Archives for 2009

Web Marketing innovativo: gli esempi di Volkswagen e Jaguar

Il web sta diventando sempre più una piattaforma di eccellenza per il messaggio delle aziende e l’innovazione, oltre alla fiducia nel mezzo, sembra essere il parametro in grado di fare la differenza. Due esempi importanti ed attuali sono le campagne web di Volkswagen e Jaguar, due giganti dell’auto che, in modo diverso, dimostrano di credere convintamente nel web e nelle sue grandi opportunità.

Della campagna “Meet the Volkswagens” ho recentemente parlato in un post sul mio blog personale. Si tratta di applicazioni di “contextual advertising” su Facebook e su Twitter, in grado di “giocare” con l’utente a “scopri qual’è la tua Volkswagen ideale” e di restituirgli risultati personalizzati, pescando le risposte tra i dati del suo profilo. Un trend, quello del “context ad” che si sta diffondendo in modo virale e che vede nel social network un punto di riferimento ed un immenso giacimento di contatti e di dati da utilizzare. Dagli “adsense” di Google si passa dunque ad un’era nuova, quella dell’interazione diretta con l’utente e della sua partecipazione.
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Come chiedere a Facebook l’assegnazione del proprio nome o marchio

Nel corso del workshop tenuto lo scorso venerdì a SMAU Bologna dal nostro Massimo Boraso, parlando dell’importanza della presenza delle aziende sui social network, uno degli intervenuti ha posto un quesito su Facebook e sulla tutela della proprietà di nomi e marchi aziendali. Ecco una rapida risposta web, dopo quella fornita nel corso del dibattito; si può provare a richiedere il proprio username eventualmente già attribuito ad altri compilando questo form su Facebook, che comunque premette: “non possiamo garantire che concederemo questo nome utente sulla base della tua richiesta“.

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Internet Marketing 2.0: SMAU Bologna 19 giugno

C’è qualcuno nella tua Azienda che non lavora, si annoia e costa… è il Sito Web!

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Comunicare attraverso un Corporate Blog

Il modo più efficace per raggiungere il target e la visibilità sui motori di ricerca guadagnando clienti, credibilità ed accreditamento.

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Microsoft “Project Natal”. Una nuova era di videogiochi

Negli ultimi anni, anni di crisi e di travaglio cultural-finanziario, una sola cosa è riuscita ad avere successo a prescindere dalla congiuntura: i videogame.
Il mondo videoludico infatti è stato capace di rinnovarsi continuamente partendo da semplicissimi giochi, quasi sempre di tipo sportivo, fino ad arrivare a giochi con una grafica ed una fisica praticamente reali.
L’ultimo passo evolutivo nell’ambito del gioco da salotto sono state le console che hanno cambiato il modo di percepire il gioco rendendolo “cosa di tutti” e non più di nicchia come invece furono i primi game per computer indirizzati ad un pubblico giovane.
Quella che fino ad oggi è stata considerata l’evoluzione finale delle console è certamente la Nintendo Wii, la prima macchina ad avere superato il limite fisico imposto da un controller, per rendere il corpo, in carne, ossa e movimenti, il vero protagonista delle partite.
Il giocatore impugna il controller, lo muove e l’avatar, l’alterego digitale nel televisore, segue i movimenti del giocatore stesso: semplice e preciso. Una rivoluzione.
Ma, lasciandoci andare ad uno sforzo di fantasia, pensiamo di non dover impugnare niente, pensiamo che sia la macchina ad interpretare i movimenti che stiamo facendo e pensiamo che la console estrapoli le nostre movenze e li digitalizzi sulla nostra TV.
In questo modo potremmo muoverci liberamente nello spazio, e tutto quello che è movimento reale diverrebbe movimento virtuale: di fatto, i controller saremmo noi.
Fantascienza?
No, a quanto dice Microsoft, che pare aver capito che il mondo dei Sistemi Operativi non è più il futuro quanto invece il mondo ludico dei videogame, ed ecco nascere il “Project Natal”.
Per Project Natal si intende qualcosa di estremamente rivoluzionario nel concetto del gaming. La Xbox 360, infatti, potrebbe dotarsi di una sorta di webcam in grado di rilevare i movimenti del giocatore e, grazie a questi, avviare una interazione diretta con il personaggio.
L’avatar potrà relazionarsi con il giocatore o impersonare il giocatore stesso, rendendo comunque il gioco similare all’esperienza Wii, ma senza alcun controller in mano: è tutto messo a punto dalla videocamera posizionata frontalmente al giocatore.
Se il giocatore calcia l’avatar calcia, se il giocatore salta l’avatar salta: la materia ed il movimento influenzano il digitale come non era mai successo prima, facendo diventare le persone una fusione con la macchina.
E, per finire, non omettiamo le implicazioni che una cosa simile potrebbe avere in campi come la medicina o, perché no, il telelavoro.

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Primi su Google senza trucchi

Come far breccia in poco tempo nel cuore dei motori di ricerca senza investire un capitale. E senza barare.

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Social Media Editor, l’aggregatore umano del futuro

Da una interessantissimo articolo su Repubblica in cui si parla in maniera completa ed approfondita di blog, una breve digressione su una nuova professione che sta nascendo in questi mesi: il “Social Media Editor“:

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Campagne elettorali sul Web. Come funzionano?

