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  • Metti un giovane in azienda

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 Febbraio 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Sitiwebmarketing entra con forza nella discussione che da un po´ di tempo coinvolge aziende, università e giornali, ma soprattutto agita la rete e il mondo dei blogger: quale futuro per i giovani in azienda?

    La visione degli imprenditori e quella dei giovani sembrano non essere mai state cosi distanti: da una parte le aziende accusano i neolaureati e diplomati di poca voglia di fare e assoluta mancanza di cultura del rischio, dall´altro i giovani denunciano stage che si riducono a giornate davanti al fotocopiatore e assunzioni ormai solo interinali a condizioni assolutamente non edificanti.

    Il vero problema sembra essere legato alle figure di raccordo tra impresa e formazione cioè le università negli anni conclusivi e il momento di inserimento nel mondo del lavoro solitamente affidato a stage e tirocini spesso procurati e gestiti dallo stesso ateneo di provenienza dello studente. Discorso leggermente diverso sembra valere per i diplomanti che si accontentano di qualcosa di meno in termini di retribuzione e mansioni e sembrano più apprezzati da istituzioni come le banche per le qualifiche da sportello e da aziende in cerca di contabili e personale di front office, spesso reperito dopo un ulteriore periodo di formazione in corsi finanziati dall unione europea, corsi che garantiscono anche quel periodo di stage che sembra ormai vitale.

    Il laureato soffre il retaggio di una qualifica che nell´immaginario di molti dovrebbe ancora offrire il posto sicuro e una retribuzione rispettabile, in realtà oggi la laurea garantisce l´accesso a diversi colloqui e possibilità ma nulla di più. Forse i laureati sono troppi, forse il ´pezzo di carta´non offre più le stesse garanzie di un tempo, sta di fatto che di fronte a chi gestisce le risorse umane il giovane si trova valutato (giustamente) anche per tutte quelle abilità complementari che l´università (colpevolmente) non fornisce: computer, lingue straniere, gestione informatizzata d´azienda, conoscenza normative, intraprendenza, cultura generale, hobby, flessibilità mentale.

    Una selezione rigida che pratica una scrematura pesante anche tra chi ha studiato è di certo motivo di incertezza per i giovani d´oggi, erroneamente convinti che la festa di laurea coincida con l´essersi meritati un posto di pregio. Al tempo stesso appaiono poco convincenti le motivazioni degli imprenditori che sostengono di non potersi permettere un dipendente a tempo pieno e sfruttano rinnovi di stage a cifre irrrisorie utilizzandolo come veri e propri contratti di assunzione agevolata.

    Sitiwebmarketing vuole sapere cosa ne pensate e lancia una provocazione, è percorribile la via dei contratti a progetto ma retribuiti in maniera congrua? Se un giovane assume il rischio di lavorare per obiettivi può ottenere un premio di stipendio?

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  • Questione di banda - il wimax

    E´ in arrivo il nuovo sistema di connessione a banda larga che promette di risolvere i problemi di ricezione in zone remote e di aumentare la velocità in modo esponenziale.

    Wimax significa Worldwide interoperability for microwave access cioè sistema di connessione universale a microonde ed è il sistema di connessione che permetterà in tempi brevi di mantenere una sola mega connessione ovunque, in macchina e in ufficio, in camera da letto e nel parco di fronte a casa.

    La questione wimax è di certo spinosa, si tratta di un connessione molto più veloce di una normale adsl (75 Mbit al secondo contro i 20 di una adsl potentissima, ma normalmente le utenze domestiche vanno da 2 a 8 dichiarati e le velocità effettive non sempre mantengono le promesse), un ripetitore inoltre può bastare per coprire un´area di 50Km, tutto questo porta risparmi in termini di consumi e di costi, risparmi che andranno ripartiti tra i gestori telefonici pronti all´asta per le frequenze (che avverrà presumibilmente quest estate) e i consumatori che dovranno probabilmente stare agli accordi tra compagnie e governo, sperando che il libero mercato garantisca una giusta concorrenza sui prezzi.

