Partiamo da un recente articolo de IlSole24Ore per alcune considerazioni sul mercato del search advertising alla luce dei recenti eventi, in particolare del rifiuto di Yahoo all’offerta di acquisto da 45 miliardi di dollari da parte di Microsoft. Se inizialmente lo scenario poteva sembrare “tripartito” con Google, Yahoo e Microsoft (probabilmente in ordine di importanza) ad operare nel mercato search advertising la realtà ci dice cose diverse, Yahoo “strizza l’occhio” a Google con un accordo per utilizzare strumenti pubblicitari del più grande dei motori sui siti Yahoo USA e Canada.
News: Archivo Autore
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Quali scenari per il search advertising?
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Il web, secondo noi
L’idea che molte persone oggi hanno di internet si avvicina a quella di “nebuloso contenitore” in cui nascono amori contrastati, gli ultras si ritrovano per organizzare le risse e, qualche volta, le aziende comunicano. Siamo perplessi di fronte a una visione cosi distorta della realtà del web; i giornali e la tv, va detto, non aiutano a migliorare.
Cos’è internet? Internet è un canale di comunicazione ma è anche un mondo sempre meno virtuale e sempre più possibile. E’ vero che internet non si può toccare (ancora per un pò) ma si può vedere e si può sentire e probabilmente oggi le relazioni sociali fanno del web anche un catalizzatore di emozioni. Internet è vincente perchè si integra con i nostri strumenti di lavoro e svago, su tutti il telefonino: se la tv è un oggetto d’arredo e comunicazione, il telefonino è ormai un’estensione del nostro corpo, un braccio destro senza il quale (purtroppo o per fortuna) spesso ci sentiamo perduti. Gli esperti chiamano multicanalità questa integrazione ed è nostro compito presidiare ogni aspetto di questo contesto sempre meno banale. La rivoluzione degli ultimi tempi è sicuramente il web 2.0, in due parole condivisione e collaborazione: le persone e le aziende hanno capito che il modello concorrenziale esistente off line è limitato in rete dove l’idea di essere parte di un tutto di rivela vincente.
Aziende.. proprio gli imprenditori (le loro opinioni sono ospitate in un blog dedicato) stanno cambiando il proprio approccio al web, comprendono infatti che la presenza e la visibilità on line sono cose diverse e che entrambe trovano posto in progetti di comunicazione che comprendono varie applicazioni (sito, blog, ottimizzazione motori di ricerca, e commerce, video, foto, social networking, twitter, ning, virb..e potremo continuare) che devono essere dominate per costruire un rapporto trasparente con la clientela.
Per concludere il web secondo noi è una realtà complessa e affascinante, ma soprattutto è una grande opportunità
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Collaborare per vendere: c’è già chi lo fa
Questo blog si chiama collaboriamo perchè invita tutti a scrivere e condividere, abbiamo però scoperto un caso di collaborazione molto interessante, si tratta dell’MLS
Il multiple listing service è uno strumento utilizzato dai professionisti immobiliari in fase di espansione in Italia ma già radicato altrove, basti pensare che grazie all’applicazione di questa tecnica il mercato USA vede il 99% delle transazioni immobiliari mediate da un professionista contro il solo 50% dell’Italia. Anche se la ritrosia di alcuni agenti ha rallentato la diffusione dell’MLS oggi molti sono convinti dell’efficacia di questo sistema che rappresenta un modello organizzativo di condivisione di informazioni su immobili e di collaborazione tra agenti in zone specifiche. Con l’MLS un agente può trasformarsi da venditore in acquirente grazie a piattaforme come emulis.it o replat.it o imminence.fr che sostanzialmente favoriscono la condivisione di un database di immobili partendo dall’esigenza spesso manifestata dagli agenti di trovare immobili da proporre. Le possibilità di successo di queste piattaforme sono di certo elevate, la condizione principale per uno sviluppo importante è però un deciso cambio di mentalità in favore della collaborazione tra professionisti, oggi infatti il sistema è ancora percepito da molti come rischioso a causa del pericolo di cannibalizzazione e non come un percorso virtuoso di mutuo vantaggio.
In sostanza gli agenti immobiliari condividono i propri immobili al fine di massimizzare le vendite, una forma di collaborazione molto avanzata anche a livello tecnico.. primi segnali di 2.0 integrato?
