News: Archivo » Agosto 2007

  • ICar: Da apple un ufficio a 4 ruote

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 31 Agosto 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    Nell’immagine del TimesOnLine sembra una via di mezzo tra un New Beetle e un IMac, e il progetto non è del tutto fantasioso visto che il capo di Volkswagen, Martin Winterkorn, e Steve Jobs di apple si sono visti e si rivedranno per qualche chiacchera in merito. L’obiettivo è quello di creare un ufficio (ma anche un entertainment point) su 4 ruote facendo coincidere gli interessi lavorativi e il tempo libero.

    La possibile unione di due lovemark cosi potenti e amati potrebbe risultare vincente, soprattutto se gli intenti di produrre un’auto semplice ma interessante e venderla a 6.000 euro si riveleranno veritieri. La spinta alla partnership viene anche da un paventato accordo Ford - Microsoft che punta ad introdurre già in autunno un sistema di comunicazione ed entertainment “in car” chiamato.
    Anche BMW e Intel hanno sviluppato un sistema simile per la “Serie 7″ che prevede rete LAN e bluetooth in auto.

    Due considerazioni:

    - nonostante i tentativi degli altri la sensazione è che una potenziale collaborazione tra apple e beetle potrebbe risultare molto “gustosa”: serve di certo un sistema semplice e intuitivo - e chi meglio di apple? - Ma anche un design ironico e accattivante, ed ecco beetle. Potrebbe insomma arrivare una sorpresa davvero divertente.

    - sarà di certo necessario ripensare a breve il ruolo dell’auto. Per molti, muniti di auricolare (quando va bene..) l’auto è già un’ufficio ambulante ed il viaggio risulta spesso utile per “sbrigare” telefonate e lavoro arretrato. Per provare a concepire diversamente l’utilizzo del tempo in auto per scopi lavorativi sarà però necessario arrivare ad un buon dominio dei comandi vocali e soprattutto all’individuazione di operazioni da compiere in viaggio senza diminuire la soglia di attenzione alla strada.

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  • Dal web 1.902 lingue artificiali!

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 28 Agosto 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    Una delle più famose “creatrici” di nuovi idiomi è Sonja Elen Kisa, linguista canadese che dal 2001 ha pubblicato il linguaggio Toki Pona (letteralmente buona lingua), uno dei più diffusi sul web, che si compone di 14 fonemi e 118 parole e si configura come ideale per scambiarsi opinioni e messaggi, ma soprattutto per chattare vista la scarsa complessità .

    Non è di certo la prima volta che si inventano nuovi idiomi (klingon è la lingua di star trek e ku quella parlata da Nicole Kidman in “the interpreter” ad esempio) ma su internet il fenomeno si sta espandendo alla grande, sono infatti 1902 le lingue artificiali costruite sul web ed accuratamente censite da http://www.langmaker.com. Il Los Angeles Times dedica alla notizia un servizio interessante in cui si riporta anche il nome dell’arte di inventare linguaggi: conlang.

    La storia degli idiomi creati di recente non è mai stata ricca di successi, si segnala come unica eccezione l’esperanto creato dal polacco Ludovic Zamenhof. Il linguaggio universale (almeno nei sogni del suo creatore) è ad oggi parlato da oltre 2 milioni di persone, di cui 1000 nativi.
    Il ruolo di internet è di certo legato all’elevata potenzialità di diffusione di tali innovativi modi di comunicare, ciò che può fare la differenza è probabilmente il contesto d’uso: nessuno imparerebbe un nuovo linguaggio completo per una sola funzione (anche in virtù del fatto che l’inglese apre quasi tutte le porte) ma è palese che se per chattare o giocare alla grande bastano 100 parole, qualcuno ci farà anche un pensierino..

    Per l’immagine: lingvisto.org

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  • Skebby: sopravvalutato o invidiato?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 23 Agosto 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    La sua invenzione si chiama skebby, e lui si chiama Davide Marrone, ha 24 anni ed ha conquistato un’inattesa popolarità grazie ad un programmino la cui diffusione aumenta di giorno in giorno. Interviste, telefonate, articoli, sito in tilt, insomma tutti gli ingredienti per una vera mania virale.