    Il wimax si presenta come una rivoluzione a tutto tondo. Già da un po´ assistiamo ad una convergenza tra cellulari e computer portatili (i primi diventano mini computer i secondi quasi palmari), è possibile ipotizzare per il 2008 strumenti di mobilità dotati di schermi dai 5 ai 10 pollici con le funzioni di un telefono cellulare e veri e propri sistemi operativi da computer. Apple con Iphone ha lanciato in anticipo la sfida di portare internet sul cellulare garantendo la ´connettività totale´ma è certo che nessuno resterà a guardare, il segmento di mercato si presenta appetibile per i produttori di telefonini e anche per quelli di computer, oltre per chi produce entrambi (come samsung), a nostro avviso risulterà determinante il tipo di accordo sul software che i produttori svilupperanno con i giganti come microsoft, e non è da escludere una penetrazione nel settore di modelli con software open source che faranno aumentare la guerra dei prezzi.

    Il ruolo dei consumatori finali non va assolutamente sottovalutato, i primi a sperimentare la connessione condivisa o partecipata sono infatti i foneros, una community di persone che si spostano spesso e decidono di condividere la propria connessione domestica con altri membri ricevendo in cambio la possibilità di connettersi altrove quando si spostano. Queste iniziative per prendere piede necessitano di una massa critica di utenti importante, è per questo che alcuni hanno anche ricevuto in regalo il kit la fonera (un router wifi e un po´ di adesivi per pubblicizzare l´iniziativa) al fine di aumentare i punti di accesso.

    Concludendo, il wimax si propone come tecnologia nuova al servizio dei nuovi apparecchi, riteniamo però che il maggior vantaggio sia la connettività assicurata in zone in cui ad oggi manca la copertura come quelle rurali o provinciali. Sappiamo che l´Italia è un paese non metropolitano ma appassionatissimo di internet, è per questo che portare la connessione a tutta la popolazione potrebbe davvero essere una leva di sviluppo considerevole.

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  • I nuovi marketing

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 Febbraio 2007
    Archiviato in Marketing non convenzionale, Web marketing

    Ragazze che ballano la lap dance in metro a Milano, gioielli appesi tra i paracarri al posto delle catene, iniziative commerciali innovative (”se l’Italia vince il mondiale ti regaliamo il televisore”) e internet utilizzato in maniera sempre più massiccia per promuovere, lanciare, indagare, fidelizzare, cosa sta succedendo al marketing?

    La realtà è molto chiara, nuove forme di comunicazione pervadono le strade delle nostre città , i segnali stradali vengono brandizzati e termini come “ambush marketing” e “guerrilla marketing” spopolano. I teorici faticano a star dietro ad una mole cosi grande di innovazioni di marketing in cui i creativi si divertono un mondo e le aziende credono di “œdoverci essere per forza” mentre chi organizza e gestisce strategie e costi sbianca di fronte a numeri che sembrano non avere alcun senso.

    Il marketing sta cambiando, bisogna prenderne atto, iniziative virali (che fanno parlare) e di impatto visivo sono all´ordine del giorno ma è giusto chiedersi come integrare tali iniziative nella pianificazione di marketing. Le campagne non convenzionali sono di certo favorite dalla diffusione di internet ma scontano un paradosso di assoluta rilevanza: bisogna essere sempre meno convenzionali per farsi notare. Il classico video divertente è ormai già vecchio, ecco allora il minisito, il gadget omaggio, la canzone gratis sul cellulare. Il massimo del non convenzionale, in un contesto di questo tipo, rischia di divenire il convenzionale puro, ad esempio FIAT riscopre per grande punto e bravo una comunicazione fatta di immagini e musiche importanti e, ancora oggi, queste pubblicità si notano.

    Appare necessario prendere atto del ruolo delle emozioni e della creatività , mettendo a budget anche piccole percentuali per la creazione di eventi e campagne non convenzionali ad hoc. Dare vita ad un video o un minisito o regalare 10.000 magliette costa comunque molto meno di un passaggio di prima serata su rai o mediaset, la gente però parlerà entusiasta di queste iniziative dando vita al vero effetto di diffusione virale. Lo sa bene kenwood che nel proprio sito ha regalato migliaia di magliette con l’iniziativa “il suono è tutto” ed ha ottenuto ritorni interessanti. Per dovere di cronaca bisogna evidenziare che kenwood ha rischiato grosso perchè gli stessi forum che lodavano l’iniziativa hanno iniziato a rumoreggiare quando, dopo un mese, non c’era ombra di magliette in zona. Fortunatamente tutto si è risolto con un piccolo ritardo e la soddisfazione ha alimentato il famoso “effetto buzzâ” che le aziende tanto bramano.

