News: Casi di eccellenza

  • Anche Audi punta su Facebook per il suo web marketing

    Come già scritto in passato (es. Web Marketing innovativo: gli esempi di Volkswagen e Jaguar), le grandi case automobilistiche stanno sbarcando convintamente su Facebook per sperimentare nuove forme di comunicazione e di interazione con i propri clienti/fan. Un trend comune a molti per tante diverse interpretazioni, vista la libertà creativa che il mezzo Facebook consente, ma alla base una confidenza notevole nei nuovi social media come strumenti di comunicazione e di aggregazione.

    A differenza di quanto avviene sulla pagina di Volkswagen, in cui l’azienda consiglia agli utenti l’auto ideale in base al profilo Facebook, nel caso dell’Audi c’è un coinvolgimento dei fan (clienti acquisiti e potenziali, estimatori e appassionati, etc.) nella progettazione di automobili che vedranno la luce tra 10, 20 o 30 anni. I video presenti nella pagina illustrano le idee e le convinzioni dei designer Audi e chiedono una partecipazione diretta degli utenti su temi quali “come può la tua vettura giocare un ruolo nel mantenerti connesso al tuo mondo digitale, nel futuro?” o “cosa dovrebbe essere Audi in futuro?”.

    Facebook e gli altri social network rappresentano dunque una grande sfida per i grandi marchi, ma anche (e forse soprattutto) un’ottima opportunità per le piccole e medie imprese. Aprire una pagina su Facebook, l’abbiamo già scritto in “La tua azienda su Facebook in 5 minuti“, è gratuito e non comporta grandi competenze tecniche, ma a monte deve esserci una precisa strategia di comunicazione e di coinvolgimento, altrimenti non porta nulla e rischia semmai di compromettere l’immagine aziendale.

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  • Dalla TV al social network: passa per la rete il nuovo marketing delle grandi aziende

    Di esempi ne abbiamo già fatti molti in differenti settori, su questo blog, ma quello di The Gap, azienda americana leader nel settore dei jeans e dell’abbigliamento casual, merita un piccolo approfondimento. Erano famosi per i loro spot televisivi, quelli di The Gap, ma la loro nuova campagna “Born to Fit” passa completamente per il web e per i social network, con particolare riferimento a Facebook, Twitter e YouTube.

    Una scelta coraggiosa e drastica che dimostra quanto le aziende USA stiano credendo nel web 2.0 e nei suoi strumenti, in grado di avvicinare il pubblico e di instaurare rapporti più profondi e viscerali con il target. Il passaggio tra la vecchia pubblicità e la nuova nasconde infatti molteplici aspetti, spesso poco percettibili o ignorati, ma che rappresentano un cambiamento epocale. Il consumatore diventa supporter e testimonial, abbandona il suo ruolo passivo di spettatore TV e diventa parte attiva in un grande processo di comunicazione a più vie e a più direzioni.

    Quello che The Gap e le altre aziende attive su Facebook stanno facendo, è trasformare il vecchio e silenzioso “parco clienti” in una macchina pubblicitaria di entusiasti fan, pronti a confrontarsi tra loro, a mostrarsi, ad apparire in prima persona, a fruire di un livello di informazione molto più completo e complesso di quello tradizionale.  Non più spot TV da pochi secondi, in grado soltanto di fare immagine, ma un gran numero di contenuti, video, articoli di approfondimento, blog post e molto altro, per costruire un legame nuovo e consapevole tra il marchio ed i propri consumatori.

    Nello specifico, la campagna “Born to Fit” è molto ben congegnata e basata sull’idea del “nati per…”, un “gioco” in cui i testimonial (il designer della casa Patrick Robinson e gli attori Alessandro Nivola e Sonya Walger) raccontano in video cosa sono ”nati per fare”. Ma la pagina Facebook di The Gap consente ai fan di svagarsi in molti modi, ad esempio condividendo consigli per lo stile attraverso Polyvore, un interessante sito che permette di creare “fashion sets” utilizzando le foto dei prodotti messe online dalle più grandi aziende di moda, con relativi prezzi e riferimenti web, oppure caricando foto in proprio. Interessante anche l’applicazione iPhone, chiamata StyleMixer, che permette di giocare con le collezioni dell’azienda, di interagire con gli altri utenti e di ottenere codici sconto quando ci si trova in prossimità di un punto vendita Gap.