    Ma cos’è skebby? Si tratta di un software che sfrutta la possibilità di inviare gratuitamente messaggi da diversi siti come vodafone, alice, tin.it etc.. il costo è rappresentato non tanto dall’invio del messaggio, quanto dalla connessione dati effettuata dal telefonino. Per quanto alcuni siti e blog di tecnologia (matteo moro, 8log, Marco Camisani Calzolari, Napolux) non abbiano dato la stessa enfasi dei giornali al programma, noi pensiamo che se questa idea ha fatto tanto rumore e tanta notorietà ha dato al suo creatore:

    - è davvero buona
    - oppure le altre già esistenti erano mal comunicate
    - oppure si è trovato al posto giusto nel momento giusto

    Quest’ultima ipotesi non va sottovalutata, la tecnologia voip era disponibile ben prima di skype ma solo con l’avvento di questo programma le cose sono cambiate radicalmente, pur condividendo un modello di business ancora labile ed embrionale, si può dire che per skebby le cose non siano molto differenti..

    Quale lezione?

    1) Quando i mass media tradizionali si muovono col loro passo mastodontico, riescono ancora a fare moltissimo rumore
    2) Per l’ennesima volta diciamo che comunicare l’innovazione è tanto importante quanto innovare

    Bando agli “invidiosi” quindi, se tecnologicamente skebby può essere considerato un abbaglio (chi lo sa), dobbiamo capire che scrivere il software conta, ma comunicarlo conta almeno altrettanto. Ed anche il criticato modello “far soldi sulle spalle degli altri” non è una novità deontologicamente deprecabile, visto che google news, ad esempio, non fa poi molto diversamente.

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  • Going mobile: i grandi si muovono

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 21 Agosto 2007
    Archiviato in Realizzazione siti web

    E’ con questa interfaccia che il grande produttore di elettrodomestici Indesit si presenta al proprio pubblico mobile. Da oggi è infatti possibile visitare il sito www.indesitcompany.mobi con il proprio cellulare/palmare/Pocket pc ottenendo le informazioni pensate per gli utenti media e per la comunità finanziaria.

    Il sito è strutturato in 4 macro aree:

    - Gruppo
    - Comunicati stampa
    - Borsa
    - Eventi Societari

    Si legge nel comunicato stampa:

    I siti .mobi si contraddistinguono per il formato facilmente leggibile da telefoni cellulari e palmari: si tratta di siti in versione adattata, con contenuti fruibili in maniera veloce e informazioni utili al lavoro quotidiano. www.indesitcompany.mobi è la risposta alla crescente necessità degli utenti di poter accedere ai contenuti web attraverso dispositivi mobili consentendo una presentazione efficace anche su piccolo schermo.

    Il tentativo del sito di offrire una comunicazione “Veloce, chiara e trasparente” è ben riuscito, sitiwebmarketing ha testato il nuovo contenitore mobile con un terminale nokia E61 e la navigabilità su rete gprs (quindi non umts) risulta comunque buona, i contenuti sono limitati ma presentano l’azienda ed offrono le informazioni essenziali.

    Due considerazioni:

    1) il sito mobile è pensato per l’utenza principalmente business avezza all’utilizzo del palmare etc.. viste però le recenti possibilità offerte dai principali operatori di telecomunicazione, non era forse il caso di “osare” ipotizzando qualche contenuto riservato anche al mass market? (Un catalogo.. per esempio)

    2) la navigazione mobile è una realtà , ci sono problemi ed ostacoli ma sono in molti ormai a fruire siti e (soprattutto) a leggere la posta in movimento. Rischiamo un nuovo gap di informazione come nel primo internet? E le pmi?

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  • Speed painting, ovvero la fusione di arte e tecnologia

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 18 Agosto 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia

    Si chiama speed painting, ovvero pittura ad alta velocità , ed è una delle ultime mode on line. Su youtube si possono trovare numerosi esempi di questa interessante novità , realizzati anche con materiali “particolari” come ketchup e patatine. A farla da padrone sono però opere che evocano supereroi e simili realizzate con tecniche di computer grafica, qui ad esempio lo “spiderman” di Nico Di Mattia, uno dei più famosi speed painter. Tra gli italiani il nome di culto è quello di Manlio Noto. La sua è una delle migliori descrizioni di speed painting che abbiamo trovato in rete:

    Questa meravigliosa forma d’arte consiste nel riprendere, con apposito software, un’intera sessione di disegno in photoshop.
    La sessione può durare diverse ore (a volte giorni) così si monta tutta la ripresa velocizzando il tutto e, una volta inserita la musica, si ottiene un filmato di pochi minuti.
    Le prime volte, per disegnare, utilizzavo il touchpad (il gommino arancione in mezzo ai tasti, per intenderci) del mio portatile IBM, poi passai al mouse e adesso una penna grafica che mi hanno regalato.
    Non occorrono grandi doti da grafico bensì una grande confidenza con il disegno e una piccola conoscenza di photoshop. Piuttosto scorretto, infatti è l’utilizzo di filtri o altri strumenti particolari: toglierebbere veridicità all’esecuzione! Si può anche riprendere con la telecamera una sessione di pittura e il risultato è piuttosto divertente!
    (Fonte: www.manlionoto.it)

    Abbiamo anche avuto la fortuna di raccogliere alcune sue cortesi dichiarazioni:

    Come hai iniziato con lo speed painting?

    la primavolta che ho avuto per le mani un pc ho avuto l’istinto di disegnare. tra una telefonata e l’altra al call center dove lavoravo mi divertivo a disegnare col “Paint”! poi un mio amico mi fatto provare photoshop ed è cambiato tutto. ottenevo dei disegni molto fotografici e per questo pochi credevano che fossero disegni non ricalcati o foto elaborate. era il 2000 ma solo mesi fa, navigando, ho scoperto la possibilità di
    applicare un software che potesse filmare tutto il procedimento. ho scoperto
    che questa è una vera e propria forma d’arte così c’ho lavorato più
    seriamente anche nella scelta delle musiche.

    In che modo promuovi i tuoi quadri? Lo speed painting aiuta a vendere quadri?

    devo dire che la pubblicità tratta dai filmati su you tube e sul mio sito mi ha allargato i miei
    contatti soprattutto per esporre i miei quadri fuori dalla sicilia. non direi che aiuta a vendere di più ma sicuramente lo speed painting contribuisce in maniera significativa ad apprezzare la mia tecnica pittorica e le atmosfere che cerco di riprodurre. infatti durante le mostre dedico un
    angolo alla proiezione dello speed painting e mi piace vedere le facce stupite difronte la “costruzione” di un’immagine.


    Per i nostri lettori interessati, dove si possono ammirare ed acquistare le tue opere?


    per quanto riguarda le mie opere chi sta in sicilia può sicuramente venirmi a trovare, per sta fuori dall’isola può contattarmi tramite il sito www.manlionoto.it . io comunque incoraggio sempre la visione dal vero del quadro. si può acquistare di tutto on line, ma un quadro può darti emozioni
    solo se lo guardi dal vero.

    Lo speed painting è una divertente forma di espressione della cratività ma è di certo anche un modo per farsi conoscere ed apprezzare per chi, come Manlio Noto, potrebbe aspirare alla vendita di altri tipi di opere (come i quadri presenti nel proprio sito) utilizzando gli speed painting come mezzo di comunicazione, quasi fossero piccoli trailer dell’arte di cui dispongono questi artisti. Ancora una volta la rete di qualifica come mediatore importante per dare spazio a chi difficilmente avrebbe mezzi e modi per trovarlo altrove.

    Fonte: tvpaint.com
    manlionoto.it

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  • Pillole di giardinaggio tecnologico

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 13 Agosto 2007
    Archiviato in Innovazioni e tecnologia, Integrazione on-line off-line