    Queste possibilità di marketing low cost sono una realtà per le piccole e medie imprese e spesso basta un pò di fantasia per dar vita ad esperienze frizzanti e divertenti che fanno parlare. Se cercate di sorprendere e farvi conoscere di certo guerrilla marketing ed eventi ad hoc sono gli strumenti da utilizzare, fate un salto su sitiwebmarketing prossimamente, promettiamo un approfondimento su questi due temi.

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  • Il direct marketing

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Febbraio 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Parliamo spesso di gruppi e/o segmenti di consumatori, potenziali clienti, acquirenti. Ma come relazionarsi col singolo cliente? La risposta sta nel direct marketing, definito dalla DMA (la più importante associazione americana nel settore):

    sistema interattivo di marketing che utilizza uno o più mezzi di comunicazione per produrre risposte e/o transazioni misurabili a qualsiasi livello

    Gli obiettivi del direct response vanno dalla relazione con clienti possibili o potenziali alla fidelizzazione dei clienti esistenti, fino al vero e proprio utilizzo di tale strumento per la vendita diretta. I mezzi utilizzati vanno dai coupons nei giornali alle comunicazioni attraverso il mailing postale o elettronico passando per il telemarketing. Il fulcro di tale sistema è rappresentato dal database che può essere interno all’azienda o esternalizzato.

    La comunicazione diretta è una tipologia molto utilizzata nel caso dei beni destinati alla produzione. La reazione operativa che ci si attende dal destinatario può essere legata ad una risposta telefonica o postale o al fatto di recarsi presso un punto vendita. Nel caso in cui, ad esempio, il direct marketing sia utilizzato per preparare una successiva visita di un agente, non è richiesta alcuna azione di risposta fattiva. Il marketing diretto è di certo uno strumento da tenere in considerazione visto che incrocia perfettamente due fattori:

    - è lo strumento perfetto per l’utilizzo della rete internet
    - permette di raggiungere anche piccolissimi gruppi di consumatori (ad
    esempio i collezionisti di vecchi dischi francesi)

    Uno dei vantaggi di tale processo è legato alla misurabilità dei risultati. A conclusione di questa breve panoramica teorica ricordiamo come l’utilizzo del direct mailing in internet sia una delle chiavi di lettura più innovative e redditizie del direct marketing (tanto che allo IAB forum di Milano se ne è parlato in un apposita tavola rotonda), rimandiamo ad un prossimo articolo di approfondimento le implicazioni operative di tale strumento.

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  • Il personaggio dell’anno sei tu

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Febbraio 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Uno degli argomenti più chiacchierati a cavallo del 2007 è stata la copertina dell´ultimo numero dell´anno del Time. All´interno di questo numero, è ormai tradizione per la testata americana l´elezione del personaggio dell´anno. Quest´anno tocca a te. Il personaggio dell´anno sei tu.

    L´articolo inizia con la discussione di uno dei tentativi più riusciti di marketing virale, uno dei video più visti di sempre su YouTube è infatti quello di lonelygirl15, misterioso e complicato personaggio che ha scatenato la curiosità morbosa di mezzo mondo per un periodo piuttosto lungo, si è poi scoperto che si trattava di una particolare forma promozionale per una fiction.

    L´articolo prosegue poi con una serie di esempi, dalle dimissioni di un membro del congresso causate dalle rivelazioni di un blogger, all´ascesa di un fotografo pachistano che ha avuto enorme successo sulla piattaforma flickr (lo youtube delle foto). Non manca una digressione sulle social network (in particolare facebook, strumento complesso che permette di condividere momenti di gioia e amicizie con molte persone nel pianeta), non manca nemmeno l´esempio di un blog di un ragazzo cinese che conta 12.000 visite giornaliere grazie ad un approccio ironico e scanzonato alla vita che gli permette un ´diverso posizionamento” rispetto ai blog cinesi, notoriamente molto simili a diari e privi dell´ironia occidentale. Si potrebbe continuare con il maniaco di wikipedia (ha inserito da solo oltre 3000 voci) e il fan dell´open source.. e cosi via. Appare però interessante ragionare sul fenomeno nella sua interezza, soprattutto in termini operativi, vero focus di questo blog.