    Il web si conferma dunque un oceano di opportunità per le aziende e la creatività è il suo unico limite. Le nuove campagne pubblicitarie debbono consentire interazione con il pubblico, offrire idee e consigli, permettere agli utenti di passare del tempo e di giocare, di confrontarsi tra loro, di diventare in qualche modo personaggi, di dire la loro e di essere protagonisti, esprimendo i propri gusti, le proprie capacità e passioni. La sfida del web è aperta, signore aziende italiane!

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  • Chiquita, una strategia di marketing “10 e lode”

    Ancora un caso di successo di cui vale la pena parlare: Chiquita Italia SpA, leader nazionale nel comparto banane (quota di mercato pari al 45%, fatturato c.a. 180 milioni di euro l’anno), ha lanciato nel 2008 la strategia di marketing web oriented  Il mio 10 e lode, una campagna fortemente social che vede nel sito dedicato www.ilmio10elode.it e nella presenza su Facebook e su MySpace le sue armi vincenti.

    Come già annotato in “E-business, le aziende italiane ancora non navigano“, l’appartenenza ad una multinazionale (l’americana Chiquita Brands International, con sede a Cincinnati - Ohio) rende Chiquita Italia un caso d’eccellenza per la nostra nazione: 10 milioni di euro stanziati in marketing nel 2009, in forte crescita rispetto ai 6,5-7 milioni del 2008 ed una grande fiducia nei social media, nel social network e nel web. La campagna “Cos’è per te 10 e lode?” mira a conoscere gli aspetti “10 e lode” della vita dei ragazzi italiani e lo fa nel luogo più frequentato dal target prescelto: il social web.

    Il sito www.ilmio10elode.it è la migliore testimonianza di quanto l’azienda creda in questi nuovi strumenti di marketing. Un capolavoro di contextual advertising che ha nel dna la formula vincente per attrarre gli utenti e per conoscerne i gusti. Il concept del sito è per certi versi la riproduzione in scala della formula di www.ulike.net, ovvero “dimmi cosa ti piace e ti darò quel che vuoi“. Gli utenti si registrano, compilano un rapido questionario a premi e possono inserire la loro top ten in fatto di musica, film, libri e altro. Concorsi fotografici, estrazioni settimanali di premi ed un ampio spazio alla socializzazione tra gli utenti ne arricchiscono l’offerta. Davvero un bel risultato.

    Un risultato che trova in Facebook e MySpace ottimi alleati e poderosi veicoli di promozione. Come funziona la strategia social di questa campagna? Semplice. Il sito internet è il traguardo, non il punto di partenza (e soprattutto non l’uovo di Colombo in grado di materializzare contatti e business, come pensano troppi imprenditori). Il social web è l’habitat naturale dei contatti e dei clienti, acquisiti e futuri, ed è lì che Chiquita li va a cercare per portarli sul proprio sito. Come? Socializzando, entrando nelle dinamiche del target, stuzzicando interessi e appetiti (del resto le banane sono fatte per essere mangiate) e promuovendo un concetto forte, quello del 10 e lode. Non a caso lo slogan della pagina su Facebook è “diffondi la qualità in tutte le sue forme!”

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  • Schrödinger, una mucca di successo in stile 2.0 su Facebook

    Claudio Gagliardini

    di Claudio Gagliardini · pubblicato il 07 Luglio 2009
    Archiviato in Casi di eccellenza, E-business, Web 2.0, Web marketing
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    Non facciamo che parlarne, del web 2.0 e delle opportunità offerte dai social media, e sempre più spesso, per fortuna, ci imbattiamo in ottimi esempi di un uso convinto e strategico da parte delle aziende. Purtroppo in Italia siamo ancora all’ABC di queste nuove tendenze, ma casi come quello di Sironi Editore e della “Mucca di Schrödinger” fanno davvero sperare un un futuro molto social per la promozione delle imprese.

