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  • ET chiederebbe ancora il telefono per chiamare a casa?

    Vorrei riprendere e approfondire un argomento che mi sta a cuore toccato da Giorgio Soffiato durante l´intervista a Cristian Casarin responsabile della rete vendita di Immobilmente.com.
    Verso la fine dell´articolo si chiede ´ Com´è la percezione di internet delle persone ? Hanno paura o lo vedono come un´opportunità ?´.

    Prendo spunto e voglio porvi una semplice domanda: da dove trae origine la rete Internet? Mi chiedo in particolare quali sono le motivazioni che hanno portato alla sua creazione. Se proviamo a dare una sbirciatina in rete, troviamo diverse motivazioni ma la maggior parte indicano la nascita della rete come ´ Necessità di comunicazione tra dispositivi posti in luoghi diversi a grande distanza tra loro´successivamente, con l´apertura della rete agli utenti privati, tale concetto si è assottigliato diventando nel tempo impercettibile ma in cuor nostro sappiamo bene che il fine ultimo di internet è la relazione, sia essa una comunicazione istantanea o una transazione commerciale, una mail d´amore piuttosto che una fattura.

    Internet, nel tempo, e nella corsa all´ultimo gadget tecnologico, si è trasformato: oggi dire ´ Internet´significa Google, YouTube, Flickr, Blog e chi più ne ha, più ne metta. Ognuno da un significato diverso a seconda dell´esperienza che ha della rete. Prendiamo come esempio proprio i servizi che ho citato poco sopra:

    Google: permette di far comunicare un sito con utente/navigatore;

    YouTube: permette di comunicare le proprie esperienze emozioni, situazioni con dei video;

    Flickr: stessa cosa di YouTube ma con le foto;

    Blog: permette di dire la propria e, a seconda del soggetto che lo scrive (sia esso privato o azienda) permette di comunicare ai navigatori/lettori ciò che si vuol dire, ciò che si vuol comunicare

    Credo che il concetto a questo punto sia chiaro: siamo di fronte a nuove tecnologie che forzatamente e fortunatamente nascono e si evolvono in continuazione, non si contano le nuove proposte di servizio (dalle più utili alle più strane) che ogni giorno il mercato propone, il focus sulla relazione e sulla comunicazione è però sempre presente.

    A cosa serve un sito aziendale? Qual è la funzione di un sito privato? La risposta è una sola: farsi conoscere, quindi comunicare ciò che si è e che si fa. L´unica cosa che cambia è il modo, il mezzo e il servizio, le regole dello scrivere, gli obiettivi, ma alla fine tutti i soggetti che usano il web vogliono comunicare o essere mezzo di comunicazione. Il concetto di comunicare per.. è molto interessante, comunicare per vendere, per giocare, per conoscere, il fatto però che si comunichi sempre qualcosa ci fa capire quanto sia importante conoscere quelle regole di comunicazione che molti danno per scontate ´ tanto 10 anni fa mio cugino ha lavorato in tipografia e sa come si fa la pubblicità ´.

    La Tv vuole comunicare, i Giornali e le Riviste vogliono comunicare, i Cartelloni Pubblicitari vogliono comunicare, il Logo Aziendale vuole comunicare, ET vuole comunicare.Tutti vogliono dire la loro in questo mondo e tutto quello che ci circonda è comunicazione Internet è un nuovo modo di comunicare, libero dai 30´secondi dello spot televisivo, dai moduli della pagina di giornale e dal momento di passaggio di fronte ad un cartellone pubblicitario, internet permette l´approfondimento che nessuno consente e la multimedialità che altrove è limitata. Tutti i sensi (o quasi) sono stimolati, è quindi pseudo-folle non comprendere che questo mezzo, ancora low cost perchè in fase evolutiva, è la chiave per la comunicazione del futuro. Nessuno vuole uccidere la tv o i giornali, siamo tutti convinti però che internet debba essere integrato in azienda, probabilmente ET nel 2007 non chiederebbe più un telefono.

