News: Archivo » 2007

  • La guerra dei commenti

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 20 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Leggo in un bell’articolo del bravo Mattia Soragni alcune riflessioni sui commenti nei blog, diciamo la nostra! Mattia sostiene che autorevolezza degli autori e numero dei commenti siano due delle principali criticità che fanno di un blog un successo, siamo sostanzialmente d’accordo, pur sottolinenado che l’autorevolezza va costruita e spesso è più l’autorevolezza del blog a contare rispetto a quella degli autori, altrimenti casca l’asino del web 2.0, condivisione.. partecipazione.. dico questo pensando al successo di marketingarena (che gestisco), blog in cui l’autore è sacrificato ed è il meccanismo a più voci a risultare vincente.

    Mattia continua chiedendo ai navigatori che caratteristiche deve avere un blog per suscitare la voglia di commentare ed ai blogger quali strumenti utilizzano per incentivare i commenti, ecco le sue risposte da blogger navigato:

    1. Porre domande ai vostri utenti in modo diretto, stimolando ed incentivando il commento;

    2. Scrivere post completi, ma lasciando alcuni buchi nella trattazione permettendo ai navigatori lo spazio di commentare e terminare il post;
    3. Scrivere post il più possibile originali e mai trattati, per far affluire tutti coloro che vogliono parlare di quel dato argomento (quasi) solo nel vostro Blog;
    4. Scrivere e Commentare negli altri Blog e trovare persone interessate al vostro argomento e far affluire quindi traffico nella speranza di ricevere commenti;
    5. Mettere a disposizione di chi vi legge la situazione per farlo attraverso un Sito/Blog semplice da navigare;

    Sono tutte affermazioni molto corrette e “tecniche interessanti”, di certo alcune di base (avere un buon sito) e imprescindibili, altre dispensioso (andare a commentare nella speranza del commento di ritorno), e noi di sitiwebmarketing cosa facciamo?

    Solitamente per incentivare la discussione puntiamo su alcuni plus:

    - il titolo: crediamo molto nella forza d’impatto che un post può generare, non è semplice dare risalto ai propri scritti nella bolgia dei social network che amplificano le nostre idee, sono personalmente convinto che spesso post di qualità siano ingiustamente soffocati ed altri mediocri ricevano attenzione per motivi astrusi

    - la domanda finale: banale, vuoi chiedermi di dire la mia? Fammi una domanda..

    - l’argomento: provate a parlare di calcio, sesso e politica. I commenti fioccheranno..

    - il quality push: quando ritengo di aver scritto un post davvero buono lo segnalo ai miei amici o ai blogger più influenti in materia (se parlo di retail andrò a cercarmi il blogger del caso.. e cosi via)

    - i link: se alla fine del mio post scrivo: chissà cosa ne pensa minimarketing.. è possibile e probabile che dalle sue stats lui risalga a noi, si incuriosisca, passi di qui e lasci un commento :-)

    Rilancio il meme, voi come fate? Devo sinceramete dire che non cerchiamo i commenti a tutti i costi, se la discussione parte ben venga, diversamente noi abbiamo riportato un fatto o detto la nostra (le news non sempre vengono commentate), altri blog invece vivono di commenti ed è proprio la dimensione della discussione a fare la differenza. Forse dovremmo quindi distinguere le cose ed i relativi blog per essere più puntuali e completi

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  • Al via la serie e il concorso “Profondo Blu”

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 17 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Nat Geo Adventure (canale 404 di Sky), a partire dall´8 novembre, ospita il ciclo di documentari Profondo Blu.
    Per quattro giovedì, alle 21.00, potremo immergerci nel racconto della vita di grandi campioni di apnea: Loac Le Ferme, Gianluca Genoni, Pipin Ferraras, Umberto Pellizzari, alla scoperta delle bellezze più profonde dei mari e delle emozioni di ogni loro salto nel buio.

    Fatevi contagiare da Profondo Blu e partecipate al relativo concorso che vi permetterà di vincere fantastici premi. Basta registrarsi al sito www.natgeoadventure.it e caricare foto e/o video in grado di interpretare in maniera creativa e divertente il tema. Dal video subacqueo delle vostre vacanze agli usi più strani della vostra attrezzatura da sub, scatenate la vostra fantasia!

    Un´apposita giuria sceglierà i contenuti migliori per qualità , originalità e simpatia e assegnerà i seguenti premi:

    Categoria VIDEO

    1? classificato: Videocamera Sony HDR-HC7 + Custodia subacquea Sony SPK-HCC

    2? classificato: Apple Ipod Touch 16gb

    3? classificato: Apple Ipod Touch 8gb

    Categoria FOTO

    1? classificato: Fotocamera reflex NIKON D80 + obiettivo AF-S DX 18-135 mm IF-ED + Custodia subacquea Nimar 3d

    2? classificato: Apple Ipod Touch 16gb

    3? classificato: Apple Ipod Touch 8gb

    Il concorso a premi sarà effettuato a partire dal 6 Novembre 2007 fino al 19 Dicembre 2007 compresi

    Contatti

    Alessandro Fedeli afedeli@digital-pr.it - Tel. 02 31914252

    Vincenzo Cosenza vcosenza@digital-pr.it - Tel. 06 4416401

    Links

    http://www.natgeoadventure.it/

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  • Finalmente on-line Blogolandia: il primo urban blog network italiano

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 16 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Se negli Stati Uniti il concetto di blog metropolitano non è nuovo, in Italia i blog impazzano, ma in pochi hanno pensato di lavorare ad un progetto di blog cittadini, una nicchia stranamente inesplorata vista la voglia di urlare le proprie ragioni che gli italiani e i blogger, guidati da Beppe Grillo, hanno in questo periodo.