    La Mucca di Scroedinger di Sironi Editore

    Sironi Editore ha ragiunto su Facebook un duplice obiettivo: da un lato ha creato una community di lettori che ad oggi conta più di 1.200 membri, con i quali comunica e scambia opinioni e idee; dall’altro ha formato un gruppo di aziende disposte a mettersi in gioco (Di Renzo, Editoriale Scienza, Zanichelli) e a regalare libri di divulgazione scientifica. Regalare? Ma come, non si sbarca sui social media per vendere? Certo che si, anche se con tempi e modi molto diversi da quelli tradizionali, ma l’idea di Sironi è quella di coinvolgere i lettori in un gioco utile e stimolante. Non tutti avranno un libro in omaggio, ovviamente, ma chi lo avrà si impegna a “tornare a parlarne” sulla pagina Facebook della Mucca di Schrödinger! Facile e decisamente poco costoso.

    Come funziona il progetto la Sironi Editore lo spiega così: “A turno, mettiamo a disposizione dei fan della Mucca le anteprime delle nostre novità e una selezione del nostro catalogo. Il nostro obiettivo è cercare un contatto informale con chi legge libri di divulgazione scientifica: su questa pagina potrai fare domande ad autori e editor; apprezzare e criticare; chiedere e dare consigli di lettura. [...] Potendo regalare un numero limitato di copie, dobbiamo scegliere a chi spedirle. Così, nella stessa nota in cui lanceremo il libro, faremo qualche domanda per scegliere persone con gusti e opinioni diversi, in modo da preparare una discussione aperta e interessante. Perché l’idea è farvi tornare qui, a parlare di libri!

    Cosa possiamo dedurre da questo esempio? La Mucca di Schrödinger è la prova tangibile che non è indispensabile un top brand per avere successo su Facebook, purché ci sia la disponibilità e la capacità di intrattenere un buon dialogo con il pubblico. La conversazione è il fulcro del successo e il passaparola tra i fan il volano per una redditività continuativa di questo canale. Una redditività continuativa e prospettica. Le grandi companies multinazionali che stanno usando i social media, ad esempio, non stanno dando grande peso al fatturato generato da questi nuovi canali (Dell, ad esempio, ha prodotto grazie a Twitter 2 milioni di dollari nei primi mesi del 2009 a fronte di un fatturato globale che supera i 60 miliardi!) Quel che conta è l’apertura di un nuovo mercato a costi molto bassi; la presenza sui social network è gratuita, occorre soltanto una o più risorse umane in grado di metterla a frutto.

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  • Social media e Aziende, casi di successo: Dell e Twitter.

    Claudio Gagliardini

    di Claudio Gagliardini · pubblicato il 29 Giugno 2009
    Archiviato in Casi di eccellenza, Web 2.0, Web marketing
    Tags: , , , ,

    Continuiamo a dirlo ai nostri clienti e a “predicarlo” in occasione di workshop e convegni: i social media ed il social network offrono grandi opportunità alle aziende, basta solo imparare ad usare i nuovi strumenti a disposizione e comunicare nel modo giusto. Dell, colosso americano dell’informatica per ufficio e casa, è tra le aziende che l’hanno capito e che oggi stanno raccogliendo risultati incoraggianti.

    Già nel 2007 nasceva su Twitter @DellOutlet, frutto di una nuova strategia di marketing orientata al web e basata sui cimguettii” che hanno conquistato il mondo. Oggi di account Twitter l’azienda USA ne conta una ventina, segno che il milione di dollari guadagnato attraverso questo canale nel 2008, cui si sommano i 2 milioni dei primi mesi del 2009, hanno dato linfa, ottimismo e confidenza nel mezzo. Certo, se si confrontano questi dati col fatturato globale dell’azienda (61,1 miliardi di dollari nel 2008, 34° posto tra le Fortune 500), l’impatto emotivo di questa crescita si ridimensiona, ma sono comunque dati degni di nota e di investimento, tanto più in un periodo di crisi come questo.