    Mattia Soragni
    www.immobilmente.com

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  • La vendita nel 2007 - un pò di operatività in questo marketing di teorie

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 06 Marzo 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    SWM incontra Cristiano Casarin, responsabile della rete vendita di immobilmente.com, esperienze nell´editoria e in svariati altri settori fanno di lui un profondo conoscitore della situazione italiana a livello commerciale.

    Buongiorno Cristiano, com´è cambiata la gestione della rete commerciale dagli anni 90 ad oggi?

    Innanzitutto buongiorno a tutti i lettori…
    Le reti commerciali a metà degli anni 90, quando ho iniziato la mia carriera di agente di commercio, erano molto più complesse; formate da molti venditori che si dovevano suddividere non zone ma quartieri. La politica commerciale di molte grandi aziende, che gestivano la pubblicità sui giornali era: ´un uomo un modulo´ quindi più uomini erano sul bacino più moduli (spazi pubblicitari) si vendevano.Di conseguenza la gestione della rete commerciale era frazionata in molti agenti junior che gestivano tanti piccoli clienti, ( la maggior parte con il porta a porta), e pochi agenti senior che gestivano i numericamente limitati big spender.
    Oggi, ritengo si sia arrivati a cercare di avere meno account ma con più qualità e con portafogli clienti più importanti. Di conseguenza la gestione della rete vendita diventa meno dispersiva ma forse più accorta ed impegnativa, in quanto l´area manager si trova costretto a gestire al meglio e con maggior impegno gli agenti di zona per fare in modo che crescano e che riescano a sopperire con la qualità alla quantità .

    Vendere ´sul campo´ è molto diverso dalla teoria di vendita, come ti relazioni ed integri con la struttura di marketing di immobilmente?

    E´ la stessa differenza che esiste tra le ore di attesa che precedono la prima sera con una bella ragazza e quando ci sei di fronte a cena.
    La vendita dovrebbe essere lo scopo del marketing quindi la sua naturale conseguenza.
    A volte invece ho l´impressione che il marketing abbia la presunzione di essere fine a se stesso. La sinergia è l´arma fondamentale che esiste tra il marketing immobilmente e la vendita che io curo direttamente. Solamente il venditore riesce a captare gli umori e le esigenze del cliente. Non dimentichiamo che è il cliente l´obiettivo del marketing.
    Possiamo tranquillamente affermare che manca in molti ragazzi la volontà e l´ambizione di investire su se stessi. Non mi dilungo a dar colpe, anche perch?egrave; ?non mi compete, ma ritengo che ogni ragazzo che si affaccia al lavoro dovrebbe riflettere su cosa effettivamente offre il mercato. A volte ho l´impressione che si continui a ricercare le professioni che si ricercavano 20 anni fa senza rendersi conto dei cambiamenti che ha subito il mondo del lavoro e il mercato stesso. Se ci dovesse essere una presa di coscienza dei giovani, la formazione dovrebbe spettare come è ovvio all´università o per lo meno a delle aziende che abbiano connivenze con la scuola pubblica e che diano una preparazione adeguata. Ma ritengo che sia indispensabile soprattutto un cambiamento nel modo di vedere la professione da parte dei giovani. Faccio un piccolo appello: ´Ragazzi ricordatevi che tra pochi anni il libero professionismo e di conseguenza la partita iva diventerà una forma davvero importante e quasi indispensabile per essere regolarizzati e dei professionisti´

    L´agenzia Boraso.com ha ideato uno strumento di integrazione on line ‴ off line davvero interessante, tu hai venduto comunicazione sui giornali per diversi anni, oggi ti trovi ad affrontare il mondo internet come una nuova sfida, quali sono le differenze tangibili?

    Ti dirò che l´unica differenza sta nella difficoltà che ha la gente di comprendere che internet è già una realtà consolidata e non il futuro!! Ritengo solamente che i grandi esperti di comunicazione on line debbano scoprire nuove forme di intervento per soddisfare una enorme nicchia di mercato medio basso che in questo momento non riesce a trovare una sua collocazione.
    Non mi stancherò mai di ripeterlo…. Internet deve essere reso alla portata di tutti i target di clienti per il semplice motivo che il grosso mercato in Italia, è formato da medio piccole imprese e non da multinazionali come in America….
    L´unico modo per far questo è innanzitutto cercare di delocalizzare la comunicazione on line; e permettere ad aziende che hanno interessi regionali o addirittura provinciali di comunicare col proprio vicino.

