il segmento business, ma anche per quello residenziale».

    Commenti: 2 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Il mouse è morto

    Rudy Bandiera

    di Rudy Bandiera · pubblicato il 23 Giugno 2008
    Archiviato in Futuro, Innovazioni e tecnologia

    Pensando alle grandi rivoluzioni che hanno contraddistinto gli ultimi vent’ anni, spesso si tende a sottovalutare o non menzionare il mouse (http://it.wikipedia.org/wiki/Mouse); è piccolo, poco costoso, di uso quotidiano e comunissimo, e quindi sfugge all’attenzione.
    Il suddetto gingillo è stato il vero motore della rivoluzione digitale: ha permesso a chiunque di interfacciarsi con le macchine, senza l’uso innaturale di comandi e stringhe di codice lanciare attraverso una tastiera.
    Il mouse ha dato la vita alle interfacce grafiche: cartelle e icone, intuitive e semplici da usare, esistono perché c’è quel piccolo oggetto di plastica che permette di farne uso.

    Ma secondo me, il mouse come molte altre geniali invenzioni, è destinato a sparire, e anche relativamente presto.
    Il motivo è presto detto: è un’interfaccia verso un’interfaccia, e quindi è un passaggio in più tra noi e la macchina. La semplificazione dei comandi e l’aumento delle funzionalità dei sistemi, porta il mouse ad essere una reliquia.

    Ma come gestire un computer senza “il topo”?
    Immaginate per un attimo una scrivania, con un monitor da venti pollici incassato circa dove oggi avete la tastiera: figuratevi il monitor inclinato di 45 gradi rispetto il piano del tavolo. Per completare il quadro mentale, pensate a questo venti pollici come un touch screen.
    Lo spaccato di futuro è completo ed è efficace.

    Le cartelle le potrete toccare con le dita
    , ci potrete fare doppio click sfiorandole due volte, le potrete trascinare, cancellare, riprodurre e modificare con solo l’uso delle dita. Il vero “digitale”.
    Due dita tasto destro, un dito tasto sinistro: il gioco è fatto e la nuova rivoluzione delle interfacce tattile è pronta.
    La straordinaria sensazione di naturalità di un simile sistema, è la sua arma vincente: chiunque può toccare una cosa per spostarla, mentre arrivare a capire di doverla toccare attraverso un aggeggio sulla scrivania che a sua volta muove una freccetta, è decisamente meno intuitivo.

    Una volta implementato questo sistema su tutte le macchine in circolazione, i software si adatteranno trovando applicazioni e metodologie di gestione dei programmi del tutto nuove. Effetti trascinamento e “rotolamento” del monitor saranno all’ordine del giorno.
    Il “modello “Minority Report” è vincente anche senza l’uso di guanti per la realtà virtuale: le interfacce tattili sono il futuro verso il quale le aziende si stanno muovendo. Apple iPod Touch e Microsoft Surface docet.

    Commenti: 0 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi

  • Le aziende top in innovazione

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 17 Giugno 2008
    Archiviato in Casi di eccellenza, Innovazioni e tecnologia

    BusinessWeek ha stilato una classifica con le 50 aziende più innovative del mondo per il 2008,
    dalle grandi imprese tecnologiche alle giovani realtà imprenditoriali ancora poco conosciute, suddivise in 3 aree geografiche: Europa, Asia e Nord America.

    Quando si parla di aziende innovative, Apple non può che essere al primo posto, in tutte e tre le aree geografiche, seguita da Google: «Le aziende più forti, durante i periodi di recessione, investono», dice Eric Schmidt, Ceo di Google. Gli investimenti possono essere di vario genere e natura: come General Electric che investe nei mercati emergenti distribuendo l’elettrocardiogramma portatile in India.

    In classifica anche Nokia, Sony, Microsoft, mentre si posiziona al venticinquesimo posto Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg che ormai rientra a pieno titolo tra i “grandi”.

    Queste le prime dieci posizioni:

    1. Apple
    2. Google
    3. Toyota
    4. General Electric
    5. Microsoft
    6. Tata
    7. Nintendo
    8. Procter & Gamble
    9. Sony
    10. Nokia

    Segue un’analisi delle giovani leve in ambito imprenditoriale, che si concentrano nel settore tecnologico e hanno meno di 30 anni, come Rob Kalin, creatore di Etsy, portale di design che consente a chiunque di mettere in vendita creazioni personali e opere fai-da-te o Bret Taylor e Jim Norris, creatori del servizio di microblogging FriendFeed.
    Interessante notare che tutti operano in start-up web, settore che ha ancora molto da offrire, come testimoniano le grandi imprese che acquisiscono piccole realtà: è il caso di StumbleUpOn, fondata dal ventinovenne Garrett Camp e rilevata da eBay lo scorso anno.

    Commenti: 4 - commenta la notiziaInvia ad un amico Invia ad un amico | Condividi