    Nella foto non vedete una pianta, bensì un sistema di casse acustiche per la diffusione del suono in prati e giardini. E’ solo una delle simpatiche ed utili (utili?) diavolerie da giardino scovate nel numero di settembre del mensile Jack. Sul sito Dmail è possibile trovare un pluviometro (sensore con vaschetta che misura la pioggia caduta ed aiuta a regolare l’irrigazione del prato), ma anche uno scacciazanzare solare (10 ore di autonomia).
    Un “must” tutto americano è il superscreen, schermo gigante gonfiabile grande da 3 a 7 metri, disponibile a partire dalla modica cifra di 2.200 euro garantisce una figurona con gli amici! (www.superscreenusa.com).
    Per chi ha il pollice verde ma vuole un aiuto “robotico” basta chiedere: da claber arriva Aquadue, un piccolo computer che gestisce l’erogazione dell’acqua al giardino anche in assenza del padrone di casa. Per l’erba il non plus ultra è Oscar, il robot da giardino da 1.970 euro che con un’autonomia di 3 ore falcia il prato evitando ostacoli e pericoli (www.oscarobot.it); per le siepi meglio affidarsi a bosch isio (www.bosch.it), lo sfoltirami leggerissimo (600 grammi). Per chiudere la tecnologia applicata alla sicurezza, Solarcam è una telecamera che trasmette via radio al ricevitore e si carica col sole, non necessita quindi di alcun cavo (www.nicoshop.it). Facendo un pò di conti, con una cifra tra i 5.000 e i 10.000 euro è possibile far diventare il proprio giardino una “gadget farm” e, forse, risparmiare anche un pò di fatica!

    Una citazione particolare merita, in termini di marketing, il sito http://www.outdoorspeakerdepot.com/ (che offre tra l’altro il subwoofer da esterno a forma di tronco) da cui è tratta l’immagine “di copertina”: si tratta di un vero e proprio centro di e-commerce per le transazioni di nicchia legate al mercato delle casse da esterno. La lezione in questo caso è legata alle infinite possibilità che la creatività e il web offrono per mercati di nicchia, a quando un corrispondente italiano? E soprattutto a quando un sistema di micro mercati fiorenti come quello ad esempio, anche in Italia?

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  • E mail marketing: come evitare il cestino?

    Giorgio Soffiato

    di Giorgio Soffiato · pubblicato il 10 Agosto 2007
    Archiviato in Web marketing

    L’e-mail marketing è uno degli strumenti di web marketing più conosciuti, utilizzati e redditizi. Flagellato dal fenomeno dello spam, che mina anche le comunicazioni commerciali serie, può e deve essere ottimizzato per ottenere i ritorni desiderati ed emergere nella confusione degli invii “sparati a caso”. Ma come approcciare la redazione di una mail commerciale?

    Analizzeremo in altre sedi la generazione dell’idea (cosa comunicare) e la costruzione del database, qui interessa la redazione materiale del testo. Una volta passato il filtro antispam di ogni buon sistema di mail (che esclude automaticamente le mail con oggetto gratis, promozione etc..), il primo ostacolo è la decisione da parte di chi riceve di aprire o meno la mail: mittente (solitamente “nome società “) e oggetto risultano in questo caso decisivi. E’ buona norma inserire nell’oggetto il nome della società seguito da altro testo cercando di essere al tempo stesso accattivanti e informativi.
    Per quanto riguarda il destinatario, sarebbe ideale inserire il nominativo nel campo “A:”, tale procedura risulta però complessa e onerosa, si creano solitamente delle liste il cui obiettivo minimo deve essere la non visibilità dei nominativi (e indirizzi) degli altri destinatari per ovvie questioni di privacy, oltre che di gusto.

    In termini operativi la lettera deve essere leggera (molti utilizzano ancora connessioni 56K o similari) ed è bene utilizzare font di testo comuni. In termini di codice la mail può essere impostata come HTML o ASCII:

    ASCII:
    (+) non veicola virus, è leggero, ideale per comunicazioni semplici.
    (-) nero su sfondo bianco, limita la creatività

    HTML:
    (+) simile a pagina web, colori, favorisce creatività .
    (-) pesante

    Non esiste la scelta perfetta, di certo il target aiuterà nella decisione ed entrambe le soluzioni potranno essere considerade adatte, alternartivamente, ad un caso o ad un altro.
    L’e mail marketing è utilizzato per sondaggi, offerte commerciali, presentazioni e le aziende più evolute si servono di software ad-hoc per gestirlo, i punti di forza sono di certo la possibilità di personalizzazione e misurazione dei risultati (geo based e time based).
    Un proverbio dice che “chi più spende meno spende”, mai come nel caso dell’e mail marketing tale adagio è azzeccato: problemi di privacy, spam e redemption fanno di questo strumento un complicato concentrato di tecnologia e web marketing, attenzione quindi alle offerte speciali e ai pacchetti di invii, un professionista serio in questi casi può fare la differenza.

    Fonte: shinynews.it

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