    In futuro, con internet sempre più pervasivo e presente nelle nostre vite e che minaccia di far sparire i giornali come vedi la funzione vendita?

    Sono assolutamente convinto che i quotidiani in quanto tale, nn spariranno mai.
    Tutto quello che leggiamo sono provocazioni da parte di editori molto potenti che hanno la consapevolezza che internet sta davvero assumendo dimensioni di comunicazione, forse fino a 5 anni fa impensate e di conseguenza si chiedono se valga davvero la pena continuare a investire miliardi di dollari o di euro per fare un certo tipo di comunicazione tardiva e non del tutto in linea con le esigenze di velocità che ha il mercato odierno.

    Ma rilancio con una provocazione

    Chi rimarrebbe davanti allo schermo di un computer per leggere 20 pagine di approfondimenti alla notizia? oppure mettersi a stampare 40 fogli A4 ?

    Tornando al ruolo della vendita per quanto concerne il settore on line web internet, rimane e rimarrà alla base di tutto il rapporto di fiducia che riusciremo ad instaurare con il nostro cliente, e la qualità -penetrazione che il prodotto ha sul mercato di riferimento.

    Com´è la percezione di internet delle persone che incontri ogni giorno? Hanno paura o lo vedono come un´opportunità ?

    Nel mio peregrinare quotidiano, mi accorgo che esiste nel cliente medio, la poca o quasi inesistente conoscenza del modo in cui dovrebbe far comunicazione.La maggior parte delle imprese non si informa prima di investire il proprio denaro.L´imprenditore deve capire che il terget di riferimento è fondamentale per raggiungere lo scopo;non importa con quante persone comunichi ma con chi comunichi.Si tende nella maggior parte dei casi, a praticare e pianificare i media che hanno maggior quantità di afflusso.Questo va bene per pochi settori mercelologici come la grossa distribuzione (soprattutto alimentari, abbigliamento) ma nn per la maggior parte delle attività che fanno impresa.
    Se prendiamo in considerazione il terziario che oramai anche in Italia ha raggiunto la maggior parte della torta economica, il targettizzare è diventato fondamentale per fare una comunicazione mirata e meno dispersiva.
    In virtù di questo, INTERNET, è e sarà sempre più, il mezzo per parlare nello specifico con il nostro utente.E´ comunque indubbio che la stragrande maggioranza degli imprenditori che io incontro quotidianamente, hanno il timore di investire in internet perchè nn lo vedono ancora un vero e proprio mezzo di comunicazione come lo sono i press e le televisioni.
    Mi permetto di muovere una critica al mondo del web…
    …quando parliamo di internet non riduciamo sempre il tutto ai blog ai video e all´aspetto ludico del web!!! Diamo informazioni a chi ci ascolta (quindi anche ai potenziali clienti) di capire come si può investire denaro nella rete.Secondo il mio punto di vista se in questo momento solo il 2% degli investimenti confluisce nel web la colpa è anche di chi dovrebbe venderlo il web!
    Sono realmente convinto che se iniziamo a proporlo con un modo di comunicare semplice ma efficace, i risultati e il business vero nel breve si vedono.Molto spesso, quando partecipo alle convention ai meeting sull´universo internet, ho come l´impressione che non si sia ancora ben compreso come fare davvero business.
    Deve essere la rete ad avvicinarsi al cliente e non aspettare che il cliente prenda coscienza dell´importanza della comunicazione in rete!!

    La vendita è cambiata? E´ vero che è sempre più una relazione e che il cliente è sempre più coinvolto nel prodotto o, sostanzialmente, è sempre stato cosi?