    L’immobilismo urbano ha dato vita ad un’idea importante che alcuni professionisti del web hanno deciso di trasformare in realtà : nella calda estate 2007 Massimo Boraso, project manager Studio Boraso.com, Giorgio Soffiato, ricercatore Venice International University e creatore di Marketingarena e Berardo Matè , sviluppatore wordpress hanno creato www.blogolandia.it

    Nessun modello di business, nessun piano di marketing, nessun manifesto pubblicitario.. eppure sono già attivi:

    www.milano.blogolandia.it
    www.venezia.blogolandia.it
    www.rovigo.blogolandia.it
    www.padova.blogolandia.it
    www.ferrara.blogolandia.it
    www.bologna.blogolandia.it

    e saranno on line entro novembre anche Napoli, Palermo, Cesena, Treviso e Parma.

    Il segreto? Il progetto. Quando la piattaforma viene offerta ai cittadini tutti si ricordano di voler fotografare quella buca davanti a casa che ha fatto cadere la nonna o di segnalare che quell’autovelox è fuori norma, ma è anche bello parlare dei risultati della partita di calcio della squadra cittadina o riportare interviste ai personaggi illustri. Blogolandia unisce i vantaggi della gestione da parte di professionisti all’editing di cittadini che vivono la zona. La voglia di raccontare la città è tanta e alcuni blog hanno già diversi autori che collaborano. Gli autori sono coordinati da un “sindaco del blog” che gestisce la diffusione delle notizie e coordina la routine quotidiana. Dice Giorgio Soffiato : “Non è facile gestire un progetto come questo, tecnicamente complesso e di difficile lancio, il rischio principale è quello che gli autori poco avezzi si stanchino o abbandonino il blog ma ad oggi assistiamo con piacere alla crescita del network e riceviamo richieste da più parti per avere una piattaorma blogolandia. Tutto questo è molto bello e credo che il driver del successo di blogolandia sia la passione verso il territorio e la possibilità di far sapere anche piccole cose che magari un giornale locale non approfondirebbe. Nel tempo ci piacerebbe anche gratificare i nostri autori con ricompense in pieno stile blogolandia come l’abbonamento al quotidiano locale o una pizza offerta in città . Blogolandia è di tutti e per tutti e nei nostri sogni c’è un progetto enorme con un blog per ogni Comune d’Italia .
    Stiamo cercando persone (giornalisti/blogger ma anche giovani con talento) che amano il proprio territorio comunale o la propria città e sentano il desiderio di raccontare, fotografare e filmare tutto ciò che avviene nella propria comunità ; cerchiamo persone disposte ad aprire un Blog urbano nel proprio comune e gestirlo, divenendo Sindaco del Blog. Blogolandia fornirà il Blog e tutto quanto necessario per poter iniziare a scrivere.
    Chi volesse candidarsi ad aprire un Urban Blog del proprio Comune su Blogolandia può farlo consultando www.blogolandia.it o scrivendo a sindaci@blogolandia.it
    L’idea del network di blog urbani si sta dimostrando vincente , unisciti a noi!

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  • Odio 2.0

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 12 Novembre 2007
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    Web 2.0, condivisione, partecipazione.. in una parola facebook.. il sito in cui tutti condividono tutto e si consocono creando nuovi rapporti mediati dalla rete. Il rovescio della medaglia si chiama hatebook.com, il portale della rabbia. L’idea è quella di sfogare, in pieno stile community, la propra rabbia verso il prossimo, “perchè in gruppo si odia meglio” (repubblica.it)

    Su questo sito c’è chi ha verificato l’odio verso i politici di casa nostra, da www.politicaduepuntozero.it

    Mi sono divertito a verificare se tra i più odiati c´erano dei politici di casa nostra e ho scoperto Prodi (22 haters e un nemico dichiarato) e Berlusconi (5 haters riuniti nell´hate-clan ´I fuckin hate Belusconi´). Assenti - per il momento - Veltroni, Fini, Mastella, Di Pietro, Fassino, D´Alema, Bertinotti e Bossi.

    La blogosfera ha reagito al progetto puntando sull’ironia ma c’è chi si chiede se qualcuno non rischi di prendere troppo sul serio la situazione sfogando rabbia vera.. il recente caso finlandese della strage preceduta dal video su youtube ne è un chiaro segnale.. come dobbiamo comportarci di fronte a queste iniziative?

