Bloggare per mestiere è una bella cosa, noi lo facciamo qui su sitiwebmarketing ma da tempo molte aziende gestiscono blog di successo (o meno) rivoluzionando il rapporto con il consumatore, volendo esplicitare qualche idea, quali sono le 5 regole d’oro del business blog? Per una volta evitiamo di affidarci ai guru e proviamo a fare con la nostra testa:
- Sincerità : raccontare le aziende non significa markettare on line quello che un tempo dicevamo off line con un’affisione.
- Vision: non so se sia il termine più adatto ma con vision si intende la voglia di dire qualcosa, e soprattutto avere qualcosa da dire
- Obiettivi: l’imprenditore che raconta sè stesso presto stancherà , ciò che serve è una storia, la gente vuole vedere, leggere, capire, sentire una vera realtà
- Contenuti e aggiornamento: Postate contributi almeno 3 volte a settimana, se riuscite lavorate a contributi “rich”, quindi interviste e approfondimenti
- Grafica e struttura:Duepuntozerizzate il vostro blog! Integrate video di Youtube e un plugin di flickr, massimizzate la vostra link popularity ed utilizzate strumenti come mybloglog
La chiave è “voler bene al proprio blog e agli utenti che lo popolano“, non pensate al business, arriverà nel tempo, raccontate e raccontatevi ma soprattutto cercate di dire qualcosa e di dirlo bene, Maurizio ci dice di stare attenti con i blog, ma non ci dice di non bloggare, lavorare su progetti di comunicazione on line paga se ne esistono le condizioni, occhi aperti quindi.. ma pronti alla relazione se ce n’è l’occasione!


Sitiwebmarketing ha provato per voi una delle belle innovazioni del 2008: l’asus eeepc. Questo gioiello di tecnologia è un’innovazione vera per due motivi
E’ dedicata a The man in white la fotografia del giorno, uno degli ospiti più attesi e frizzanti che il Communication Day abbia visto. Proprio ieri si è tenuta a Ferrara la quinta edizione dell’evento che insideb2b organizza con una competenza senza pari nel territorio chiamando a raccolta imprenditori e uomini di marketing per parlare dell’affascinante tematica della comunicazione.
Quando si parla di finanza legata al web le orecchie si drizzano presto, non siamo di fronte a futuristi o futurologi intenti a provare a descrivere una non meglio specificata scienza inesatta per definizione (cosa che spesso facciamo anche noi), la finanza è scienza più rigorosa (anche se chi ha un conto titoli da bene è propriamente esatta..) e i giudizi che emette pesano come macigni. Il titolo Seat Pagine Gialle in borsa non va bene, peggio dell’indice generale e peggio anche della media di settore (attualmente in flessione). In questa sede non è tanto la solidità finanziaria o il debito di private equity a interessarci, è forse più sensato concentrarci su un dato di una fonte autorevole: il tasso di utilizzo degli elenchi cartacei diminuirà del 10% l’anno (Exane-BnpParibas). Seat Pagine Gialle è in ritardo, la proiezione citata porta al 40% la quota di ricavi da mercato on line per il 2017 (contro il 20% attuale), 2017 che dovrebbe invece vedere i concorrenti affermati player del mercato on line (pages jaunes e yell) con quote vicine al 70% di proventi on line. Le grandi aziende come Seat scontano inoltre un grosso problema a livello di competitività : il prodotto evolve verso una nuova offerta dinamica di servizi che sembra ad oggi tutta a favore dei player del mercato della ricerca on line, presentandosi invece avversa a Pagine Gialle e similari. L’interessante articolo del corriere economia che rappresenta la nostra fonte aggiunge che un indebitamento pesante non permette ad aziende come Seat quel “boost” che google può invece gestire senza problemi..
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