    A quest´ultima domanda ho in parte risposto nelle affermazioni precedenti…
    Non è cambiata la vendita sono cambiate le necessità del cliente.
    Ora il cliente ha meno denaro da investire , che negli anni 90.
    Quindi il binomio vincente è PRODOTTO-VENDITORE
    Un tempo si riuscivano a chiudere contratti anche con prodotti non di grossa penetrazione, ora il nostro interlocutore, è attento, informato, smaliziato, e sa o crede di saper bene di cosa necessita.
    Ritengo che ora più che mai sia fondamentale la fidelizzazione tanto quanto lo sviluppo.
    La correttezza ricopre un ruolo principale della gestione del cliente.
    Ormai i ´venditori furbi´ hanno poco futuro.E´ il momento di riservare all´organizzazione del lavoro più spazio di un tempo, prima di visitare un cliente è necessario avere più informazioni possibili su cliente stesso.Per concludere ora nn si improvvisa più, è necessario essere preparati sul prodotto che si propone sul nostro potenziale cliente e conoscere qual è il nostro obiettivo prima di muoverci.

    VENDERE GHIACCIO AGLI ESCHIMESI NN SIGNIFICA ESSERE DEI BUONI VENDITORI …SIGNIFICA AVER FREGATO IL CLIENTE…che in questo caso di ghiaccio nn ne aveva bisogno.(ma semmai di una caldaia…)

    Ringraziamo sinceramente Cristiano Casarin per il suo contributo che avvicina non poco il contesto operativo a quello del marketing teorico, i concetti espressi sono molti e di assoluto rilievo, cosa ne pensate?

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  • La vendita nel 2007 - un pò di operatività in questo marketing di teorie

    SWM incontra Cristiano Casarin, responsabile della rete vendita di immobilmente.com, esperienze nell´editoria e in svariati altri settori fanno di lui un profondo conoscitore della situazione italiana a livello commerciale.

    Buongiorno Cristiano, com´è cambiata la gestione della rete commerciale dagli anni 90 ad oggi?

    Innanzitutto buongiorno a tutti i lettori.
    Le reti commerciali a metà degli anni 90, quando ho iniziato la mia carriera di agente di commercio, erano molto più complesse; formate da molti venditori che si dovevano suddividere non zone ma quartieri. La politica commerciale di molte grandi aziende, che gestivano la pubblicità sui giornali era: ´un uomo un modulo´quindi più uomini erano sul bacino più moduli (spazi pubblicitari) si vendevano.Di conseguenza la gestione della rete commerciale era frazionata in molti agenti junior che gestivano tanti piccoli clienti, ( la maggior parte con il porta a porta), e pochi agenti senior che gestivano i numericamente limitati big spender.
    Oggi, ritengo si sia arrivati a cercare di avere meno account ma con più qualità e con portafogli clienti più importanti. Di conseguenza la gestione della rete vendita diventa meno dispersiva ma forse più accorta ed impegnativa, in quanto l´area manager si trova costretto a gestire al meglio e con maggior impegno gli agenti di zona per fare in modo che crescano e che riescano a sopperire con la qualità alla quantità .

    Vendere ´ sul campo´è molto diverso dalla teoria di vendita, come ti relazioni ed integri con la struttura di marketing di immobilmente?

    E´ la stessa differenza che esiste tra le ore di attesa che precedono la prima sera con una bella ragazza e quando ci sei di fronte a cena.
    La vendita dovrebbe essere lo scopo del marketing quindi la sua naturale conseguenza.
    A volte invece ho l´impressione che il marketing abbia la presunzione di essere fine a se stesso. La sinergia è l´arma fondamentale che esiste tra il marketing immobilmente e la vendita che io curo direttamente. Solamente il venditore riesce a captare gli umori e le esigenze del cliente. Non dimentichiamo che è il cliente l´obiettivo del marketing.
    Possiamo tranquillamente affermare che manca in molti ragazzi la volontà e l´ambizione di investire su se stessi. Non mi dilungo a dar colpe, anche perchè non mi compete, ma ritengo che ogni ragazzo che si affaccia al lavoro dovrebbe riflettere su cosa effettivamente offre il mercato. A volte ho l´impressione che si continui a ricercare le professioni che si ricercavano 20 anni fa senza rendersi conto dei cambiamenti che ha subito il mondo del lavoro e il mercato stesso. Se ci dovesse essere una presa di coscienza dei giovani, la formazione dovrebbe spettare come è ovvio all´università o per lo meno a delle aziende che abbiano connivenze con la scuola pubblica e che diano una preparazione adeguata. Ma ritengo che sia indispensabile soprattutto un cambiamento nel modo di vedere la professione da parte dei giovani. Faccio un piccolo appello: ´Ragazzi ricordatevi che tra pochi anni il libero professionismo e di conseguenza la partita iva diventerà una forma davvero importante e quasi indispensabile per essere regolarizzati e dei professionisti´

    L´agenzia Boraso.com ha ideato uno strumento di integrazione on line - off line davvero interessante, tu hai venduto comunicazione sui giornali per diversi anni, oggi ti trovi ad affrontare il mondo internet come una nuova sfida, quali sono le differenze tangibili?