    Il fenomeno che si apre davanti a noi prende il nome di web 2.0 e definirlo non è semplice quanto sembra, possiamo dire che siamo senza dubbio di fronte ad una fase 2 del web in cui le tecnologie e soprattutto le persone hanno dato vita ad una nuova forma di partecipazione sul web che è stata definita ´user-generated content” (contenuti prodotti dagli utilizzatori, ecco i blog, wikipedia, youtube etc..)
    Di fronte a tale mole di dati e contenuti ci sono due implicazioni aziendali da valutare:

    - Le imprese devono avere paura delle persone?

    Noi crediamo di no. È giusto essere onesti, soprattutto nel nord est in cui è nato questo blog (che però vive ovunque), esiste una fobia diffusa verso il nuovo, un arroccarsi sulle posizioni guadagnate con fatica e una decisa ostinazione verso il non cambiamento. Alla luce di internet, questo rappresenta un suicidio. Non vanno più bene i cataloghi, non vanno più bene i moduli di contatto, non vanno più bene le copie commissione. Oggi un sito web può divenire un luogo in cui generare esperienze per il consumatore, un consumatore informato e spesso arrabbiato, disposto però a premiare le eccellenze, le innovazioni, le oasi di relazione nel deserto dell´imposizione. Ecco perchè potrebbe risultare vincente ospitare i commenti degli utilizzatori nel proprio sito, istituire un sistema di risposte da esperti ai problemi della gente, magari una live chat con un consulente che fuga i dubbi delle persone in merito alla nostra classe di prodotti o settore merceologico. La diffusione delle tecnologie permette di produrre tali servizi a costi sostenibili (molto inferiori rispetto ad una campagna pubblicitaria), e i ritorni possono essere altissimi. Qualificando la nostra azienda come ´il massimo esperto del settore” e dimostrandolo sul campo, potremo essere etichettati dal consumatore come azienda di cui fidarsi, magari meritandoci non solo la scelta del consumatore ma anche l´innesco di un passaparola positivo atto a segnalare la nostra presenza a parenti e amici. Avete mai segnalato un ristorante particolarmente interessante ad un amico? Perchè l´avete fatto? Probabilmente la riconoscenza dell´amico ed il fatto di essere riconosciuti come esperti di ristoranti vi ha fatto piacere, lo stesso succede anche alle persone (che sono consumatori) di fronte alle occasioni d´acquisto di tutti i giorni. Al tempo della concorrenza estrema e della saturazione del mercato anche questi accorgimenti possono fare la differenza, innescando oltretutto spirali di passaparola positivo che potrebbero anche portare lontano.

    - E´ possibile utilizzare in azienda queste nuove tecnologie partecipative?

    Si. E´ consigliato! Questo blog non è altro che un esperimento innovativo senza fini di lucro di un´azienda viva e attenta alle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è dimostrare che il nostro slogan, ´i professionisti del web” non è solo uno dei famosi claim di marketing, si tratta invece della nostra mission, di quello che davvero ci rappresenta. Vogliamo fortemente far capire che lavoriamo sulla qualità per la qualità . Anche la tua azienda può fare questo: aprire un blog costa 0, servizi come blogger o wordpress permettono di fare in casa i primi esperimenti, te lo diciamo convinti che dopo poco, quando avrai capito quali sono le potenzialità della tua azienda, ci contatterai per lavorare assieme su un blog professionale progettato da professionisti in cui però sia sempre la tua voce il veicolo principale. Anche parlare per video ed immagini è un indubbio vantaggio, alcuni nostri clienti l´hanno già fatto aiutandosi con YouTube e GoogleVideo. Come hai potuto capire gli strumenti non mancano, però è importante arrivare in tempo ed essere alla pari con chi, nel tuo settore, sta già pensando a qualcosa di simile. C´è molto vantaggio competitivo da assicurarsi, vuoi lasciarlo agli altri?

    Tra i tanti che hanno parlato del tema segnaliamo Mauro Lupi e Pandemia, inoltre l’articolo del time apparso sul web (la versone cartacea è comunque diversa)

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  • Il personaggio dell’anno sei tu

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Febbraio 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia, Interviste e opinioni

    Uno degli argomenti più chiacchierati a cavallo del 2007 è stata la copertina dell´ultimo numero dell´anno del Time. All´interno di questo numero, è ormai tradizione per la testata americana l´elezione del personaggio dell´anno. Quest´anno tocca a te. Il personaggio dell´anno sei tu.