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Siamo Milioni (di blogger)

Interessante lavoro tra le ricerche sui blog recentemente pubblicate, Mauro Lupi ha infatti realizzato un ottimo matching tra gli studi di Forrester e i dati Nielsen evidenziando come in Italia siano presenti quasi 10 milioni di lettori di blog e social networks (spectators), 5 milioni di commentatori (critics) e 3 milioni di produttori di contenuti (creators). Questo dato è stupefacente (qualcuno direbbe stupefacentemente elevato) e va considerato il fatto che il nuovo web è fatto anche di blog quindi è normale che di quei 25 milioni di Italiani che navigano il web alcuni cadano sui blog, magari portati dai motori di ricerca. I professionisti della comunicazione non hanno ancora capito che i blog possono essere utilizzati sia per fare pubblicità che per fare pr e che sono uno strumento potentissimo, forse la carta audience, caro vecchio indice cosi radicato nelle menti di chi vende costo-contatto, potrà aiutarci a sdoganare la comunicazione on line (e figuriamoci il 2.0) dando alle leve che la compongono la legittimazione che merita, fa riflettere anche questa osservazione di Mauro:
Il fatto che numeri così alti suscitino perplessità, dipende da due fattori: a) perchè in Italia si tende a diffidare “a prescindere”; b) più seriamente, perché la polverizzazione dell’attenzione tende a non creare l’impatto delle “audience di massa” a cui siamo abituati con gli altri mezzi tradizionali, con tutti gli effetti di influenza sull’agenda che conosciamo. È la differenza tra 10 milioni di ascoltatori che guardano 100 canali oppure che si distribuiscono su 3 milioni di canali.Frammentazione, diffidenza, ma anche nuova comunicazione e blog sono termini cui dovremo forzatamente abituarci se vogliamo davvero intercettare quell’utenza che, ora si, ci aspetta anche la fuori
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Basta internet?
I pareri delle persone posate sono sempre ben accetti, ed è interessante discuterne. Il bravo Enrico Ruggeri si schiera contro internet. Non è il primo (Elton John ha proposto di chiudere la rete per 5 anni) e non sarà l’ultimo, di certo internet modifica le strutture sociali e creative ma siamo scettici di fronte alla “grande accusa” che da quando c’è il web non si gioca più a pallone con gli amici (il senso è quello..). In un contesto cosi complesso appaiono molto più demoniache le console di gioco (play station e co) o quelle portatili (psp) che negano ai bambini la possibilità di attaccare il naso al vetro durante le lunghe trasferte o di sbucciarsi le ginocchia su un campo improvvisato in strada.Internet è più un mezzo che un fine, aiuta a lavorare, aiuta a giocare, aiuta a sognare e aiuta a risparmiare, a volte provoca danni ma è un canale, ne più ne meno. Probabilmente fa paura per le eccessive possibilità che garantisce, forse è vero che è dispersivo a causa delle troppe informazioni che contiene ma a nostro avviso può anche essere terribilmente bello e soprattutto democratico, voi che ne dite?
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Come salvare la musica? Prendete esempio dagli U2!
Siamo sempre piuttosto scettici di fronte alle lamentele di chi nel tempo si è arrichito ai danni del consumatore ed oggi che il giocattolo è rotto si dispera. La musica non è più una killer app per fare soldi, cosi come non lo sono i film, le persone hanno deciso democraticamente che non intendono pagare 20 euro per 17 canzoni e forse (ma forse) accettano di pagare la metà o di comporre la propria compilation su itunes. Le famose major hanno dichiarato guerra in tutti i modi possibili a emule, kazaa etc.. in poche parole al peer to peer e allo scambio illegale di file musicali. Un pò come il doping che è più avanti dell’antidoping la forma a stella delle reti p2p non permette ai controllori di avere risultati interessanti nel perseguire chi non gioca secondo le regole. Tecnicamente emule non ha un proprietario, non ha una sede, non esiste. Come perseguirlo?Mentre molti si arrovellano con queste problematiche gli U2, nota band musicale, decidono di far su le maniche e lavorare. Questi fantastici musicisti guidati da Bono già nel 1988 testavano l’allora rivoluzionario dolby surround e dal 2005 hanno deciso di lavorare sul cinema 3D. E’ in uscita in questi giorni il film U2 3D che rivoluziona il concetto di fruizione grazie alla possibilità di vedere il concerto della band da angolazioni totalmente nuove con una immersione incredibile. Basato su un tour del 2005 il film sta avendo un successo incredibile ma solo 11 sale in Italia sono attrezzate per la proiezione, servono infatti speciali tecnologie e speciali occhiali (80 dollari il paio) che riescono a mostrare ad ogni occhio la sua immagine, un pò come i filtri rossi e blu di un tempo solo che oggi questi occhiali chiudono e aprono oltre 100 volte al secondo rivoluzionando la visione.
Noi crediamo che questo modello sia interessante e sostenibile, offre infatti al pubblico il vecchio sapore del cinema (e della musica), quello di recarsi in un luogo di fruizione ove pagare denaro per avere un servizio migliore rispetto a quello di casa (consumer). Oggi uno scermo lcd da 40 pollici e un impianto dolby sono nostri con 2.000 euro e il cinema arriva a casa, di certo non ha senso recarsi al cinema, soprattutto se il film arriva da emule. Quello che però diventa interessante è la possibilità di avere un’esperienza tutta nuova che a casa non è possibile riporodurre, i fan degli u2 per una cosa del genere potrebbero tranquillamente pagare anche 20 euro a testa. La lezione che si può evincere è la seguente: se la musica e il cinema riescono a guadagnare di nuovo quel vantaggio competitivo oggi perso di certo il giocattolo tornerà a funzionare, che ne dite?
Altre info: http://www.mymovies.it/cinemanews/2008/3052/
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Dove ti trovo il professionista? Su linkedin!
Anche se in Italia non sono diffusi come all’estero di certo i cacciatori di teste sono figue molto importanti nel mondo del lavoro e del placement, interessanti le ultime tendenze riportare sul Corriere on line
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