    Ti dirò che l´unica differenza sta nella difficoltà che ha la gente di comprendere che internet è già una realtà consolidata e non il futuro!! Ritengo solamente che i grandi esperti di comunicazione on line debbano scoprire nuove forme di intervento per soddisfare una enorme nicchia di mercato medio basso che in questo momento non riesce a trovare una sua collocazione.
    Non mi stancherò mai di ripeterlo. Internet deve essere reso alla portata di tutti i target di clienti per il semplice motivo che il grosso mercato in Italia, è formato da medio piccole imprese e non da multinazionali come in America.
    L´unico modo per far questo è innanzitutto cercare di delocalizzare la comunicazione on line; e permettere ad aziende che hanno interessi regionali o addirittura provinciali di comunicare col proprio vicino.

    In futuro, con internet sempre più pervasivo e presente nelle nostre vite e che minaccia di far sparire i giornali come vedi la funzione vendita?

    Sono assolutamente convinto che i quotidiani in quanto tale, nn spariranno mai.
    Tutto quello che leggiamo sono provocazioni da parte di editori molto potenti che hanno la consapevolezza che internet sta davvero assumendo dimensioni di comunicazione, forse fino a 5 anni fa impensate e di conseguenza si chiedono se valga davvero la pena continuare a investire miliardi di dollari o di euro per fare un certo tipo di comunicazione tardiva e non del tutto in linea con le esigenze di velocità che ha il mercato odierno.

    Ma rilancio con una provocazione

    Chi rimarrebbe davanti allo schermo di un computer per leggere 20 pagine di approfondimenti alla notizia? oppure mettersi a stampare 40 fogli A4 ?

    Tornando al ruolo della vendita per quanto concerne il settore on line web internet, rimane e rimarrà alla base di tutto il rapporto di fiducia che riusciremo ad instaurare con il nostro cliente, e la qualità -penetrazione che il prodotto ha sul mercato di riferimento.

    Com´è la percezione di internet delle persone che incontri ogni giorno? Hanno paura o lo vedono come un´opportunità ?

    Nel mio peregrinare quotidiano, mi accorgo che esiste nel cliente medio, la poca o quasi inesistente conoscenza del modo in cui dovrebbe far comunicazione.La maggior parte delle imprese non si informa prima di investire il proprio denaro.L´imprenditore deve capire che il terget di riferimento è fondamentale per raggiungere lo scopo;non importa con quante persone comunichi ma con chi comunichi.Si tende nella maggior parte dei casi, a praticare e pianificare i media che hanno maggior quantità di afflusso.Questo va bene per pochi settori mercelologici come la grossa distribuzione (soprattutto alimentari, abbigliamento) ma nn per la maggior parte delle attività che fanno impresa.
    Se prendiamo in considerazione il terziario che oramai anche in Italia ha raggiunto la maggior parte della torta economica, il targettizzare è diventato fondamentale per fare una comunicazione mirata e meno dispersiva.
    In virtù di questo, INTERNET, è e sarà sempre più, il mezzo per parlare nello specifico con il nostro utente.E´ comunque indubbio che la stragrande maggioranza degli imprenditori che io incontro quotidianamente, hanno il timore di investire in internet perchè nn lo vedono ancora un vero e proprio mezzo di comunicazione come lo sono i press e le televisioni.
    Mi permetto di muovere una critica al mondo del web.
    E quando parliamo di internet non riduciamo sempre il tutto ai blog ai video e all´aspetto ludico del web!!! Diamo informazioni a chi ci ascolta (quindi anche ai potenziali clienti) di capire come si può investire denaro nella rete.Secondo il mio punto di vista se in questo momento solo il 2% degli investimenti confluisce nel web la colpa è anche di chi dovrebbe venderlo il web!
    Sono realmente convinto che se iniziamo a proporlo con un modo di comunicare semplice ma efficace, i risultati e il business vero nel breve si vedono.Molto spesso, quando partecipo alle convention ai meeting sull´universo internet, ho come l´impressione che non si sia ancora ben compreso come fare davvero business.
    Deve essere la rete ad avvicinarsi al cliente e non aspettare che il cliente prenda coscienza dell´importanza della comunicazione in rete!!

