Il marketing è una scienza tanto inesatta quanto complicata, e l´università ha il suo bel da fare per modellizzarne le leggi. Imparare il marketing può essere molto interessante, ma è quasi utopico chiedere a chi ce lo insegna in 30, 60 o 90 ore una panoramica globale sul tema: la conoscenza in termini di marketing appresa all´università è tanto importante quanto quella personalmente sviluppata e ricercata nei modi più svariati. In questo senso la rete viene i aiuto con iniziative molto speciali, vogliamo approfondirne una: il barcamp. In particolare quello tenutosi al centro ´ La Ghirada´vicino a Treviso il 22 e il 23 settembre.
Da un recente articolo di www.marketingarena.it:
Andiamo con ordine, chiariamo che cos´è un Barcamp: un barcamp è un vero e proprio convegno open-source, senza inviti nè gerarchie, dove il pubblico è parte attiva dell’evento e i contenuti non sono presentati da un ristretto gruppo di relatori, ma preparati in maniera partecipativa, grazie al formato wiki. Obiettivo: condividere e imparare in un ambiente aperto e libero.
Il tema del Barcamp Ghirada era la rete e i suoi utilizzi e sviluppi: i temi proposti erano essenzialmente il web 2.0, lo user generated content e lo user generated advertising, secondo life e così via..Noi di MA non potevamo mancare.
La Ghirada è stato un luogo ideale dove tenerlo, sia dal punto di vista estetico che pratico. Il convegno era organizzato in 4 sale dove ognuno poteva esporre il proprio argomento quindi ho dovuto sacrificare qualche intervento non avendo ancora il dono dell´ubiquità .
Il bello del barcamp e dei vari barcamp spontaneamente organizzati in giro per l´italia sta nella qualità degli interventi, solitamente molto ´ di frontiera´che permettono di cogliere le tendenze dell´economia dell´innovazione in tutte le sue forme. Nel recente barcamp ha colpito il caso di zooppa.com, azienda ubicata in un rustico di Roncade (presso H-farm) che sta reinventando la pubblicità sul web con un´età media di 29 anni ed un fatturato di quasi 10 milioni di euro.
Concludendo, noi pensiamo che le due forme di apprendimento ´ universitario´e ´ personale´non configgano o si escludano a vicenda, anzi si completino. All´università il compito di fornire un vocabolario di marketing ed una lente di ingrandimento per comprendere con mente critica le dinamiche della vita reale, alle esperienze personali invece la ricerca di un marketing dinamico e applicato tutto da analizzare grazie agli strumenti citati poco fa.
Ciò che serve per un professionista del marketing è quindi un buon mix di formazione, curiosità e conoscenza del tema, la parte di aggiornamento può oggi essere svolta con interessanti forme di apprendimento condiviso che sfociano in veri e propri corsi di formazione ´ many-to-many´assolutamente open source.


Non si può non riconoscere all’avvento del web 2.0 una grande spinta evolutiva, soprattutto in termini di partecipazione e condivisione. E’ però altrettanto onesto riflettere sul fattore moda che il termine ha innescato: oggi tutti chiedono siti 2.0 e parlano di wikieconomie e blog aziendali..
Pensavamo di raccontare una storia tra l’incredibile e il fiabesco, in realtà la cosa è molto vicina alla diplomazia internazionale. Il caso: Aleksandr Posonov, direttore di una scuola secondaria degli Urali, rischia 8 mila euro di Russia e una vacanza forzata di 5 anni in Siberia per aver installato (o fatto installare, o chiuso un occhio in merito all’installazione) alcune copie illegali di microsoft windows nei computer della scuola. Siamo nel febbraio 2007 ma sembra che la notizia abbia avuto più risalto tra i media tradizionali che nella blogosfera visto che non sono in moltissimi a parlarne.
Il gioco di parole è voluto: fiducia nel marketing e marketing della fiducia, quali relazioni? La fiducia è una delle chiavi del successo, in particolare perchè driver di ben altre possibilità . Il marketing virale, che ultimamente va molto di moda, ha nelle proprie basi proprio la fiducia: se ho fiducia in un prodotto o servizio di certo passerò parola, fungendo da influenzatore, diversamente è difficile che io mi spenda per consigliare qualcosa di cui non ho assuluta certezza.
Era partito in sordina il progetto www.fon.com basato sull’idea “condividi il tuo wi-fi, e gli altri nel mondo condivideranno il loro wi-fi con te”. Fon è la più grande community wi-fi del mondo ed oggi arriva la notizia che nel Regno Unito FON diventa BT FON grazie ad un accordo davvero interessante con British Telecom.
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