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  • Il denaro immateriale

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 08 Novembre 2007
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    Abbiamo già parlato del www day tenutosi ad Occhiobello il mese scorso. Mi ha colpito, tra le presentazioni, quella di Massimo Bustreo (docente IULM) a proposito di second life e della lezione di sociologia del denaro che i linden dollars generano. Il denaro virtuale è un bel problema, nel senso che presto oltre ai dubbi in merito a fisco e tassazione (i linden dollars sono tassati dal governo USA e hanno un cambio con il dollaro) ci sarà da chiedersi come gestire le moltitudini di monete immateriali esistenti.

    Se un tempo la creazione di sistemi artificiali era complessa e limitata ad idiomi (esperanto) e credi religiosi, oggi gli universi sintetici sono realtà e chiamano alla riflessione. Non credo che i mondi virtuali come second life siano il nuovo internet, troppo lenti, complessi e irreali per essere già nel futuro.. sono però segnali chiari, la rete si organizza e il denaro è un segno dell’evoluzione di un sistema sociale vissuto dagli avatar e mediato dai cavi di rete. Non siamo abituati al denaro immateriale, personalmente in posta preferisco i buoni cartacei a quelli dematerializzati, perchè il denaro è denaro solo se lo senti in mano, un pò come quei vecchi proprietari terrieri che vanno ad acquistare l’auto in contanti.. ecco perchè non capiamo il denaro immateriale, soprattutto noi italiani che usiamo le carte di credito meno degli altri e da sempre ci portiamo appresso questa ammirazione per la moneta sonante.

    I denari immateriali pervadono la rete, in proposito ecco un bel post di Mauro Lupi, e pongono nuove questioni, principalmente due:
    - internet sta cambiando ed eveolve verso un sistema sociale completo?
    - come sarà il denaro del futuro?

    A voi..

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  • Il territorio e la start-up

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 07 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Il tema delle nuove imprese è sempre scottante, soprattutto per chi l’univeristà la ricorda ancora nitidamente ed ha fatto una tesi sui motori di ricerca, quindi su google, invidiando non poco Larry e Sergej (Page e Brin, fondatori di google) divenuti oramai amici dopo 8 mesi di studio delle loro abitudini e vocazioni, per comprendere cosa e come ha portato alla nascita di un business cosi florido.

    Il mio miglior post di sempre in termini di rumore generato è di certo “google poteva nascere in Italia?”, pubblicato su marketingarena nel lontano febbraio.. ora il bravo Antonio Volpon mi fa pensare, con un ottimo post su fucinaweb, al ruolo delle start-up ed in particolare al concetto di humus territoriale.

    Dal future of web apps di Londra Antonio porta a casa gli appunti di una disputa tra Paul Graham e Ryan Carson, figure vicine al mondo del venture capitalism, i quali dibattono sulla necessità o meno di un territorio ricettivo per dare vita ad una start-up di successo. Graham sostiente che la Silicon Valley è il posto giusto, e fa la differenza, in termini di indotto, competenze, esternalità , accesso ai contatti ed al capitale, in una parola humus. Carson dice che la differenza la fanno invece le idee, non i territori.

    Antonio la pensa cosi:

    Chi ha ragione? Probabilmente, come sempre, tutti e nessuno. Ritengo che far crescere una startup in Silicon Valley porti con sè qualche vantaggio se l´idea è buona, ma soprattutto innovativa. E sono convinto che lavorare in quel contesto permetta di chiarire le proprie idee e di confrontarsi su temi altrimenti solo ipotizzabili. Ma non è detto che una startup debba per forza essere venduta dopo sei mesi a Google, esiste forse qualche possibilità per realizzare idee in altri contesti (cioè luoghi), soprattutto se queste riguardano aspetti più legati all´intrattenimento e alla cultura, piuttosto che l´informatica ´spicciola´, come oggi succede per molte startup.

    Io credo che il concetto da richiamare sia quello dei distretti (la S.Valley è un distretto) e che solo un visionario possa sostenere che la Silicon Valley è un luogo come un altro. Detto questo è anche giusto togliere il paraocchi, se Google e Yahoo sono nate in quella zona è anche grazie al fervore di un periodo che non è più, i libri di “storia della silicon valley” (che dura da 15-30 anni) parlano anche di clamorosi fallimenti. Le start up di altro tipo, culturali, manifatturiere, di servizi, turistiche, enogastronomiche, ma anche informatiche possono di certo nascere e prosperare anche altrove, la realtà è però che i grandi boom sono spesso americani.. i boom globali almeno. In questo caso però è forse una dimensione nazionale più che territoriale ad importare. Personalmente credo che l’idea possa fare la differenza, ma la nuova domanda è la seguente: se un’azienda come (Continua a leggere… )

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  • On line i primi materiali del www day: i blog

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 05 Novembre 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    [slideshare id=146235&doc=blog-www-day-2-1193385410533719-3&w=425]

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