    La vendita è cambiata? E´ vero che è sempre più una relazione e che il cliente è sempre più coinvolto nel prodotto o, sostanzialmente, è sempre stato cosi?

    A quest´ultima domanda ho in parte risposto nelle affermazioni precedenti
    Non è cambiata la vendita sono cambiate le necessità del cliente.
    Ora il cliente ha meno denaro da investire , che negli anni 90.
    Quindi il binomio vincente è PRODOTTO-VENDITORE
    Un tempo si riuscivano a chiudere contratti anche con prodotti non di grossa penetrazione, ora il nostro interlocutore, è attento, informato, smaliziato, e sa o crede di saper bene di cosa necessita.
    Ritengo che ora più che mai sia fondamentale la fidelizzazione tanto quanto lo sviluppo.
    La correttezza ricopre un ruolo principale della gestione del cliente.
    Ormai i ´ venditori furbi´hanno poco futuro.E´ il momento di riservare all´organizzazione del lavoro più spazio di un tempo, prima di visitare un cliente è necessario avere più informazioni possibili su cliente stesso.Per concludere ora nn si improvvisa più, è necessario essere preparati sul prodotto che si propone sul nostro potenziale cliente e conoscere qual è il nostro obiettivo prima di muoverci.

    VENDERE GHIACCIO AGLI ESCHIMESI NN SIGNIFICA ESSERE DEI BUONI VENDITORI SIGNIFICA AVER FREGATO IL CLIENTEche in questo caso di ghiaccio nn ne aveva bisogno.(ma semmai di una caldaia)

    Ringraziamo sinceramente Cristiano Casarin per il suo contributo che avvicina non poco il contesto operativo a quello del marketing teorico, i concetti espressi sono molti e di assoluto rilievo, cosa ne pensate?

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  • Proximity Marketing (parte seconda)

    Il nostro post sul Proximity Marketing è piaciuto, talmente tanto che abbiamo colto la palla al balzo ed abbiamo chiesto ad un esperto di chiarire per noi alcune questioni spinose. Ospite di Sitiwebmarketing è oggi il preparatissimo Francesco Baschieri di www.waymedia.it che ci toglierà alcune curiosità

    - proximity marketing e bluetooth marketing sono la stessa cosa?

    In generale, no. Nel senso che per proximity marketing si intendono tutti i messaggi di Marketing che sono veicolati in prossimità del luogo in cui poi avviene la transazione di acquisto. Quindi anche un’azione di volantinaggio di fronte a una pizzeria è a tutti gli effetti Proximity Marketing.

    Se invece parliamo di Proximity Mobile Marketing, allora le cose si complicano un po’. Qui si tratta di fare arrivare un messaggio di marketing sul dispositivo Mobile di un utente (con tutte le caratteristiche di “personalità ” che questo mezzo ha) quando l’utente si trova in un posto preciso.
    I problemi che si pongono sono due: localizzare l’utente e trasmettere il contenuto.

    Per localizzare l’utente ci sono svariati modi: triangolazione del segnale delle celle GSM, localizzazione GPS, uso di un trasmettitore locale (Bluetooth o WiFi) ecc… Ma si possono utilizzare anche tecniche che prevedono il riconoscimento di un codice a barre standard o bi-dimensionale (Q-code, Semacode, ecc…) utilizzando la telecamera del telefonino.
    Per trasmettere i dati i sistemi sono sostanzialmente due: uso della rete cellulare oppure sfruttamento di un canale free (bluetooth, wi-fi, NFC, UWB, ecc… ecc…)

    Per tanti motivi di natura tecnologica e commerciale, il Bluetooth sembra essere la tecnologia più promettente.