    L´articolo inizia con la discussione di uno dei tentativi più riusciti di marketing virale, uno dei video più visti di sempre su YouTube è infatti quello di lonelygirl15, misterioso e complicato personaggio che ha scatenato la curiosità morbosa di mezzo mondo per un periodo piuttosto lungo, si è poi scoperto che si trattava di una particolare forma promozionale per una fiction.

    L´articolo prosegue poi con una serie di esempi, dalle dimissioni di un membro del congresso causate dalle rivelazioni di un blogger, all´ascesa di un fotografo pachistano che ha avuto enorme successo sulla piattaforma flickr (lo youtube delle foto). Non manca una digressione sulle social network (in particolare facebook, strumento complesso che permette di condividere momenti di gioia e amicizie con molte persone nel pianeta), non manca nemmeno l´esempio di un blog di un ragazzo cinese che conta 12.000 visite giornaliere grazie ad un approccio ironico e scanzonato alla vita che gli permette un ´ diverso posizionamento´rispetto ai blog cinesi, notoriamente molto simili a diari e privi dell´ironia occidentale. Si potrebbe continuare con il maniaco di wikipedia (ha inserito da solo oltre 3000 voci) e il fan dell´open source.. e cosi via. Appare però interessante ragionare sul fenomeno nella sua interezza, soprattutto in termini operativi, vero focus di questo blog.

    Il fenomeno che si apre davanti a noi prende il nome di web 2.0 e definirlo non è semplice quanto sembra, possiamo dire che siamo senza dubbio di fronte ad una fase 2 del web in cui le tecnologie e soprattutto le persone hanno dato vita ad una nuova forma di partecipazione sul web che è stata definita ´ user-generated content´(contenuti prodotti dagli utilizzatori, ecco i blog, wikipedia, youtube etc..)
    Di fronte a tale mole di dati e contenuti ci sono due implicazioni aziendali da valutare:

    - Le imprese devono avere paura delle persone?

    Noi crediamo di no. È giusto essere onesti, soprattutto nel nord est in cui è nato questo blog (che però vive ovunque), esiste una fobia diffusa verso il nuovo, un arroccarsi sulle posizioni guadagnate con fatica e una decisa ostinazione verso il non cambiamento. Alla luce di internet, questo rappresenta un suicidio. Non vanno più bene i cataloghi, non vanno più bene i moduli di contatto, non vanno più bene le copie commissione. Oggi un sito web può divenire un luogo in cui generare esperienze per il consumatore, un consumatore informato e spesso arrabbiato, disposto però a premiare le eccellenze, le innovazioni, le oasi di relazione nel deserto dell´imposizione. Ecco perchè potrebbe risultare vincente ospitare i commenti degli utilizzatori nel proprio sito, istituire un sistema di risposte da esperti ai problemi della gente, magari una live chat con un consulente che fuga i dubbi delle persone in merito alla nostra classe di prodotti o settore merceologico. La diffusione delle tecnologie permette di produrre tali servizi a costi sostenibili (molto inferiori rispetto ad una campagna pubblicitaria), e i ritorni possono essere altissimi. Qualificando la nostra azienda come ´ il massimo esperto del settore´e dimostrandolo sul campo, potremo essere etichettati dal consumatore come azienda di cui fidarsi, magari meritandoci non solo la scelta del consumatore ma anche l´innesco di un passaparola positivo atto a segnalare la nostra presenza a parenti e amici. Avete mai segnalato un ristorante particolarmente interessante ad un amico? Perchè l´avete fatto? Probabilmente la riconoscenza dell´amico ed il fatto di essere riconosciuti come esperti di ristoranti vi ha fatto piacere, lo stesso succede anche alle persone (che sono consumatori) di fronte alle occasioni d´acquisto di tutti i giorni. Al tempo della concorrenza estrema e della saturazione del mercato anche questi accorgimenti possono fare la differenza, innescando oltretutto spirali di passaparola positivo che potrebbero anche portare lontano.

    - E´ possibile utilizzare in azienda queste nuove tecnologie partecipative?