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  • Il più grande caso di marketing Web 2.0

    pamela ferrara

    di pamela ferrara · pubblicato il 26 Settembre 2008
    Archiviato in Casi di eccellenza, Marketing non convenzionale, Web 2.0

    Il lavoro svolto dal team di Fiat Automobiles, guidato da Luca De Meo, in occasione del lancio sul mercato della Fiat 500 è valso allo Chief Marketing Officer di Fiat Group e CEO uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito manageriale: quello di “Chief Marketing Officer of the Year” 2008.

    Giunto alla sua terza edizione, il “CMO of the Year” viene assegnato ogni anno da una delle società di consulenza nel settore del management globale più rinomate del pianeta, la Booz & Company.

    A valere tanto è stato il lancio della Fiat 500 attraverso il ricorso a “strumenti di marketing innovativi e non convenzionali”, cioè a una campagna nuova nel suo genere che ha puntato sugli strumenti 2.0, sul marketing virale e sul coinvolgimento in prima persona del pubblico attraverso il sito Web “500 Wants You” .

    Il sito, oltre a catalizzare l’attenzione del mercato, è riuscito ad ottenere informazioni utili nella progettazione del prodotto, mettendo a disposizione degli utenti gli strumenti per “creare” la Fiat 500 e riuscendo a raccogliere circa 1,5 milioni di allestimenti realizzati da possibili acquirenti.

    Proprio analizzando gli allestimenti e le esperienze online degli utenti, si è riusciti a comprendere come, per esempio, i colori pastello inizialmente progettati per il lancio non fossero graditi, modificando di conseguenza la produzione.

    Si è trattato del primo clamoroso caso di marketing 2.0 in Italia al quale, speriamo, ne seguiranno altri.

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  • Rigoni di Asiago si lancia in Internet con Studio Boraso.com

    Chi non conosce le famose e  deliziose marmellate Fiordifrutta 100% biologico della Rigoni di Asiago alzi la mano. L’azienda di Asiago, già Leader in Europa nel mercato delle confetture biologiche ha un nuovo obiettivo: diventare Leader anche su Internet cambiando totalmente e radicalmente strategia di comunicazione e marketing, abbracciando in pieno i nuovi strumenti del Web 2.0 e della comunicazione interattiva.
    Partner scelto dalla Rigoni di Asiago per questo ambizioso progetto è il nostro Studio Boraso.com di Milano, esperto in Strategie di Internet Marketing grazie all’esperienza maturata nella gestione di numerosi progetti web innovativi incubati all’interno dello Studio stesso.
    Sono molto contento per la fiducia che l’azienda Rigoni di Asiago ha voluto darci, devo ammettere che poche volte mi sono trovato davanti un’azienda così mentalmente aperta alle nuove tecnologie e specialmente non timorosa di investire e testare nuovi strumenti di comunicazione come il Web 2.0.
    Oggi infatti la comunicazione e il marketing sono cambiati rispetto ad anni fa, ma molti imprenditori e aziende hanno paura o non hanno la cultura adatta per investire in questi nuovi strumenti, rimanendo quindi fermi immobili mentre il mondo avanza velocemente; con la conseguenza di perdere continuamente importanti opportunità di business.

    Il nuovo progetto editoriale on line dell’Azienda sarà lanciato in Internet entro la fine del 2008 e prevede lo sviluppo del nuovo Portale aziendale, di azioni intensive di Web Marketing e di un importante Blog sul mondo del Biologico con l’obiettivo di dare informazioni e creare cultura del biologico in Italia interagendo con i consumatori e le persone; di più non possiamo dire per ovvi motivi….

    Ora lasciateci lavorare  ;-)

    Il Sito Web attuale della Rigoni di Asiago: www.rigonidiasiago.com

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