    - E’ gratuito
    - Risolve entrambi i problemi con un’unica tecnologia
    - E’ molto diffuso (oggi ce l’hanno di default il 90% dei telefoni venduti) grazie al fatto che è economico e soprattutto, a differenza del WiFi, è “tirato” da altre applicazioni quali auricolari wireless, vivavoce in macchina, ecc…
    - Consuma molta meno batteria del WiFi
    - E’ più “robusto” e poco sensibile ai disturbi. In un’area possono convivere molti più trasmettitori Bluetooth che non WiFi.

    - Mi sembra che questa tecnica sia assolutamente innovativa, per una piccola o media impresa i costi sono accessibili?

    I costi del servizio in se sono assolutamente accessibili per le piccole e medie imprese. In occasione di fiere o eventi abbiamo fornito i ns. apparecchi anche ad aziende non certo “enormi”.
    Noi siamo per vocazione dei “tecnici” e di solito ci limitiamo a fornire gli apparati e la gestione del servizio. Ma col tempo ci siamo accorti che la nostra esperienza e la nostra conoscenza del mezzo ha un grosso valore e consente di ottenere il massimo dei risultati dalle campagne. Per questo motivo stiamo offrendo sempre più servizi a valore aggiunto che vanno dalla pianificazione dei “punti di distribuzione” fino alla realizzazione di contenuti custom da inviare sui telefoni degli utenti (giochi java, applicazioni, ecc…)

    - come avviene la pianificazione di una campagna di proximity marketing?

    Ci vorrebbe una serie di articoli solo per rispondere a questa domanda. Bisogna innanzitutto conoscere il mezzo e soprattutto i suoi limiti.

    Noi pensiamo che questa prima generazione di sistemi (attualmente in waymedia stiamo già lavorando a grosse novità ) sia adatta soprattutto per la distribuzione di “gadget multimediali” che vanno ad integrarsi in strategie di marketing cross-media. Non solo bluetooth, quindi, ma anche e soprattutto comunicazione visiva. In futuro, quando le cose diventeranno più interattive, questa tecnologia potrà essere usata in molti altri tipi di campagne ma oggi la sua collocazione principale dovrebbe essere questa. E non è poco.

    Veniamo agli aspetti tecnici.

    E’ importante che nei pressi del punto di distribuzione dei contenuti (pensilina dell’autobus, totem pubblicitario, monumento, ecc…) sia presente una cartellonistica adeguata poichè bisogna fare capire all’utente che c’è la possibilità di scaricare un contenuto interessante in modo gratuito. Soprattutto bisogna dirgli in anticipo cosa si scaricherà e non affidarsi a frasi del tipo “attiva il tuo bluetooth e riceverai una sorpresa” che non vogliono dire nulla e spesso sortiscono l’effetto opposto: rifiuto dei contenuti e disaffezione.

    Molti pensano ad esempio che sia sufficiente andarsene in giro con un trasmettitore nello zaino (magari all’interno di una fiera) per distribuire a tutti la propria pubblicità . Purtroppo ci si rende subito conto che la cosa (per fortuna) non funziona. Per ricevere il contenuto, infatti, è necessario dare il proprio consenso a una richiesta di trasmissione del tipo “Vuoi ricevere un contenuto via Bluetooth da”. Questo meccanismo rende di fatto impossibile lo spamming, che è una tentazione forte in un canale di trasmissione gratuito.

    Inoltre, questa richiesta di consenso è quasi sempre silenziosa e scompare dopo pochi secondi oppure quando si esce dal raggio del trasmettitore. Risultato: un sacco di contatti che vengono registrati come ignorati, perchè le persone che magari si trovano con il Bluetooth acceso non si accorgono nemmeno della notifica. E spesso si sprecano delle risorse (in termini possibilità dell’hardware) che potrebbero essere utilizzate per fornire un servizio più performante alle persone veramente interessate.

    Bisogna quindi ridurre il raggio di azione del trasmettitore alle immediate vicinanze (Prossimità ) della cartellonistica, per essere sicuri che le persone interpellate siano effettivamente interessate ai contenuti.