    Si. E´ consigliato! Questo blog non è altro che un esperimento innovativo senza fini di lucro di un´azienda viva e attenta alle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è dimostrare che il nostro slogan, ´ i professionisti del web´non è solo uno dei famosi claim di marketing, si tratta invece della nostra mission, di quello che davvero ci rappresenta. Vogliamo fortemente far capire che lavoriamo sulla qualità per la qualità . Anche la tua azienda può fare questo: aprire un blog costa 0, servizi come blogger o wordpress permettono di fare in casa i primi esperimenti, te lo diciamo convinti che dopo poco, quando avrai capito quali sono le potenzialità della tua azienda, ci contatterai per lavorare assieme su un blog professionale progettato da professionisti in cui però sia sempre la tua voce il veicolo principale. Anche parlare per video ed immagini è un indubbio vantaggio, alcuni nostri clienti l´hanno già fatto aiutandosi con YouTube e GoogleVideo. Come hai potuto capire gli strumenti non mancano, però è importante arrivare in tempo ed essere alla pari con chi, nel tuo settore, sta già pensando a qualcosa di simile. C´è molto vantaggio competitivo da assicurarsi, vuoi lasciarlo agli altri?

    Tra i tanti che hanno parlato del tema segnaliamo Mauro Lupi e Pandemia, inoltre l’articolo del time apparso sul web (la versone cartacea è comunque diversa)

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  • Imparare dai grandi: il rilancio della FIAT passa anche da internet

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Febbraio 2007
    Archiviato in Casi di eccellenza, Integrazione on-line off-line

    Chi non ha ammirato in questi mesi il rilancio di un´azienda storica come Fiat? Molte lezioni si possono trarre dall´operato di Marchionne e soci alla testa di un gruppo che versava in una crisi profonda e sta uscendo da leader in crescita in un mercato che fatica. Sono soprattutto gli studiosi di strategia e organizzazione aziendale a dover spiegare il miracolo di un´entità mastodontica e indebitata che in due anni diviene snella e vincente. A noi però interessano due parole chiave: design e comunicazione, vogliamo imparare da fiat, e rileggere in piccolo la situazione.

    Sicuramente il fatto di rivoluzionare design e interni dei propri modelli ha dato a fiat una spinta assoluta, ma è soprattutto in comunicazione che il lavoro fatto è stato superbo. Una volta raggiunta la qualità del prodotto il problema principale è stata la comunicazione di questa qualità e il dover convincere la gente che fiat non è più un marchio di auto di bassa qualità e costi tutto sommato neanche tanto esigui. Ecco che tutti i testimonial scelti hanno fatto il loro dovere, da Michael Schumacher per bravo ai jamaicani per doblò. Il rilancio del marchio passa quindi per l´operazione simpatia ma non solo, il testimonial famoso può essere costoso, ma chi ha detto che deve essere famoso? La promozione di una nota marca di abbigliamento è passata di recente per la sponsorizzazione degli sportivi famosi in ambito locale. Vestire un calciatore di serie C2 non costa nulla, basta regalargli i capi da indossare, se il calciatore è positivo nei confronti dell´iniziativa di certo mostrerà durante la partita o nelle proprie uscite gli abiti firmati. Ecco quindi un´idea innovativa per lavorare sul marchio senza svenarsi.

    Oltre ai testimonial, un ruolo chiave nel lancio dei nuovi modelli fiat è quello dei ´ mini-siti´specifici. Diciamo mini perchè sono legati a un solo modello ma di mini c´è in realtà ben poco. Per la nuova 500 è stato scelto un sito che punta sulla personalizzazione, per bravo invece un blog che permette di vedere i manager al lavoro e le varie fasi di progettazione dell´auto.
    Perchè non ipotizzare un sito dedicato al miglior prodotto della nostra offerta? Perchè non aprire un blog in cui parlare direttamente al cliente? La misurabilità dei risultati è ancora parziale ma le potenzialità sono infinite e comunque è sempre consigliabile implementare sistemi su cui si possa lavorare in maniera incrementale aggiungendo sempre nuove funzioni.

    Probabilmente pochi tra i nostri lettori potranno permettersi Vasco Rossi come colonna sonora e spazi di prestigio su mediaset, lavorare però con strumenti innovativi può essere una soluzione a basso costo assolutamente da sottoscrivere. Gli obiettivi dei due strumenti analizzati sono tra l´altro complementari visto che le sponsorizzazioni sono usate per ´ fare brand´mentre strumenti come il blog e il sito possono essere utilizzati al meglio per ricercare la conversione del contatto in richiesta informazioni o vendita.

    E´ importante avere un approccio integrato alla comunicazione ma ancor di più lo è ricercare innovazioni e ´ colpi di creatività ´che aiutino a rivoluzionare la comunicazione portando alla realizzazione degli obiettivi prefissati.

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