Ogni candidato alle prossime elezioni amministrative, ogni lista e compagine elettorale ha ritenuto necessario aprire una vetrina sul web per evidenziare la propria proposta. Pochi siti o blog sono pero’ degni di nota per originalità e per innovazione tecnologica.
Le campagne elettorali si vincono anche con la rete, con internet. Lo sanno bene gli americani che già dal 2000 avevano iniziato a strutturare format, blog e siti di informazioni destinati unicamente agli elettori cibernauti.
Una categoria, quella degli utilizzatori della rete, negli Stati Uniti d’America, cosi’ diffusa trasversale e culturalmente elevate da non essere trascurata e dimenticata.
Invece in Italia molti partiti hanno acceso il sito unicamente perche’ tutti lo fanno: senza convinzione e soprattutto senza alcuna competenza.
E questo traspare dalla pochezza dei contenuti, dalla monotonia delle comunicazioni e degli scritti.
Non entriamo oggi nell’analisi critica dei centinaia di siti visionati, magari indugeremo nell’evidenziare quello che più ci ha colpito in originalita’, ma vogliamo se possibile, genericamente, elencare alcune buone prassi per renderli, almeno minimamente interessanti a chi , come noi, ha navigato in cerca di slogan, contenuti e originalità.

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“Itanglese”: aumenta del 773% l’uso di parole inglesi nella lingua italiana

Un’indagine condotta da Agostini Associati, società italiana attiva nel settore della traduzione, su campione di 58 milioni di parole prodotte da aziende italiane dimostra come sia sempre più diffuso il fenomeno del “Itanglese”.

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Il Web come potente strumento di marketing

“Il Web è un potente strumento di marketing e di networking, un luogo d’incontro, di progettazione e sperimentazione, un laboratorio di condivisione. Le aziende del comparto sono state le prime, in Italia, ad affacciarvisi per ottenere visibilità su scala globale a costi sostenibili. Questo spirito “pionieristico” si sta confermando nell’utilizzo degli strumenti web 2.0.
In questo nuovo scenario il comparto vede grandi opportunità, ma investe poco. Gli operatori spendono qualche ora sul web, ma c’è un senso di attesa che inibisce grandi investimenti.
Molti operatori investono negli adwords, ma con moderazione e quasi tutti si affannano in pratiche che i motori non premiano più. La staticità è totale e mal si abbina alle frequentazioni 2.0.
Manca la conoscenza del mezzo e delle sue potenzialità, nonché la consapevolezza che i nuovi standard richiedono partner qualificati e che sappiano fare sistema e comunicare il territorio, oltre che le singole strutture.”

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E’ possibile fare marketing online attraverso i Social Network?

I Social media come Facebook, Twitter e MySpace stanno avendo un grandissimo successo e contribuendo a creare innovazione soprattutto nell’ambito della comunicazione e del marketing.

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Nuovi lavori. Il “Buzz Ambassador”

Se è vero che in tempo di crisi è molto difficile trovare lavoro e molto facile perdere quello che si ha, è anche vero che Internet e le nuove tecnologie stanno facendo nascere molte professioni fino a pochi anni fa del tutto impensabili.
In un mondo sempre più globalizzato, tecnologico e virtualmente piccolo, il passaparola diventa una forma virale di comunicazione, le aziende lo sanno e da questo nasce quello che oggi viene chiamato il “Buzz Marketing”, e cioè il passaparola come veicolo pubblicitario naturale.
L’informazione virale, come dice la parola stessa, non è altro che una nozione, un concetto, un video o una qualunque unità informativa singola, che per diversi motivi viene distribuita spontaneamente tra le persone in Rete, in maniera velocissima e capillare, assumendo appunto le caratteristiche di una forma virale.
Ecco che allora il passaparola, il Buzz Marketing, può diventare una forma comunicativa virale ed un veicolo straordinario per poter far conoscere news, mobilitare informazioni e “fare brand”.
Ma come funziona precisamente il Buzz Marketing e qual’è la mansione del “Buzz Ambassador” ovvero di colui che accende i dibattiti?
In base alle esigenze del cliente, al target di riferimento del prodotto/servizio di cui si vuole far parlare il web, si individua il “territorio di conversazione“, i forum, i siti, le community, nel quale far interagire i Buzz Ambassador con lo scopo di stimolare le conversazioni attorno al marchio e di intercettare gli utenti più attivi (e quindi potenzialmente più idonei di diffondere il messaggio a loro volta).
La parola buzz è infatti onomatopeica e richiama il ronzio delle api: in estrema sintesi il buzz marketing rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito “sciame“, cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi.
Di fatto, un utente Internet che frequenta molti social network e che ha molti contatti, inteso come conoscenze virtuali dirette, ha una potenzialità enorme nella distribuzione delle informazioni: basti pensare ad un blogger che possiede 1000 contatti su Facebook per capire la capillarità raggiungibile anche solo nel postare una una notizia.
In chiusura, per poter essere un buzz ambassador di successo, si devono avere molti contatti, si deve essere sempre cordiali e disposti al dialogo, si deve comunicare con centinaia di persone al giorno (anche contemporaneamente) e si deve frequentare Internet per tante, tantissime ore.

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