    Una volta stabilito questo, bisogna rivolgere l’attenzione ai contenuti. Le possibilità sono molte e vanno dalle animazioni ai brani mp3 alle applicazioni java. Il tutto trasmesso a banda larga (con i telefoni di ultima generazione si viaggia a 2Mbit/s) e gratuitamente. Bisogna evitare, come già detto, di trasmettere cose inutili per il cliente, come una sequenza di gif animate testuali o cose del genere. Molto meglio un filmato divertente o una suoneria gratuita. E’ necessario sfruttare al massimo il meccanismo di viral marketing che si può instaurare se si fornisce un contenuto interessante. Noi in Waymedia puntiamo molto su piccoli games java a brand del cliente, tipo campo minato o spacca-quindici. Vanno benissimo per trascorrere qualche minuto in attesa alla pensilina dell’autobus oppure in viaggio. E vengono passati da un utente all’altro anche mesi dopo la fine della campagna.

    Altro modo per incentivare i download è quello di creare campagne bonus o competition, in cui un download ogni 100 rappresenta un buono per ritirare un premio o cose del genere.

    - Chi sono i target prediletti per il proximity marketing? Possiamo immaginare giovani e uomini d’affari ben integrati con la tecnologia, è cosi?

    Beh, è difficile pensare a un target di casalinghe pensionate, comunque le uniche limitazioni che vedo sono legate alla tecnologia (che come complessità è però equivalente a mandare un SMS) ma soprattutto all’interesse per il contenuto erogato. Se la tecnologia è utilizzata per fornire informazioni turistiche, ad esempio mini-guide a un monumento piuttosto che a un quadro, non vedo perchè non potrebbe avere un bacino di utenza più ampio. Però qui andiamo fuori dall’ambito del Proximity Marketing propriamente detto.

    Non possiamo non ringraziare Francesco per la Sua cortesia, se avete curiosità su un argomento tanto tecnico questo è il momento :-)

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  • Bluetooth e proximity marketing

    In rete se ne parla, ma ancora non troppo. Un argomento quindi ideale per chi come noi cerca di delineare le nuove tendenze del marketing, soprattutto quando c´è di mezzo la tecnologia. Oggi parliamo di proximity e bluetooth marketing.

    Il bluetooth è un protocollo di trasmissione dati che molti telefoni cellulari includono, quasi tutti ormai. Gli utenti possono decidere se lasciare aperto o chiuso (acceso o spento) questo tipo di protocollo e, quando questo è in posizione on, permettere agli altri di vedere che il dispositivo si trova all´interno di questa rete di prossimità (diciamo un raggio di 150 metri). Tutto questo può sembrare insignificante, ma se consideriamo che tutti gli utilizzatori di auricolari senza fili piuttosto che di navigatori satellitari ne fanno uso, ci rendiamo conto che il fenomeno è assolutamente di massa e spesso molti non si curano di accendere e spegnere il segnale lasciando ´ esposto´il proprio telefono alle altrui richieste.

    Proprio basandosi su questo principio molte società hanno iniziato a lavorare a strumenti di marketing di prossimità . Il bluetooth marketing è uno strumento di frontiera che presenta quindi alcune limitazioni tecnologiche (copertura del segnale e compatibilità con i telefoni) e legislative (privacy) ma ha di certo grandi potenzialità , soprattutto legate a particolari nicchie nel mercato della comunicazione, ad esempio l´event marketing. Fiere, congressi, stand, ma anche discoteche, eventi sportivi, concerti. Più problematica appare la distribuzione a livello ´ street´perchè questo ambiente amplifica i problemi citati prima.

    Occhi aperti quindi su questa tecnica assolutamente innovativa che potrebbe davvero dare una interessante spinta ai propri business. SitiWebMarketing segnalerà nell´area ´ news dalla rete´tutte le novità in materia, soprattutto quelle legate ai costi per capire se le nostre piccole e medie imprese possono avere accesso a questo nuovo strumento.

    Ne hanno parlato

    Alfredo Martinelli

    Proxi-ma

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  • Italia.it - per saperne di più -

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 28 Febbraio 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

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  • Italia.it - per saperne di più -

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